
La conosci la Fossa delle Marianne?
Credo proprio di sì, perché è famosa e stamattina ho pensato che lei, questa notissima “depressione” marina, dell’Oceano Pacifico, ci rappresenti al meglio, e lo faccia ogni volta che viviamo sul fondo della nostra Vita, schiacciati dalle nostre paure.
Sei lì nel fondo.
Attorno a te, c’è un Oceano incantevole, da favola, ma tu non lo puoi né vedere, né vivere, perché sei giù, giù, giù di parecchie migliaia di metri.
Sei affossato nei tuoi dubbi, nelle tue innumerevoli preoccupazione, sprofondato nelle tue “salde e fermissime paure”, sopraffatto dall’angoscia e tallonato dal panico.
Scherzi a parte, chi giace sul fondo delle Marianne, fa fatica a rialzarsi e a nuotare, fino a raggiungere la superficie dell’acqua, per poter finalmente respirare l’aria frizzante del mare e riempirsi gli occhi del magico colore dell’oceano intorno.
La nostra realtà sociale, presentava già diversi casi di “fatiche emotive”, antecedentemente al fenomeno della Pandemia.
Con la sua comparsa, purtroppo, è sicuramente aumentato in maniera esponenziale, anche il numero di persone precipitate nella profonda fossa delle Marianne.
Come mai?
E’ quello di cui ti parlerò oggi.
Ogni situazione ricordati che ti porta a reagire.
La tua reazione è strettamente legata alla tua essenza, cioè a come tu sei nella tua “totalità”.
Se oggi sei una persona che ha lavorato su di sé, non tanto e solo a livello di “cappotto”, cioè di pura fisicità, ma anche e soprattutto di spiritualità, sei stato sicuramente capace di far fronte all’emergenza Pandemia, riuscendo ad attingere dalla tua felicità e dalla tua serenità interiori, che avevi precedentemente alimentato, come fossero un fuoco sacro, un fuoco spirituale, pronto a riscaldarti sempre, anche in questa situazione.
Se fuori di te imperversa la bufera, ma tu hai fatto di te stesso un tempio, rimani saldo, fermo come una roccia, pronta a sfidare i venti, perché dentro hai tutto il necessario per continuare il tuo cammino al meglio.
La forza interiore ti fa vedere ogni cosa nella sua giusta dimensione.
Non ti spinge a sottovalutare, né a sopravvalutare.
Non ti fa perdere la bussola e tremare di paura di fronte a nessun tipo di notizia.
E’ come se tu fossi una nave, una nave grande, imponente, che solca l’oceano, e lo fa con la stessa forza, sia nella bonaccia, che nella tempesta.
La nave, con la sua stazza, al levarsi dei venti e dei flutti, viene semplicemente messa nella condizione di procedere; il capitano adatta semplicemente la forza dei suoi motori, poi sistema a dovere la strumentazione e procede, con la sua nave, tagliando i giganteschi flutti.
La nave avanza nel mare, esattamente come prima, riuscendo a solcare le onde e proseguire il suo cammino.
Come ti senti in questi giorni?
Come ti sei sentito?
Come una grande nave oppure come il Titanic o peggio ancora come una piccola barca a vela, in pieno oceano?
Se hai avuto bisogno di riempire le tue giornate con lo stesso baccano, le stesse identiche attività di prima, sicuramente non sei la nave di cui sto parlando, così come se hai trascorso il tuo tempo cercando notizie ovunque, sui morti, sui decessi, sui nuovi contagi o se ti sei agganciato a qualunque forma di “placebo” ti venisse proposto, con canti, meditazioni e frasi fatte, con la speranza di bloccare e vincere quanto stava accadendo.
Questo era il Tempo, offerto a ciascuno di noi, per verificare la potenza della “nostra nave interiore”.
Com’è andata?
Come sta andando?
Hai forse bisogno di un rimessaggio?
Beh, allora vediamo prima di tutto di stabilire dove può esserci la falla.
Quando giunge una notizia forte, d’impatto, data con la “rumorosità” frazionante dei nostri mezzi d’informazione ( vedi articolo del 21 scorso), le tue possibilità di risposta sono fondamentalmente due:
- Essere ottimista, attingendo dal tuo “fuoco interiore”, se c’è e se lo hai alimentato, oppure
- farti trapassare dai tam tam di questa notizia,
che umanamente sembrano inarrestabili e quindi provare preoccupazione, paura,
angoscia, panico… in un crescendo, ingestibile.
Sei una piccola imbarcazione in mezzo ai flutti di una burrasca spaventosa.
