Il potere sconosciuto ai bulli. Racconto

Il bullismo che dilaga ci sta dicendo qualcosa; ci parla di una Società che sta guardando ogni cosa in maniera massiccia, da una prospettiva comune deviata.
Perché colei che chiamiamo addirittura “vittima” tace?
Forse perché non ha amore sufficiente per sé? Oppure perchè non si dà valore, perché non si sente protetta, ma sempre giudicata ed educata ad essere altro dal suo vero sè…?
Noi ci curiamo dell’aggressore ed ancora una volta tralasciamo colui che non ha creduto in sè e in noi, tanto da piegarsi al volere dell’altro e subire in silenzio.
Vittima.
Una parola che etichetta e non aiuta.
Letteralmente significa:
Essere vivente, animale o uomo, consacrato e immolato alla divinità,
oppure chi perisce, cioè muore, in seguito a situazioni gravi.
Chi viene etichettato così, secondo te, avrà la forza di reagire?
Poniamocele una volta tanto queste domande e troviamo finalmente una risposta costruttiva.
OM SHANTI
Amorevolente ti

“La sveglia suona sul comodino

alle prime ore del mattino,

la sento e il mio cuore ha un sussulto:

mi ferisce il ricordo di quel feroce insulto,

ma anche i lividi su tutto il corpo

che mi danno il dolore

e per i quali non dormo per ore.

Tutto questo pesa insieme ai libri nella cartella

e lo si vede dai voti dell’ultima mia pagella.

Una volta arrivato a scuola

mi nascondo dentro all’aiuola,

infatti preferisco rimanere in disparte

e fissare le mie scarpe,

piuttosto di affrontare quei bulli

che umiliano gli adulti e tutti fanciulli. 

Mamma e papà non devono sapere

di queste miei giornate nere,

perché mi sento un codardo

a non reggere neanche uno sguardo.

Prima di entrare in classe,

saluto sommesso il capoclasse

e trovo riparo dietro al banco,

il più possibile lontano da quel branco.

Sono circondato da bravi studenti,

ma da ancora troppi delinquenti:

come al solito, il bandito seduto alle mie spalle

è armato di cicche gialle

e me le tira sui capelli;

un altro, mi ricorda che ho perso tutti i duelli

e ha promesso che mi picchierà …

prima di tonare nella sua città.

Il terzo, vuole svuotare il cestino nella mia cartella,

ma per fortuna suona la campanella:

le lezioni per oggi sono finite

e spero finalmente di potermi curare le ferite.

Purtroppo però, lontano dallo sguardo dei bidelli,

vengo strattonato ancora dai quei ragazzi ribelli:

si scagliano su di me a turno,

però è l’ultimo giorno

che assaporo il loro pugno…

infatti la scuola è quasi finita, siamo a giugno!

Il bullo mi prende per il collo …

quando improvvisamente compare Fiorello,

lo straniero che è arrivato a scuola

qualche giorno prima che il branco

scrivesse sul mio banco:

“Oggi ti facciamo fare un’altra capriola!”.

Vorrei abbandonare tutto

per paura di qualche farabutto,

che ha negato alle mie ali la libertà

ma il coraggio forse fermerà la crudeltà.

Quei bruti e incivili giovanotti,

arrabbiati per essere stati interrotti,

si rivolgono allo straniero:

“Non intrometterti se non vuoi finire al cimitero!”

Fiorello gli risponde per le rime:

“Magari volete farmi nero?”

Lo straniero ha un animo mite,

un sorriso sfacciato e lo sguardo fiero

di chi ha imparato a usare l’ironia,

che funziona proprio come un magia:

contro le brutte parole aiuta

e la sua risposta è solo una spiritosa battuta.

Nel frattempo arrivano trafelati due bidelli,

avvisati poco prima da Fiorello,

un ragazzo tutt’altro che pivello,

che mettono in fuga quei citrulli.

“Sono dei vigliacchi!” dico basito,

invece Fiorello è proprio un vero amico:

mi consiglia di imparare a cadere in piedi

e di non preoccuparmi

perché non serve impugnare le armi,

infatti nella vita esistono vari rimedi.

Meglio affrontare con ottimismo ogni difficoltà,

perché ciò in cui credi si trasforma in realtà.

Ho sempre letto di super eroi con poteri straordinari,

nei fumetti e anche nei diari,

e il mio amico non è forte come Superman

né veloce quanto Spiderman,

però non dice cavolate

ne combina delle bravate

e soprattutto non è impaurito da quei citrulli,

ai quali ci vorrebbe la fatina Turchina

con quella sua amabile vocina

per far tornare un po’ fanciulli.

L’unico vero potere è quello dell’amicizia,

che non si sa bene quando inizia

e può porre fine a un’ingiustizia,

con coraggio e un po’ d’arguzia.

Se uno ti guarda con il cuore

non necessità di grandi parole…

A Fiorello è bastato poco

a fermare il loro gioco

e a capire la mia situazione…

Se solo le persone facessero più attenzione!

Fate tesoro delle mia storia

e siate da esempio per chi ha poca memoria

e mi raccomando… alla prima difficoltà

nessuno si arrenda!

Ricordati, se qualcuno ti avesse calpestato,

non lasciare che il tuo cuore ne sia avvelenato,

perché dentro hai un fuoco che ti può aiutare

a non lasciarti mai sopraffare.

Su alcune ferite basta una benda,

ma per il cuore serve più di un’ammenda:

certo, un sorriso amico per rialzarsi

e del tempo per ritornare a fidarsi,

ma pure tu devi imparare

l’arte di farti rispettare…

Chi si ama non permette mai

a nessuno di metterlo nei guai …”

Celeste

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

Lascia un tuo commento, sarà visibile a tutti 💜

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

css.php