
Un periodo veramente impegnativo per noi è quando ti trovi a dover scegliere per il tuo futuro, vedi per esempio la scuola superiore.
Tutti ti prospettano quel momento come “fondamentale” per la tua vita e soprattutto per l’attività che svolgerai in futuro e questo ti ingenera una sorta di ansia e di incapacità decisionale, proprio come sta accadendo ora, a chi si trova a “reinventarsi”. Perché?
Forse perché nessuno ti prospetta quello che realmente dovresti scoprire, né ti aiuta a percorrere lo stretto sentiero, indispensabile, per cogliere lo scopo della tua esistenza, la tua missione di vita e di come saperla riconoscere.
Nessun programma scolastico o di altra natura, prevede e contempla che tu debba sapere chi sei e cosa sei venuto a fare quaggiù.
Eppure è di vitale importanza.
Questo spiega la paura e lo stato di malessere che spesso accompagna questa sorta di rito e di iniziazione al mondo adulto e soprattutto lavorativo.
Oggi, se stai facendo la scelta di astenerti dal lavoro, per mantenerti fedele a certi valori personali o sei in una situazione di reinventarti, credo proprio che questo articolo ti servirà.
Lo so, in molti ti avranno già parlato dei limiti legati all’età, oppure alla tua formazione, alla fluidità del mercato e tanto altro.
Metti allora da parte l’ordinarietà e prova a leggere questo articolo.
E’ tempo di entrare in una nuova modalità quando ti avvicini alle grandi scelte, smettendo di creare tutti quei limiti che i preconcetti generano e sostengono, nutrono.
Questo è il tempo del cambiamento e delle opportunità, non ultima quella di iniziare, finalmente, a svolgere il lavoro che veramente ami.
Ma procediamo con ordine. In genere, la scuola è predisposta in modo che se tu scelta l’indirizzo di studi superiore, in base alle valutazioni che riporti; per esempio, se hai un buon voto in chimica, ti dicono che potresti fare il tecnico di laboratorio, oppure se ami cucinare e hai un buon rapporto con il cibo e la convivialità, ecco che ti viene consigliato l’indirizzo alberghiero e se invece hai inclinazioni in ambito linguistico, ti indirizzano verso un liceo specifico.
Ho sicuramente semplificato l’iter che accompagna questo momento, ma se tu ci pensi accade grosso modo proprio così: tu hai un mondo, già ben strutturato, soprattutto a livello scolastico e lavorativo, e la tua scelta deve quindi rifarsi al contesto già in essere e pescare all’interno di questo grande contenitore.
Nessuno, nemmeno in passato, ti ha mai preso per mano per farti cogliere realmente chi sei, né ti ha mai guidato alla magica scoperta di te stesso.
Si tratta di un cammino che dovrebbe essere tracciato dal momento in cui nasci, ma la nostra realtà “umana” non lo contempla, in quanto non è sufficientemente accogliente, né benevola verso la tua realizzazione.
Ecco perché, da piccolo, nessuno si è preso la briga di prenderti per mano e guidarti nell’arduo e meraviglioso lavoro di “scoprirti”, di conoscerti, per spingerti ad avanzare incontro alla vita, con leggerezza, consapevole dei tuoi doni e del cosa farne e del come impiegarli.
Il mondo esiste e tu devi scegliere “solo” tra ciò che esiste, niente di più e niente di meno.
In realtà ciascuno di noi, non è qui per ricalcare i mestieri di famiglia, quelli tramandati di generazione in generazione, né quelli impacchettati, preconfezionati, consolidati e precostituiti da tempo immemore, ma per crearne di “adatti” a se stesso e quindi agli altri.
Sì, qualche variante il mondo preimpostato te l’hanno concessa, rispetto al 1300, perché ora ci sono nuovi ambiti e nuovi strumenti, ma tu devi e puoi pescare qualunque cosa inerente la tua vita, soprattutto il corso di studi e il lavoro, solo dal grande sacchetto che la struttura sociale odierna ti offre.
Questa modalità, tuttora in essere, non funziona e sta manifestando tutte le sue lacune.
La situazione lavorativa mondiale, ormai in stato asfittico e per questo supportata da queste fatiche sanitarie è sicuramente legata anche a questo aspetto.
Molti di noi sono qui per abbattere le strutture esistenti, altri sono nati a questa esistenza, con lo scopo di creare- costruire-ricostruire altro, vale a dire qualcosa di nuovo.
L’unico denominatore che ci accomuna è che, qualunque attività intraprenderemo o intraprendiamo deve essere utile sicuramente a noi stessi, ma soprattutto agli altri.
