
Oggi parlerò di Amore, perché l’Amore è l’unico farmaco di cui veramente necessiti, in questo preciso istante, tutto il genere umano.
Nasciamo dall’Amore e prima ancora che da un Amore tra un Uomo e una Donna, noi nasciamo e siamo nati da un Amore eccelso, perché divino.
Siamo un’Anima e quest’Anima, “nostra ESSENZA” è ed esiste perché un Cristo le diede un tempo Vita, chiamandola ad Essere e nutrendola di un’infinitesima parte del suo Sé.
La nostra vera e attuale malattia è solo una: l’“assenza di Amore”.
Questo implica il rifiuto di Sé, quindi la propria “auto eliminazione”, cosa che non deve accadere.
In altre parole, significa che siamo stati portati, spinti, nei secoli, ad una sorta di lotta intestina per cui Tu combatti te stesso, cioè il tuo Essere Amore.
La metafora per eccellenza, per capire questo passaggio? La gestosi.
Perché la gestosi? Perché si tratta di un comportamento fisiologico “deviato”, che porta il corpo fisico di una madre, a “rifiutare e cercare di eliminare” la vita che porta in grembo, come se quella vita fosse pericolosa per il suo stesso esistere.
L’Amore è invece quella parte essenziale del tuo Sé, parte che ti consente di vivere al meglio e di “aprirti all’esterno”, con tutta quella Gioia creativa di Dio, che vive dentro di Te.
L’Amore ti alimenta.
L’Amore ti nutre.
L’Amore è parte essenziale di Te.
L’Amore ti guida.
L’Amore ti appartiene e ti offre appartenenza.
L’Amore ti permette di partecipare all’azione creativa di Dio.
L’Amore sei Tu.
E quando Tu sei nel tuo pieno “nutrimento”?
Sei in pieno “nutrimento”, quando, tra mille Anime, Tu incroci quell’Anima con cui puoi intessere una relazione “d’Amore speciale, unica”.
Allora la tua Essenza Divina si attiva nella sua massima e somma perfezione, riuscendo a “espandersi”, moltiplicarsi, rinforzarsi, per poi incendiare d’Amore tutte le Anime che incontrerà lungo il suo cammino.
Quando sei innamorato, diventi come una sorta di ceppo che arde e trasmette “fuoco sacro” a chiunque lo incontri, lungo il suo cammino.
Tutto, quando sei in Amore, prende una forma, un colore, un’essenza unica dentro di te e questo ti consente di brillare oltre ogni limite, partecipando alla tua “vera natura” divina, che è di tipo CREATIVO.
Forse, è proprio per questo, che nei secoli il buio, servendosi dei suoi servi, ti ha addomesticato e ti ha indotto a credere che l’Amore sia una condizione pericolosa, impossibile da vivere e da tenere sempre a debita distanza.
E’ così che Tu, Amore, perché Figlio di Dio, sei andato ricusando l’Amore stesso che ti appartiene e ti fa Essere, esistere.
Un cancro.
Una gestosi.
Una sorta di guerra civile, di lotta intestina, si è appropriata del tuo Sé, aggredendo i tuoi sistemi e rendendoli fragili e strumentalizzabili.
Ora, in piena fantasmagorica “emergenza”, si gioca il tutto e per tutto per farti perdere quelle ultime scintille di Amore Divino, che ancora covano sotto la tua brace.
E io le voglio risvegliare, desidero offrirti quell’alcol capace di fare divampare nuovamente le scintille e il Sacro Fuoco paterno.
Tu Sei Amore!
Tu sei Potente!
Tu sei Forza!
Tu sei Amore nell’Amore e quindi pura forza Creativa in Dio, tuo Padre.
Ecco allora che ti invito a smettere di salutare i tuoi simili, quando li incontri per la strada, con il gomito, perché darsi il gomito è un gesto “bellicoso, ostile”, è il gesto che un tempo i guerrieri usavano con i loro nemici, prima di una battaglia.
Usa un gesto d’Amore, senza paura, fallo.
Permetti al tuo Amore interiore di passare da Te all’altro, con una parola calda, un saluto dolce, un gesto tenero, un qualcosa che ti permetta di far giungere agli occhi, alle orecchie, al tatto dell’altro la “tua presenza amorevole”.
Non cadere nella trappola del “non si fa”, perché il nostro linguaggio animico è sotto assedio e il gioco in essere, da parte del buio, è malevolo e pressante, ma tu, noi, tutti noi, dobbiamo essere più scaltri, più attenti, più forti, più creativi e più potenti di lui.
