
“Gli Angeli sono per noi il palpito del vento,
un abbraccio soave nella notte,
il sussurro celeste per non smarrirsi …”
Si avvicina una ricorrenza molto speciale, la festa degli Angeli e mi sembra quindi bellissimo poter parlare di loro e presentarli finalmente come essi si manifestano nello scorrere delle nostre giornate.
Sono creature soavi, attente, veri messaggeri della volontà divina, investiti del “faticoso” impegno di custodirci, aiutarci, sorreggerci, sostenerci, proteggergi e illuminarci.
Essi ci sono, sia che crediamo in loro e nella loro divina mansione, sia che li neghiamo nutrendo pensieri negativi o scettici sulla loro reale esistenza e sulle loro benevole atività.
Nella loro multiforme veste, essi si rendono perfino visibili ai nostri occhi, sebbene vengano disattesi spesso dalla nostra incapacità nel coglierli.
E’ buffo pensare alle scollature che esistono nelle nostre dinamiche di pensiero e quindi nei nostri consequenziali comportamenti; da secoli leggiamo di loro nei testi sacri, li ammiriamo riprodotti in statue, bassorilievi, affreschi, quadri; essi sono presenti in parecchie religioni e lo stesso Maometto ebbe varie visioni e contatti angelici …
Belli, con le loro alette, li ritroviamo un po’ ovunque, nel periodo natalizio, per rendere ancora più soave e calda l’atmosfera, eppure qualcosa non funziona in tutto questo: essi vivono nel nostro immaginario come fossero creature fantastiche, irreali, create per deliziarci, renderci apparentemente più buoni, permetterci di rendere migliori i nostri bambini.
Probabilmente in noi, essi sopravvivono e vengono catalogati come gli elfi e le fate, vale a dire, creaturine tenere, dotate di una fantasmagorica gamma di doni e poteri, viventi però solo nel nostro immaginario.
Sostengo questo, perché, abituata da quando ho memoria, a coglierli nella loro corporeità eterea, che ha comunque una sua modalità di manifestarsi, e a dialogare con loro, so quanta faticoso sia per i più crederci, accettarli e “viverli intensamente”, come i nostri reali supporti e “ponti arcobaleno ” per il Cielo.
A me è capitato spesso, parlando con altre persone, educate religiosamente, di sentire il loro distacco e la loro sconnessione dal mondo angelico.
E’ spesso difficile, se non imbarazzante, dopo aver ascoltato una persona sommersa di problemi e pensieri, doverle proporre una preghiera più attenta, o il doverle suggerire di provare ad invocare apertamente il proprio Angelo Custode o gli Arcangeli; c’è un blocco, una sorta di barriera tra il nostro quotidiano materiale, il vissuto religioso, chi popola l’aldilà e quindi la nostra vera crescita e convinzione spirituale.
Fa’ sorridere tutto questo e forse ci risulta più facile da comprendere, se traslata come verità, su altri nostri campi esperienziali, soprattutto se provassimo a proiettare su altre realtà abituali questa modalità di comportamento; avete mai visto un tifoso appassionato parlare della sua squadra del cuore?
Parla, sbraita, acquista tutto ciò che la tifoseria gli offre , magliette, sciarpe, oggettisca varia; visualizzatelo ora , come una persona che non ha mai assisto ad una partita, né si è mai, in alcun modo recato allo stadio.
Vi pare possibile?
Potrebbe mai accadere che uno sfegatato sostenitori di …, di fronte ad una persona amica, che lo invita allo stadio gratuitamente, dovesse rispondere:
” A queste cose io non credo!”, opure
“Mmm… queste cose a me non piacciono, mi fanno paura…” e di conseguenza non trasformasse i suoi sogni di tifoseria in realtà?
Impossibile da dire e da pensare, non credete?
Eppure questo accade, molto spesso, nell’ambito della fede, quando vien detto di chiamarli, di onorarli, di pregarli, di credere nella loro reale assistenza.
Paura, confusione, rifiuto, … sono solo alcune delle innumerevoli reazioni, quando non ci viene risposto:
” Ma io a queste cose ci credo, ma sai, mi fanno un po’ paura…”
Paura di che cosa? Di elevare un pensiero a chi ci ha generato o alle creature che egli ci ha messo accanto?
Beh, nella nostra cultura, a quanto pare, è più facile credere in … ( metteteci un giocatore famoso a caso), che non in un Angelo.
