Guarire si può

La condizione sanitaria attuale deve indubbiamente portarti a riflettere; le informazioni ufficiali danno una versione compatta e coesa a proposito delle diverse dinamiche attraverso le quali il virus si sarebbe diffuso, ma non mancano le voci fuori dal coro.
Compito personale è indubbiamente quello di documentarti, ma soprattutto di cogliere il valore della tua salute. Una cosa è certa: la campagna mediatica sta tentando e sostenendo una sorta di “disarmonia interiore” e quindi un reale stato di malessere, protratto nel tempo.

Ci sono alcune frasi di Ippocrate che sicuramente possono illuminare le nostre menti, intorpidite dal cianciare dei media e degli opinionisti.
In particolare ti cito questa:
“Se sei malato, scopri prima di tutto che cos’hai fatto per diventarlo”.
E’ esattamente ciò che non facciamo quasi mai, perché tu vivi nella cultura del togliere il sintomo, servendoti di farmaci e trattamenti, ma raramente giungi, come i salmoni a risalire il fiume del tuo dolore, della sofferenza e della malattia, per comprendere che cosa, realmente, lo abbia generato.
Eppure la malattia, come vado ripetendo nei miei ultimi articoli, è la manifestazione di una “disarmonia” interiore.
E cosa l’ha generata? 
Beh, ogni manifestazione di sofferenza fisica può avere alla fonte una o più cause, talvolta anche molto diverse tra loro.
Si tratta comunque di causa che va individuata, anche se spesso è temporanea, perché comunque importante.
 

Quando la causa è passeggera, tu sperimenti un “fastidio fisico” momentaneo, come potrebbe essere un torcicollo, una reazione allergica, un’emicrania, un mal di schiena.
Queste sofferenze, compaiono improvvisamente  e poi scompaiono, altrettanto miracolosamente, dopo un numero di giorni variabile e sovente imprevedibile.
Qualcosa di strano o “pericoloso”, perché diverso dall’ordinario, sta creando in te un malessere che tenderà a scomparire nei giorni seguenti, a volte dopo un intervento farmacologico minimo, altre volte, addirittura, senza nessun tipo di provvedimento medicale.
Tutto passa e tu crei la convinzione che quanto è successo sia solo la risposta del tuo corpo a qualcosa di impattante, qualcosa di “eccessivo”, che in qualche modo ti infastidisce.
Un esempio può essere dato da un eccesso di cibi grassi, oppure dall’abuso di alcolici o da un’esposizione eccessiva ai raggi solari o da uno sforzo fisico particolare, che ingenerano cattiva digestione, emicranie persistenti, eruzioni cutanee, oppure scottature o uno strappo muscolare o qualcosa di simile.
La disarmonia che crei può essere sia di tipo fisico, che psichico, cioè essere legata a qualcosa che si  riconduce ad un movimento inadeguato, ad un piccolo incidente domestico, ad uno strappo muscolare, oppure può derivare da una serie di fatti ed eventi che ti hanno creato emozioni, stati d’animo, pensieri e sentimenti disfunzionali.

Una discussione che ti porta a provare un attacco di collera o di rabbia, può manifestarsi attraverso la gola e il collo.
In genere, se ti fa male la gola, tu ingerisci qualche compressa di antibiotico, convinto che ci sia bisogno di intervenire per debellare chissà quale mostro…
In realtà il male alla gola è già un chiaro segnale di guarigione.
Il tuo corpo è già in azione e sta provvedendo a debellare qualcosa di cui tu sei pienamente “inconsapevole”, mentre lui sa e agisce al tuo posto, per te.

E’ raro che il tutto degeneri, almeno che le reazioni non siano di natura emotiva e vissute a tutto tondo.
In questo caso potrebbe effettivamente esserci una sorta di acuirsi della tua sintomatologia iniziale.
Ciò che vivi intensamente, porta a reazioni intense.
Una morte improvvisa, un licenziamento, un divorzio, un abbandono, possono creare reazioni di natura fisica molto intense.

 L’emozione che vivi in quel momento è talmente viva e distruttiva per le tue sicurezze, che si creano forti disarmonie interiori, che anche il corpo, non tarda a manifestare.
La scomparsa dei sintomi o il loro accentuarsi, dipenderà solo dalla soluzione che saprai mettere in atto, per quella situazione così intensa e destabilizzante.

Se tu accantoni e cerchi di allontanare da te o di reprimere in qualche modo quello che stai sperimentando, sappi che prima o poi si manifesterà con un grave disordine fisico e per grave, intendo una malattia spesso impattante a livello sia organico, che psicologico.
E’ da qui che nascono tumori e le malattie degenerative o le varie forme di depressione.
Al contrario, se tu comprendi che il tuo corpo sta solo tentando di aprire un dialogo con te e di aiutare il tuo spirito, la tua mente e il tuo cuore a ristabilirsi, anche se quanto hai vissuto è stato importante, tutto si placa e si risolve.
La disarmonia scompare.
Il corpo attiva tutto ciò di cui ha bisogno per “guarire”, proprio perché riconosce le cause della tua sofferenza e trova le soluzioni utili per rimediare e recuperare.

A volte le situazioni si ripresentano a distanza di tempo e questo fa ricomparire la stessa identica situazione e quindi il malessere.

Siamo “creature delicate” e nel nostro modo di vivere ci sono a volte situazioni scatenanti impensabili: un luogo, un ambiente, un cibo che da sole bastano per farci agganciare a qualcosa di lontano nel tempo, ma di traumatico, che ci destabilizza, creando tutta questa reazione anche a livello fisiologico.
Le tue “reazioni”, allora, possono essere anche veramente forti.