E soprattutto più innamorati di prima.
Ecco allora, perché ritengo che oggi, parlare anche dell’Amore tra un Uomo e una Donna, sia di grande importanza, perché ti permette di rivedere alcuni aspetti di questa dinamica e di rivalutare il valore profondo dell’Amore, oltre a permetterti di guarire le tue ferite, per ritornare in Amore.
Ti faccio la domanda fatidica: “Perché un amore finisce?”
Ti chiedo qualche minuto di riflessione, prima di procedere con la lettura e di scrivere, di mettere nero su bianco la risposta che hai sentito nascerti dentro.
Fallo!
E’ tempo di metterti in gioco.
“Perché un amore finisce?”
Hai trovato la tua risposta?
Se non viene, fermati, pensaci e scrivi.
Non procedere nella lettura, se non ti sei “concesso” di parlare, di dire la tua a questo proposito.
L’articolo non scappa, è sempre qui, in attesa del tuo pensiero “cre_attivo”.
L’Amore finisce semplicemente perché…. Vediamo di scoprirlo insieme con qualche metafora.
Ti piace la torta? Quale dolce ami, in particolare?
Ripensa all’ultima torta che ti sei gustato… Chiudi gli occhi e riassaporala nella sua essenza…
Il profumo dell’impasto, la morbidezza del composto, la dolcezza degli ingredienti, il loro sciogliersi in bocca, tra quel tripudio di sapore e di consistenza.
Mmmm… Unica.
Buonissima, ma eterna?
No! Come tutte le cose, soprattutto quelle buone, belle, saporite, valide, … ha avuto un inizio e ha una fine.
Fa parte della sua “natura”. E’ nata per questo.
E’ nata per alimentarti, per far godere il tuo palato e lo ha fatto, lo ha fatto fino all’ultima briciola, esaurendosi per questo.
E allora, ora puoi dire a proposito di questa torta straordinaria di cioccolato e pere, ripensandoci?
Puoi dire che si è trattato di una torta brutta, cattiva e pericolosa, perché è finita e che quindi, in futuro, tu hai deciso che non mangerai mai più le torte al cioccolato e pere?
Non credo!
Di fronte al piatto ormai vuoto, tu non sperimenti questa sorta di assenza del tuo dolce del cuore, come una fine incommensurabile, come un punto di arrivo eterno, ma semmai come uno stimolo, lo stimolo a cercare un’altra torta o a prepararne una nuova.
Ti viene da ridere, vero?
Ecco! Il punto è proprio questo.
Ti hanno rimbambito con la “storiella” che l’Amore sia un qualcosa di “eterno”, una specie di dolce che tu puoi consumare, senza mai vederlo esaurire, come fosse quella sorta di biberon “magico” che ha fatto smontare centinaia di biberon, a intere generazioni di bambine, a cui veniva proposto questo “gioco”.
Tu sei Amore inesauribile, Tu sei l’unico ingrediente indispensabile per la realtà attuale e ciò che Tu puoi produrre grazie alla tua Essenza, va usato e adeguato alla realtà in essere.
Pensa al fuoco, al fornello che troneggia nella tua cucina.
Come lì, nella tua cucina, tu ti sarai magari trovato, con il tempo, a cambiare gli elettrodomestici logorati dall’uso, così nella vita relazionale quotidiana.
Un nuovo fornello, comporta nuove azioni per la cottura del tuo cibo, proprio come nelle relazioni, dove possono intervenire nuove dinamiche e nuovi stati.
A volte ti viene chiesto di aggiustare il fornello, altre volte di sostituirlo, altre ancora di cambiare veramente cucina o addirittura casa.
Fa parte del cammino, è insito nel percorso. E lo devi accogliere.
Quello che spesso accogli come normale nella vita pratica, ti accade anche nella “vita affettiva”, solo che tu non lo accetti, non sei disposto a vederlo come un fatto normale e questo perché vieni “educato” all’idea che l’Amore sia una sorta di “conquista”, un monte che, una volta raggiunto, non ti devi più lasciare sfuggire.
E’ come se fosse il tuo fornello e tu gli chiedessi di funzionare per tutta la durata della tua esistenza, senza variazioni di sorta. Ti pare possibile?
