Mi gusto la mia solitudine!!

SPAIN, Andalusia, beach of Rota, region of Cadiz. Costa de la Luz.

Osserva l’immensità della tua solitudine.
Ascolta quel silenzio.
Chiudi gli occhi.
Sentilo…
sentine la struttura, la fragranza.
Lascia che ti pervada …
e se ora ti senti felice, canta e danza.”

Oggi continuiamo a parlare di questa condizione così sentita e presente nella vita di molte persone.
Ho cercato di far notare gli aspetti positivi del vivere in solitudine, cioè senza una o più presenze fisiche diverse da noi; mi rendo conto che molte persone, nonostante i tentativi ed i buoni propositi, non si trovano ancora, per svariati motivi, nella condizione di saperla scegliere, accogliere, vivere ed apprezzare. Proviamo allora a prendere seriamente in considerazione,  alcune semplici strategie, per sentirsi bene, soprattutto quando la scelta non è di tipo personale, cioè non nasce dal nostro profondo, ma ci viene quasi imposta da una serie di eventi, quali lutti, separazioni, abbandoni o altro …
Se apparteniamo quindi a quest’ultima schiera dei “forzati della solitudine”, iniziamo con il prendere seriamente in considerazione la possibilità di prenderci cura di un cucciolo o comunque di un animale domestico, che necessita di un’ adozione.
Se stiamo soffrendo perché non abbiamo più la compagnia di una persona a noi cara, è una buona cosa, prendere in considerazione la possibilità di adottare un gatto randagio, un cane o anche di attivarsi per sostenere un’iniziativa, che richieda un po’ attenzione e del nostro tempo a favore di questi “grandi amici”.
Magari la nostra casa o il nostro stile di vita non si prestano all’accoglienza diretta, ma è sempre possibile dedicare un po’ del nostro tempo per gli ospiti di un gattile o di un canile …
Prendere con noi un amico a quattro zampe, o sostenere gli ospiti di un centro apposito, ricordiamoci che si tratta di una scelta che andrà comunque fatta in modo responsabile quindi continuativo.
Gli animali sono da secoli i migliori compagni dell’uomo, all’interno delle pareti domestiche, ma la loro scelta comporta molto impegno e senso di responsabilità: non è rispettoso, né amorevole,  tenerli chiusi tutto il giorno tra quattro mura, non rispondendo ai loro bisogni e sacrificando la loro esistenza per la nostra; essi hanno bisogno di muoversi, di correre, di saltare, di giocare in perfetta autonomia, mangiando ad orari regolari e in modo variato; tutto ciò che impedisce loro di poter fare ciò che in natura è loro concesso è costrizione.
Se scegliamo quindi di avere un nuovo amico a quattro zampe, cerchiamo di essere padroni attenti e responsabili.
Affidarli ad altri li fa soffrire, così come costringerli a muoversi in spazi ristretti, tra  suppellettili, preziose per noi,  a cui essi sentono di dover fare attenzione rappresenta per essi una sofferenza e una privazione “importante”.
Conquistare la fiducia e l’affetto di un animale può essere una meravigliosa esperienza,  profondamente gratificante, ma va scelta con consapevolezza.
E’ importantissimo quindi, far entrare nella nostra vita un animale da compagnia solo se siamo in grado di gestire ogni giorno tutto ciò  che ci serve per prendercene cura.
Se a conti fatti, ci rendiamo conto che non siamo tagliati per accudire un animale, non facciamone una tragedia: meglio ammetterlo a se stessi e optare per altre opportunità, piuttosto che essere artefici di inutili e inconcepibili sofferenze…
Per esempio, mettiamoci in gioco, attivandoci nelle relazioni sociali.
Cerchiamo occasioni di confronto, di apertura, di interazione.
Spesso, per conoscere nuovi amici, è necessario muoversi per primi, per esempio facendoci promotori di qualche momento di aggregazione, coinvolgendo più persone nel fare qualcosa.
Non trascorriamo tempo utile, lamentando delle carenze del nostro borgo o del paese piccolo o grande in cui viviamo: diamoci da fare, creando momenti d’incontro, senza aspettare che siano sempre gli altri a fare e/o ad avvicinarci.
