Favole per crescere, ossia la storia dell’asino in fondo al pozzo.

Sinceramente la prima volta che l’ho ascoltata o forse l’ho letta, sono sincera, non le avevo dato la giusta attenzione, ma oggi, essendo alla ricerca di un lavoro da svolgere con i miei ragazzi, per portarli a riflettere sul valore della coincidenza e di quei fatti che ci portano sofferenza o gioia, me la sono ritrovata sotto gli occhi e quindi postarla, leggertela e commentarla è stata solo “pura magia”.

Avendo parlato anche a te, della magia della coincidenza, questa volta non posso sicuramente fingere di non averla vista e lasciarla andare…
Lei fa oggi parte di quei piccoli “miracoli”, di quei doni che ti arrivano tra le mani al momento giusto, per una giusta causa.
E’ un esempio, perfetto, di “sincronicità” o di “coincidenza magica”, come la chiamo più semplicemente io.
Devo leggere qualcosa alla classe, che mi aiuti a coinvolgere e a far cogliere a tutti, ma soprattutto a un mio ragazzo, che ha avuto il virus che imperversa nelle nostre menti e colpisce ancora, qua e là, e ne è uscito molto arrabbiato e deluso, il valore di quanto gli è successo.
Devo aiutarlo e aiutare tutti a osservare questa vicenda familiare, apparentemente vista come pura sfortuna, insieme con altre vicende genitoriali, altrettanto impegnative, da altri punti di vista.
Premetto che amo i lupi e non vengo mai molto coinvolta dalle storie che hanno per protagonisti questi animali, forse perché, come le galline, o le oche, vengono in genere svalutati all’inverosimile.
Ma questa volta è stato diverso.
Gli occhi si fermano proprio su questa storia, la storia del povero asino, una fiaba che ora racconterò a mia volta, non solo alla classe, ma te, a tutti noi.
Così porterò un racconto semplice, breve, ma incisivo a te, ai miei alunni, a tutte quelle persone sorde o poco attente alle coincidenze.
 Credo, e sorrido nello scriverlo, perchè sono pienamente consapevole che questo racconto sia arrivato, giusto giusto, proprio oggi, perché mi serve, si presta all’uso che ne devo fare ed è quindi arrivato il momento non solo di volerla considerare, ma di condividerla.
Perchè anche con te?
Forse perché la scorsa volta, parlo del tre di gennaio scorso (“Ama le coincidenze”) ho parlato di sincronicità e coincidenze?
Forse perché in classe abbiamo bisogno di guardare ai fatti della vita da altri punti di vista?
Forse perché il mio alunno “ha bisogno” di un miracolo?
Forse perché è arrivato il momento di Aiutare anche l’autostima dell’asino? Oppure è tempo di restituire, anche al nostro caro asino, il suo valore?
O forse, semplicemente, perché è il “momento giusto” un po’ per tutti noi?
Probabilmente questa fiaba l’avrete già sentita, magari in tanti, ma rileggerla e/o riascoltarla letta da me, credo ci serva anche solo per il messaggio che ci porta.

L’asino saggio

“Un giorno l’asino di un contadino cadde in un pozzo.
Non si era fatto male, ma essendo il pozzo stretto e profondo, non poteva più uscirne.

L’asino continuò a ragliare sonoramente per ore, mentre il proprietario, scoperto l’accaduto, pensava al da farsi.

Finalmente il contadino prese una decisione crudele: concluse che l’asino era ormai molto vecchio e che non serviva più a nulla, che il pozzo era ormai secco e che in qualche modo bisognava chiuderlo.

In seguito a queste sue considerazioni, il contadino era arrivato alla conclusione logica, che non valeva assolutamente, per tutti questi aspetti, la pena di sforzarsi per tirare fuori l’animale dal pozzo.

Così, al contrario di quanto avrebbe potuto fare, chiamò i suoi vicini, perché lo aiutassero a seppellire vivo l’asino.

Ognuno di loro prese un badile e cominciò a buttare palate di terra dentro al pozzo.
L’asino, in fondo al pozzo, già provato, non tardò a rendersi conto di quello che stavano facendo con lui e pianse disperatamente.

Ma ecco allora cosa accadde.
Con gran sorpresa di tutti, dopo un certo numero di palate di terra, l’asino rimase quieto, smettendo di ragliare, mentre gli uomini buttavano grandi palate di terra nel pozzo.

Il contadino, alla fine, incuriosito dal silenzio dell’asino, guardò verso il fondo del pozzo e rimase sorpreso da quello che vide.

Ad ogni palata di terra che gli cadeva addosso, l’asino se ne liberava, scrollandosela dalla groppa, e facendola cadere ci saliva sopra.

In questo modo, in poco tempo, tutti videro come l’asino riuscì ad arrivare fino all’imboccatura del pozzo, oltrepassare il bordo e uscirne, felice, trottando allegramente.

La vita è una serie di migliaia di piccoli miracoli.
Fortunato è chi, come l’asino della nostra storia, li sa vedere, cogliere, leggere e usare per il suo sommo “bene”.

La vita a volte sembra volerti soffocare, ma così non è; lei ti mette solo davanti a una svolta, a un cambiamento, a una scelta.
Tu hai il potere di vederla come la fine e di lasciarti sommergere, come avrebbe potuto fare l’asino finito dentro quel pozzo, oppure dare il vero “finale” positivo e scrivere la tua storia in maniera positiva, come l’Universo si aspettava da te.
In ogni momento tu hai il potere di fare ed essere la “differenza” e di dire: “Questo è il modo in cui la storia finirà e sarà bene.”
Con Amore e un pizzico di magica follia…
ti

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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