Ti è mai capitato di ritornare in un luogo dove da piccolo hai vissuto certe emozioni o vicende particolari e di ammalarti?
Il fatto di visitare di nuovo quei luoghi, magari ti richiama a livello inconscio, situazioni e ricordi del passato, spiacevoli, oppure persone legate a quei luoghi, e improvvisamente qualcosa ti disturba  a tal punto che ti senti male.
Guarda caso, le allergie e le intolleranze che sono in forte aumento, spesso, sono collegate al “rifiuto di qualcosa o qualcuno”.
Si tratta in genere, di situazioni che tu non accetti e/o che risvegliano uno o più ricordi tristi e che non vorresti più sperimentare.
Ecco allora che dovresti porti la domanda, di fronte a certi sintomi:
“Cosa mi disturba? Cosa c’è che potrebbe avere attinenza con quello che sto provando?”    
Se per esempio hai perso un animale domestico a cui tenevi molto, spesso diventi allergico al pelo o a qualcosa che ti può ricondurre all’animale deceduto.
Hai talmente sofferto per la sua scomparsa e ora per la sua assenza, che ti metti nella condizione di non potere più ospitare nessun animale, semplicemente per non rivivere più l’esperienza del distacco e della morte.
Soffrire nuovamente è inammissibile e quindi il corpo manifesta tutte le condizioni perché questo non accada.                

La malattia può essere la risposta anche a molte emozioni diverse.

Solitamente quando la malattia bussa alla tua porta ti trova impreparato; allora ti guardi attorno, ma per quanto ti possa sforzare di capire come sia potuta arrivare senza preavviso, non trovi alcuna motivazione utile per spiegarne la presenza.
Rifletti e non ti pare ci sia stato nessun evento tanto importante da creare una smile reazione, così come la memoria non trova nessun trauma emotivo tale da giustificare la sua comparsa.
In genere è capitato che tu assistessi alla goccia capace di far tracimare il contenuto del vaso, ma questa volta no.
E invece anche qui esiste una motivazione.
Per esempio dei desideri, spenti dalle interferenze dei conoscenti o dei tuoi stessi familiari, i sensi di inadeguatezza, situazioni, eventi e persone che ti limitano, presenze faticose e vincolanti al tuo fianco, familiari o compagne simili a controllori e ambienti poco affettivi, spesso sostituiscono o rappresentano la classica goccia che fa traboccare il vaso.
E come si può guarire?
Vedendo di scoprire il fattore scatenante, quel fattore che ti genera tutta una serie di pensieri, che ti frustrano e ti tolgono la voglia e il piacere di vivere.
Per guarire, devi risollevarti e abbandonare ogni paura, ogni forma di sottomissione.
Devi iniziare ad esprimerti, a non cercare più di essere piacevole e quindi accettato a tutti i costi.
Bisogna che tu smetta di fingere e rimuovere tutto ciò che ti fa sperimentare un dispiacere e quindi quello che ti porta allo sgomento e ad una sorta di frustrazione.
E’ tempo di non vivere più in attesa dell’approvazione degli altri e di fare e muoversi in maniera autonoma.
Tu vali esattamente quanto chiunque altro e te lo devi riconoscere.

 A volte la malattia è una sorta di richiamo, una vera richiesta di attenzioni.

E’ la situazione che può capitare a chi cresce, magari in una grande famiglia, quasi come fosse una presenza invisibile, una persona sempre al servizio degli altri, e priva di una spalla a cui appoggiarsi e di qualcuno su cui poter contare, in caso di necessità, o a cui raccontare le proprie preoccupazioni.
E’ la malattia che arriva sovente, quando “dimentichi” il tuo dolore per poter sorreggere e consolare solo gli altri, mentre tutti intorno a te ti guardano e ti considerano come una sorta di Titano incrollabile.
Tutti pensano che tu sia un baluardo stoico, una persona inamovibile, una sorta di fortezza inespugnabile e per questo nessuno nota i tuoi reali bisogni e le tue fatiche interiori, che tieni del resto, ben nascoste.
In realtà un dolore sordo si cela nelle tue profondità e un giorno questo accumulo enorme di dolore soffocato, implode e sgorga come la lava dal cratere di un vulcano, da troppo tempo inattivo.
Abituato solo a dare, tu non sai chiedere e così il corpo parla e chiede per te, proprio attraverso la tua malattia.

Lui dice al Mondo:
“Ehi, ho bisogno d’aiuto, perché sto soffrendo terribilmente”.

E allora, cosa puoi fare?
Iniziare un dialogo con il tuo corpo e fidarti di lui, anche quando, come ora, tutti ti preannunciano le più gravi e intense sciagure della storia umana e ti spingono a non credere nelle tue capacità di guarigione.
Devi guarire l’Anima è dare nuova Vita al tuo corpo.
E’ creare un dialogo indispensabile e fruttuoso.
E’ prendere in mano la tua vita e smetterla di creare una sorta di dipendenza interiore, che ti lega a certe dinamiche, paure, emozioni, e al tempo stesso una dipendenza esteriore, dovuta alle vecchie relazioni corrotte e deleterie.
Vuoi rinascere?
Lavora su di te e ascolta ciò che gli acciacchi, piccoli e grandi del tuo corpo, ti offrono e poi risali, esattamente come sono soliti fare i salmoni, la corrente odierna e trova finalmente la tua piena autonomia animica e quindi fisica.
Guarisci e cambia la tua Vita e quella di chi vive accanto a te!

Amorevolmente Ti degli Arcangeli.

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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