Questo crea rigidità, questo impedisce l’evoluzione amorosa ed affettiva, indispensabili, questo ti priva di tutto quanto ti serve per stare bene, vivere sempre meglio e nel benessere emotivo.
E’ il voler a tutti i costi che la tua storia con lei o lui, abbia il finto lieto fine” delle fiabe e delle favole, il famosissimo e “vissero tutti felici e contenti”.
Quel lieto fine, mi dispiace tanto uccidere un tuo mito, è riferito al rapporto Uomo/Dio, non Uomo/Donna.
Questo spiega perché, soprattutto le donne, vivano come se fossero delle rabdomanti (perdonami, non voglio essere dissacrante, verso questa figura, che stimo), come se, dal momento della nascita, avessero ricevuto una sorta di bacchetta, che le spinge alla ricerca dell’Uomo, con cui condividere un Amore Eterno, un Amore senza fine, quindi un’esperienza praticamente “impossibile”.
Questa dinamica, inculcata nella nostra ragione, ha creato e sta creando danni inimmaginabili.
E’ tempo di dismettere questa credenza.
La torta finisce?
Il tacchino arrosto della nonna anche?
La birra rossa che stavi gustando poco fa?
E allora, anche l’Amore per Liza o per Piero può finire.
Il problema qual è?
Il reale problema sono le emozioni che lascia questo processo distorto.
Qui parliamo di emozioni destabilizzanti e su cui vale la pena lavorare, anche perché dobbiamo entrare in risoluzione Karmica, quindi tagliare con le relazioni di cui paghiamo il conto, ma che sovente appartengono ai nostri Avi ed Ave.
Ci sono 4 R, che non sono quelle del “riuso e riciclo”, a cui ti invito a pensare.
Qui parliamo di Rimorso.
Di Rabbia.
Di Rimpianto.
Di Rancore.
Quale emozione nasca prima, rispetto alle altre, è un po’ un enigma e sovente è legato alla persona, come per tutte le cose.
Veniamo educati a vivere in maniera “massificata” la nostra vita, in un modo che ci viene prospettato come doveroso e oggettivo, mentre in realtà, ogni vissuto è strettamente “soggettivo” e questo tienilo come un punto iniziale di vitale importanza, per tutti i lavori a partire da oggi, che ti proporrò.
Tu sei Tu!
Dio ti ha creato in maniera Unica!
Quindi devi cogliere certe dinamiche e verità, ma poi le devi “contestualizzare”, vale a dire applicare alla tua Essenza divina, alla tua realtà di Anima, a quell’Essenza che non mi appartiene e non appartiene a tua zia Rosetta o a tuo nonno Giorgio, ma a Te.
Rabbia, Rimorso, Rancore, Rimpianto sono tra i sentimenti e le emozioni più negativi per l’Amore e quindi anche per far nascere e sostenere una storia d’amore, perché rappresentano il Sé, “contro se stesso”, quindi “noi- Uomo e Donna coinvolti, che ci consumiamo”.
Partendo dal presupposto che per ognuno di noi la successione di queste Emozioni si presenti quindi in maniera diversificata, partirò a caso dal Rimpianto, e lo faccio perché spesso, dopo aver dato tante energie ad una storia d’Amore, un bel mattino qualcosa comincia a scricchiolare e a lavorarti dentro.
Non sai bene perché, ma un gesto, una risposta, una situazione che l’altro ti ha manifestato, improvvisamente ti giunge stonata e ti porta a fare alcune considerazioni.
Allora ti senti scontento, ti senti forse tradito e ripensi a quando potevi scegliere, ma non hai pensato a quella donna o a quell’uomo, per scegliere invece, chi ora sta al tuo fianco.
E rimpiangi.
“Chissà forse con lei, forse con lui…”
Rivedi alcune cose e lasci alla tua mente di vagare.
Il rimpianto è come un gas, una sorta di gas, inodore e incolore, un gas che però c’è e si espande dentro di te e soffoca, e agisce.
Il rimpianto, proprio per la sua essenza, per la sua stessa natura, è legato al passato ed è un grande devastatore, è una specie di freno dei desideri.
Quando ancora stai con la persona che hai scelto, lui rappresenta una sorta di gas tossico, mentre quando sei ormai solo, è una specie di freno a mano, il freno che ti induce a non rischiare più, a non fidarti, a non dare più credito all’Amore in sé, quindi a rinnegare te stesso.
Tu però sei Amore.
