In fila per due

Ci sono volte in cui lo sguardo e la mente ti permettono di ritrovare, in un solo istante, “consapevolezze” antiche.
E’ allora che ti riappropri di una fetta “di America” come sono solita dire io, cioè recuperi o consolidi consapevolezze, che lo scorrere veloce dei giorni, sembrava averti fatto dimenticare. E’ allora che recuperi un aspetto vitale per la tua crescita, di cui avevi bisogno.
E’ successo l’altro giorno, quando, improvvisamente, per l’acquisto di un bene di prima necessità, mi sono ritrovata parte, di una coda chilometrica.

E’ allora che la mente rielabora e recupera.
E’ in quel preciso istante che ritorni perfettamente padrona di una verità che conosci, ma che avevi dimenticato, una verità che ti serve per decidere di parlarne a chi condivide, attraverso i tuoi scritti, certe riflessioni e percorsi.
La nostra vita è stata sconvolta da una sorta di tsunami, senza che la stragrande maggioranza delle Anime, o forse dovrei dire semplicemente delle persone, se ne sia realmente accorta.
File davanti alla merceria.
File davanti alla panetteria.
File di persone, più o meno pazienti, davanti alle farmacie, file davanti allo sportello del bancomat…
File.
Non è trascorso molto, storicamente parlando, da quando il popolo italiano fu allineato e messo in fila per avere i beni di prima necessità, indispensabili per sé e per i propri cari, eppure sembra che nessuno o pochi lo ricordino e se ne rendano conto.
Pazienti, in fila indiana, persone di tutte le età ed estrazioni sociali, attendono con sacralità il proprio turno, fedeli alle richieste e inclini a credere che questa sia la libertà giusta per questi tempi.
Non un dubbio, non una lamentela o quasi. In fila per due, con il resto ormai di tre, la stragrande maggioranza dei presenti, esterna la sua ferma convinzione che questo sia un gesto dovuto, un gesto “di civiltà e di responsabilità”.
Civiltà, chiederti di passare ore a fare la fila, indolente, mentre il mondo, o meglio il buon dio, attende la tua “rinascita”?
Mi vien da pensare a quanto tempo ci venga chiesto di gettare dalla finestra per questa sorta di recita a copione, a cui la gente risponde, grata, per essere di nuovo fuori, per le strade.
Una signora, presente nella fila, a cui fa eco un’altra donna, dichiara tra il compiacimento e una sorta di rassegnazione “civica”, di sentirsi appagata e di reputarsi una cittadina “responsabile”.
Un signore aggiunge soddisfatto, che meno male che il peggio è passato e che ora tutto è tornato alla normalità.
Stiamo di nuovo bene.
Dopo queste parole, sempre serenamente in fila, mi rivolgo con il pensiero direttamente a Dio e gli esprimo tutto il mio sgomento in merito  a quelle parole che esprimono tanta fragilità umana, e che all’Anima appaiono come senza senso.
Stare bene per loro è vivere in fila indiana, come si ripeteva nel ritornello di una canzoncina per bambini.
Stare bene è spendere la propria vita a sospirare  e a dichiarare ai presenti l’immensa fortuna che ci sta baciando, perché siamo tornati a vivere “come prima”.
Come prima quando?
Forse che questa signora sia appena uscita da una sorta di letargia e non sia consapevole di cosa sia successo in questi ultimi 2 anni?
Parliamo del periodo delle tessere, delle file, dei rastrellamenti, delle discriminazioni passate, oppure di due anni fa?
Seriamente viene da chiederselo.
Due anni fa erano gli altri a decidere per la tua salute?
Uscivi di casa con la mascherina?
Non potevi accedere al tuo posto di lavoro, se non avevi questo o quello, pena il licenziamento? Ti passavi ossessivamente le mani con un liquido freddo e di dubbia provenienza, pensando di averle sterilizzate?
Ti “ricattavano” moralmente a fare o non fare una certa cosa , facendoti abiurare i tuoi valori e le tue convinzioni, in cambio di ciò che dovrebbe essere riconosciuto e “sacro” per ogni essere vivente in carne ed ossa?