È la famosa costruzione del tuo Sogno, quella costruzione di cui ti parlano dai tempi antichi gli sciamani, oppure la ghianda o l’immagine, di cui ti parla James Hillman.
Anche Coelho ce la ricorda e la menziona come “la Leggenda Personale”.
Ma di cosa si tratta?
Semplicemente della sensazione meravigliosa e unica di percepire che tu sei nel posto giusto, al momento giusto.
La soddisfazione allora è somma non solo perché hai una missione, ma perché ne sei consapevole e quindi ti sei attivato per darle vita, per permetterle di essere, di esistere, di creare qualcosa per gli altri.
E’ avere la certezza che ogni istante, ogni giorno, ogni ora della tua vita, stai esattamente ottemperando e realizzando un progetto divino per il Mondo.
E’ questa certezza che rende il tuo lavoro sacro, tanto che ogni mattina ti alzi sereno e ben disposto, felice per ciò che ti attende.
Il lavoro ti esprime e quindi ciò che dovrai fare lungo la giornata sarà sicuramente impegnativo, ma sarà sempre fattibile, creativo e ben accetto, perché coincide con il tuo progetto “personale”.
Scrivendo mi viene facile pensare ad Enea, quando, ramingo per il mare, alla ricerca di una Terra promessa, che desidera e brama, ma che sembra non giungere mai, un bel giorno decise di puntare verso Delfi, per interpellare l’oracolo.
Seguire quell’ammonizione dell’oracolo fu molto importante, com’è importante il primo passo che sei tenuto a fare per vivere e realizzare la tua missione nel mondo.
Tu devi sapere chi sei.
Se non sai chi sei, quali sono le tue paure e le tue più grandi potenzialità, come puoi comprendere qual è il tuo scopo nella vita. E come puoi allora pensare di fare la scelta migliore, se non sai cosa in realtà ti piaccia e ti appartenga e quali valori e abilità o competenze ti accompagnino lungo questa esperienza animica?
Ci sono alcuni aspetti da osservare con molta attenzione, se vuoi aver ben chiaro chi sei e scoprire il tuo sogno.
Ognuno di noi aborre il cambiamento e predilige le sue zone di comfort, perché da sempre è preda di paure che limitano e fanno credere di essere impossibilitati a superarle.
Dopo l’apertura iniziale, verso tutti, vale a dire a 360°, ecco che vieni svezzato ed “educato” in maniera tale che sviluppi la grande paura “del diverso”.
Poi sopraggiunge la paura del rifiuto, il terrore di perdere i propri amati punti di riferimento e quindi le proprie sicurezze.
In seguito compare anche l’angoscia di “viaggiare” da soli, senza supporti emotivi.
Questi fantasmi rappresentano in realtà la paura che ti assale quando ti trovi di fronte a qualcosa che non conosci, qualcosa che per te rappresenta l’ignoto, una sorta di incognita senza senso.
Spesso queste paure dimorano nel tuo inconscio, ma sono comunque ben radicate; tu non sai di loro, ma loro ti conoscono e ti seguono perfettamente e senza sosta.
Oggi è tempo che tu proceda a seminare i tuoi copiosi semi, ma per poterlo fare, devi conoscerti e percorrere la strada che ti appartiene, la tua vera strada, cioè quella dell’Anima, quella via che sola ti porta alla tua piena trasformazione e all’armonia.
Più procedi, più la tua Vita si trasforma e ogni situazione critica e affaticante, trova la sua risoluzione.
I conflitti scompaiono, sostituiti da una forma di accoglienza benevola.
Sicuramente l’ingresso del nuovo sentiero, comporta il dover affrontare tutti quei “mostri” che cercano di ancorarti e trattenerti nella tua zona comfort, ma è doveroso verso la tua essenza animica e verso colui che ti ha generato, metterti in gioco, piuttosto che rimane intrappolato in un “gioco sociale” vecchio di secoli e creato solo per “impedirti di essere” e di contribuire a cambiare il Mondo.
Come puoi riconoscere la tua missione animica?
Sicuramente non ho la pillola magica specifica per il tuo caso e sono anche perfettamente consapevole che il tempo storico in cui viviamo, richieda la “tua presenza” attiva, frutto delle tue consapevolezze e della crescita della tua coscienza, ma diciamo che posso comunque suggerirti qualche osservazione utile per riconoscere la tua missione di vita.
Lo scopo che forse non hai ancora ben chiaro, è legato a quello che amavi fare quando eri un bambino, alle passioni, agli hobby che ancora oggi coltivi e non ultimo ai i tuoi talenti.