Ma tu non vuoi più credere nell’Amore, quindi non ti vuoi più riconoscere.
E’ un sentimento pericoloso, un’emozione ancor più devastante della sensazione di aver sbagliato e di cui prenderne atto, accogliendola.
E’ importante che ti accorga che esiste dentro di Te questo sentimento, cioè questo modo di sentire che ti fa sperimentare un rimpianto.
Cosa rimpiangi? Perché? Hai forse sbagliato qualcosa? Se ti accorgi di aver sbagliato, anche nell’esprimere un desiderio, ricorda che è fondamentale questa scoperta, perché ora ti apre la possibilità di chiudere un cammino, di completare un percorso, di scendere dal treno su cui sei salito, magari anche per sbaglio, ma su cui ti trovi, per iniziarne un nuovo viaggio, una nuova vita, una nuova esperienza.
Sei triste? Sei in qualche modo poco sereno e appagato? Allora forza!
La sensazione che ti muove, è “creativa” e non negativa, come sei stato standardizzato a credere, a pensare.
Se pensi all’etimologia della parola Con-tento c’è molto da dire.
L’origine è sempre latina; “contento”, è un participio passato e viene dall’antico verbo continere, che significa appunto “contenere”, avere dentro di sé, racchiudere.
Ciò che non racchiudi ti rende scontento, cioè privo di qualcosa che ti accorgi di volere, per sentirti di nuovo pieno, cioè appagato.
Quando sono contento sono come un vaso con acqua e fiori.
Scontento, mi manca l’uno o l’altro, o entrambi, e quindi non mi sento nemmeno “vaso”.
Quando sei scontento vuol dire che ti sei accorto di non essere te stesso e quindi non solo puoi e devi desiderare qualcosa, ma devi metterti in movimento per avere, per ricevere, per creare quello che ti riporti ad essere un vaso pieno di acqua e di fiori.
Il tuo passato non deve quindi esser fonte di rimpianti, ma semmai lo stimolo a soddisfare quello che ti manca.
C’è poi la rabbia.
La rabbia scaturisce da vari vissuti, ma fondamentalmente viene dal riconoscere che l’altra persona è in qualche modo assente, quindi che ha preso le distanze da te, dalla vostra storia, cioè che l’altra persona ora ti svaluta.
Che non ti chiami, che non ti ascolti quando gli parli, che ogni volta che deve fare qualcosa con te o per te, sia in ritardo, ti crea da un lato un senso di profondo disagio e di irritazione e dall’altro lato una serie di domande false, perché in realtà non sei disposto a metterti realmente in ascolto della risposta, troppo scomoda.
E’ come se una parte di te volesse trascinare la situazione, per allontanare il più possibile la soluzione finale, cioè l’accorgerti che il piatto del dolce è vuoto.
E’ come se prendessi tempo.
“C’è ancora pasta nell’armadietto della cucina?”
Se ti rispondi nell’immediato, significa che ti prendi poi la briga di uscire e fare l’acquisto; ma non sempre c’è questa presa in carico, anche se latente, la domanda comunque esiste e continua a crescere dentro di te, fino al giorno del botto.
“Perché non ascolta?”
“Perché non è venuta?”
“Perché non mi richiama?”
Sono domande scomode, richieste superflue e dolorose, sono quello che in italiano chiamiamo interrogative retoriche.
Non vuoi sapere, ma la risposta c’è e questo ti arreca dolore, frustrazione, un senso acuto di impotenza e quindi di scarsa considerazione ai suoi occhi.
Ecco allora che la rabbia, si fa avanti, giorno dopo giorno, e diventa l’esasperazione di questo senso di impotenza e di frustrazione.
Soluzione?
Beh, avere il coraggio di guardare il piatto ormai vuoto, senza torta, e decidere di prendere gli ingredienti utili, per approntarne una nuova meravigliosa torta.
Ma in genere si tergiversa, in attesa di qualche santo protettore o di un miracolo estremo.
E così sopraggiunge il Rancore.
E chi è questo rancore?
Il rancore è una sorta di “asprezza”, di acidità, che guasta tutte le cose, fa irrancidire.
Il rancore rappresenta una sorta di batterio, un elemento reattivo, che trova facilmente terreno per fare danno, soprattutto nel cuore femminile.
E’ un batterio che ti impedisce di muoverti e di creare la novità, desiderando veramente qualcosa di diverso.
Immagina quando hai il mal di denti.
