
Anche nell’articolo odierno, mi concentrerò sull’importanza dell’appartenerti, del sapere veramente chi sei e cosa desideri maggiormente dalla Vita, perché lo ritengo un argomento fondamentale, in questa fase della nostra storia umana, soprattutto se desideri compiere al meglio il tuo cammino ed esprimere appieno la tua natura animica.
Siamo convinti, da tempi immemori, che ciò che viene fatto dalla moltitudine ne avvalori la veridicità e la sua forza, la sua genuinità, ma così non è.
Cosa significa questo?
Semplicemente che se una cosa viene fatta così da millenni è sicuramente e solo così che la possiamo fare.
Questa modalità da un lato ci ha “rassicurato e preservato” dai grandi cambiamenti, tanto temuti dal genere umano, ma dall’altro ci ha spinti verso l’omologazione di massa e la scarsa espressione del sé.
E’ così che quello che veramente sei, ami, quello che tu vuoi, ciò che desideri, giacciono sepolti da qualche parte in te, in un angolo remoto e buio e raramente trovano modo di esprimersi.
Ogni tanto cercano di farsi strada, quando le cose si ingarbugliano e allora nel caos generale, si crea un piccolo pertugio interiore, nel quale queste parti vere di te si insinuano con tenacia, con la speranza di essere riesumate e quindi di poter finalmente essere.
Ti guardi allo specchio, ma spessissimo la persona che vedi riflettersi sopra quella superficie liscia, non sei veramente tu e fatichi sia a dirtelo, che a riconoscerlo.
Indossi moltissimi abiti, a volte l’uno sopra l’altro, uno per ogni occasione e situazione, e per riscoprirti devi ora, veramente, trovare il coraggio di iniziare a toglierti tutti quegli strati, per riuscire ad osservarti.
Guardi, ma non ti vedi.
Ti scruti, ma non ti conosci.
Ciò che è veramente tuo e ti appartiene non è l’altezza, la forma fisica, la ruga, l’acconciatura, ma “la tua essenza”, la tua parte più profonda, quella da cui dovrebbe partire ogni altra cosa, ogni altro tuo aspetto.
Prova ad immaginare un prof. con il piercing.
Ci riesci? Cosa ti vien spontaneo pensare o dire?
Forse che un Prof. non si fa i piercing, che il piercing non è adatto al suo ruolo, che un prof. deve vestirsi e comportarsi da Prof.
Questo fa parte dei copioni rigidi, degli schemi originati pensando di dar vita a persone di Valore quando si vestono, si muovono e gesticolano in un certo modo.
Ecco, questo è l’esempio di uno dei tanti ruoli, che abbiamo costruito ed entro i quali dobbiamo per forza stare, per essere parte e “ben accetti” al nostro contesto.
Per essere accolto l’Uomo si snatura , rinuncia ad esprimersi e quindi tralascia di “essere se stesso” e di conseguenza, evita nella maniera più assoluta di vivere come dovrebbe, di amarsi Lui, per primo, per quello che è e per come è, negandosi gran parte di ciò che dovrebbe avere e potrebbe essere e donare agli altri.
Louise Hay affermain in un suo bellissimo articolo sostiene:
“Non potete nascondervi dalla Vita. La Vita è qui che aspetta che voi la viviate a pieno
. Prendete il coraggio a due mani e andate avanti nella vostra Vita. Chiedete per quello che volete. Confidate nel fatto che lo meritate, e poi permettete alla Vita di darvelo. Siate sicuri di essere disposti a riceverlo. La Vita non vi può dare nulla se tenete i pugni chiusi. Aprite la vostra mente, aprite il vostro cuore e aprite le vostre braccia. La vita Vi ama e vi vuole dare solo il meglio!”
Già la Vita ti attende, ma tu non riesci a non renderla complicata, piena di ostacoli, a volte buia, perché hai forme pensiero molto contorte e poco luminose.
Sei un disfattista per nascita e procedi con le tue convinzioni, che sostieni con le tue frasi fatte, poco convinto di ciò che sei, di ciò che puoi chiederti ed avere.
Il coraggio non ti appartiene.
