
Come ti senti in questo momento?
E’ una domanda molto importante, che devi porti, soprattutto ora, e dopo esserti interrogato, devi offriti l’occasione irripetibile di ascoltare la risposta che darai a te stesso.
Stare bene, in questo periodo, cioè stare in pace con se stessi e gli altri, è un requisito veramente indispensabile.
Senza rabbia in corpo e senza alcun tipo di altro veleno, l’equilibrio è ora più che mai un bene prezioso da promuovere e coltivare interiormente.
Ma come è possibile stare bene, in questo marasma generale?
E’ possibile, credimi, anzi indispensabile.
Devi solo comportarti come se tu fossi un aereo di linea, un aereo finito in un’area di turbolenza; devi “viaggiare alto”, salire oltre tutto quello che sta avvenendo, per cercare di zittire le “news terroristiche”, e per coltivare buone letture, care amicizie, sacro silenzio e spazi di “gioia” vera.
Lo so, la tua giornata è piena di incontri, intessuta di relazioni, alcune delle quali, vedi quelle lavorative, non appaiono sempre umanamente gestibili.
E’ proprio per questo che devi crearti e nutrire un “gruppo di pari”, cioè un gruppo di persone con le quali sentirti a “casa”, persone che la pensano come te, condividono le tue vedute e lavorano in pace, senza giudizio, per il loro e l’altrui sommo bene.
Ogni volta che spicchi il volo, incontri e attrai le persone che, esattamente come stai facendo Tu, si sono portate oltre le nuvole e i venti odierni.
Quando invece entri nella paura, nel dubbio e nella fatica, ecco che le tue energie calano e le vibrazioni si abbassano di frequenza, attraendo solo le persone che, in quel momento, si trovano nelle tue stesse condizioni-
In questo modo, ti troverai ad orbitare in spazi umani dai toni bassi e tossici, con frequenze simili alle tue e parecchie turbolenze mentali, di pensiero ed emotive e questo renderà più faticoso il tuo “riprendere quota”.
Virare e risalire è comunque sempre possibile, ma più rimani a bassa quota, più stenti a risollevarti.
E’ come se tu perdessi carburante e quindi non fossi più nella condizione di abbandonare l’area geografica soggetta alla turbolenza.
Le frequenze che emani, entrano in risonanza con quelle simili, intensificandosi, nutrendosi, agganciandosi tra loro.
E’ così, che i tuoi sistemi possono agganciarsi o essere agganciati da chi viaggia sulle tue frequenze, indipendentemente dalla tua volontà.
Se le frequenze sono elevate il nutrimento è eccellente, se le frequenze sono di altra natura, le conseguenze sono prevedibili.
Ognuno di noi è come una “stazione radio”, una stazione che emette i suoi segnali elettromagnetici, su certe frequenze, frequenze che influenzano gli altri e ne vengono influenzate.
Prova a pensare e immaginarti, attentamente, quanto sto per raccontarti ora.
Hai dei bisogni per la casa e quindi raggiungi un grande magazzino, per fare degli acquisti.
Sei in uno stato di “grazia” ed entri in un centro commerciale per fare le tue compere. Fischietti e hai il cuore leggero.
Ti aggiri tra i reparti, osservi e confronti merci, marche, prodotti.
Quando viene il momento di pagare ed uscire, ecco che, improvvisamente, realizzi che ti senti avvilito, stanco, spompato, con una sorta di “malesserino” interiore, non ben definito.
Ti è forse capitato qualche volta?
Sei entrato che eri di buonumore, sereno e quindi viaggiavi su buone frequenze, eppure il soggiorno all’interno di quella struttura, visitata da moltissime persone, è riuscita a prelevare e modificare la tua “situazione generale”.
Stavi bene e ora ti senti affranto. Perché?
Semplice!
Il numero di frequenze emesse dalle persone ospiti di quello spazio era basso o bassissimo, tanto che ne sei stato tuo malgrado “aggredito e modificato”.
Immagina che cosa ti sarebbe successo se fossi entrato nello stesso centro commerciale, per i tuoi acquisti, già in uno stato di prostrazione e di frustrazione.
Wooow, penso che il concetto sia chiaro.
All’uscita ti sentiresti sicuramente, come una sorta di zerbino, con un mondo emotivo scosso e un malessere senza precedenti, un malessere difficile sia da gestire, che da ri-equilibrare.