Arrivi ad un punto in cui, non ti importa se la soluzione al tuo male di denti sia l’antinfiammatorio o l’estrazione, l’importante per Te è fare qualcosa. Agire.
Ecco! Il rancore crea dentro di te, un processo contrario, perché ti blocca e non ti permette né di assumere l’antidolorifico o l’antinfiammatorio, né di andare ad estrarre il dente, quindi ti mantiene nello stato di dolore.
Assurdo, vero?
Eppure funziona così.
Il rancore ti impedisce di affidarti e di riuscire a desiderare davvero qualcosa di nuovo.
E’ una rabbia sotterranea, che ti tiene in scacco.
Questa parola ha infatti la stessa origine, la medesima “radice”, della parola “rancido”, perché si tratta di rabbia, non risolta, che fermenta e produce una sorta di aggressione che fa andare a male qualsiasi cosa.
E’ un sentimento “che fa imputridire” le situazioni e che va quindi estirpato, rimosso, buttato e per tanto risolto.
Poi rimare il Rimorso.
Non so cosa ti permetta di visualizzare questa parola, ma a me ricorda il morso del cavallo o meglio le briglie.
Non è il senso di colpa e quindi non è un suo sinonimo.
Il senso di colpa è stato originato dalla nostra cultura, che ce lo insinua e lo ancora in noi, affinché diventi parte integrante, quindi difficile da individuare e da smantellare, perché lo abbiamo accettato culturalmente e interiormente.
Quando provi il senso di colpa, ti senti inadeguato, incapace, inferiore rispetto a qualcuno o a qualcosa, anche senza un motivo concreto, cioè senza aver sbagliato realmente e quindi senza avere una colpa reale.
Sei in colpa, anche solo perché sei nato, perché esisti.
Questo è il nostro concetto di colpa.
Il rimorso invece, è legato a un qualcosa di concreto: è un’azione che scaturisce da certe tue scelte, decisioni, passioni e azioni che hanno creato dei risultati, risultati diversi dalle attese e quindi da “riconsiderare”.
Il rimorso ti porta un’energia creativa, e quindi è un eccellente combustibile, o almeno lo può diventare, una sorta di benzina, indispensabile per portarti altrove.
Il rimorso vissuto fine a sé, è dannoso, ma può servire da molla e proiettarti in altri mondi.
“Senso di colpa” e “rimorso”, sono due concetti fondamentalmente opposti, cioè molto diversi tra loro.
Il senso di colpa ti porta all’immobilità legata al fatto che ti senti e ti reputi come una sorta di condannato alla pena capitale, senza via d’uscita, mentre il rimorso riguarda appunto il fare.
Tu entri nella condizione di sperimentare del rimorso, quando hai o non hai, fatto qualcosa che ti risuona dentro, come veramente importante.
Porta quindi con sé un malessere e un senso di dispiacere, perché tu sai che hai o non hai fatto al meglio un qualcosa e quindi puoi e dovresti, o vorresti, provvedere a trasmutare quanto hai fatto in maniera “poco ortodossa”.
Se provi del rimorso verso una persona ecco che sei in un’eccellente condizione, perché ora sei una sorta di alchimista, un mago che deve “offrire” a quella persona, con Amore, ciò che non gli hai dato o non nella giusta maniera. Hai creato qualcosa di abominevole e ora vorresti diventasse “oro”. E ce la puoi fare.
Se al contrario la situazione viene da lei, la persona che ami o hai amato, ecco che tu puoi scegliere di allontanarti o di sanare ogni cosa.
Queste sperimentazioni emotive, comportano però il fatto che tu, spesso, entri a causa loro, nella paura d’amare.
L’Amore esiste?
E’ solo un problema di fortuna?
C’entra il destino?
Molte persone imputano questo meraviglioso sentimento all’orbita destino e fortuna, mentre in realtà hanno ben poco a che vedere con questi aspetti.
La realtà è che molte persone non amano, perché hanno paura d’amare.
Anche la Paura, che è un sentimento avverso potente, è stata debitamente seminata e coltivata dal buio, attraverso l’educazione infantile.
La paura è un sentimento potente, un sentimento che tocca ogni aspetto della tua vita, partendo dalla tua relazione filiale, fino a quella di coppia e poi genitoriale.
Spesso desideriamo il grande amore, ma non ci permettiamo di accoglierlo e di viverlo.