Tu preferisci una vita piatta, senza complicazioni, all’intraprendenza e alla vivacità che un tempo forse era del tuo bambino interiore, ma ora si è letteralmente persa e consumata nelle fatiche quotidiane.
Critichi, brontoli, ti lamenti, ma alla fine accetti passivamente tutto, rimanendo a sguazzare nel tuo brodino, senza concederti nulla che non appartenga alla consuetudine tua o di famiglia o di quella sparuta cerchia di persone, che frequenti.
La tua Vita è molto complicata e piena di ostacoli, proprio perché fatichi a lasciarci andare e quindi a lasciarla essere e generarsi nella sua semplicità.
Prova per una volta a guardarti veramente.
Immaginati ancora com’eri da bambino.
Ripensa a quello che avresti desiderato fare.
Quante cose c’erano nel cuore di quel bambino?
Dove sono finite?
Ce l’hai fatta? Le hai ottenute, le hai sperimentate?
Hai permesso che fossero?
Solitamente il bambino viene considerato il periodo bello in cui potevi concederti di fare il “sognatore” e quindi di andare un giorno sulla luna, come astronauta, un altro di fare il muratore ed un altro ancora ingegnere.
Quel bimbo non esiste più, perché gli viene impedito di essere e di esprimersi. Serve trasmutare queste dinamiche e ridare vigore alle Energie sottese, fa parte della nuova Ritualità Umana.
Hai affrontato la vita con il copione ordinario, redatto in famiglia, con il consenso di tutti i parenti, lo ha abbracciato e nulla di diverso è stato.
Ora sei deluso e brontoli, come una vecchia signora, lamentandoti per tutto, ma a nulla serve questo tuo modo di fare.
Non sei nato per essere una “zitella” acida, un bicchiere di panna scaduto, eppure è così che ti limiti ad essere…
Ti sfoghi con le lamentele, con le critiche serrate a chi esce dalla mischia, ma non fai nulla per realizzarti.
Eppure un tempo, avevi intuito chi eri e avevi anche architettato di esserlo.
Poi, il tempo è passato, tu hai seguito le orme dei più e ti sei ritrovato sul solito sentiero, tra mille altri te, delusi, e ti accontenti di ripeterti che prima o poi le cose cambieranno.
Ma come? Quando?
Se non ti attivi, tutto resterà immutato.
E’ l’unica cosa certa della tua storia.
Ma è tempo di “crescere”, di mollare gli ormeggi e di prendere il mare aperto; è ormai la stagione giusta per comprendere che la Vita non è un contenitore preconfezionato, ma un qualcosa che tu generi, momento dopo momento con le tue scelte, i tuoi pensieri, le tue azioni.
Non procrastinare e non continuare a criticare ciò che non ti piace e non va.
Muoviti e con i tuoi pensieri e le tue azioni costruisci il nuovo, un qualcosa che sostituisca la solita minestra.
Sei tu il cuoco e puoi fare quel che credi nella tua cucina, basta che tu lo voglia.
Se le cose non quadrano, cerca di guardarle da un’altra prospettiva.
Regalati un po’ di sana “flessibilità”.
Questo significata affrontare ogni cosa da altri punti di vista ed innescare, con un po’ di sana euforia e gioia di vivere, dei percorsi di vita più proficui e virtuosi.
Essere più sereno ti consente di essere più “giunco”, quindi meno rigido, meno saccente, meno cristallizzato nei tuoi convincimenti.
Ti allarga gli orizzonti e attrae persone più positive, quindi capaci di solleticare di più il tuo lato nuovo ed emergente.
Non rimani nel buio e non precipiti in quelle forme ossessive di valutazione che ti mostrano ogni cosa, vita inclusa, come un enorme buco nero.
La Vita è un viaggio unico, meraviglioso e sei tu che la origini ogni istante con le tue scelte.
Se “vivi” lei vive con te; se muori, lei ti riflette e muore con Te.
Se scivoli, se accade qualcosa di poco bello, prendili per ciò che sono e non generalizzare: una giornata no è una giornata no, non sono 365 da schifo e un’intera vita di schifezze.
Ma sono poche ore, pochi attimi o addirittura istanti.