L’Angelo sta bene appeso all’albero di Natale o esposto sui vetri delle vetrine nelle ricorrenze natalizie, ma osare pensare anche solo di interagire con lui, mediante la preghiera ci disorienta.
E’ bello osservarlo dipinto a quel modo sulle navate e sulle volte delle chiese, ma lasciamolo lì, avvolto nel suo “mistero spaventoso”.
Pensate, ora, a quale potrebbe essere la vostra reazione, se un conoscente, che non fosse un sacerdote, vi dicesse:
” Chiedi al tuo Angelo Custode! Lui ti risponderà!”
“Parlagli!”
“Rivolgiti a Lui e non verrai disatteso!”
… Lo ascolteremmo? Avremmo fede nel suo invito? Penseremmo effettivamente alla grande possibilità che potremmo attivare? Lo faremmo? Ma soprattutto: cosa penseremmo di questa persona??
Mi viene in mente il ritornello di Gianna, ” …bello, bello impossibile…”, perché spesso é così che cogliamo queste divine creature: belle, artisticamente accattivanti e perfette, ma impossibili …, impossibili da vedere, … da sentire, … da cogliere …
In realtà essi ci sono.
Sono al nostro fianco costantemente, muniti di infinita pazienza e “soccorrevole” amore.
Se solo sapessimo veramente accettarli e viverli, come sarebbe diversa la nostra vita.
Capaci di ubiquità, rappresentano per noi una vera sicurezza e un supporto costante.
Essi ci sussurrano le intuizioni che a volte non ascoltiamo, ci abbracciano dolcemente nel pianto, ci sfiorano in una carezza soave di impalpabile calore, disseminano il nostro cammino di piccoli segni materiali rivelatori della loro presenza, per sostenerci, non farci sentire soli ed emotivamente provati nella vita e nelle sue fatiche.
Non vi è mai capitato di trovare piccole, soffici piume nei luoghi più reconditi e impossibili?
Oppure di trovare del denaro nelle tasche o pochi centesimi qua e là e di pensare:” … ma quando l’ho messo?”.
Non stiamo a voler cercare e trovare a tutti i costi una risposta!
Impariamo a cogliere queste piccole manifestazioni per ciò che sono, vale a dire il dono speciale per noi, di un amico, un pensiero speciale, per onorarci e rassicurarci.
Non credo sia gratificante manifestarsi con un amorevole pensiero e ricevere in cambio scetticismo o una montagna di interrogativi, non credete?
A volte essi ci soccorrono prendendo fattezze umane o animali, soprattutto nei momenti di pericolo.
Non vi è mai capitato di trovare la persona giusta, al momento giusto e un minuto dopo è svanita, tanto che non riuscite a ringraziarla?
In questo caso la loro dolcezza è veramente unica.
Un’auto che si ferma.
Donna al volante…
Panico e il numero necessario introvabile, proprio dentro la nostra borsa immensa, degna della magica Mary Poppins.
Una marea di pensieri e poi …
Un improvviso sorriso, una presenza rassicurante, ci è apparsa improvvisamente nel caos della situazione, ingestibile fino a due secondi prima.
Calmo, abbastanza silenzioso, si muove con sicurezza e in poco tempo risolve il disagio.
Poi, basta una distrazione e ci sfugge, senza averci detto, né lasciato nulla di sé, se non il magico intervento.
Oppure che dire quando una persona, mentre rincasiamo tardi la sera dal lavoro, avvolti nel buio, con un brivido e una strana sensazione di disagio lungo la schiena, appare improvvisamente da un angolo e ci scorta fino al portone di casa, per poi sparire rapdamente nel silenzio della notte?
Casualità?
Fortuna?
O forse più semplicemente un Angelo?
Beh, forse sarebbe il caso di iniziare a valutare attentamente quanto ci accade e dare risposte più sensate a questi “pronti interventi ad hoc”.
“Angelo di Dio, che sei il mio custode …”
Vogliamo, una volta tanto, riconoscergli questo incarico?
Le situazioni nelle quali essi si manifestano sono tantissime, basta saperle vedere.
Non è mai capitato a nessuno di voi lettori, di avere al vostro fianco un animale che vi segue con giovialità e poi, giunti a destinazione, vederlo allontanarsi da voi, anche se gli offrite chissà che cosa?
