Commento alla PAURA DELL’AMORE

“Non importa quanto hai sofferto.
Ti innamorerai di nuovo.
Sarà più bello di prima. E farà più paura che mai.”

                                                                     F. Volo

Amore è veramente una parola breve, ma che basta spesso da sola a farci tremare …
“Ci sono due modi di vivere. Uno: dominati dalla paura; l’altro: orientati verso l’Amore.”
La differenza epocale è proprio questa: l’Amore è alla base della nostra esistenza, ma spesso, anche quando lo chiamiamo in causa, viviamo in realtà nella condizione di non lasciarci andare, perché abbiamo paura ad amare ed è una cosa molto più frequente, di quanto si pensi …
“Vivere dominato dalla paura non ti condurrà mai a un rapporto profondo.
Resti impaurito e non tolleri l’altro, non permetti all’altro di arrivare fino al tuo centro.
Gli dai il permesso fino a un certo punto, poi c’è un muro e tutto si ferma.”

La “fregatura”, se così vogliamo apostrofarla è che l’Amore si ripresenta alla nostra porta, proprio quando credevamo di non avere più nulla a che spartire con lui o almeno ce lo eravamo imposti o ripromessi solennemente…
Per vivere l’Amore, dobbiamo lasciarci andare, ma questo librarsi nell’aria sotto la presa di questa nuova situazione, per memoria di ciò che abbiamo vissuto e quindi per apprendimento recondito, ci ha spesso portato a cadere o sbattere pesantemente, quindi a conservare dentro, tra le varie emozioni, come prevaricante proprio lei, la paura.
L’esperienza passata ci ha fatto sperimentare dolore e quindi ha generato lei, la paura.
Ma nello specifico, cosa la può generare?
Ehmmm … di tutto un po’ …

  • L’esperienza pregressa in se stessa;
  • il temere di illudersi ancora e di scoprire di avere accanto una persona diversa, rispetto alle idealizzazioni che ci eravamo creati;
  • la paura di essere ri – delusi …;
  • il timore di essere abbandonati di nuovo, se lo siamo stati …;
  • … l’insicurezza generata dalla paura di sbagliare ancora;
  • la paura del tradimento …
  • … di non essere all’altezza della situazione o dell’altro …
  • la paura o la fatica di sentirsi privato dei propri spazi;
  • l’educazione limitante ricevuta e spesso i tabù emotivi e/o sessuali;
  • l’influenza genitoriale
  • … e tanto altro…
    Avere lei, la paura, come compagna primaria è veramente molto limitante, tanto che potrebbe minare sul nascere la relazione che sta spuntando, rendendoci la vita veramente pesante …
    “Resti impaurito e non tolleri l’altro, non permetti all’altro di arrivare fino al tuo centro.
    Gli dai il permesso fino a un certo punto – poi c’è un muro e tutto si ferma.”
    Già, viverlo in questo modo è come affrontare una discesa meravigliosa, mozzafiato, con il freno della bicicletta tirato …
    I freni prendono fuoco e prima o poi, non riuscendo a librarsi nel vento, finiamo con il capottarci e nel ritrovarci nuovamente con tre costole incrinate e l’equilibrio emotivo e magari psichico seriamente compromesso … e quindi sempre più convinti che amare sia impossibile e solo da evitare, ma non è così …
    Amare è invece lasciarsi scivolare dall’alto, con la disponibilità ad accogliere e farsi accarezzare fin dentro dal vento dell’altro …
    E’ lasciare spazio affinchè l’altro possa esserci ed esprimersi …
    Timorosi invece, noi guardiamo l’altro con sospetto e mentre cerchiamo di apparirgli ciò che pensiamo lui desideri, poniamo inconsciamente dei limiti protettivi, per non cadere “vittima” di questo sentimento e di chi ci ha raggiunto.

