Gli eventi sono un’occasione.

La nostra storia è ciclica, ma noi, come creature umane, ne abbiamo una percezione molto limitata, avendo come unico metro di misurazione la nostra storia e lo scorrere delle nostre giornate.
Pur potendo vivere 103 anni, concediamocelo, non abbiamo e non avremo mai la “visione d’insieme”, quella che ci servirebbe per capire cosa stiamo combinando e in che direzione stiamo andando.

Una cosa è certa: è tutto ciclico, anche se andiamo in salita.
Cosa voglio dire con questo?
Semplicemente, che dobbiamo immaginare tutto questo fenomeno, dello scorrere del tempo, come una spirale che punta verso l’alto e va lentamente allargandosi e innalzandosi.
E’ una spirale, su volute sempre più alte.
L’aspetto su cui voglio puntare l’attenzione con te, oggi, è sia su questo fenomeno, che sull’analisi del che cosa ci sta capitando con questo momento di affaticamento fisico e di partenze, varie partenze umane, per un’altra destinazione, quella dove “converrà” solo la nostra parte spirituale.
La migliore, almeno così dovrebbe essere.
Partiamo dal primo aspetto: le fasi della nostra storia umana.

La storia dell’Uomo è ciclica, ma anche, nonostante tutte le apparenze, evolutiva…
Ci sono cicli e ci sono periodi, che sono “pezzi”, chiamiamoli così, dei cicli.
Ogni popolo ha una sua lettura della storia, quindi una sua percezione di tutto l’insieme degli eventi che la caratterizzano, e quindi una “sua divisione in cicli e periodi”.
I Maya hanno visto uno spazio tempo ampio, quindi 1 ciclo, formato da circa 26.000 anni e lo hanno poi frazionato in 5 pezzi, cioè periodi.
Capisci che il nostro soggiorno, per quanto “protratto all’interno del ciclo e di un periodo specifico”, non ci permette di avere la visione del tutto e di quello che sta succedendo.
Oggi, all’interno di questo spazio/tempo, gli stati vibrazionali di tutto ciò che esiste, vanno cambiando vorticosamente, perché siamo in una fase di risalita, di crescita, di “ricongiungimento” a chi ci ha generato, nostro malgrado.
Tu puoi essere “uno sfaccendato”, uno che non fa nulla per crescere nello spirito, per evolvere anche in questo aspetto, perché non lo consideri oppure non ti appare importante, ma sappi che, nonostante questo, la tua Anima cresce a tua insaputa e malgrado tu non le stia dando il dovuto spazio.
Si tratta, naturalmente, di una crescita lentissima, di passi simili a quelli delle formiche, anche se l’esempio è forse poco calzante, perché la formica ha zampette corte, ma gode di una velocità supersonica, cosa che, se tu non ci metti impegno e non ti rimbocchi le maniche, per te, uomo, non accade.
Sembra che la fine del ciclo nostro ciclo storico, più ampio, sia coincisa con il famoso 2012.
Non ho conoscenze in merito, per contrastare, né per avvalorare queste tempistiche, perché il mio compito quaggiù, ora, è di ben altra natura.
Quello che comunque è successo, e sta succedendo, a partire pressappoco da quella data, è sicuramente da tenere in seria considerazione, per poterne trarre i massimi benefici possibili, non il peggior veleno o la più grande fifa possibile.
Le creature angeliche me lo vanno ripetendo da molto tempo, da tempo mi informano di momenti impegnativi che sono in arrivo, per portarci ad “un cambiamento”, ad uno sconvolgimento, verso una vera e propria svolta nel nostro percorso animico; a loro dire si tratta di un qualcosa che andrà, sicuramente a toccare, anche il nostro quotidiano, quindi la nostra parte materiale e fisica.
