“La felicità è Amore, … nient’altro”
Hermann Hesse
Amore verso se stessi e verso gli Altri.
Amore incondizionato,
Amore della ricerca …
e conoscenza”
Vi consiglio di leggere “Il gusto di essere felici” di Matthieu Ricard.
Sto parlando da parecchio tempo di questa emozione o stato d’animo, ma renderla parte della nostra vita, sembra estremamente impegnativo per parecchie persone, soprattutto nella “densità della vita quotidiana” e nella nostra cultura, dove su cinque cose belle accaduteci e una brutta, spesso e volentieri rammentiamo quella meno esilarante e tendiamo a dimenticare ed allontanare le altre quattro, positive, facendole magicamente sparire.
Perché?
Perché fin da piccoli siamo sollecitati a farlo.
Perché la nostra mente è un’eccellente conservatrice di “negazioni” e frasi che la contengono e perché in parte veniamo stimolati a diventare, sempre più spesso, uomini bui.
Sicuramente ciò che esprimiamo è frutto di una esercitazione consolidata nel tempo.
Discorsi, frasi lungo la giornata, pubblicità, trasmissioni, modi di fare familiari, sedimentati come processi indistruttibili, nel tempo … che un bambino assimila suo malgrado e fa propri.
“Com’è andata oggi?”
Provate a pensare cosa rispondereste…
Direste bene o male???
Raccontereste come prima e unica esperienza una vicenda positiva o negativa?
Un fatto simpatico o pesante?
Interroghiamoci.
Beh, essere liberi e leggeri e quindi “felici”, anche nel modo di parlare e comunicare, è spesso faticoso nel nostro contesto, ma dobbiamo cambiare ed invertire la rotta, se vogliamo sostenere e diffondere la Luce e la Gioia.
Una cosa è certa: anche se non ci appartenesse, la felicità possiamo crearla, possiamo ottenerla, possiamo e dobbiamo coltivarla, come un fiore meraviglioso, capace di rendere solare sia la nostra vita, che quella altrui.
Sicuramente in vari contesti, lei non arriva automaticamente, non viene a bussare alla porta di casa se non la desideriamo, perché conoscerla e tenerla con sé “non è una grazia che una sorte benevola può riversare su di noi e un rovescio di fortuna può toglierci. Dipende solo da noi”
Ognuno di noi è in grado di sperimentare un consistente senso di benessere, di felicità, indipendente dalle circostanze che lo visitano, se ha lavorato su di sé.
Con l’aiuto angelico io posso dare consigli per aiutare chi lo desiderasse nel cercare di raggiungere uno o più obiettivi personali, come appunto quello meraviglioso del proprio Benessere, ma non è così scontato per tutti il raggiungerlo in automatico, così come l’essere una persona serena; una cosa è certa: nulla può sbocciare nel “giardino altrui”, se egli non lo desidera e non si attiva per farlo sbocciare e crescere.
Nessuno ha bisogno di essere ‘convertito’ a questa o altre cause, perché, è solo colui che si cerca convinto, può trovarsi e crescere, attraverso una ricerca spirituale ed emotiva continue, in cui ciò che una persona scopre diventa una sua certezza e grazie poi a quella può raggiungere e maturare quelle verità interiori che danno serenità, gioia, felicità vera e leggerezza.
Limitarsi ad assimilare pedestremente ciò che altri ti danno e a credere o a non credere ciecamente, significa ancora una volta dipendere … e la dipendenza non è crescita, non è consapevolezza, non è “maturità animica”, quella che dopo vari cicli di reincarnazioni o di cammino, dovremmo tutti avere.
Buddha diceva che il nostro ‘io’ non potrà mai essere soddisfatto, perché tende sempre alla noia e quindi alla crescita.
Infatti una situazione che di solito regala a tutti la felicità è l’attesa.
Pensiamo a tutte quelle situazioni in cui la viviamo e allora sarà facile capire di cosa sto parlando: ripensiamo al periodo che precede un viaggio, allo spazio che precede un incontro tra amici, una festività che ci permetterà riposo e tranquillità … come li viviamo?