“La persona orientata verso l’amore è la persona religiosa.
Una persona orientata verso l’amore è una persona che non ha paura del futuro, che non ha paura dei risultati e delle conseguenze, che vive qui e ora.”
Forti queste parole di Osho…
Non parliamo di religione in senso stretto, nel modo consueto ma nel senso di “colui o colei che è conforme”all’Amore, cioè che sa farsi permeare dell’Amore, lo sa accogliere, ne fa e ne è parte in mille modi …
Se sei Amore sai prendere il tuo deltaplano e lanciarti nel vuoto, vivendo solo del qui ed ora, cioè senza chiederti mai cosa ne sarà e se sarà …
Vivi e cogli l’attimo, mettendoci tutto … l’Amore che sei e hai …
Infatti poi egli aggiunge:

“Se sai vivere in questo momento, nel momento presente, in questa pienezza, solo allora sai amare.
L’amore è un fiore raro.
Fiorisce solo ogni tanto.
Milioni e milioni di persone vivono nella falsa convinzione di essere innamorate.
Credono di amare, ma è soltanto una loro idea.
L’amore è un fiore raro perché fiorisce soltanto quando non c’è paura, mai prima.
Questo vuol dire che l’amore può accadere solo a una persona profondamente spirituale, religiosa.
Il sesso è per tutti, la conoscenza superficiale è per tutti.
L’amore no.”
Wow che bomba!!!
Eppure è così ed è anche per  questo che dobbiamo risvegliarci …
La paura ci porta a vivere storie di sesso, più che di vero amore e a fare le cose più folli, come avere più compagni contemporaneamente, in modo da non trovare la modalità, che per altro poi non si desidera, di perdere il controllo della situazione, di fare passi troppo impegnativi, o creare dei coinvolgimenti speciali, che richiedono attenzione speciale, oppure non avendo superato il dolore, la perdita, la fatica, la paura precedenti… si va, come avrebbe detto la mia bisnonna, con i piedi di piombo …
Sì, ma non troppo, perché non si mai …
Ci è difficile vivere l’Amore, forse perché, come la felicità siamo convinti che sia un qualcosa di esterno a noi, di cui dobbiamo appropriarci, mentre in realtà ci appartiene.
Bellissima la definizione di “fiore raro” …
Raro proprio per come noi non lo sappiamo esprimere e quindi vivere nella sua interezza e completezza
Ecco perché, secondo Osho, sono le persone spirituali e religiose coloro che lo sanno e possono vivere, semplicemente perché consapevoli della vera essenza dell’Amore e quindi in grado di esternarlo, offrirlo, riceverlo e quindi viverlo appieno …
Se l’Amore non si esprime noi facciamo effettivamente solo sesso, il quale è indubbiamente alla portata di tutti noi, senza troppi pensieri o altro …
La paura che ci accompagna poi, complica ulteriormente le situazioni …, anche perché ognuno di noi porta con sé le sue storie, i suoi bagagli relazionali e un suo modo “di vivere l’amore” e di “funzionare” nell’ambito della vita sociale.
Cresciamo con la convinzione che la crescita comporti l’immobilità, ma in realtà non è così e per comprenderlo, basta guardare l’ambiente nel quale noi impariamo ad esprimere e vivere l’Amore, vale a dire la famiglia di origine.
Amore e separazione sono parte l’una dell’altra, tanto che, dopo essere cresciuti nella nostra famiglia d’origine, dovremmo distaccarcene, proprio per vivere un’altra forma di amore personale, quella prevaricante e vera, importante nella nostra Vita.
Nella realtà impostiamo le cose in modo che questo taglio, questa “divisione” dalla famiglia d’origine non avvenga e questo non ci svezza, non ci restituisce alla nostra “libertà di Amare”.
E’ così che i genitori ci preparano un appartamento nella stessa palazzina dove siamo nati ed essi ancora vivono, il lavoro a volte è comune con atri membri della famiglia o della parentela stretta e si creano, anche inconsapevolmente, tutte le situazioni possibili e pensabili per non tagliare mai il cordone ombelicale.
La situazione invece richiederebbe un allontanamento dalle proprie origini, non per mancanza d’Amore, ma per generare ed acquisire autonomia piena, indispensabili per “Essere”e vivere nell’Amore di coppia completo e unico.
Le storie iniziano e a volte, per tutta una serie di vicissitudini finiscono; allora le persone coinvolte cambiano e anche questo va accettato come un ciclo normale della vita, che non riguarda solo questo ambito, ma anche quello delle amicizie, delle relazioni lavorative o di altra natura …
A volte sono gli stessi cambiamenti a determinare tali distacchi …
Due cose che dovremmo tenere presenti sono:
1. coltivare sempre la propria differenza nella coppia, perché quella è la vera forza dei due in uno, ciò che crea e rende vitale entrambi; essere due fotocopie, come noi tendiamo ad essere, genera invece l’annientamento o l’uniformità annientante della coppia.
2. essere sinceri, anche sulle cose che piacciono o non piacciano ... così da non creare fraitendimenti e falsi pensieri.
La chiarezza alla fine è Amore anch’esso e rispetto verso l’altro, ma anche verso se stessi.
Essere chiari farà funzionare la relazione e spuntare il fiore “raro”.
“Solo quando non ti senti impaurito, allora non c’è nulla da nascondere, allora puoi aprirti, allora puoi eliminare tutti i confini.
E allora puoi invitare l’altro a penetrare fino al tuo centro.