E’ una specie di muro invisibile, che impedisce all’altro di avvicinarsi, un muro che si innalza tra te e l’altra persona, non appena il seme dell’amore fa capolino tra l’erba e questo impedisce l’innamoramento.
L’Amore è un fenomeno complesso, molto radicato e faticoso, indubbiamente faticoso, proprio perché implica la “tua appartenenza a LUI”.
Iniziare una storia ti richiede coraggio, perché significa che ti riconosci come intriso d’Amore e quindi conosci bene chi sei e cosa vuoi; quando poi ami una persona, conosci alcune sue parti, entri in contatto con varie parti di lui e questo ti risuona e mette in luce aspetti del tuo carattere, che attraverso l’altro scopri e che nemmeno sapevi di avere.
Questo mette in movimento tutto un mondo, un mondo che a volte fai poi fatica a gestire e quindi vorresti non avere di fronte.
Ma c’è.
Ecco perché forse, non innamorarsi, non abbandonare o rinviare, possono essere tante facce di una sola medaglia, che riconduce guarda caso all’Amore.
L’Amore è e rimane quindi la sola medicina da cui tutto parte e tutto arriva.
Permettiti di essere Amore e tutto si risolverà, come per magia.
Amorevolmente,
Ti degli Arcangeli
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com



Assolutamente vero bellissimo articolo carissima Ti ✨
L’ unico amore della quale non si spegnerà mai la fiamma e quella che ci lega al nostro Padre Celeste.
Tuttavia ogni amore a mio parere personale va vissuto e se poi finisce per dirla in breve e giusto lasciare che sia e vada come bella maggior parte delle situazioni certo a volte non è facile da qui il tuo stupendo articolo Grazie carissima Ti un abbraccio grande di Luce e Gioia ❤️✨
Sì:
Tutto ha un senso e ogni esperienza ci serve.
Un dolcissimo abbraccio di Luce!
…Che l’ Amore esploda dappertutto ne abbiamo tanto bisogno ❤️Pace e Bene ✨ Carrissima Ti un abbraccio grande fraterno di Luce ✨❤️ Aguyjevete
Siaaaaa!
Ciao Ti, bellissimo articolo anche questo, stupendo…
Io purtroppo provo rimorso per non avere donato amore nel modo giusto verso una persona che però non saprei come rimediare con lei perché già passata oltre… già partita per il Grande Viaggio verso il Padre… e non so nemmeno come sta questa Anima tanto amata… avevo il desiderio di starle accanto fino al suo ultimo respiro terreno tenendole la mano ma purtroppo non ho avuto questa grande opportunità… era come una sorella, una mamma, una grande amica… e non ho capito e rispettato quindi i suoi veri bisogni… mentre viveva con me.
E non a caso il suo nome terreno era R…..a come hai scritto all’inizio degli esempi di nomi… non ti scrivo il suo nome per esteso perché mi piace lasciarla andare con tutta serenità e Amore… c’è una preghiera scritta nella rua raccolta delle preghiere arcobaleno che è bellissima e mi ha aiutato molto nel lasciarla andare… lo consiglio a tutti questo tuo libretto di preghiere perché davvero forti e potenti in più alla dolcezza grande delle parole e suoni…
Grazie Ti! tante grazie a te!!! Dolcissima Grande Anima di Dio Papà
Amandoti e accogliendo amorevolmente quello che è stato e come è stato.
Questo dà serenità all’Anima partita, che comunque vive oltre le nostre infinite paure e i rimpianti.
Vivi con gioia e manda un caro grazie e abbraccio a chi ti ha salutata.
Om Shanti!
Grazie Ti! Grazie infinite!
Om Shanti a te Ti!
Bellissimo articolo me lo sento mio!!
L amore e finito molti anni fa ho conosciuto le 3R rabbia risentimento rimorso .
Con tanta fatica determinazione e infinito amore ho cresciuto i miei amati figli da sola con alti e bassi. L amore di Dio e la mia devozione ai miei amati Angeli mi ha fatto conoscere la malattia infatti sono stata trapiantata di fegato due volte e un altra volta di rene.
Ed ora sono qui a rendere grazie all amore che mi ha salvata e mi ha resa libera di amare nuovamente e di incontrare un anima stupenda che ogni giorno mi ama infininatamente.
L importante e credere in noi stessi scontille divine e nutrirsi di Luce amandosi e donandosi.
Un immenso abbraccio a tutti voi.
Grazie grazie grazie!!!!