Coltivo la ricchezza che ho dentro

autunno-senza-stress“Se vuoi sentirti ricco, inizia a contare tutte le cose belle che hai
e che il denaro non potrà mai comprare.”

E’ tempo di ricostruire tutto, sia dentro, che intorno a noi, per ridare nuovo smalto alla Terra e alla dignità umana.
Ci hanno educati a pulirci le mani quando tocchiamo il denaro, come fosse contagioso e ammorbante, ma così non è.
Pensato quanto è bello poter tendere la mano ed aiutare chiunque si trovi improvvisamente in difficoltà, anche economica.
Ma come fare, quando il denaro manca??
E’ proprio questa la contraddizione grande in cui viviamo.
Viviamo per lavorare, disdegnando il denaro o quanto meno dandogli un valore errato e fuorviante.
Allo stesso modo desideriamo la Pace interiore , la Gioia, l’Amore vero e seminiamo vento e tempesta ovunque, anche nell’Ambiente che ci ospita.
Siamo spesso depressi, instabili, fragili e preda di paure, partendo dai bambini …
Forse è tempo di capire e sospendere certi comportamenti, per vivere appieno, gestire tempo e denaro in libertà Luminosa e quindi essere Aiuto e Sostegno a sé e alla Vita in generale.
A questo proposito ricordo una storia di Osho, tratta da “Crea il tuo destino”.
E’ emblematica per farci riflettere su alcuni aspetti …
Egli scrive pressapoco così…
” …Ero ospite nella casa di un multimilionario.
Che cosa non aveva quell’uomo?
La ricchezza e l’ostentazione lo circondavano.
Eppure i suoi occhi erano deboli e spenti, era impossibile non sentirsi toccati, guardandoli. Quell’uomo era impegnato ad arricchirsi dal mattino a notte fonda.
Tutta la sua vita era stata spesa a contare soldi, a gestirli e a proteggerli, eppure quell’uomo non era ricco!”

Un controsenso???
No, la realtà che spesso si vive quando si trascorre il proprio tempo a rincorrere il “denaro per il denaro”.
Un possidente spesso vive per ammassare; anche Verga ci ha raccontato storie di quotidiana follia legata alle “cose”, meglio alla “roba”, come la chiamò lui …
Ampliando il discorso possiamo però dire che tutti siamo ancorati ad una dinamica di mercato dove con lo specchio della casa di proprietà e dei finanziamenti, finiamo con l’impostare la nostra vita tutta in funzione del denaro.
Allora il lavoro diventa ogni giorno di più un bisogno per far fronte alle scadenze, alle rate, vale a dire non è più né espressione di sé, né un momento utile per una “vita a misura d’uomo”e perde ogni valenza etica corretta verso gli altri.
Allora lavoro per pagare e acquistare, entrando in una dinamica ansiosa, in cui basta che qualcosa si rallenti o scompaia per togliermi ogni gioia ed equilibrio.
Il ricco schiavo del denaro, la persona normale schiava delle scadenze e quindi del denaro, il povero a sua volta ossessionato dalla ricerca dello stesso e di quelli che sono i simboli, i feticci del suo impero.
La storia continua così …

“Probabilmente quell’uomo era un semplice custode: di giorno si dava da fare per guadagnare, la notte faceva la guardia.
E proprio per quel motivo, non riusciva neppure a dormire: quale guardiano di patrimoni ha mai dormito?
Il sonno, un sonno senza sogni, è una ricchezza che solo persone libere dalla follia di ogni tipo di proprietà – data dai soldi, dalla fama, dalla religione – si può permettere.
Chiunque stia partecipando a qualsiasi forma di gara trascorre i suoi giorni e le sue notti senza un attimo di pace: nella mente di chi sta correndo si annida un’assoluta assenza di quiete!

Quando la mente si riposa, c’è pace e quiete.”

Già, dove ogni cosa vive in equilibrio non c’è spazio per ansia, paura, nelle sue mille sfumature, rabbia, rancore,…
Tutto fluisce serenamente e procura altra Serenità e Pace.