Come “sospensione festosa.”
Attesa e Gioia sono l’equivalente.
Questa è la situazione di cui sto parlando, cioè quello spazio che permette a tutti di essere felici, quel tempo che ci separa da un fatto che aspettiamo con partecipazione, perché è capace di farci stare bene, perché ci porterà novità, situazioni buone, positive, cambiamenti e una vita più attiva, più impegnata magari, ma sicuramente nuova.
Quando il tempo tanto atteso arriva e noi lo prendiamo tra le mani, tutto si scioglie come fosse neve a contatto con il calore della nostra mente analitica, la quale sembra non volerci mai lasciare in pace e perfettamente padroni dell’attimo …
Perché???
Semplicemente perché quello che stiamo vivendo, anche se porta piacere, non ci appartiene realmente, lo cogliamo e lo viviamo come in realtà è, cioè un qualcosa di esterno, un qualcosa di diverso, di altro rispetto a noi, alla nostra esistenza, quindi è simile ad una bevanda calda, corroborante, piacevole, che presto finirà o che potrebbe addirittura caderci dalle mani e non appartenerci prima dello scadere del tempo e questo crea ansia, senso di impotenza, mancanza anticipata …, malgrado i nostri sforzi per proteggerci ed evitarlo.
Così fatichiamo ad essere veramente sereni, anche nei momenti in cui la vita ci regala la serenità, perché mettiamo in gioco uno “sforzo” intensissimo sovrumano, per conservare la nostra sicurezza che il Benessere ora arrivato e tanto a lungo sognato e desiderato, non se ne vada, non ci sfugga, non ci scivoli dalle mani, che il benessere stesso diventa un dispiacere, un vissuto faticoso e poco divertente.
Ma ci sarà un modo per catturarla questa benedetta felicità e per saperla custodire!!!
Penso che se potessimo acquistarla realmente, sarebbe un bisiness senza paragoni., oppure se ci fosse una ricetta consolidata da scaricare e sperimentare, senza lavoro e fatica personale saremmo tutti tra i maggiori “consumatori”.
Ma la Felicità è qualcosa di grande e ben diverso.
Sicuramente la felicità duratura, quella che non ci mollerà mai, non può essere, né venire dall’ottenere il piacere ed evitare il dispiacere…, questo è sicuro, ma da un lavoro unico e perenne su di noi, quindi su una crescita cercata, sudata, raggiunta…
“Non si diventa felici in una notte, ma dopo un lavoro paziente, portato avanti di giorno in giorno”, senza tregua né falsi miti …
Felicità allora diventa il cogliere il lato “altro”, cioè il lato B, di ogni evento.
Un esempio???
Mi si rompe improvvisamente il forno di casa?
Ma cosa ci sarà mai di positivo, di “altro” , penserete, in una scocciatura simile?
Se inizio ad imprecare, a maledire il forno e chi me lo venduto o installato, oppure utilizzato, … sicuramente nessuna.
L’Universo, spesso, ci invia attraverso un episodio apparentemente limitante, molte “occasioni”…
Dobbiamo solo averne la consapevolezza e essere disponibili a metterci in gioco con una modalità diversa, cioè secondo le regole della Legge dell’Amore universale.
Allora e solo allora mi accorgo che una “seccatura” è un insegnamento, un modo per superare un mio limite, una paura, una difficoltà più o meno consapevole e colta nel tempo.
E’ un’occasione, un’opportunità … (per esempio il guasto potrebbe essere un tramite per una risposta o una soluzione, attese da tempo. Come? Per esempio il tecnico che viene per aggiustarmelo, potrebbe appunto offrirmi una notizia o un consiglio di cui necessito da tempo, … o magari un lavoro …).
Il problema è che noi viviamo il fatto fine a sé e mai come una “possibilità”.