La tua imbarcazione si solleva e si inabissa ad ogni onda che sopraggiunge, fino a quando la prua si solleva e poi l’intera carena viene inghiottita.
Allora tu, come un naufrago, ti ritrovi ad aggrapparti ad pezzo di legno, che diventa la tua zattera del pessimismo, la quale, prima o poi, si arenerà sull’isola della depressione.
Da lì, più o meno depresso, giorno dopo giorno, notizia dopo notizia, evento dopo evento, raggiungerai una soglia di stress, più o meno intenso.
Purtroppo, in generale, è stata questa, la seconda opzione, quella
più quotata tra le due possibilità.
Perché?
Perché erano poche le persone veramente ben nutrite interiormente,
quindi pronte a far scattare la prima forma di reazione.
Queste Anime, perché in realtà tutti lo siamo, che si abbia il coraggio di
dirlo ed accoglierlo o meno, erano “palestrate” e quindi la loro modalità è
stata quella della solida nave, dell’imbarcazione con potenti motori, pronta a
solcare con equilibrio, anche questa situazione particolare di burrasca: la
Pandemia.
Chi, al contrario, non era pronto, si è trovato con la sua piccola imbarcazione
nel bel mezzo dei marosi e la sua carena è stata ampiamente schiaffeggiata dai
flutti, dai venti e trascinata dalle correnti.
Sicuramente, quando approdi nella Fossa delle Marianne o sull’isola dello
stress, di fronte a ogni video e ad ogni informazione rinforzante, che ricevi,
sia dagli organi di stampa, che dai rimandi di vicini, parenti, conoscenti ed
amici, ti trovi ad aumentare il tuo stato di disordine interiore, fino
ad arrivare ad una vera e normale risposta fisiologica, del tuo sistema
immunitario.
Le tue difese fisiologiche, calano in maniera esponenziale e quindi tutti i tuoi
“coinquilini”, di tipo batteriologico e virale, che hai, che tutti abbiamo, approfittano
della situazione, per occupare abusivamente nuovi spazi, spazi che un tempo ti
appartenevano in esclusiva.
Questo fa parte di un processo normale.
Venendo a mancare le tue difese immunitarie la coabitazione subisce un repentino
cambiamento di “alloggi”, se così li possiamo chiamare, e gli ospiti invadono
più aree possibili, moltiplicandosi.
Il contatto umano, l’aggregazione, lo scambio di pensieri costruttivi e
positivi possono molto in queste situazioni, ma, purtroppo la Pandemia ha
comportato l’isolamento e questo è stato un altro fattore deleterio per tutte
le persone che si sono venute a trovare nella seconda delle due possibilità che
ti ho prospettato.
Ma come si può aumentare o rinforzare il proprio sistema immunitario?
Il primo validissimo strumento è il buonumore.
Tu devi saper produrre al tuo interno la tua felicità, in maniera autonoma, in
maniera intensa e sovrana, cioè senza bisogno dell’apporto di altre persone.
Questa capacità dovrebbe appartenerti sempre, ed esserci, albergare dentro di
te, indipendentemente dalle situazioni esterne di bisogno o di disagio.
E’ un qualcosa che tu dovevi far emergere dal tuo profondo con il virus, ma per
farlo, dovevi averlo e lui doveva essere già dentro di te e appartenerti.
Le persone cercano sempre la felicità fuori di sé e non sanno che quello che
hai dentro hai fuori, quello che alimenti, esprimi, esterni.
Tutti si aspettano che un bel giorno arrivi qualcuno, come il principe azzurro,
su un bel cavallo bianco, per renderli felici, per offrire loro un amore
sensazionale, e per gratificarli.
Pochi hanno lavorato su di sé e hanno compreso la verità e si sono quindi
attivati per “essere” e quindi vivere in pienezza.
Ma ora, come puoi recuperare?
Devi metterti nella condizione di “essere felice”, quindi, senza guardare all’amico,
alla suocera, allo zio, al prete, o a chi vuoi tu, devi fare le cose che ti
piacciono, concedendoti di esprimerti, di realizzare tutte quelle cose che ti
fanno stare bene e quindi ti gratificano.
Allora scopri che il virus è solo un’occasione e che è venuto anche benevolmente,
per rallentarti, per toglierti dalla quotidianità che ti stava soffocando, per
farti staccare la spina.
Quindi sei solo stonato se ti metti a fare quello che fanno tutti o cerchi solo
di fare, fare e poi fare, esattamente
come prima.