Chiediamo a qualcuno se desidera prendere un tè o un caffè con noi, oppure fare due passi o chiacchierare un po’, del più e del meno …
Se mostriamo interesse verso gli altri, prima o poi, qualcosa accadrà e sicuramente, tra le varie persone con cui interagiamo nella nostra quotidianità, troveremo coloro che hanno qualcosa di simile ed in comune con noi.
Quando poi l’occasione si pone, non entriamo nel vortice del piacere a tutti i costi, cercando di fare colpo su una persona sconosciuta, ma mostriamoci per quello che siamo, soprattutto se altre esperienze precedenti ci hanno portato in quella direzione del voler apparire.
“Falsificarsi”, crea solo il rischio che il rapporto muoia sul nascere.
Cerchiamo invece di mostrare semplicemente chi siamo, cosa amiamo fare, cosa possiamo offrire ed impariamo ad ascoltare.
Facciamo molta attenzione quando l’altra persona o le altre persone  parlano.
È una delle poche cose veramente importanti:  saper rispondere a ciò che le persone ci dicono, dimostrano che siamo aperti, rispettosi, pronti e disposti non solo e tanto a ricevere, quanto anche a dare.
E’ brutto essere distratti e distaccati: denota che siamo poco solidali e quindi inaffidabili.
Qualunque sia il motivo per cui siamo rimasti soli, cerchiamo ora di riallacciare i rapporti con alcune persone e di tornare quindi alla vita sociale di relazione.
Lasciamoci a nostra volta coinvolgere in varie attività: parrocchiali, comunali, comunitarie, …
Se vogliamo avere nuove amicizie, dobbiamo uscire dal nostro piccolo e rassicurante guscio e farci coinvolgere. Prendiamo in considerazione anche gli eventi più “folcloristici”, più particolari, magari legati ad un hobby tanto sognato e mai assecondato: una gara sportiva?
Un corso di ballo?
Fare volontariato all’interno di una comunità?
Buttiamoci!!!
Se siamo molto timidi, troviamo un gruppo con cui affrontare di nuovo la “nostra ansia sociale”, magari cercando anche on-line.
Frughiamo, per scoprire attività organizzate nelle nostre vicinanze.
E’ importante però frequentare i vari posti con tranquillità, senza lasciarsi prendere dalla sola idea di instaurare nuove amicizie e incontrare a tutti i costi le persone uniche, giuste per noi.
Impariamo a muoverci lasciando al Cielo il da farsi, cioè con semplicità, senza alcuna aspettativa e divertiamoci a prescindere da ciò che accade.
Niente critiche demolenti e osservazioni fatte con la lente d’ingrandimento per ogni gesto, parola, situazione e persona incontrata …
Le cose ci arrivano quando lasciamo aperta la porta, cioè quando ci mettiamo nella condizione di accettazione, di accoglienza amorevole.
Individuiamo le attività che prediligiamo e che coinvolgono anche gruppi di persone, come cinema, circoli letterari, attività e gruppi teatrali, gruppi ecclesiali, concerti e mostre d’arte.
Quando siamo con gli altri, cerchiamo di essere positivamente presenti, cioè evitiamo di raccontare le innumerevoli catastrofi familiari e non, accaduteci negli anni, dall’infanzia ad oggi; questo non significa snaturarsi e raccontarsi come non si è … ma tacere quei particolari che ci opprimono e che sicuramente non risultano piacevoli neppure agli ascoltatori.
Scegliamo di essere una presenza piacevole!!
Può essere che molti dei presenti abbiano vissuti impegnativi, quindi non rendiamo il bel momento pesante e simile ad una discarica, dove tutti gettano le proprie pesantezze!!
Cerchiamo di attirare le persone comportandoci in maniera divertente e gradevole.
Impariamo a notare i particolari che fanno la bella e piacevole differenza!
Anziché criticare, notiamo … e facciamo complimenti sinceri, piacevoli.
Parliamo del più e del meno, senza essere giudicanti, puntigliosi, magari un po’ arroganti …
Niente commenti su come si vestono gli altri, sulle loro capigliature e sulle loro abitudini o su un capello fuori posto: essere piacevolmente accoglienti è accogliere la semplicità spontanea del Cielo.