La storia dice ancora…
“A sera inoltrata, mi accomiatai da quel poveretto – sebbene fosse multimilionario – che mi ospitava, per andare a letto.
Mi disse:
“Anch’io voglio dormire, ma il sonno neppure mi degna di uno sguardo!
Passo le notti tra crucci e rovelli; mi stupisco dei pensieri inutili che corrono senza mai fermarsi nella mia testa.
Non riesco a credere al numero di cose che alimentano la mia paura.
Per favore, potresti indicarmi un modo per avere un sonno salutare e tranquillo?
Cosa dovrei fare?
Sto impazzendo!”.

Che metodo potevo mai suggerirgli?
Conoscevo la sua malattia: era quella ricchezza.
La ricchezza giocava con lui di giorno e lo tormentava per tutta la notte; e la notte è solo una reazione rispetto a ciò che accade durante il giorno, che ne è lo sviluppo.”

Quanti di noi decidono di vivere questa loro esistenza, non per adempiere al proprio reale cammino in sostegno ai piani Divini, ma bensì per avere una grande casa, più macchine, televisori, iPhone … e quanto altro??
Gettiamo, sprechiamo, barattiamo tempo e relazioni per lavoro e denaro, denaro e rate …e intanto rendiamo la Terra una discarica, arida, imprevedibile e a dire di qualcuno nemica.
Dobbiamo recuperarci e ristabilire un ordine fatto di Amore verso ogni cosa e persona.
Qualsiasi sia il problema che ci assilla, la sua radice “devastante”sta proprio nel ricercare sempre all’esterno di sé una soluzione e un colpevole.
“Una simile soluzione non fornirà mai alcuna salvezza e non farà che aumentare il disagio” –  come ci avverte Osho.
Fino a quando non ci metteremo seriamente a lavorare su noi stessi, a ritrovarci veramente, cioè capire chi siamo realmente e cosa dobbiamo realmente fare, continueremo sempre a fare da pessimi custodi a doni che diventano per noi catene nefaste  e  quindi ad essere attori di un sogno doloroso.
La risposta ad ogni nostro dilemma, la vera salvezza, l’unico vero e reale  porto sicuro, esiste unicamente dentro noi, all’interno del proprio essere; Dio lo ha impresso in ciascuno con Amore Infinito, ma per trovarlo, è essenziale avere il coraggio di vivere del tutto privi di sicurezza, sotto tutti i punti di vista, pronti a fidarsi di Lui.
Sapete cosa rispose Osho a quell’Uomo??
Semplicemente così…

“Allora gli raccontai una storia, poi dissi:
“Va’ a dormire” e, … meraviglia delle meraviglie, …ci riuscì!
Il giorno dopo aveva lacrime di gratitudine e di felicità negli occhi.
Oggi, quando ci penso, io stesso stento a crederci: quale magia era riuscita a  compiere quella storia in quell’uomo?
Forse, in alcuni stati particolari della mente perfino qualcosa di molto semplice e comune diventa straordinario.
Dev’essere successo qualcosa di simile; probabilmente avevo scoccato involontariamente una  freccia, che aveva colpito il punto giusto: di certo quella notte quell’uomo dormì.
E dopo di allora nella sua vita iniziarono a spuntare fiori meravigliosi.
Qual era quella storia?”
Ovviamente,  è diventato intenso il vostro desiderio di conoscerla…
Leggetela  e sicuramente anche tra noi qualcosa fiorirà …

