Gli Angeli. Conoscerli per camminare al loro fianco

solitudine e Angeli“Sono solo”
sussurra lo stolto e non sente il profumo del fiore,
che si protende verso di lui …

Ripeto spesso, quando parlo degli Angeli, di quanto grande e solerte sia la loro presenza al nostro fianco.
Rispettosi del nostro “libero arbitrio”, condividono felicemente le nostre Gioie e ci sorreggono nei momenti meno dinamici della vita, sussurrandoci consigli che spesso non udiamo o disattendiamo.
Siamo cresciuti nei secoli, con le loro immagini e raffigurazioni vicine; chiese, palazzi, dipinti, sono stati affrescati e arricchiti con le loro presenze, eppure fino a poco tempo fa li abbiamo resi “invisibili”.
Dopo la seconda grande guerra sono sparite dalle camere da letto tutte le piccole acquasantiere a forma di angioletto; sono state dismesse le catenine, come quella che ricordo al collo della mia bisnonna, con i ciondoli d’oro a forma di angelo e con esse se n’è andata per un po’ di tempo quell’attenzione e devozione per questi grandi Amici.
Come mai questa perdita di “attenzione” per gli Angeli?
Forse perché erano parte più della consuetudine, che non di una Spiritualità consapevole, attenta, “cresciuta”.
A questo proposito voglio raccontarvi una breve storia, che evidenzia molto bene la differenza tra la sostanzialità delle cose e quella forma di attaccamento simbolico, dietro il quale spesso si cela il vuoto.

” Si racconta che un maestro zen stesse percorrendo un lungo cammino, quando a sera decise di fermarsi in un tempio.
Poiché faceva freddo, per non morire congelato, prese una statua di legno del Buddha e le diede fuoco.
Il sacerdote del tempio, sentendo il crepitare delle fiamme, si svegliò ed  accorse, credendo si trattasse di un incendio.
Quando vide quel che succedeva, fu sconvolto dal sacrilegio.
“Che cosa hai fatto?” gridò.
“Hai bruciato il corpo del Buddha!”
Il maestro prese un bastone e si mise a frugare tra le ceneri.
“E ora che cosa fai?” gli domandò il sacerdote.
“Cerco le ossa del Buddha.”
“Quali ossa? Non vedi che è una statua di legno?”
“Allora, per favore, portami un altro Buddha da bruciare.”

Simpatica?
Beh, diciamo sicuramente utile.
Due figure spirituali particolari, che illustrano molto bene le due opposte concezioni del sacro che spesso ci accompagnano e ci spingono ad assumere atteggiamenti diversi non solo di fronte ad immagini, statue, dipinti …, ma anche nel modo di viverle.
Quando rimaniamo molto legati all’ esteriore, come può essere per il custode del tempio, apparteniamo ad una specie di religiosità molto rituale; essa è poco interiorizzata e svanisce facilmente.
Chi al contrario ha dato la giusta connotazione alla simbologia religiosa delle statue, delle immagini, dei dipinti del tempio, sa che la vera spiritualità non è  racchiusa nel pezzo di legno, in sé, ma è parte della vita stessa ed anche delle sue necessità.
Dio non sparisce dall’Anima di chi lo ha trovato e conosciuto veramente.
Se non possediamo nel profondo questo legame con il Divino, i luoghi di culto si svuotano di ogni significato, cadono in rovina e nel dimenticatoio, proprio come è successo agli stupendi Angeli.
Essi, sebbene sotto gli occhi di tutti, sono stati per un po’ snobbati e allontanati dalla nostra “cultura esteriore”.
Oggi, finalmente siamo nuovamente in salita e così li stiamo riscoprendo.
Una nuova Luce si è accesa nell’Universo e sta portando molte persone a crescere e finalmente riscoprire gli Angeli.
In tanti ora chiedono di pregarli, ricordarli, ospitarli, viverli più intensamente e giorno dopo giorno il legame si rinforza ed i doni spirituali da essi ricevuti  diventano più numerosi e importanti…
E’ bello sentirne parlare e sapere vivere questa dolcissima presenza al nostro fianco ogni istante.
Essi sono una realtà dolcissima, un sostegno costante, un faro radioso che illumina il nostro cammino e allontana tutte le paure, fendendo le tenebre.
Gli Angeli servono per avvicinare l’uomo alla trascendenza,  per farla entrare nella quotidianità, per assaporarla con gioia, per sentire il tocco del cielo sul capo, quando la terra sembra tremarti sotto i piedi.
Abituiamoci quindi a parlare con loro, a coinvolgerli nelle nostre scelte, ad affidargli i pensieri, le magiche gioie di certi momenti e le fatiche di altri …
E’ tempo questo di rimboccarsi le maniche per  ritrovare il divino, al di là delle contrapposizioni, in quel naturale “tempio dello spirito” che è racchiuso dentro di noi.
Per questo dovete cercare di conoscerli sempre meglio, per saper accogliere il loro aiuto e prima ancora la loro presenza al nostro fianco, quella presenza che qualcuno a volte rinnega, dichiarando di se stesso, che tutti lo hanno abbandonato ed è solo.
Può essere che le presenze terrene, gli amici, i parenti, i conoscenti,  si siano allontanati nel momento del bisogno, ma anche se questo fosse accaduto, noi dobbiamo ricordare a noi stessi, che, nel silenzio, forse dimenticato, un dolce Amico, mandato dall’alto, veglia su di noi, … sempre.

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com
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2 commenti

  1. Lucia

    Credere che abbiamo un angelo al nostro fianco e’ meraviglioso , ma bisogna avere una grande fede .

    • *** ti degli Arcangeli

      Sicuramente sì, cara Lucia, ma il ritorno è pari alla fede con cui lasci che Tutto sia.
      Amorevolmente ti.

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