Siamo in contatto, siamo in perenne “comunione” e viviamo riflettendo sull’esterno le nostre situazioni interiori.
Se avessimo un’Anima forte, nutrita, Regina del nostro Essere, la condizione umana attuale, sarebbe paradisiaca e non ci troveremmo nella condizione affaticante e affaticata, odierna.
Il disconoscimento dell’Anima, l’abbandono di questa nostra parte “immortale”, ha creato tutte le premesse per quanto sta avvenendo.
Proprio per vedere di recuperare alcuni aspetti che creano una sorta di difficoltà relazionale con l’esterno, oggi voglio raccontarti come funziona questo scambio e parlarti dell’enorme peso che l’inconsapevolezza ha sullo stare bene e sul saper creare, intorno a sé, una realtà “che stia a sua volta bene”.
Gli antichi Esseni, di cui non abbiamo grandi e numerose notizie, sostenevano che ognuno di noi dovrebbe avere la piena consapevolezza che al suo interno porta tracce profonde della Natura, dell’Essenza Divina.
La Vita animica in un “cappotto”, cioè le diverse esperienze terrene, che tu fai, ti permettono di ritrovare il progetto che appartiene alla tua Anima e che serve per farti riunire alla scintilla divina.
Così, rientrato in Te, diventi Luce.
La teoria degli Specchi Esseni parla del legame che esiste tra noi e le altre persone, sia quelle con le quali siamo in maggiore sintonia, che quelle con le quali “fatichiamo”.
In ogni relazione, di qualunque genere, la persona che hai di fronte ti “fa da specchio”.
E cosa riflette?
Riflette le tue emozioni e quello che tu senti, che percepisci in quel momento.
Questo tuo modo di “sentire”, ribalta il tuo modo di osservare e di giudicare ciò che sta, vive, “fuori di Te”.
Solitamente ti lamenti delle persone con cui sei in relazione, o con cui lavori, e lo fai con una sorta di lamentela estesa a danno di chi ti gravita attorno. Sono piene di difetti e di comportamenti poco funzionali.
Tizio non va bene.
Caio non lavora.
Sempronia è inaffidabile e Geltrude è gelosa, gelosa marcia di te o di qualcun altro.
In realtà, secondo la visione degli specchi, ognuno di noi ha la piena responsabilità della sua Vita, Vita che si serve di tutte le persone che accogliamo lungo il nostro cammino, per scuoterci, per farci crescere, per darci l’occasione per migliorare.
E’ sicuramente un aiuto non richiesto, quello che la Vita ci offre, ma è indispensabile e fa parte del percorso animico.
La Vita, un bel giorno, ti mette davanti una persona, con un grande “specchio” in mano e tu, in quello specchio hai l’occasione di prendere finalmente atto di chi Sei, “darti spazio” e mostrarti al mondo, portando i tuoi talenti.
Ti trovi così, nella condizione della strega, il personaggio della storia di Biancaneve, che si guarda allo “specchio”, con un particolare: lei cerca lo specchio per sentirsi “migliore” rispetto al “reame”, cioè a tutte le altre persone, lusingandosi e illudendosi, anziché osservando il rimando reale che lo specchio le offre, al fine di migliorarsi. La matrigna si reputa perfetta e come tale guarda dentro lo specchio. E’ nella condizione giudicante.
Gli altri, che nel suo immaginario non sono perfetti, le servono soltanto per esaltare se stessa, non per “cambiare qualcosa di sé”.
Lì dentro la matrigna, che rappresenta colei che malevolmente osserva la sua immagine riflessa, trova la sua “vera identità”, ma la rifiuta e interpreta e utilizza quell’immagine, in maniera “strettamente personale”.
In realtà, lo specchio riflette la tua immagine e ti mostra chi sei “nella realtà quotidiana”, rimandandoti, in maniera apparentemente impietosa, anche quegli aspetti personali, che solitamente tu occulti e cerchi di tenere segreti.
Sono i tratti del tuo profilo, quelli che ami di meno, che ti piacciono di meno, di te stesso, ma sono anche quelli che, una volta riconosciuti e accettati, possono permetterti di cambiare e di dare una bella sterzata alla tua Vita.
Ecco perché la Vita si attiva: vuole che tu cambi.
Cambi strada.
Cambi lavoro.
Cambi amicizie.
Cambi compagna.