Questo virus, in maniera amicale, ti offre solo il tempo ed il modo di vivere,
di farlo finalmente in maniera alternativa, impegnandoti per ciò che ti piace,
per mettere in campo o acquisire tutte quelle abilità umane indispensabili per
stare al meglio nel tuo qui ed ora.
Così riesci a sentirti realizzato e il tuo buonumore sale, anche se non puoi
stare a chiacchierare fisicamente con amici e parenti, il tuo senso dell’Humor
si rinforza, le difese immunitarie riprendono terreno, l’eros lievita e tutta
la tua vitalità si incrementa meravigliosamente.
Sei vitale.
Sei appagato e piacevolmente creativo.
Ecco un altro aspetto magico: la creatività.
La creatività, contrariamente
a quanto puoi pensare e ti hanno educato a credere, non è solo il saper
dipingere con gusto una parete, ma è anche, e soprattutto, la capacità di
affrontare un apparente problema da un altro punto di vista, che non sia quello
ordinario, quello scontato per la moltitudine, vale a dire quello distruttivo,
annichilente, tagliente, lamentoso e pessimista.
Questa è la bacchetta magica, che
ti hanno strappato da piccolo, quella bacchetta magica, che ti rende capace di
attivare le tue risorse superiori, tra le quali risiede la stessa creatività e
quindi di saper vedere nella giusta modalità la situazione, di saperla
osservare con il giusto distacco e saperne quindi trarre solo ed esclusivamente
il tuo e l’altrui sommo bene.
Come mai i ragazzini oggi sono così fragili?
Perché il sistema ha creato le condizioni per privarlo di questa creatività e
quindi renderlo un soggetto debole, più facilmente manipolabile e aggredibile.
Tutti i giochi elettronici, preimpostati, apparentemente salvaguardano la
fantasia, ma nella realtà sviluppano il lato peggiore delle emozioni (l’ottava
sotto) e lo privano della creatività, che è la capacità di avere in mano un
pezzo di legno o di marmo e di vedere al suo interno la “Pietà”, come fece
Michelangelo, cioè vederlo già trasformato in qualcosa di grande, di eccelso,
di unico.
La creatività ti mostra il lato creativo, quindi buono, positivo, di ogni
evento, di ogni persona, di ogni frangente e azione
Lei ti permette di procedere lungo la linea evolutiva della tua essenza
animica.
Più sei consapevole, più riesci a produrre dentro di te le passioni più allegre,
più sai respirare anche se tira il vento, più riesci a muoverti, a muovere il
tuo corpo e quindi a stare in equilibrio
e bene.
Sei in uno stato di presenza, di consapevolezza e quindi godi e partecipi ad
ogni attimo e questo ingenera un ciclo virtuoso di accelerazione positiva,
contraria a quella depressiva.
Hai il turbo e non puoi scivolare nella Fossa delle Marianne.
Perché? Perché quando sei felice il tuo corpo produce endorfine, le quali, a
loro volta, rinforzano il tuo sistema immunitario.
Quindi il virus peggiore, non è tanto il Coronavirus, ma sei
tu, tu quando ti schiacci da solo le mani nel cassetto, vedendo sempre tutto
nero, aspettandoti dagli altri quello che nessuno potrà mai darti e pretendendo
di impiegare tutte le tue forze per cambiare l’altro, per renderlo diverso, per
addomesticarlo, come farne l’uomo o la donna dei tuoi sogni.
Stando chiuso in casa, hai tutto il tempo di guardarti allo specchio e di
decidere chi sei e come vuoi vivere.
Lo stai facendo in una situazione di forte emergenza, per
cui ti trovi nella condizione di tastarti finalmente il polso e vedere se le
tue condizioni generali sono buone.
E’ così che vai più in profondità e scopri se dentro di te c’è un tempio
indistruttibile o un mucchio di macerie, se sei una nave ben equipaggiata o se
giaci, tuo malgrado, adagiato sul Fondo delle Marianne.
Qualunque sia la tua condizione in questo momento, ti invito a prendere in
considerazione di offriti la possibilità di procedere, se stai solcando i flutti, in silenzio, in solitaria, finché
il tempo lo esigerà, oppure di alzare il capo ed iniziare a muovere i piedi, come
tu fossi un grande pesce, e senza pensare alla profondità del buco in cui ti
trovi, iniziare a risalire, con la certezza che ce la fai, che hai i polmoni
per arrivare in superficie.
Inizia a fare qualcosa che ti piace, senza pensare mai ai ma, ai se, ai forse,
ma solo al fatto che lo desideri, che ora hai il tempo per farlo e poi accendi la tua creatività e tutto il
resto verrà da sé.
Buona giornata creativa
ti
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com


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