E ricorda: se permetti a qualcuno di penetrarti profondamente, anche l’altro ti permetterà di farlo, perché quando lasci che qualcuno ti penetri, crei fiducia.
Quando non hai paura, l’altro diventa intrepido.”
Non possiamo essere terre fredde e glaciali e sperare che qualcuno ci faccia visita e resti volentieri con noi …
Essere accoglienza e disponibilità sono due passi fondamentali per essere e avere Amore …
Noi spesso non eliminiamo i nostri muri, i nostri confini, non abbassiamo mai la guardia e creiamo 
soltanto un contratto fra due persone impaurite, che dipendono l’una dall’altra, che si combattono, cercando di sopraffarsi a vicenda, che si sfruttano, si controllano, si dominano e si posseggono,  ma questo non è Amore.
Tutto  si consuma allora in un ambiente colmo di desiderio di dominare l’altro, di controllarlo … e questo lo vediamo poi nella modalità ordinaria che a volte adottiamo di sbirciare sul cellulare dell’altro o nelle sue email o di frugare qua e là … e questo significa togliere libertà all’altro, non fidarsi, non ritenerlo degno della nostra fiducia …
Chiediamo spesso che l’Amore ci venga a trovare, mentre noi siamo Amore e non ci accorgiamo che
” … non c’è bisogno di preghiere, non c’è bisogno di meditazione, non c’è bisogno di nessuna chiesa, nessun tempio. Attraverso l’amore ti sarà successo tutto: meditazione, preghiera, dio. Ti sarà successo tutto. L’Amore è dio.
Ma l’amore è difficile.
Bisogna abbandonare la paura.
E questa è la stranezza: hai tanta paura ma non hai niente da perdere.
Cos’hai da perdere? Niente.
Questo corpo sarà preso dalla morte.
Prima che sia preso dalla morte, fanne dono all’amore.
Tutto ciò che hai ti verrà tolto.
Prima che ti sia tolto, perché non condividerlo?
Questo è l’unico modo di possederlo davvero.
Se sei capace di donare e condividere, sei il maestro.
Ti verrà tolto.
Non c’è niente che puoi tenere in eterno.
La morte distruggerà tutto.”
Passiamo molto del nostro tempo a creare muri, maldicenze, pensieri inutili e a farci la guerra, mentre potremmo esprimere di più quello che siamo e donare di più amore attraverso le nostre azioni, parole e anche attraverso le relazioni d’Amore.
Un altro nostro tabù è la paura di raccontarci …
Anche se  l’altro venisse a sapere tutto di noi e noi diventassimo come un libro aperto, perché aver paura?
Perché pensare che solo con “il mistero” l’altro non perderà interesse per noi???
In  che  maniera può farci del male essere accessibili?
Se l’altro sa di me, del mio passato, delle mie gioie e delusioni saprà solo come muoversi per sostenermi e non essere mai una fatica …
Queste sono per esempio alcune tra le idee sbagliate, tra i condizionamenti dati dalla società, che ci insegna a non dire, a mantenere il riserbo, a nasconderci e proteggerci sempre, sia per non abbassare mai la guardia, che per risultare sempre carichi di fascino agli occhi dell’altro …
Non c’è niente di cui avere paura.
Non si può pretendere di camminare e lavorare insieme, senza conoscersi e giocare con tutte le carte disponibili …
….E poi permetti all’altro di entrare in te, invitalo a entrare” è non solo e tanto un invito fisico, quanto l’invito a entrare in “sintonia”, a parlarsi a volte anche solo con gli occhi, a comprendersi, a vivere di complicità …
“Non creare barriere da nessuna parte, diventa un passaggio sempre aperto, senza porte, senza lucchetti.
Allora l’amore è possibile.”
Quando due centri s’incontrano, nasce una cosa nuova.
Questa cosa nuova è l’Amore pieno.
Allora ci sentiamo appagati, contenti, perché non esiste nulla di più bello che essere ed esprimersi.
Il seme è diventato fiore, è arrivato alla completa fioritura.
Una profonda contentezza è il segno visibile dell’Amore.
Ogni volta che una persona è innamorata, si sente profondamente appagata.
L’Amore non si può vedere, ma la contentezza, la soddisfazione profonda traspare intorno e ogni suo respiro, ogni suo atto, il suo essere stesso è pura gioia, pura contentezza.
L’Amore ci priva dei desideri, perché questi esistono dentro di noi quando siamo mancanti di qualcosa e insoddisfatti,  scontenti.
Ma quando c’è l’Amore e i due centri si sono incontrati, uniti e dissolti, ed è nata una nuova qualità alchemica, ti senti appagato, elettrico, feliceee.
È come se l’intera esistenza si fosse fermata, non c’è più movimento e il momento presente è l’unico momento e per la prima volta sentiamo  che la nostra esistenza è un’occasione divina e ciò che ci attornia è una benedizione.
Ma perché questo ci accada, dobbiamo smantellare altre credenze, che fanno barriera dentro di noi …
La prima, per esempio riguarda la nostra confusione a proposito del volere bene e dell’amare, che sono due realtà ben distinte …
Sono entrambi sentimenti meravigliosi, ma diversi, parecchio diversi, anche se noi finiamo spesso per confondere il voler bene con l’amare e di conseguenza, riempiamo il nostro zaino emotivo di falsi “ti voglio bene” e di “ti amo” vuoti, senza senso.
Ci sono alcuni dialoghi nel “Piccolo Principe” di Saint-Exupéry,  che oggi voglio proporvi (mi piace tantissimo questo testo che considero un vero capolavoro dell’Amore e dell’Amicizia) con l’intenzione di fare, spero, più luce su questa potente realtà emotiva che riguarda tutti noi.