E’ facile espandere e pennellare di nero ogni cosa, ma così ti tagli solo le ali stupende che possiedi, ed impedisci al tuo cuore e alla tua Anima di volare con te e per Te.
Sii onesto con te stesso e quantifica al meglio.
Così ti allenerai anche a sfatare quel modo che ti hai di parlare sempre in maniera negativa.
Sfidati, sfida questa parte brontolona e buia di te e rinascerai.
Non migliori ripetendoti solo, a pappagallo tutto quello che non sei, non sai fare, non puoi fare; basta critiche e niente più!
Più sei il “tuo peggiore nemico”, più lo sei anche verso il mondo e gli altri; le tue parole negative, le tue autocritiche palesi a tutto il genere umano, non ti aiutano sicuramente, a stare bene, ad accoglierti, a progredire, a raggiungere il tuo lato migliore.
Sii, una volta tanto, gentile e comprensivo proprio con te stesso e scoprirai che tutto il mondo ne godrà.
Tutti i non che ti regali, ti rendo un perdente, non ti aiutano, ma ti affondano.
Prova, almeno per una volta, a sfidare quei pensieri, questo tuo modo di considerarti, che spesso riflette quello di altre persone, magari in famiglia, che non ti piacciono, ma ricalchi.
Sii per una volta positivo!!!
Basta vedere di te solo i lati no o vederli e leggerli erroneamente solo con occhiali No!!
Concediti l’occasione, l’opportunità di un nuovo paio di occhiali e di vedere anche una situazione no, solo come un momento, un aspetto momentaneo, non come la regola e la costante, perché non lo sono.
Basta esser e il tuo “peggior giudice”!
Prova a cercare una risposta, anche razionale, a certe tue critiche, che sia l’opposto di quanto ripeti sempre.
Funziona!
Se non trovi mai le chiavi di casa, anziché darti del demente, dello scemo, della testa vuota, prova a trovare il lato comico, divertente o positivo di questo fatto.
Oppure prova a capire il perché questo accade? E cerca di dare una soluzione al tutto.
Basta dare spazio solo a ciò che non ami di te stesso, lo vedi da solo che non dà frutti e se li dà sono solo velenosi.
Guarda quante cose sai fare.
Fa leva su ciò che sei e sai fare di buono e lavora per intensificarli.
Non sei altissimo?
Puoi passare la vita a piangerti addosso, oppure lavorare, anche in maniera divertente, sfruttando tutto ciò che ne consegue dall’essere meno alti e visibili, rispetto ad altre persone.
Quante cose ti consente la tua statura!
Sappile vedere.
Cogli il lato positivo, comico, divertente dell’essere meno “appariscente” e divertiti a gustare tutti gli altri tuoi aspetti, con onestà e gioia, perché quello che per te è un elefante, per gli altri spesso non esiste, se tu non glielo sottolinei in continuazione.
Non provare invidia per chi è diverso, ma siine felice e partecipa con gioia alla sua “diversità”, rispetto a te: lui è ciò che deve essere, proprio come te.
Impara a gustarti e volerti bene, a concederti un po’ di sane attenzioni, con il cibo, l’aria aperta, il movimento.
Devi saper e riuscire a gustare tutto e tutti, te compreso.
Quello che ti manca è la “giusta considerazione di te stesso e la perfetta consapevolezza di te e di ciò che sei e fai”
Accogliti, abbracciati, diventa consapevole di ogni istante che vivi e assaporalo con gioia grande ed unica.
La gioia ti rende più consapevole del bello, del positivo, di ciò che veramente conta ed innesca dei movimenti straordinari di tipo positivo e costruttivo.
Da oggi inizia questo nuovo percorso, senza riempirti la testa di divieti e di obblighi, ma scegliendo quegli step, quegli obiettivi che ti aggradano, che trovano riscontro nelle tue abilità, nelle tue meravigliose qualità e quindi possono far parte, rientrare nelle tue dinamiche, per poter stare bene e vivere alla grande.
Recupera il bambino che eri e sappi vedere come anche i grandi hanno spesso fatto, il lato migliore di ogni singolo istante.
Buona risalita a te!
Amorevolmente Ti degli Arcangeli
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com


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