Per esmpio, cosa potremmo pensare di un cagnolino che appare improvvisamente amichevolmente, mentre transitiamo, magari da soli, lungo un sentiero di montagna poco frequentato?
E’ solo un cane?
E perchè ha scelto noi e non ci abbandona, nemmeno se incrociamo un altro suo simile?
L’animale ci affianca, ci aspetta nelle soste e nei rallentamenti; sembra lì per noi…
Anche questa è una “scorta regale”, di cui dobbiamo essere consapevoli e grati; resta con noi giusto il tempo di ultimare la nostra escursione e ritrovarci in luoghi meno angusti e deserti, poi si allontana e spesso dopo essersi girato a guardarci ancora una volta, con la lingua penzoloni e un’aria che pare un sorriso di commiato.
Non siamo mai soli, soprattutto nelle prove, nei rallentamenti, nelle difficoltà.
Non so, quanto noi saremmo disposti a dare agli altri, se in cambio non ricevessimo mai nulla o poco.
Eppure essi lo fanno.
Anche nelle giornate più buie, noi dovremmo essere lieti di poterli accogliere e sentire.
Dovremmo coinvolgerli nei nostri pensieri e abbandonarci al loro immenso abbraccio e alla saggezza divina, di cui sono portatori.
Non siamo mai soli.
Essi danzano accanto a noi e tentano continuamente di interagire, con una soavità unica e rispettosa.
Portavoci del Cielo, soccorso di ogni cruccio, braccia amorevoli pronte ad accoglierci, porti sicuri, entro cui trovare pace e ristoro, essi ci parlano, ci sostengono, ci aiutano, ci amano e ci apprezzano, malgrado i nostri limiti, tradimenti, defezioni, dimenticanze, dinieghi …
Essi danzano nella nostra vita, con la leggerezza di un velo di Luce…

Offro una semplice preghiera, per chi volesse finalmente coinvolgere in modo consapevole il proprio Angelo custode, nelle proprie giornate.
Eccola.
“Grazie Angelo mio,
un grazie sincero e caro per ogni tuo sorriso e sostegno.
Possa io, nelle mie giornate, riconoscerti sempre
e colloquiare dolcemente con te,
affinché il tuo cammino sia anche il mio cammino.
Fa’ che la mia vita sia ora più soave e secondo la misericordia celeste più attenta agli altri,
proprio come tu lo sei con me.
Rendi la mia parola attenta e rispettosa,
le mie azioni sincere e costruttive,
le mie ore serene e coinvolgenti, affinché la mia amorevolezza sia seme per altri.
Grazie quindi , ti dico ora, per ogni istante che mi regali,
confortandomi,
ispirandomi,
soccorrendomi,
sostenendomi,
sussurrandomi verità sempre nuove,
ripetendomi con pazienza vecchie lezioni di vita,
insegnandomi la giusta modalità nel parlare di altri, cioé sì, se è sì, no se è no.
Fa che io possa onorarti e mai più dimenticarti,
fa che il mio cuore sia attento a chiunque ha necessità,
proprio come tu fai con me.
Ispira, ti prego la mia Anima, affiché da te onorata e rigenerata, cresca in spiritualità
e doni all’universo un grande immenso lume di luce divina, avuto da Te!
Grazie dunque a Te, dolce, soave cantore del Cielo buono.
Grazie!!!”
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com



Se penso che ho questa netta sensazione da quando sono nata …di ricevere aiuti …mi sembra quasi di non meritarmeli …….
grazie
Gli aiuti vengono dati, a volte meritati e sudati, altre volte immeritati… ma ci sono.
Sta a noi, divenire SEMPRE più responsabili del nostro vivere, crescendo in armonia e consapevolezza.
Ora è tempo di grandi scelte.
Se senti di averli accanto e sperimenti il palpito dolcissimo del loro aiuto, cerca di conoscerli meglio per collaborare attivamente con loro; darai molto agli altri, all’Universo e riceverai molto …
Luce!!!
Buttati e collabora instancabilmente.Sarai un dono grande per chiunque ti avvicini.
A presto!! Ciao…
Ps: se vuoi sperimentare la bellezza di averli volutamente in visita a casa, scrivimi all’indirizzo email; ti fornirò le indicazioni per riceverli e sarò felice di inviarteli.
Vivrai un’ esperienza “consapevole” unica…
Un sorriso di Luce!!!