«Ti amo» – disse il Piccolo Principe.

«Anche io ti voglio bene» – rispose la rosa.

«Ma non è la stessa cosa» – rispose lui. – «Voler bene significa prendere possesso di qualcosa, di qualcuno. Significa cercare negli altri ciò che riempie le aspettative personali di affetto, di compagnia.
Voler bene significa rendere nostro ciò che non ci appartiene, desiderare qualcosa per completarci, perché sentiamo che ci manca qualcosa.»

Voler bene significa sperare di avere qualcosa, attaccandosi alle cose e alle persone a seconda delle nostre necessità.
E se non siamo ricambiati, soffriamo.
Quando la persona a cui vogliamo bene non ci corrisponde, ci sentiamo frustrati e delusi
.
Se vogliamo bene a qualcuno, coltiviamo  alcune aspettative a suo riguardo e se l’altra persona non ci dà quello che ci aspettiamo, stiamo male, veramente male.
Il problema è che c’è un’alta probabilità che l’altro, vista la sua storia e le sue credenze,  sia spinto ad agire in modo diverso da come vorremmo, perché non siamo tutti uguali.
Ogni essere umano è un universo ricco e differente.
Amare è più importante, significa “mettersi in gioco” e desiderare il meglio dell’altro, anche quando le motivazioni sono diverse.
Amare è permettere all’altro di incontrarci, come dicevamo prima, di essere felice, anche quando il suo cammino è diverso dal nostro.
È un sentimento disinteressato,  che nasce dalla volontà di donarsi in maniera incondizionata, senza chiedere nulla in cambio, di offrirsi completamente all’altro, dal profondo del cuore.
Per questo, l’Amore in sè, non sarà e non potrà mai essere fonte di sofferenza.
Quando diciamo di aver sofferto per amore, in realtà abbiamo provato sofferenza perché abbiamo solo voluto bene, quindi vissuto questa realtà con attaccamento e un sacco di pretese, soprattutto di controllo dell’altro.
Si soffre a causa degli attaccamenti.
Se si ama davvero, non si può stare male, perché non ci si aspetta nulla dall’altro e quindi anche nel momento di un possibile distacco, lo si ama nella sua scelta.
Quando amiamo, ci offriamo totalmente senza chiedere nulla in cambio, ma ci offriamo all’altra persona per il puro e semplice piacere di “dare”, di essere parte di lei e niente altro.
E’ chiaro che questo offrirsi e regalarsi in maniera disinteressata può avere luogo solo se c’è conoscenza, altrimenti è altro.
Possiamo amare qualcuno solo quando lo conosciamo davvero, perché amare significa fare un salto nel vuoto, affidare la propria vita, la propria anima e il proprio corpo ad un’altra persona.
E l’Anima non si può indennizzare e lo sa bene chi ha subito violenza: è lì che si incidono le cicatrici più profonde e faticose.
Conoscersi è bellissimo: significa sapere quali sono le gioie e le fantasie dell’altro, qual è la sua pace, quali sono i suoi pensieri, le sue paure o le sue ire, le sue lotte e i suoi errori e riuscire ad andare sempre e guardare oltre, perché l’Amore va oltre la rabbia, la lotta e gli errori e non è presente solo nei momenti allegri, ma sempre e soprattutto quando la situazione necessita appunto di Amore …
Amare è quindi bellissimo, perché significa confidare senza paure nel fatto che l’altro ci sarà, ci sarà sempre, qualsiasi cosa accada, perché non ci deve niente, né ci appartiene, non è un nostro egoistico possedimento, bensì  una silenziosa compagnia, decisa e semplicemente attuata.
Amare significa che noi non cambieremo né con il tempo né con le tormente né con gli inverni, che il nostro atteggiamento sarà uguale, anche se magari espresso in maniera diversa, come nel caso di accogliere l’altro nel suo abbandono o nel suo tradimento, senza tormentarlo, né ostacolarlo, ma solo amandolo nelle sue scelte.
Amare è attribuire all’altro un posto speciale dentro di noi, nel nostro cuore, e prima ancora nell’Anima, affinché lui ci resti in libertà, senza controlli, come compagno,padre, madre, fratello, figlio, amico e sapere con tranquillità che anche nel cuore dell’altro c’è un posto speciale per noi.
Dare Amore non ci esaurisce e non  esaurisce la prestazione, la quantità, anzi, la aumenta.
Per ricambiarlo esiste solo una modalità: bisogna aprire il proprio cuore dell’Anima, senza paure, e lasciarsi amare.