Mi rendo conto che lo scempio dei nostri anziani, sia servito anche a questo: evitare che avessimo una “memoria storica” capace di allertarci e di consigliarci, dicendoci cosa fosse giusto e doveroso fare.
A te che leggi, e spero vivamente non stia scuotendo il capo in senso di diniego, chiedo se, per caso, ti sia mai trovato una mattina a fare due compere e svolgere due commissioni qualsiasi, indispensabili per il tuo quotidiano.
Stiamo in fila, come marionette.
Ci esaltiamo all’idea di essere “liberi”. Così? In questo modo?
Cavoli! Complimenti!  Quante reincarnazioni pensi ti serviranno ancora, per avere un’idea chiara a proposito di quanto sta avvenendo?
Non oso pensarlo e non ti auguro di abbreviarle, perché è tempo di “rinascere” e se non lo fai ora, beh, hai scelto tu da che parte vuoi stare.
In fila, a perdere ore di vita e di crescita, per un farmaco, un pezzo di pane, un versamento?
In un paese di periferia ci spendi un’intera mattinata per sbrigare due faccende da nulla.
E in città? In una grande città? Non oso nemmeno pensarci!
Già, ma mentre stai in fila, soddisfatto/a di essere tornato alla normalità, ecco che non rompi, anzi: elevi parole e pensieri in favore di questa eggregora che ti controlla come fossi una sorta di automa, fermamente convinto/a di essere un soggetto “libero”, che sta in fila, si disinfetta le mani, non abbraccia, non tocca, sta distanziato e ha la museruola esattamente come il suo cane ai giardinetti.
Metti un gatto in fila con altri gatti, se ci riesci, e forse capirai cosa intenda trasmetterci e cosa sia la parola “libertà”.
Lui, il gatto, non è ribelle, perché non lo fa, non ti asseconda, non ti ascolta, ma è libero, è semplicemente “libero”, nel senso vero e pieno del termine.
Penso a tutto questo, mentre osservo la fila procedere lenta e richiamo alla memoria tutto questo.
So, sono consapevole della nebbia in cui siamo immersi, ma vederlo è d’impatto.
E’ come farsi una doccia fredda.
E’ cogliere appieno le parole che gli Arcangeli mi vanno da tempo ripetendo: “Molti i chiamati, ma pochi gli “eletti” del Signore”.
Una cosa è certa: personalmente non intendo donare ulteriori energie per questa “causa”, offrire energie e pensieri rinforzanti a favore del nuovo olocausto in essere e quindi, anziché arrabbiarmi o sputare sentenze, cerco di seminare allegria tra i presenti e buttare qualche domanda, a doppio senso, con la speranza che a qualcuno “sorga qualche lecito e amletico dubbio”, in merito a tutto questo.
Certo, che ci hanno “rimbambiti” veramente bene negli ultimi anni.
Bisogna sicuramente fare i complimenti ai signori del male, che tentano di governarci.
C’è però chi si sta giustamente opponendo a tutto questo, e lo fa con grandi fatiche e con grande amore.
Queste persone sono mosse da un Amore senza limiti e stanno accogliendo i messaggi della propria Anima, mentre le persone in fila per due, procedono lente, come fossero castagne infilzate nel filo, per creare quella sorta di collana tipica del periodo invernale e venduta sulle bancarelle dei rioni.
Il mio cuore mi rimbalza una nuova consapevolezza animica.
Anche le proteste, per quanto giuste, prospettano una richiesta fallace, che fa comunque parte dell’eggregora: si urla e si chiede “libertà”, come se ne fossimo manchevoli, e qui sta il gioco del maligno.
Io chiedo “Libertà” se non la posseggo.
Quindi se io cammino per le strade chiedendola, significa che io confermo all’Universo che tu, xxxx, me l’hai tolta.
Lei non mi appartiene più.
Io quindi sto confermando il “buon esito” delle tue azioni e dando potere ai tuoi intenti.
In realtà io sono “libero” e lo sono  e lo sarò fino a quando mi “riconoscerò” questo potere e questa appartenenza.
Io non ti chiedo la mia Libertà, perché io, come Figlio di Dio, sono Libero.