E infatti questi ultimi giorni sembrano avvalorare queste loro parole.
A metà dell’ultimo periodo storico, periodo comunque numericamente parlando, formato da vari anni, se dividiamo i 26.000 iniziali, per le 5 parti di cui ho parlato all’inizio, e conclusosi ipoteticamente intorno al 2012, anno più o in meno, abbiamo avuto molte nascite di “Uomini Illuminati”, tra cui Buddha, venuti per prepararci a questo grande salto, che noi stiamo “vivendo e sperimentando”.
Quando la storia propone “personaggi di quella portata e levatura”, significa che devono portarci un “supplemento” di strumenti per ciò che ci attende.
I pensieri di Buddha, che non fu l’unico a nascere per noi, e a parlarci di cambiamenti epocali, simili a quelli portati agli albori della nostra umanità, con la scrittura, ancora oggi sono qui a sostenerci e guidarci, oltre che ad “aumentare, rinforzare, potenziare” i nostri stati vibrazionali, quindi il nostro “stare bene”.
Un tempo l’Uomo viveva in condizioni speciali ed aveva l’oro dentro, quindi anche fuori di sé; poi tutto cambiò ed egli perse il suo Oro interiore, barattandolo con le cose, con la mente ed i suoi “lavori talvolta perversi”, che poi lo sostennero nel dar forma alla realtà odierna.
Progrediti? Evoluti? Sì, sicuramente sì nella tecnica, nell’informatica, nei beni di consumo e nello sfruttamento della Terra, che ci offre le materie indispensabili, per crearli, ma non dentro, dove abbiamo spesso generato e coltivato il deserto, qualcuno sabbioso, altri roccioso, altri di ghiaccio.
Il deserto.
Il deserto, grazie al cielo, almeno le prime due forme di deserto, una volta all’anno fioriscono ed allora è uno spettacolo sensazionale, veramente mozzafiato, ma per noi umani, non è proprio sempre la stessa cosa.
Ora, però, qualcosa si sta muovendo, preannunciato e preparato, ma il punto è che la moltitudine è “impreparata” a farne tesoro e soprattutto a “comprendere quanto è in atto” ed a viverlo, a sperimentarlo nel migliore dei modi.
Quindi è spaventata, prova paura.
Una fortissima e incontrollata, incontrollabile paura, paura che diventa poi panico, rabbia e tanto altro, quando ti imbatti in prima persona in ciò che prima ti spaventava sì, ma era lontano da te e tu ancora ci credevi che, quel “mostro”, non sarebbe mai venuto a bussare alla tua porta, non avrebbe mai osato farti visita.Poi tutto è successo.
 Abbiamo agito in maniera sconsiderata e ora possiamo solo accogliere i frutti della nostra semina e “farne tesoro”, almeno una volta tanto.
Quello che qualcuno sta vivendo, sostenendo e facendo vivere al collettivo come uno spauracchio, come un qualcosa di “orribile”, vogliamo vederlo insieme, da un altro punto di vista, dal punto di vista di chi coltiva qualcosa dentro di sé? O vogliamo tutti entrare nel peggiore degli stati vibrazionali, delle considerazioni “di massa”?
Perché Dio sta permettendo tutto questo?
Perché è brutto, cattivo e stronzo? Perché si disinteressa di me, di te, di noi?
Noi siamo sicuramente staccati da quello che è l’Universo, quindi da tutto quell’ampio spazio dietro le nostre spalle, formato da ben 26.000 anni, durante i quali ci sono state indubbiamente moltissime altre forme di cultura, di civiltà e modi di credere, vivere e pensare.
Non guardiamo a tutto quello che sta capitando, come fosse la fine del mondo, ma osserviamo , ogni singolo attimo delle nostre giornate, da un’altra prospettiva, in modo da viverlo al meglio e trarne il massimo beneficio.