Lo so, può non sembrarti facile, ma devi ripercorrere a ritroso gli anni e riscoprire quell’immagine di te, bambino, intento a giocare, che parla del suo futuro e fantastica, e racconta al mondo ciò che vorrebbe fare da grande.
Qual è o quali erano le cose che amavi fare più di ogni altra cosa?
Suonavi i coperchi e le pentole della cucina della mamma?
Oppure dipingevi ovunque, lasciando graffiti e paesaggi naif su qualsiasi superficie di casa, che fosse alla tua portata?
E’ proprio lì, in quelle pieghe di vita, tra quei ricordi, che puoi ritrovare le tue vere attitudini, quelle inclinazioni che allora esternavi senza paure, perché non avevi ancora sperimentato le sovrastrutture sociali, parentali, economiche, relazionali e quindi la tua Anima poteva esprimersi liberamente.
Pensa quante cose vedevi nella tua mente e quale grande valore avevano ai tuoi occhi, tanto da renderti allegro, spensierato e carico di gioiosa energia.
Oggi, come genitore, anziché pensare alla solita scuola e al lavoro che probabilmente farà per inerzia, per lo stipendio o semplicemente perché gli toccherà, concediti di osservarlo con gli occhi della tua Anima e di notare chi è e cosa gli appartiene.
Se tuo figlio, per quanto abbia solo 3 anni, usa la riga e la matita con grande prassia, mentre la tua bambina di 5 anni passa ore a ballare, seguendo la musica, magari la loro missione sarà legata all’ambito tecnico e artistico, creativo, ma qualunque essa sia, dovrà esprimerli, perché solo così essi realizzeranno il proprio Sé.
Ancora oggi, se ti osservi attentamente, puoi accorgerti che ciò che crei e che rappresenta apparentemente solo un hobby, è spesso legato alla tua infanzia o ha comunque qualche sottile legame e attinenza con lui ce l’ha.
Se non ricordi cosa amavi fare da bambino, puoi guardare a tutto quello che ancora oggi coltivi con grande passione.
Focalizzare questi due aspetti, i sogni del passato e le passioni del presente, ti aiuta ad individuare i tuoi talenti, cioè ciò che puoi spendere per gli altri.
Riconoscere i tuoi talenti è semplicissimo: basta osservarti e prendere nota di tutto quello che svolgi con facilità, naturalezza e senza sforzo.
Pensa sia a cose pratiche, che a comportamenti che hai, quando ti muovi senza la minima fatica, come un essere accogliente, altruista, generoso, creativo, solidale, empatico, attento, pronto all’ascolto, sereno, quale sei.
Quello che scopri, appuntalo sul tuo quaderno e osservalo con attenzione.
Parti proprio da questi punti, che sono sicuramente le tue basi, le tue fondamenta, i tuoi cardini e trasformali in un compito, in un’attività che ti permetta di vivere con gioia e realizzazione la tua vita, dando al Mondo qualcosa di nuovo e creativo.
Nel marasma di oggi, tanti formatori parlano di realizzazione, di cambiamento, di femminino e questo ti spinge a pensare che tu debba sederti sotto un fico a spremere il cervello, perché tutto ti sembra nebuloso e ben lontano dal traguardo tanto sbandierato.
Pensi di doverti sforzare per trovare o apprendere chissà quali competenze e così le vai cercando a destra e a manca, a volte sfiduciato, altre volte convinto per l’ennesima volta di averle trovate, per poi accorgerti che, sebbene apparentemente nuove, ti stanno strette e non ti esaltano per nulla.
Dimentica questi percorsi anch’essi costruiti e cerca di ritrovare semplicemente e di coltivare e darti il permesso i esprimere i tuoi talenti.
Certo, anche per far crescere ciò che hai in dote, dovrai metterci tanto impegno e costanza, ma il loro sbocciare sarà molto più creativo, costruttivo, fruttuoso e naturale di qualsiasi pacchetto preconfezionato.
Una volta scoperti i tuoi veri talenti, allora sì, che puoi porti una domanda e chiederti:
“Sono sicuro di sognare e immaginare, desiderare, questa cosa, anche se esiste già?”
Ricorda che questo è il tempo in cui tu senta solo l’alito del tuo respiro, ciò che tu desideri e che ti fa stare bene, perché la cosa più importante in questo momento è che tu sia te stesso.
Tu hai sicuramente scelto di nascere in questo periodo e di venire al mondo in quella famiglia, in mezzo a quelle persone, perché lì serviva la tua presenza e quindi dovevi iniziare a camminare proprio partendo da quella realtà, me questo non significa, assolutamente, che fossi e dovessi essere un loro replicante, in nessun modo. Lo so, questo contraddice l’ordinarietà della nostra vita, ma è quanto realmente è e dovrebbe essere.