Pensa a Nelson Mandela e forse capirai cosa sto dicendo.
Anche chi in piazza chiede Libertà, sta utilizzando la forza “creatrice” della parola, inconsapevolmente, per sostenere la causa dei 4 potenti che stanno tentando di distruggere la Vita.
Nelson Mandela è rimasto in carcere per 27 anni.
Non li ha trascorsi sfregando, ogni santo giorno, la tazza di metallo alle sbarre della sua stretta cella, chiedendo “Libertà” ai suoi aguzzini, ma ha vissuto ogni santissimo giorno, trascorso lì dentro, da creatura “Libera”.
Era un Uomo veramente Libero, sebbene rinchiuso dentro una gabbia. Lui si ripeteva: “Io sono padrone e capitano della mia Anima”.

La stragrande maggioranza delle persone oggi, e penso a quelle in fila per due, con il resto di tre,  della mia città, si dichiarano “libere”, ma sono prigioniere peggio e al posto di Mandela.
Rinchiuso in una gabbia effettiva e soffocante, quello Spirito immenso di Mandela era Libero, mentre le persone in fila, all’aperto, sono fuori, all’aria aperta, ma in realtà vivono in una prigione, in una sorta di carcere dalle sbarre invisibili, vivono stritolate e risucchiate da “doveri” estorti e da ricatti ignobili.
Quando tuo figlio ti fa veramente girare le scatole?
Quando tu lo punisci e lo riprendi e lui non ti dà la soddisfazione di mostrare il dolore che prova o la privazione che gli stai imponendo.
La sua è una forma di opposizione mentale, che ti rimbalza e ti mostra che non lo stai toccando.
Anche se così non è, tanto che prima o poi arriverete allo scontro finale, perché si tratta, lo ripeto, di una opposizione mentale e calcolata, quindi destinata ad esternarsi nella violenza e con la violenza verbale o di altra natura.
Al contrario quella di Mandela e di Gandhi sono sempre “opposizioni”, ma animiche e quindi potenti, tanto da non farli cadere nell’ira e nello scontro.
La loro modalità è quella di chi sa di Essere e quindi si sente in Pace e nella Libertà Divina,  malgrado la prigionia o la soggezione coloniale.
Questa è vera rivolta.
Non ti chiedo ciò che mi “appartiene”.
Ti dimostro che io sono Libero, nonostante le tue restrizioni, i tuoi ricatti, le tue presunte vittorie.
Tu non hai vinto, perché finché io sorrido al mio aguzzino, gli chiedo notizie sulla sua salute e sulla sua famiglia e cammino pacificamente e mi sento “libero”, io lo Sono.
Nessuno ha il diritto e il potere di avermi, se io non glielo concedo.

Le castagne in fila, credo che abbiano abiurato la volontà animica, convinte che questo sia sacrosanto e doveroso, verso chi ha fatto e si permette di tutto e di più.
Le Anime consapevoli, devono riconoscersi la Libertà e non la devono chiedere, ma metterla in Essere, manifestarla.
Sono padrone di me stesso e lo metto in essere, come mi risuona più normale dentro.
Perché guarire e fare un sacco di esercizi di guarigione?
Perché l’Anima sa e non la zittisci e il corpo poi ne paga il pegno.
Aiuta il tuo corpo, che sta tentando di aiutare la tua Anima e ritroverai il punto dolente di questo tuo cammino.
Il punto animico ferito, lo puoi ancora sanare, anzi lo dovresti fare velocemente e poi dovresti riprendere la tua marcia, proprio come Gandhi, con serenità e Libertà interiore.
Nessuno può fermare un’Anima che vuole camminare, ricordatelo!
Possono dirti, attraverso gli organi di stampa, qualsiasi barzelletta del giorno, ma tu, fatta una risata, anzi, forse nemmeno quella, camminerai spedito  e senza paura, certo che Dio ti attende oltre questa confusione, con le braccia aperte.
Mi permetto ancora un consiglio, per i tempi a venire e mi rifaccio alle parole di Bill Mollison, co-creatore della Permacultura.
Non sai cosa ci attenda, ma sai che il sistema in essere è fragile e corrotto.
Preparati dunque a reinventarti la Vita:

1. 👉🏻Impara a piantare, non solo un orto, ma anche colture di base (mais, yucca, ecc. ) e alberi (da frutto, nativi, legnosi).

2. 👉🏻Crea un legame con qualche terra, sia la tua o quella di un parente, un progetto, un giardino comunitario, … Partecipa con le persone che vivono lì, vai a poco a poco alla ricerca di modi per trascorrere più tempo in campagna che in città, imparando a piantare, costruire, trattare i rifiuti organici e guarire nella natura.
 I cibi industriali, le propagande, le vibrazioni delle castagne infilate… ci intossicano.
 Le tossine che produciamo sono molte.
Rivedi i consigli sugli alleati di stagione, che ti ho suggerito in un vecchio articolo.

3. 👉🏻Sviluppa abilità pratiche (cucina, falegnameria, riparazione di macchine, lavorazione alimentare, cucito, ecc.) e insegna queste abilità a bambini e amici, vicini.