Cambi Vita. Cambi, semplicemente cambi.
Stiamo parlando del fenomeno degli specchi Esseni.
Si tratta di un qualcosa di estremamente importante, un qualcosa che tendiamo a sottovalutare e a definire in maniera molto spicciola come: “vedo negli altri quello che mi appartiene e lo trovo fastidioso, perché quello che noto è una parte di me che io non amo, non accetto e quindi non voglio vedere ”.
In realtà è un processo molto più ampio e complicato e la storia di Biancaneve ce lo dimostra.
Nello specchio tu vedi tutte le situazioni che vivi, ma non tutte riflettono allo stesso modo, proprio perché sono differenti tra loro.
E’ vero che le situazioni esterne e gli altri si riflettono in noi come in uno specchio, ma è anche vero che non tutte le situazioni ci rimandano questo riflesso nella stessa maniera.
La Vita è bella e ci presenta una varietà di situazioni e di persone, tutte meravigliosamente “utili”.
Alcune persone ci portano a comprendere, attraverso il “riflesso magico” che notiamo nello specchio, i nostri blocchi, le paure o ciò che non ci piace di noi, ma altre, che ritengo siano forse la parte numericamente più ampia, maggiore, ci aiutano a mettere a fuoco tutte quelle caratteristiche creative e personali di cui siamo inconsapevoli, dimentichi oppure che spesso non abbiamo il coraggio di tirare fuori.
Tu, prima dello specchio, non sai di Essere o non vuoi Essere, e quindi non Sei.
L’altra persona, facendoti da specchio, te lo mostra e così facendo, ti consente di prenderne finalmente atto.
Gli Specchi Esseni sono legati alla “legge di risonanza.
Quindi tu hai la suocera che sei, sei il datore di lavoro che non ami, che non apprezzi e hai dentro di Te la compagna che non sopporti più.
Se tu vibri su certe frequenze, attrai nella tua Vita solo l’ambiente che ti è più congeniale.
Quello è il tuo grado di evoluzione e quindi possono orbitarti intorno solo persone che vibrano sulle medesime frequenze che hai tu.
Con loro sperimenterai “chi stai manifestando”, se Biancaneve o la Matrigna e questo ti permetterà di svoltare e di salire lungo la scala del tuo percorso di Vita.
Se non sarai in grado di “vedere” l’immagine riflessa, arriveranno altre persone, a rinforzare la lezione, proprio attraverso gli specchi esseni della Vita.
Si dice che gli specchi siano 7, guarda caso proprio 7, il numero che ci riporta a Dio, alla perfezione, al suo sostegno.
Sai che vedere questo Numero ti indica che stai percorrendo la strada che ti porterà a Lui, quindi le persone che incontri fanno parte del “sentiero divino”.
Servono per farti “guadagnare punti” e per ritrovare sia te stesso, che la strada smarrita.
Ma come puoi fare?
Mettendoti in sacra accoglienza, per poi passare ad una sorta di lavoro attento su di sé.
Abbiamo l’abitudine di raccogliere i punti spesa in tutti i punti vendita e i centri commerciali che frequentiamo, perché non ci concediamo di raccogliere soprattutto questi punti divini, punti che ci ricollegano a Dio?
Forza, vediamo ora da vicino questi 7 specchi, che rappresentano i nostri 7 diversi stati di consapevolezza.
No no, non illuderti: nessun punto è migliore dell’altro.
Sono tutti e 7 indispensabili e utilissimi, perché ti aiutano a comprendere dove sei in questo esatto momento e cosa ti serve per evolvere.
Il primo specchio è indubbiamente il più reclamizzato e conosciuto.
Ti cala nella realtà del momento, quella che noi definiamo come il “qui e ora”.
E’ lo specchio che ci mostra chi siamo davvero nel qui e ora e come reagiamo di fronte alle persone e alle situazioni, a ciò che ci piace oppure a tutto quello che ci fa venire l’orticaria, perché non ci piace.
E’ lui che ti mostra, in “tempi reali” attraverso la persona che hai di fronte a te, chi realmente sei in quel preciso istante.
Se tu noti nell’altro qualcosa che ti infastidisce significa che quella cosa l’hai dentro di te e quindi ci devi lavorare.
Incostante?
Pesante?
Pettegolo?
Insicuro?
Maleducato?
Saccente?
Fastidioso?
Bugiardo?
Oppure ottimista e solare?