Un campione non giudica un ostacolo come una montagna, ma solo come “uno stimolo” per superare i propri limiti, migliorarsi e quindi crescere.
Egli si allena ogni giorno ed ogni momento per essere “il campione”, il numero uno o quanto meno poter dare sempre il meglio di sé e crescere ogni attimo.
La stessa forza dovremmo applicarla nella nostra vita, soprattutto per guadagnarci il “senso vero” delle cose più belle e farle eternamente nostre …
Un filo non esterno, ma tessuto da noi, con la materia prima che vogliamo: seta per i più fini, cotone per altri e lino per altri ancora …; per qualcuno anche materiale diciamo” sintetico” …
Ciò richiede una profonda trasformazione delle nostre abitudini, e forse molti e molti o moltissimi anni di pratica.
Del resto, “Il benessere si costruisce con la fatica e il tempo.”
Ho presente una persona, alcolista, la quale dice sempre che il “bicchiere è sempre lì dietro la sua spalla”, per dire che ogni istante deve combattere la sua battaglia, malgrado i 17 anni ormai di astinenza e quindi scegliere di non bere, anche perché l’alcol fa parte in mille modi della nostra quotidianità, perché, per esempio si nasconde in molti dolci e cibi.
Vediamo allora cosa possiamo fare, per essere sereni.
La felicità nella vita quotidiana, pratica, si può riassumere in tre aspetti: la felicità delle buone azioni, la felicità della quiete e la felicità della comprensione.
Per esempio, se agiamo lasciandoci guidare da una mente pulita, con onestà, seguendo la non violenza e promuovendo l’amore, vivremo tranquilli, liberi da qualsiasi forma di rimorso.
Vivremo momenti pacati, avremo buoni amici e nutriremo fiducia e rispetto per noi stessi e gli altri.
Non sto parlando di buona o cattiva sorte, ma semplicemente di una condizione personale eccellente, sciolta dalle connessioni esterne a noi.
Intensificheremo poi la nostra Pace, attraverso la meditazione, quando in pratica lavoriamo e impariamo a educare la nostra mente all’ascolto, alla concentrazione, alla quiete, mettendoci nella condizione di essere pienamente ricettivi di quanto avviene e del come avviene.
Così, la nostra mente, non vene trascinata dalla noia, dall’eccitazione, dalla stanchezza o dalla noia, perché gode di un proprio equilibrio, sciolto da tutto, autonomo.
In queste condizioni, lei ha sicuramente una forza e una calma naturali, che ci accompagnano sia nella normalità, che nei cambiamenti della vita.
Ma la felicità più grande viene dalla comprensione.
“Per diventare felici, è se stessi che bisogna saper cambiare”, quindi iniziare a conoscere e lavorare sulla nostra mente, colei che ci domina con i suoi divieti ed eccessi di controllo .
Con una mente più stabile, possiamo leggere, affrontare, esaminare le fonti interne del nostro bisogno, della paura e dell’ ansia.
Una mente educata, in termini di attenzione e di calma, riconosce che tutte le cause latenti di insoddisfazione sono generate dal ‘cercare di’.
… E in questo siamo dei veri maestri, cioè nel cercare di assicurarci un futuro fatto a nostra misura, nel cercare di trovare ciò che vogliamo, oppure di rimediare al passato, nel cercare di eliminare o nel cercare di sapere quello che non sappiamo.
Questa forma di ricerca, condiziona il nostro modo di essere e il nostro futuro, cioè il nostro modo di vivere.
L’equilibrio aumenta invece la fiducia e tutte le altre forme di felicità, che poi, insieme, ci consentono di lasciare andare, di rilassarsi e accostarsi alla vita così com’è nel nostro qui e ora.
Allora le angosce, i timori, le ansie si allontanano da noi, sono altro da noi…e la Vita è Felicità e serenità vere.
Ti ricordo che puoi scaricare alcune Meditazioni, anche gratuite, guidate dalla mia voce per la tua crescita personale 🙂
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com


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