«Adesso ho capito» – rispose la rosa dopo una lunga pausa.

«Il meglio è viverlo» – le consigliò il Piccolo Principe.

C’è un esempio buddista, molto bello che ci può aiutare a cogliere ancora meglio la differenza tra il voler bene e l’amare …
Si afferma saggiamente che, se si desidera un fiore, perché “gli si vuole bene”, lo si coglie e lo si porta con sé, invece, se lo si ama,  lo si innaffia ogni giorno e ci si prende cura di lui e lo si lascia dove sta meglio.
Quindi, quando amiamo qualcuno, lo accettiamo  così com’è, restiamo al suo fianco in piena libertà e cerchiamo di lasciare sempre in lui tracce di felicità e di gioia, perché i sentimenti devono venire dalla parte più profonda e luminosa di noi per essere intensi.
Per questo  è importante lavorare su di noi e chiederci se ci stiamo comportando nel modo giusto, se stiamo gestendo al meglio i nostri sentimenti e quindi se scambiamo il volere bene, con i suoi attaccamenti, le sue paure e fobie, con l’Amore e se la risposta è affermativa vedere di cambiare.
Penso che il fatto di sottoscrivere a volte frasi “forti” per chi sceglie il matrimonio, come “ti amerò nella buona e nella cattiva sorte, con la salute e la malattia…” crei a livello inconscio una sorta di sensazione di contratto che ci sposta dall’Amore al Voler Bene e dalla libertà nell’ambito del dovere e del controllo …
Amare è importante, non è solo un’occupazione della mente, un pezzo di carta o una soddisfazione del corpo, ma è qualcosa di ben più complesso, tanto che  come dice F. Volo, anche se abbiamo parecchio sofferto, lui ritorna a bussarci dentro, chiedendo di “uscire”e permettendoci qualcosa di ancora più grande e magico …, in cui dovremo saperci lanciare lungo il parapendio, anche se la paura iniziale potrebbe essere grande …
L’Amore indubbiamente ci rende da un lato più forti, più positivi, ma dall’altro, soprattutto ai suoi esordi, ci può far tremare e temere, se il pregresso è stato faticoso, perchè nessuno potrà mai darci la certezza che la nuova persona non ci lasci, non ci tradisca o ci faccia soffrire, ma l’abbandonare ogni preconcetto e passare dall’attaccamento del voler bene al vero e proprio amare, fa una grandissima differenza; significa:
VIVERE e GODERE delle STRAORDINARIE VIBRAZIONI ed EMOZIONI che  SOLO l’AMORE SA E PUò DARCI e, senza catene, sciogliersi nell’esperienza più grande e profonda che MAI POSSIAMO CONCEDERCI.
BUON AMORE A TUTTI!!!
Semplicemente ti***

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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