Veniamo da una sorta di “partecipazione” animica e possediamo la stessa natura, dislocata in diversi “cappotti” o apparati psicofisici, ma vista la premessa che ho appena fatto, non c’è separazione tra noi e gli altri, quindi quello che ti infastidisce di lui/lei, ti appartiene.
E’ una sorta di pallina che, lanciata contro il muro, ritorna al lanciatore.
Chiediti allora: “Perché questa cosa mi infastidisce?”
La persona con cui hai questo rimando non ti infastidisce in sé, ma è qualcosa che alberga in Te, che “risuona” e ti disturba, stando a contatto con lui/lei. Così scopri chi in realtà sei.
Il secondo specchio riguarda il tanto “popolare” giudizio.
Viviamo in un mondo giudicante e veniamo spronati a esprimere sempre giudizi, infatti anche la situazione storica, attuale, viene tutta giocata sui No e sui Sì, quindi impostata in modo da creare entità giudicanti e separatiste.
La situazione reale è che il giudizio ricevuto dagli altri o il giudizio emesso da te riflette solo quello che tu pensi della tua situazione attuale.
Quel giudizio ti rende “palese” quello che Tu pensi delle persone e della Vita, mentre il giudizio prende forma.
Il giudizio è come una specie di cartina di tornasole, che ti mostra, evidenzia, rileva qualcosa che alberga dentro di Te o a proposito di una certa situazione, di una professione, delle scelte personali e/o altrui, delle relazioni che Tu instauri con gli altri.
Questo specchio, a differenza del primo, non ti mostra chi sei, ma i “pregiudizi” che hai.
Se in alcune persone Tu noti dei comportamenti o degli atteggiamenti che non ti piacciono, ecco che devi chiederti se questo rifletta il tuo modo di giudicare gli altri nel qui e ora.
Il Terzo specchio mette in risalto ciò che ti manca o che hai perduto e le tue dipendenze.
Le dipendenze attuali sono anche legate al lavoro, al denaro e alla famiglia, alle sue relazioni. Aggrappato a qualcosa o qualcuno, da cui dipendi, hai dimenticato le tue passioni più vere e i tuoi sogni più profondi.
Lo specchio si spalanca sul tuo passato, per permetterti di “recuperare”, qualcosa che ti piaceva.
Il terzo specchio riguarda la relazione con una persona che ci manca, che abbiamo perso e stiamo tentando di ritrovare qua e là.
Questo specchio è potente e si manifesta in una persona.
Quando tu la vedi e la guardi negli occhi accade qualcosa di magico: allora senti come una scossa elettrica, forse anche la pelle d’oca e questo ti deve spingere a chiederti:
“Perché sento il bisogno di stare con quella persona?
Cosa sto cercando in lui o in lei?
Quali sono le sue caratteristiche che mi piacciono e che mi mancano?”
Il quarto specchio ti mostra, attraverso gli altri, le tue convinzioni interiori e come queste influenzano i tuoi comportamenti e il tuo modo di vivere.
Vivi in base a quello che credi interiormente.
Se, per esempio, credi che il mondo sia popolato di ladri, la tua realtà circostante non fa altro che assecondarti e rinforzare questa convinzione.
Le situazioni, le persone e le relazioni della tua Vita, sono il frutto e la conseguenza di quello che ti appartiene, del tuo “Bagaglio interiore”.
Il quarto specchio ti fa cogliere la relazione strettissima tra quello che sei e la Vita che conduci.
Il quinto specchio ti mostra il tuo rapporto con Dio e con il lato maschile e femminile, partendo dai tuoi genitori. Quando il rapporto genitoriale non è in equilibrio Tu tendi a ripetere i loro comportamenti, a fare gli stessi errori e quindi a creare dei vissuti identici.
Questo specchio ti mostra anche come nelle figure familiari e genitoriali e nei rapporti creati esista una sorta di aspetto che si riflette anche con la tua parte divina.
Il rapporto con chi ti ha dato la Vita è un rapporto speciale, un rapporto diverso da tutti gli altri e proprio per questo starebbe a indicare anche il tuo rapporto con Dio, il Padre Creatore, e con ciò che Lui ti rappresenta.
Lo specchio allora ti dice che se ti trovi in difficoltà con i tuoi genitori, hai difficoltà anche a relazionarti con Dio; devi quindi trasformare il tuo rapporto con il Divino, se vuoi recuperare quello con i tuoi familiari.
