Dinamiche e prospettive.

Essere permalosi è una sorta di caratteristica che ci accomuna un po’ tutti.
Viviamo in un contesto “giudicante”, scuola inclusa, anzi forse la scuola detiene uno dei primi posti, in questa sorta di “pesatura” e di conseguenza cresciamo con il terrore della bilancia, la paura dell’essere pesati come persone inadeguate, manchevoli, distrattamente non al top.
Questo ingenera in ciascuno di noi, una sorta di “reattività”, come fossimo dei reagenti chimici, pronti all’esplosione o al danno.
Hai presente quando mescoli tra loro due prodotti per la detersione della casa e inneschi una reazione chimica che va ad intaccare lo smalto del tuo lavandino o genera una sorta di esalazione fetida e pungente, una specie di piccola esplosione che a mala pena riesci a scansare, ma che comunque le tue narici percepiscono e che gli occhi avvertono?


Ecco! Sto parlando proprio di questo.
Una persona fa un’affermazione e tu la accogli come fosse un qualcosa di indirizzato a te e ti irrigidisci, ti senti punto sul vivo, ti infastidisci, malgrado tu riesca magari, meglio di altri, a minimizzare o celare il tutto.
Dentro sei comunque ferito.
Perché?
Perché pensi che l’altra persona ti stia aggredendo.
Perché senti nelle sue parole, il peso di un giudizio, che sovente non c’è.
Perché temi non ti stia accettando.
Dietro tutto una “paura” o più paure, anche se il punto di partenza è la “paura del giudizio”.
Questa è l’origine poi del credersi non adeguato e di conseguenza rifiutato, non accettato, non capito, non accolto, non voluto.
Sappiamo che alla base c’è spesso una nostra esperienza personale, molto remota, un’esperienza che ci ha fatto entrare in una sorta di “conflitto di svalutazione”, quindi una situazione che mina la nostra autostima.
Essere sempre al centro della “pesatura”, secondo i clichè sociali odierni, crea ansia e toglie amore verso se stessi.
Tutto ti guida a dover tenere il passo e in particolare la pubblicità e la moda, che sono i rinforzi “peggiori”, per i nostri supposti “profili perfetti”.
In tutti gli ambiti della tua vita, tu hai di fronte agli occhi l’immagine offerta dalla pubblicità di come dovresti essere e di come dovresti esserlo.
Vivi in una sorta di confronto “perenne” con la “realtà del Mulino Bianco”, una realtà fittizia, che abbiamo però concesso divenisse la nostra “presunta e reale” realtà.
Lì esiste il figlio perfetto, la mamma ideale, il papà senza confronto, il lavoro migliore, la nonna tutta presenza amorevole, il nonno agilissimo, la casa da rivista patinata, insomma il meglio del meglio.
Tu, non consapevole di chi sei, di cosa desideri realmente e del come lo puoi e lo vuoi perseguire, diventi così una sorta di burattino senz’anima, che cerca di rispondere al “profilo” che ti viene mostrato.
L’unica cosa di cui ti capaciti è che dovresti, se vuoi contare, possedere- avere il tuo posto al sole, stare bene, essere in vista.
Lì non c’è posto per i deboli, per i meno atletici, per chi dà modo anche solo per un istante di essere inferiore alle “attese”.
Attese di chi?
E’ così che disattendi a te stesso e cresci con la paura del “rifiuto”, con la paura di non superare il “giudizio”.
Oggi, a chi “educa”, rammento di smetterla con questa rincorsa, con questa “educazione” alla disistima della persona.
Da un lato, a chi reagisce come il bicarbonato a contatto con l’aceto, ricordo, come faccio a volte con me stessa, di “non prendere nulla in modo personale”.
Questa frase andrebbe scritta sulle pareti di casa, sopra il frigorifero, sullo specchio del bagno e lungo le vie della città.
E’ tempo di smetterla di smantellare l’idea che ogni persona, o gran parte delle persone che hai di fronte, ce l’abbiano con te.
La persona che di fronte, molto spesso, ha motivi suoi per dire o non dire certe cose e tu esuli da tutto questo.
Spessissimo sta parlando a se stessa e tu reagisci, perché a tua volta, hai dentro le tue fragilità del momento, quindi, una di fronte all’altra, siete esattamente come l’aceto e il bicarbonato.
Se vi toccate, create una reazione chimica.
Inutile e dannosa.
Chi parla ha spesso paure sue.
Sta vivendo o ha vissuto situazioni faticose.
Se tu ricordassi che quello che abbiamo dentro lo proiettiamo fuori di noi, osserveresti questa dinamica in essere, da un’altra prospettiva, e ti accorgeresti che questa persona non sta in realtà parlando di te, ma bensì di se stessa, lei ti sta dipingendo la “sua realtà”, non la tua.
Quindi, perché ti stai risentendo a quel modo?
Esemplifico, per essere più chiara.
immagina una situazione ordinaria, per esempio, una collega che al lavoro, siamo tra commesse in un negozio di abbigliamento, ti chiedesse:” Scusa, perché hai catalogato questo articolo in questo modo?”
Tre volte su quattro tu non lo coglieresti come una semplice richiesta di un’informazione che le sfugge, ma come un “appunto”, cioè come un giudizio negativo sul tuo modo di procedere, di operare.
Perché?
Perché vivi sempre con la “paura” di essere giudicata.
Dietro questa paura l’altra paura di non essere all’altezza.
E dietro quest’ultima le paure di non essere capace, di non riuscire a fare come fanno o potrebbero fare gli altri, quindi di non essere reputata valevole, quindi di essere rifiutata, scartata.
Un’infinità di paure, che ti rendono incapace di cogliere la domanda nella sua giusta forma e quindi reattiva come, scegli tu, l’aceto di fronte al bicarbonato, o il bicarbonato toccato dall’aceto.
La prospettiva da cui accogli la sua richiesta ti rende permalosa, e ti fa sentire aggredita, è toccata, giudicata, quindi ferita e di conseguenza diventi aggressiva, cioè fortemente reattiva.
Non prendere nulla in maniera personale.
La prospettiva e il come stai tu, a tua volta, che va a cozzare con il come sta la persona che hai di fronte.
Tre volte su quattro non c’è malevolenza nella domanda.
Esiste invece una falsa percezione della sua domanda, un accoglimento falsato dal tuo stato d’animo interiore.
Vediamo allora perché ti accade questo.
La lettura falsata di un’affermazione o di una richiesta, spesso è legata all’insicurezza che ti si agita dentro.
Tu non ti senti all’altezza, per motivi personali, per esperienze pregresse, per una sorta di insicurezza, legata a chissà quali precedenti e quindi provi la paura di “rivivere” certe situazioni, certi disagi, certe ferite.
Come risposta, ecco allora che fatichi a rimanere “nel momento”, cioè nel vedere la persona che hai realmente di fronte e quindi nel cogliere cosa realmente ti sta dicendo o chiedendo.
Le ferite ricevute hanno sicuramente intaccato la tua autostima e quindi ora sei bicarbonato o aceto, non importa, diciamo che non sei nell’attitudine migliore per uno scambio proficuo e sereno.
Le tue parole, saranno poi miccia per chi hai di fronte e così si innescherà una situazione a volte impensata e non voluta da nessuna delle persone coinvolte.
Ecco perché, ripeto, dovremmo applicare con maggiore attenzione questo principio del “Non prendere nulla in maniera personale.”
La vita mi ha insegnato, che sovente le persone più reattive, che sono in una situazione di “giudicato” reale o presunto, sono persone, di solito, a loro volta molto giudicanti, persone che si lamentano sempre degli accadimenti, ma che poi non passano mai dal “dire al fare”,  persone che si limitano a mettere in gioco una pura visione disfattista e negativa della situazione.
“Il lavoro fa schifo.”
“La relazione personale fa acqua”
“Quell’amico non vale niente”.
“La madre non capisce nulla” e così via.
In verità mettersi così al di sopra comporta che entri in un “enorme atto di egoismo”, perché ti metti nella condizione di credere, di pensare come se tutto ruotasse intorno a te, mentre non è così.
Anche quando l’altro è realmente scortese, o c’è veramente un qualcosa di sotteso non pulito, non chiaro, lui sta solo esternando un suo malessere, malessere che tu non devi fare tuo, perché non ti appartiene e se invece lo accogli è perché a tua volta non sei nella condizione di “benessere comprensivo”.
E’ tempo di fare questo salto di qualità, dandosi poche importanti regole:

  • Non prendere mai nulla in maniera personale
  • Sii consapevole di chi sei, cosa vuoi e quanto vali e sai fare
  • Se qualcosa non va dillo, senza aggressività e senza sminuire gli altri, ma semmai innalzando te stesso, se ti senti effettivamente manchevole.
  • Sappi accogliere l’opinione degli altri sia quando ti elogia e ti riconosce nel tuo valore, che quando non lo fa. Se sei certo di te stesso, sai stare al di sopra del momento.
  • Educati ed educa a questo.

Non prendertela per tutto, ma vivi e sappi cogliere ogni cosa per quello che è, senza supporre nulla e senza temere niente.
Le parole negative, presunte o reali, ci impediscono di attingere al “nostro potenziale” umano migliore.
Creiamo Pace e dismettiamo le così dette “missioni di pace”, perché “missione” ha la stessa radice di missile e quindi suppone che si passi attraverso la guerra per arrivare alla Pace.
Questo fa parte della “permalosa” realtà odierna, una realtà, nella quale, devi adoperarti per creare cittadinanza attiva a scuola, materia inutile, se coltivassimo parole proattive e positive e agissimo nella pace, senza turbe interiori.
Con amorevolezza ti

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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3 commenti

  1. Maristella

    Molto bella penso che la rifarò. Tanta pace grazie infinite

    • Patrizia

      Grazie di’cuore per avermi donato un po’ del vostro tempo grazie perché c’è né spesso bisogno questo Anno appena passato é stato un Anno infelice Si’ é portato via con sé una persona a me’ molto cara il mio Papà penso ché il 2021 sia un Anno migliore con l’ aiuto degli Angeli a m’è molto cari confido in loro per un buon inizio e ringrazio per essere.stata ricordata in questo giorno con il messaggio guidato dolcissimo degli angeli buon inizio di’ vero ♥ Patrizia

    • *** ti degli Arcangeli

      Om Shanti.
      Om Shanti.
      Rifatela entrambe, vi sarà molto utile.
      La ripubblicherò ancora, perché serve.

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