Nessuno di noi ha  bisogno di qualcuno che gli faccia notare la piccola macchia sul polsino sinistro …, o sbaglio???
Avvicinare gli altri, significa condividere le cose ok, quindi  qualcosa che gli rassereni a tutti i presenti la giornata, che ci renda tranquilli e più solari…
È il modo migliore e più amorevole per rompere il ghiaccio…
A volte anche internet può essere utile per entrare in contatto con le persone, ma dobbiamo ricordarci che non può e non deve sostituire l’interazione personale, da prediligere, scegliere e sostenere sempre.
Le comunità virtuali possono costituire un modo prezioso per conoscere, apprendere, condividere pensieri ed esperienze o porre domande a chi sta attraversando situazioni simili alle proprie, ma dopo la “formazione” è necessaria l’esperienza diretta nel mondo contingente, reale.
Il confronto reale è indispensabile.
Le attività on-line spesso offrono spesso servizi utili, come il mio, per crescere, trovare conforto, in un’azione di interscambio, ma dobbiamo ricordarci che non tutti offrono energie positive e luce, quindi ascoltiamo le nostre sensazioni a cui si aggancia in qualche modo l’altra energia.
Se la sensazione è vaga o strana, … passiamo oltre …
Non tutti sono quello che dicono di essere e ci sono molte persone che approfittano di chi è solo.
Cerchiamo di cogliere la differenza tra la solitudine e l’essere Anime – Spiriti solitari.
La prima comporta spesso una condizione di infelicità,  perché si è soli, mentre la seconda è una condizione piacevole, di felicità nell’essere soli.
Se ci sentiamo appagati nello starcene in disparte, ricordiamoci che non c’è nulla di sbagliato a voler stare da soli o a star bene con se stessi e che a volte nel nostro cammino questa richiesta si manifesta, proprio come bisogno…
Quel tempo,  trascorso senza compagnia, può essere allora altrettanto utile e piacevole, proprio come vivere tra mille persone.
Attiviamoci per migliorare e riuscire ad esprimere ciò che siamo in perfetta felicità.
Di solito, dedichiamo per scelta o imposizione “educativa e sociale”, la maggior parte del nostro tempo agli altri e tendiamo a dimenticare noi stessi.
Se la vita ci offre improvvisamente un periodo di solitudine, approfittiamone per arricchirci, riempirci di silenzio, di riflessione, di noi …, facendo tutto ciò che ci piacerebbe fare per noi stessi.
Impariamo a cogliere il lato B, l’altro… come un’occasione e non il suo contrario, cioè una privazione ingiusta.
Si tratta di una magnifica opportunità e dovremmo gioirne o esserne felici!
E fare un po’ di sano sport???
Consideriamo anche questa opportunità.
La palestra chiusa o l’aria aperta, ci offrono una sferzata di benessere fisico, emotivo, psicologico e anche relazionale.
La cura del proprio corpo è la prima cosa che trascuriamo quando siamo molto impegnati, schiacciati dalle mille cose da fare per gli altri.
Se ultimamente stiamo trascorrendo poco tempo con altre persone, usiamo questa libertà per “allenare”il fisico.
Camminare o correre nei parchi, oppure allenarsi dentro una palestra sono un’opportunità relazionale importante …, che ci offrono la possibilità di conoscere qualche persona che magari ci aspettava per condividere alcuni momenti del nostro cammino …
Attiviamoci!!!
Coltiviamo un nuovo hobby!
Lanciamoci in attività con altre persone!!
Trasformiamo quella che noi cogliamo come  grigia solitudine in qualcosa di bello, una ventata di occasioni e di aria nuova e fresca!
Abbiamo mai pensato di darci alla cucina?
Un piatto delizioso merita di essere condiviso, rappresenta un’attività gratificante e indirizza le nostre energie verso qualcosa di nutriente.
Facciamo qualcosa di diverso, di unico, di grande.
Spesso abbiamo dei progetti ambiziosi, ma li teniamo chiusi rigorosamente a chiave in un bel cassetto, trovando migliaia di scuse per non impegnarci o il non volerci concedere un’occasione, un’opportunità.