“C’era una volta una grande città.
Un mistico andò a visitarla.
I santi vi andavano e venivano regolarmente, ma in quest’uomo c’era qualcosa di insolito.
Migliaia di persone raggiungevano la sua capanna, e chiunque vi si avvicinava tornava avvolto dalla stessa fragranza e freschezza che si prova quando ci si immerge in cascate che zampillano tra le rocce, oppure nell’assoluto silenzio di una foresta, o sotto le stelle durante la notte.
Anche il nome di quel sant’uomo era insolito: Koti Karna Shrone.
Era stato molto ricco prima di darsi all’ascetismo e aveva l’abitudine di portare alle orecchie orecchini che valevano milioni.
Ed era per questo che veniva chiamato Koti Karna: orecchie da dieci milioni.
Possedeva denaro a profusione ma, quando scoprì che la sua povertà interiore non se ne andava, divenne ricco rinunciando a quelle ricchezze.
Ed era solito ripetere la stessa cosa alle altre persone; e la musica che accompagnava ogni suo respiro ne dava testimonianza; la pace che fluiva dai suoi occhi ne era testimone; la felicità che si riversava dalle sue parole e dai suoi silenzi erano la sua prova.
Se la mente è matura, allora la libertà dalla ricchezza, dalla fama, dallo status sociale e dall’ambizione diventa qualcosa di facilissimo.
Dopotutto, quelle cose non sono altro che giochi per bambini.
Migliaia di persone si erano raccolte fuori dalla città per vedere e ascoltare questo Shrone. Ascoltandolo, la mente della gente si acquietava, simile al guizzare della fiamma di una candela, in un luogo senza vento.
Tra quella folla c’era anche una donna molto devota di nome Katiyani.
Quando scese la sera, disse alla sua serva:
“Torna a casa e accendi le lampade nella mia dimora.
Non voglio alzarmi e lasciare queste parole colme di nettare”.
Quando la serva arrivò a casa, scoprì che era in corso una rapina: i ladri stavano raccogliendo il loro bottino all’interno, e il loro capo era all’esterno, a fare il palo.
La serva tornò immediatamente da Katiyani, e il capo dei ladri la seguì.
La donna si avvicinò a Katiyani e con apprensione le disse:
“Signora, in casa ci sono dei ladri!”.
Ma Katiyani non le prestò alcuna attenzione: era persa in un altro mondo, e continuò ad ascoltare ciò che stava sentendo, continuò a vedere ciò che stava vedendo, e rimase seduta dov’era … era in un altro mondo!
Dai suoi occhi scorrevano lacrime d’Amore.
La serva si agitò ancora di più e la scosse, dicendo:
“Padrona, o padrona mia!
I ladri stanno svaligiando la casa.
Stanno portando via tutti i tuoi gioielli!”.
Katiyani aprì gli occhi e disse:
“O stolta, non ti preoccupare; perché ti agiti tanto?
Lascia che portino via ciò che vogliono: tutti quei vestiti e quei gioielli sono cose irreali. Sembravano reali perché vivevo nell’ignoranza.
Il giorno in cui anche gli occhi di quei ladri si apriranno, vedranno anche loro che sono cose del tutto prive di realtà.
Non appena i tuoi occhi si aprono, ecco che scopri il vero oro, qualcosa che non può essere rubato né esserti sottratto.
Io sto vedendo quell’oro: un oro che è all’interno del proprio essere”.
La serva non riuscì a capire nulla di tutto ciò.
Era allibita, era senza parole: cos’era successo alla sua padrona?
Invece, il cuore del capo dei ladri ne fu toccato, come se dentro di lui si fosse aperta una porta, come se nella sua anima si fosse accesa una lampada fino a quel momento spenta.
Tornò indietro e disse ai suoi amici:
“Compagni, lasciate qui tutte queste cose.
Tutto questo oro e questi gioielli sono privi di realtà.
Venite con me, cerchiamo anche noi quella ricchezza che la padrona di questa casa ha trovato, e che l’ha portata a riconoscere che oro e gioielli sono irreali!
Anch’io ho sempre cercato quell’oro, e non è lontano; è vicinissimo: è all’interno di se stessi”.
Una storia intensa, vero???
E quale è il senso di tutto questo???
Forse che il denaro è malvagio?
Che nessuno deve avere ricchezze terrene, perché inutili???
Trovata la nostra fonte interiore di Luce, nostro grandissim o tesoro, qualsiasi cosa ci avvenga e ci passi tra le mani lo farà nella giusta modalità …
Allora avremo tempo per gli altri e prima ancora per noi stessi.
Potremo condividere senza pensieri e rancori.
Ogni attività avverrà amorevolmente, dando frutti eccellenti.
La Terra vivrà ancora e sarà fertile e feconda come non mai.
La Luce interiore ci rende diamanti di rara e inestimabile bellezza,pronti ad irradiare fasci colorati straordinari, generanti il magico Ponte Arcobaleno, capace di riportarci verso l’alto, l’origine il nostro Divino creatore e Padre.
Diamo almeno un po’ di ciò che custodiamo per “crescere, comprendere, acquisire consapevolezza” e diverremo uno strumento unico dei progetti Divini celesti per l’Amore Universale.
Allora le giornate avranno un senso.
Non saremo più uomini assonnati, depressi, cupi e brontoloni, ma persone nuove, ricche, cariche di voglia di fare, di crescere, pronte ad aiutarsi vicendevolmente.
I più grandi doni sono custoditi dentro ciascuno di noi …

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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