Il sesto specchio ti permette di vedere la tua grandezza attraverso tutte le situazioni che la vita ti propone.
Tutte le innumerevoli difficoltà che tu puoi incontrare, ti raggiungono perché hai la capacità di affrontarle e quindi vengono per spingerti a “manifestare” questa grandezza, questa regalità dimenticata, assopita. L’Universo ti spedisce solo i pacchi che puoi scartare e le difficoltà che tu puoi superare.
Non riceverai mai una difficoltà, che Tu non sia in grado di gestire.
Si tratta dell’ “oscura notte dell’Anima” o del passaggio attraverso la cruna dell’ago.
Tutte le cose che ti capitano sono “prove” e mentre le superi, ti evolvi, cresci e manifesti il “tuo potere”.
Nel superarle, ecco che con gioia, riesci a constatare la tua evoluzione, la tua crescita e quindi il tuo potere.
Le sfide non sono punizioni o cattiverie divine, ma situazioni utili per farti superare le tue paure più profonde, quelle ataviche, facendoti tirare fuori tutte le risorse che possiedi e che da tempo immemore lasci giacere da qualche parte, senza mai chiamarle in campo, se non grazie appunto alla Vita e alle “prove”, che ti prospetta.
E il settimo specchio?
Beh, questo riguarda il paragone.
E’ uno specchio molto sottile e poco curato, nonostante la sua importanza.
Ti incoraggia ad osservarti e ad osservare le tue qualità e i disvalori, i tuoi successi e gli insuccessi, i tuoi talenti e le tue debolezze, al fine di distaccartene, senza paragonarti o ancorarti a nessuno.
Così e solo così, riesci a riscontrare la tua natura divina, la tua Luce, la tua “perfezione”.
Questo specchio ti “offre” un dialogo con il Cielo, con la parte divina che alberga in Te e quindi ti rende “autonomo”.
Tutto è perfetto. Tutto quello che ti accade e qualunque persona Tu possa incontrare lungo il tuo cammino fanno parte di una “Perfezione”.
La tua Anima deve vivere quella certa esperienza, nell’accoglienza, senza aggiungere alcun giudizio.
Tutto può essere così, semplicemente e solamente così.
Sei quindi invitato a vedere le cose così come sono, comprendendo che tutto è semplicemente e meravigliosamente così come deve essere.
Il mistero di questo settimo specchio è quindi la capacità di comprendere che tu devi essere come un fiore, appoggiato sopra un’onda, e tutto, Tu incluso, sei e siete perfetti così come siete.
Spero che da questo momento non ti sfugga mai più di pronunciare parole come: “Che Vita di … che ho!”.
Hai la Vita che ti serve!
Tutto quello che ti accade nella vita, che ti piaccia o non ti piaccia, lo attrai per “risonanza” e serve per la tua evoluzione.
Quindi qualunque cosa ti accada, accade per un motivo e il luogo in cui sei è il posto migliore, dove poter stare.
Se ti guardi intorno e l’entourage non ti piace, l’unica cosa che sei tenuto a fare è un cambiamento interiore, un cambiamento “utile e indispensabile” per risintonizzare le Tue frequenze e le Tue risonanze su quello che realmente credi faccia al caso tuo.
Se cambi il tuo dentro, di riflesso anche l’esterno che ti sta di fronte assume sfumature nuove, sfumature sicuramente più adatte alle tue attese.
Tu sei più sereno e il tuo mondo relazionale ti riflette, divenendo anch’esso più sereno, armonico, creativo e piacevole.
Siamo come satelliti: tutto ciò che ti orbita intorno lo hai in qualche modo attratto, e lo hai fatto, inconsapevolmente, attraverso la Vita, per riuscire ad evolvere più velocemente.
Ringrazia quindi i tuoi specchi e se vuoi cambiare il loro “riflesso”, cambia il tuo abito interiore.
Come ti senti ora, dopo questa lettura odierna?
Amorevolmente Ti degli Arcangeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com



Sento che è un grande ed importante lavoro !!!
Grazie ti per questa lettura in dono..!!
Preziosissima un abbraccio grande di Luce cara ti ✨
Prego Francesco!
Sono sicuramente Luci, in questo periodo e sono felice Tu li colga sempre, come molti altri lettori.
Luce e dolcezza!