4. 👉🏻Cerca un gruppo di sostegno reciproco, dove le persone si occupino l’uno dell’altro, facciano prodotti di necessità di base collettivamente, come prodotti per l’igiene naturale, rimedi naturali, lavorazioni alimentari come alimenti conservati e fermentati.

5. 👉🏻Semplifica la tua vita ora, liberando spazio e tempo.
Scopri tutto quello che puoi fare senza soldi ( Chilometro e costo 0): camminare, fare esercizi, artigianato, arti del corpo, socializzare, giardinaggio.

6. 👉🏻Separati dalla logica di consumare sempre di più.
Scegli prodotti che durano a lungo, prodotti di vera qualità, fatti da piccoli produttori, da imprese sociali e imprese economiche solidali.
Fai scambi, dai e ricevi regali per il loro valore affettivo, anziché per il valore finanziario; ricicla e riusa veramente con il cuore e non secondo i falsi dettami di questo regime, che parla, ma sostiene solo lo sfacelo ambientale.

7. 👉🏻Scambia, immagazzina, moltiplica e diffondi semi creoli (nativi, non geneticamente modificati, prodotti dall’agricoltura popolare e familiare), cerca e fai riprodurre fermenti e tutto ciò che ti consente il ritorno a una Vita semplice, vera, di Valore.

8. 👉🏻Riconosci che la vita sarà molto migliore dopo! Siamo solo in transizione.

Mi permetto di aggiungere al pensiero di Mollison, a cui va tutta la mia gratitudine:

9. 👉🏻Utilizza il contante e smettila di sostenere un sistema che vuole distruggere il presente sotto i tuoi piedi e disporre della tua e delle vite di chi hai generato, senza pudore.


Siamo Liberi e capaci di Amare, perché racchiudiamo una scintilla divina che nessuno, se non noi, possiamo spegnere.
Tieni acceso il fuoco Sacro che Dio ti ha dato e che arde dentro di Te!
Con grande Amore Ti degli Arcangeli.

“La nostra creatività è il limite che farà implodere questo vecchio sistema” e nessuno la può fermare, perché viene dal Cielo. Om Shanti!!!!

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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6 commenti

  1. Valentina

    Grazie Ti dei tuoi consigli di Luce grazie! Schiariscono la verità, e incoraggiano ad andare avanti con pensieri, emozioni e azioni positive anche in questo periodo storico…
    Grazie di cuore carissima Ti! Immensamente grazie!
    Ti sono tantissimo grata!!!
    Un abbraccio dolcissimo di Luce Grande

    • *** ti degli Arcangeli

      Ricambio con gioia.
      Namasté!!

  2. Mariano Francesco

    Carissima Ti parole giuste.
    Il concetto sacro di libertà non può essere corrotto neanche limitato certo bisogna procedere con una forte consapevolezza in questo senso condivido tutto!!! I grandi maestri di questi concetti che hai citato sono un esempio concreto di quale atteggiamento si può intraprendere è molto importante!!!
    Ghandi , Nelson Mandela o ” Madiba” grande uomo per la quale provo profondo rispetto per tutto ciò che con la sua vita a saluto dimostrare al mondo intero…tanti sarebbero gli esempi ripeto importante è essere consapevoli che la propria libertà personale non è possibile vincolarla solo farci credere che sia così…la metodologia che hai distinto nei tuoi esempi per rinascere fanno già parte del mio cammino altre devono essere approfondite o meglio perseverate proprio perché non venga a vacillare la consapevolezza che ci mantiene liberi.
    Grazie di tutto cuore sempre carissima Ti.
    Un abbraccio grande di Luce e che il cielo ti benedica sempre per tenere sveglie le nostre anime.
    Pace e Bene a tutti voi Aguyjevete carissima Ti.♥️

    • *** ti degli Arcangeli

      Buono Francesco!
      Continua così e grazie per la tua dolce e costante presenza.
      Om Shanti!!

  3. Stefy

    Grazie infinite Ti per questo tuo articolo, Le tue parole fotografano perfettamente la situazione attuale e chiariscono il vero concetto di libertà.
    Grazie infinite per i tuoi consigli che ci danno forza e coraggio di andare avanti sempre con positività e fiducia in DIO. Grazie grazie grazie.
    Un abbraccio grande, Stefy ❤❤❤

    • *** ti degli Arcangeli

      Grazie Stefy per la tua presenza.
      Ricambio con gioia l’abbraccio dolcissimo.
      Namasté!!

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