Quanto ci è dato vedere o vivere è solo un’occasione!

Questo è un momento per prendere tante consapevolezze ed invertire la rotta.
Perché la terra è così sovraffollata? Perché è un momento straordinario, quindi in molti siamo qui e siamo venuti, per trarne il massimo beneficio.
Stare anche solo pochi anni quaggiù o poche ore in questo periodo, significa entrare in uno stato vibrazionale grande, signica fare “scoperte” che fino ad ora ci erano mancate; è solo un momento, un momento speciale: siamo alla fine di una lunghissima fase storica e molto possiamo apprendere da questo.
Se ci sei, se sei qui, in questo momento è perché in qualche modo darai il tuo contributo, in una maniera o in un’altra, costruttiva o devastante. Pensaci. E scegli. Vuoi essere un seminatore di disgrazie, un terrorista di notizie pessime o vuoi, anche se ti arrivano informazioni impegnative, farne tesoro e continuare a diffondere solo il meglio?

Pensa a cosa farebbe una madre se ricevesse la notizia che sta per morire.
Potrebbe rientrae a casa e gettarsi in lacrime, disperata, tra le braccia dei propri bambini, oppure rientrare con il dolore dentro, ma regalando solo sorrisi, abbracci, baci ed attenzioni ai suoi bambini.
Di cosa si nutrirebbe e nutrirebbe loro? Lacrime e stridore di denti o speranza e tanti bei momenti e ricordi?
In quest’ultima fase tutto è stato accelerato, quindi le innovazioni anche solo di un anno, si equivalgono a quelle avute in 10.000, poi in 1000, in seguito in 100, poi in 10 anni.
Infatti
è tutto in divenire rapido, rapidissimo ed anche le situazioni astronomiche, astrologiche ce lo attestano.
La luce, con le sue vibrazioni ci guida in questa accelerazione totale, nella quale dobbiamo prendere velocemente visione delle trasformazioni, fare un quadro degli eventi, osservando il tutto in maniera oggettiva, serena e da un altro o più punti di vista, per rinforzare o trasformare, ampliare, modificare là dove le cose ci risultano critiche o affaticate.
Senza giudizio, che non serve, ma con tanta consapevolezza, indispensabile.
Il tempo che perdi a parlar male, ad inveire, a borbottare a diffondere in maniera virale le tue paure e le conseguenti vibrazioni, abbassano solo il tuo tono, disperdono energie ed abbassano le difese, creano nuove realtà e influenzano in maniera pesante chi riceve questi “tuoi prodotti”.
Non temere il virus, ma accoglilo come un “mezzo” per cambiare e creare questa svolta straordinaria.
Quali erano le nostre peggiori sofferenze prima di questa situazione, definita ora “emergenza”?

  • Una terra sfruttata fino all’inverosimile
  • Lavoro come unico obiettivo per moltissime persone
  • Una recrudescenza di pensieri e di comportamenti atti alla chiusura umana, alla non accoglienza. Anche a scuola episodi sempre più forti, a dispetto dei nostri interventi educativi, episodi di discriminazione e di bullismo ai danni di chi qualcuno decideva di mettere all’angolo, ma che, in realtà, erano e sono il segno di un disagio interiore notevole, nei ragazzi promotori di queste azioni. Qualcuno soffre e sta tanto male da esternare il suo malessere contro gli altri, di solito, come ho già scritto in altri articoli, agisce contro coloro che gli ricordano come lui/loro avrebbero desiderato essere, ma non sono, quindi vuole danneggiare, eliminare anche fisicamente, in qualche modo.
  • Famiglie in asfissia
  • Società inesistente, lei che è alla base, di tutto, che è stata, a parole, sostituita dal contesto familiare, mentre in realtà è stato il vuoto. Non è la famiglia l’elemento da prendere come elemento primario, lei è solo lo spaccato, lo specchio, un pezzetto del puzzle ben più grande che si è sciolto, sgretolato e quindi, come una goccia di gelato è caduta, si è spappolata al suolo.
  • Poca conoscenza di sé, della propria forza, della propria ricchezza e grandezza interiore, perché staccati dal nostro centro e dalla magica connessione con il nostro Sé Superiore, quel sè che vive lì dentro, e che dio ha generato, dandogli poi un corpo, una forma, un’esistenza.
  • Caos emozionale collettivo ed i fatti di questi giorni lo denunciano a chiare lettere.

E’ il nostro “peggiore amico del momento”, non nemico, questo virus.
E non sono impazzita.
Che cosa ci insegna? Perché è arrivato? Per quello che ho scritto forse sopra? Perché qualcuno lassù ci vuole male?

Noooo! E’ venuto esattamente per il contrario.
E’ venuto per fermare questa nostra corsa folle verso il precipizio.
E’ venuto per darci Tempo, per farci riflettere, farci riscoprire i Valori smarriti nel bosco dei nostri falsi bisogni, per farci rigustare il bello di avere una persona accanto, di poterla baciare, di sfiorarle il viso, di gustarla in tutto, anche nelle sue fatiche.
E’ arrivato per ricordare ai genitori che hanno dei figli, figli che spesso parcheggiano qua e là, figli che aspettano un sorriso, che vogliono giocare, proprio  come si faceva una volta, ma che sono stati addestrati a starsene in disparte sempre, anche al ristorante, grazie a San cellullare e Internet, i due santi odierni più quotati …
Da quanto tempo non leggi una fiaba a tuo figlio o non gli canti una ninna nanna?
Da quando non corri incontro al vento, ridendo con lui?
Non è necessario solo e tanto che abbia l’ultimo modello di All star o l’ultimo iphone, sei tu che sei necessario uomo, e tu sei latitante da tanto, troppo, troppissimo tempo.
Senza, tuo figlio, non ti vive e non coglie, grazie a te, il senso delle sue emozioni, è perso; senza di te non sa che cosa farsene del suo tempo e lo spreca. Senza di te vive e muore a se stesso, in un secondo.
Oggi è tempo di tirare i remi in barca ed una volta tanto, godersi la corrente, sentire il vento sulla pelle, respirare l’aria buona, avere e permettersi di cantare, di coccolare, di stare bene.
E’ tempo, è questo il Tempo concessoci per riprendere ad accendere il cuore, a spalancare quelle finestre d’amore, dietro le quali ci siamo, ci sono tutte quelle persone che non conoscono il contagio, che non gridano sempre e solo “al lupo”, persone, non cose, che hanno gesti caritatevoli e accoglienti verso tutti, senza distinzioni.
Mentre qualcuno fatica, anziché innalzare ancora una volta le vibrazioni di paura e di tutte le emozioni, che ci appartengono nel nostro qui ed ora, sconvolgiamo questo equilibrio precario,  riscoprendo e attivando tutti quei valori indispensabili e meravigliosi, per far crescere una nuova era, un’era fatta di empatia, accoglienza, amore, generosità, attenzione e tanto, tantissimo altro.