Ogni volta che esprimi qualcosa che non ti appartiene, crei nel tuo corpo una sorta di lotta intestina, di cui non hai consapevolezza, ma che esiste e che ingenera sovente patologie fisiche, alcune anche gravi e con risoluzioni catastrofiche.
Ci sono studi, che dimostrano che è tutto una questione di equilibri e che in particolare nel nostro corpo ogni cosa è strettamente legata e connessa al tutto.
Ogni volta che operiamo delle scelte e lo facciamo rinnegando i nostri veri sogni, le nostre passioni, i nostri desideri più sacri, noi creiamo un attrito con una o più parti di noi.
Infatti, quando realizziamo qualcosa che ci piace, siamo felici e molte parti del nostro corpo, oltre che la postura, la movenza, l’energia lo attestano.
Questo quindi ti deve spingere a seguire la tua missione, consapevole che così facendo tu fai del bene a te stesso e agli altri, cioè alle persone che andrai in qualche modo supportando.
Crei solo equilibrio tra le tue parti e metti in gioco i tuoi talenti.
Qual è dunque la differenza tra un tuo hobby e una professione?
L’hobby è e rimane una cosa legata alla tua sfera unicamente personale e in genere non viene messo al servizio del prossimo, e quindi non arriva ad esprimere, nonostante le potenzialità presenti, la tua missione di vita. Sicuramente farne un lavoro, significa uscire da una zona di comfort e dalle paure, che creano resistenza, comporta il mettersi al servizio degli altri, quindi l’essere pratici, creativi e intuitivi.
Passare da una certa situazione a un qualcosa di più ampio respiro e a un’azione volontaria più aperta, richiede sicuramente coraggio e voglia di mettersi in gioco. Devi credere in te stesso e agire!
Devi provare, tentare e poi tentare di nuovo, se il primo esito non fosse dei migliori.
Devi seminare e poi riseminare e poi seminare di nuovo se vuoi vedere il seme che c’è in te, mettere radici e dare frutti e soprattutto frutti copiosi.
Spesso esiste una sorta di resistenza esterna, che in realtà rispecchia delle dissonanze, delle paure e delle resistenze interiori, anche di carattere inconscio, che cercano di sabotarti, per cui parti con determinazione e non spaventarti alla prima curva, ma procedi con calma e determinazione, fino a giungere al tuo traguardo.
Ricorda che nessuno ha il diritto di bloccarti e che i tuoi doni sono comunque unici, ma tu devi averne consapevolezza e tu, per primo, li devi sapere e volere accogliere.
Amorevolmente Ti degli Arcangeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com



Grazie ancora tantissimo Ti!
Questo scritto è proprio ciò che sto sperimentando… con il pensiero che sia la scelta giusta!!!
Al pensiero della scelta mi da felicità… provo e vedrò sperimentandomi… mi sto buttando su un campo nuovo…
Grazie immensamente Ti!!!
Adesso provo a pormi le domande che hai scritto!!!
E vedo gli effetti su di me.
Ti ringrazio tantissimo mi stai aiutando come nessuno fa. Grazie di cuore!!!!
Un abbraccio Lucente pieno di Gioia e Gratitudine immensa
Spero che il lavoro proceda e che tu non demorda.
E’ importante avere Fede e continuare a riprovare, anche quando si scivola, così come nelle giornate di sole.
Ti auguro ogni Bene!
Amorevolmente.
Io non lo so chi sono,mai saputo credo, né cosa voglio fare, e ormai sto invecchiando, mi sono sempre sentita limitata , prima dai genitori,poi nello studio,poi nel.lavoro, poi nella mia famiglia che mi sono creata. Tanti rimpianti, si quelle resistenze di qui parli tu, sia interiori ma anche dall esterno, sempre problemi,sempre discussioni,sempre persone che non ti amano, che non ti rispettano, e tutto diventa difficile da affrontare. Vorrei scappare e stare sola in questo momento.
Nessuno può limitarti, se tu non glielo concedi.
Esci quindi dalla “credenza” della vittima, altrimenti consenti a queste persone di usarti fino allo sfinimento.
Raccogli le tue forze, senza penare all’età.
Sono le credenza che limitano, costruite apposta per impedire alle Anime di stare bene, di credere, di ricominciare tutto, anche a 40, 50, 60 70 anni o più… Non ci sono limiti, se non quelli che ci si crea.
Buonissimo tutto!!!!
Aspetto con gioia tue meravigliose notizie.
La Vita ha in serbo un sacco di belle cose, proprio per te!