Questo blog è l’esempio di un sogno celeste, a cui io do voce…
E se avessi ascoltato le persone ed i pareri discordanti che mi sono arrivati quando dissi che avrei aperto un sito dove canalizzare e dare a molte persone il pensiero divino, oggi non sarei qui a parlarvi e a rappresentare per voi che leggete la “differenza” …
Qualcuno che mi disse di non farlo???
Ci fu, … ma il mio compito era più forte “di qualsiasi sconsiglio” …
Abbiamo mai desiderato scrivere un libro?
Dipingere un quadro?
Fare il giro del mondo in 80 giorni???
Sfruttiamo la solitudine per realizzare qualcosa di grandiosoooo, mitico, straordinariooooo…
Chissà, il nostro progetto, potrebbe trasformarsi in un progetto che aiuta le altre persone ad affrontare la solitudine.
E apriere un B&B???
Quando ci arrotoliamo sulla nostra solitudine e la trasformiamo in un’energia schiavizzante e veramente buia, rischiamo veramente di fare pasticci, per esempio scambiando conoscenze occasionali per amicizie profonde e affidabili, a cui puoi confidare tutto e per cui immolarsi, rimanendone poi clamorosamente provati e affaticati.
Viviamo invece con leggerezza, lasciando aperte le porte al Cielo, costruendo gradualmente, con semplicità un rapporto di fiducia, di confidenza e sostegno, là dove possibile.
Evitiamo di chiamare tutti indistintamente amici, quando non lo sono: abusiamo di questa parola, senza aver creato le fondamenta per reggere la costruzione che essa dovrebbe rappresentare …
Non c’è nulla di sbagliato a circondarsi di conoscenti: anche se non sono amici nel senso pieno e profondo del termine, non importa: è importante che con loro ci sia un clima sereno, la possibilità di condividere, di parlare, di ascoltare, di crescere…
E’ tempo di costruire senza i falsi miti della pubblicità ingannevole …
Avere un un discreto numero di persone con cui stiamo bene e ci piace condividere diverse attività è spesso più facile che avere un carnet di veri con cui camminare e condividere veramente la propria vita, ciecamente.
Ricordiamoci che potremmo sentirci soli anche tra mille persone sia per bisogno nostro personale, che per una differenza reale tra noi e loro.
ricordiamoci che non dobbiamo avere una relazione sentimentale per essere felici.
Vedere persone accoppiate, se noi non lo siamo, non deve farci sentire vedove, manchevoli, sbagliate.
Non è necessario avere un compagno per sentirci parte …
Entriamo finalmente nell’ottica che le cose ci arrivano quando siamo veramente pronti ad accoglierle!!!
Personalmente attiviamoci solo per crescere dentro e quindi creare una vera atmosfera positiva, cogliendo l’attimo presente, fatto magari di solitudine, come un’occasione …, l’occasione di fare qualcosa di nuovo per rilassarci o nutrire il nostro spirito, incluso quello creativo o più vivace di noi.
Accogliamoci e siamo finalmente noi stessi!!!
Non dobbiamo essere un’altra persona in modo che gli altri ci apprezzino e vogliano stare con noi: ognuno di noi ha  il proprio stile e la propria unicità ed è bellissimo proprio per questo.
Se abbiamo ancora delle perplessità al riguardo, significa che necessitiamo ancora di vivere del tempo in solitudine,  per capire meglio quali sono le nostre qualità e quindi accoglierci, apprezzarci, amarci …
Le persone ci amano  per ciò che siamo e non per ciò che noi vorremmo essere.… ricordiamocelo!!!
A volte ci obblighiamo penosamente  ad essere ciò che non siamo, morendo a noi stessi e perdendo la nostra meravigliosa identità …
Amiamoci e crediamo di più in noi stessi e nella nostra “missione impossibile”, ma fattibile!!!

A chi si trova in difficoltà ad amarsi … consiglio le “30 carte Angeliche per amarsi
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Sono un eccellente contatto con il Cielo, per crescere costantemente, con il loro quotidiano aiuto e consiglio…
Buon cammino a tutti!!!

Ti degli Arcangeli

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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