Se il contagio ci deve essere, che sia un sorriso, una bella frase, un pensiero ok, un gesto tenero che allarga il cuore e rappresenta la miglior medicina di cui ora, Uomo, tu hai realmente bisogno.

Il Tempo si è fermato, non perché riprendesse la caccia alle streghe, ma perché tu TI RITROVASSI.

Con Amore Ti degli Arcangeli

Se hai ancora due minuti del tuo Tempo, leggi anche qui … Troverai non la “piccola ti”, ma le parole tratte da un’intervista a Morelli, che dice:

“Credo che il cosmo abbia il suo modo di riequilibrare le cose e le sue leggi, quando queste vengono stravolte.
Il momento che stiamo vivendo, pieno di anomalie e paradossi, fa pensare…
In una fase in cui il cambiamento climatico causato dai disastri ambientali è arrivato a livelli preoccupanti, la Cina in primis e tanti paesi a seguire, sono costretti al blocco; l’economia collassa, ma l’inquinamento scende in maniera considerevole. L’aria migliora; si usa la mascherina, ma si respira…In un momento storico in cui certe ideologie e politiche discriminatorie, con forti richiami ad un passato meschino, si stanno riattivando in tutto il mondo, arriva un virus che ci fa sperimentare che, in un attimo, possiamo diventare i discriminati, i segregati, quelli bloccati alla frontiera, quelli che portano le malattie. Anche se non ne abbiamo colpa. Anche se siamo bianchi, occidentali e viaggiamo in business class.
In una società fondata sulla produttività e sul consumo, in cui tutti corriamo 14 ore al giorno dietro a non si sa bene cosa, senza sabati nè domeniche, senza più rossi del calendario, da un momento all’altro, arriva lo stop.
Fermi, a casa, giorni e giorni. A fare i conti con un tempo di cui abbiamo perso il valore, se non è misurabile in compenso, in denaro.
Sappiamo ancora cosa farcene?
In una fase in cui la crescita dei propri figli è, per forza di cose, delegata spesso a figure ed istituzioni altre, il virus chiude le scuole e costringe a trovare soluzioni alternative, a rimettere insieme mamme e papà con i propri bimbi. Ci costringe a rifare famiglia.
In una dimensione in cui le relazioni, la comunicazione, la socialità sono giocate prevalentemente nel “non-spazio” del virtuale, del social network, dandoci l’illusione della vicinanza, il virus ci toglie quella vera di vicinanza, quella reale: che nessuno si tocchi, niente baci, niente abbracci, a distanza, nel freddo del non-contatto.
Quanto abbiamo dato per scontato questi gesti ed il loro significato?
In una fase sociale in cui pensare al proprio orto è diventata la regola, il virus ci manda un messaggio chiaro: l’unico modo per uscirne è la reciprocità, il senso di appartenenza, la comunita, il sentire di essere parte di qualcosa di più grande di cui prendersi cura e che si può prendere cura di noi. La responsabilità condivisa, il sentire che dalle tue azioni dipendono le sorti non solo tue, ma di tutti quelli che ti circondano.
E che tu dipendi da loro.

… perché è accaduto tutto questo, ma ci domandiamo cosa possiamo imparare da questo, credo che abbiamo tutti molto su cui riflettere ed impegnarci.
Perchè col cosmo e le sue leggi, evidentemente, siamo in debito spinto.
Ce lo sta spiegando il virus, a caro prezzo.”

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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2 commenti

  1. Maria

    E’proprio cosi Ti..abbiamo perso la nostra umanita’.. il “senso” della vita..umili e fiduciosi ci mettiamo nelle Mani degli Arcangeli .Grazie Grazie Grazie per questo messaggio.

    • *** ti degli Arcangeli

      Ora le cose cambieranno. Non sarà veloce e indolore la svolta ed il cambiamento, anche il virus di questi tempi, fa parte del percorso, ma ce la faremo e faremo risplendere la Terra di nuova Luceeee.
      Un abbraccio dolcissimo

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