
Non è facile sai, riuscire a vedere la perfezione dentro di noi e neppure nelle altre persone, perché per farlo ti servono, non gli occhietti che hai sul visetto, ma gli “occhi del cuore”.
“Perchè, il mio cuore ha gli occhi?”
Sì, sono occhi nascosti, interiori.
E come li puoi trovare questi occhi interiori, che ti rendono capace, di vivere ogni cosa con gioia e con la voglia di provarci, di ritentare, di farcela?
Se hai pazienza, ora te lo spiego.
Di solito, quando ti guardi intorno vedi negli altri, per esempio nei tuoi amici, un sacco di cose che loro sanno fare e tu, come Maia, pur essendo felice per loro, ti intristisci, perché credi di non saper fare nulla di così speciale.
Hai un tuo amico bravo a fare i salti, un altro che corre come una scheggia, una tua amichetta che colora benissimo i disegni e tu, pensi di essere lento, colori spesso fuori dalle righe, ed anche se ti riconosci di saper fare salti alti, come i canguri, non riesci a trovare qualcosa che ti renda speciale.
Quello che ti serve, sai, forse è qualcosa che hai già dentro, ma senza saperlo, devi solo accorgerti e per farlo ti occorrono quegli occhi ben aperti, di cui ti ho parlato poco fa.
Come arrivarci? Beh è una lunga storia arrivarci, una storia che, giorno dopo giorno, esperienza dopo sperienza, ti porta a fare una bellissima scoperta, proprio come Maia, la protagonista della nostra fiaba.
Maia ha tanti amici ed una bella famiglia, ma un bel mattino parte, decisa a cercare il bellissimo abitino; se non lo troverà già pronto da indossare, allora acquisterà tutto l’occorrente che le servirà, per confezionarlo con le sue stesse mani. Così inizia il suo lungo viaggio.
Il suo è veramente un cammino lungo e all’apparenza infruttuoso, fino al giorno in cui ecco che accade qualcosa…
Ma, basta parlare, partiamo dall’inizio di questa meravigliosa storia …
Chiudi gli occhi ed ascolta …
Piaciuta?
Ma cosa cercava la nostra Maia?
Un Vestitino a fiori?
Eh sì, un vestitino, ma un vestitino molto speciale, perchè è un simbolo, cioè è solo un oggetto che in verità nasconde le cose che ognuno di noi, pur avendole sotto il naso, va cercando per mari e per monti.
Fai così, proprio come lei, ogni volta che cerchi un amico, perché ti renda felice, perché pensi che la felicità venga da fuori e dipenda un’altra persona, oppure quando vedi negli altri la bravura, la gioia, l’allegria e tu, pensi di essere “diverso”, di non avere quei doni, e allora cerchi di imitarli, ma non ce la fai, non perché non sei bravo, ma perché tu sei tu e loro sono loro.
Pensa a questa cosa importante, a cui sicuramente non hai mai pensato:
Tu non puoi vedere il “vestito dell’altro”bambino, se quel vestito non è anche tuo, se non ti appartiene, se anche tu non lo indossi.
Quante volte sei magari un po’ giù di tono, perché vedi un qualcosa in tuo amichetto, che ti piace, e tu pensi di non averlo, ma non è così.
Tu non puoi vedere e riconoscere una cosa bella, se lei non c’è anche anche dentro il tuo cuore.
Devi, per gustarla, accorgerti che c’è, proprio come il vestito di Maia, quel vestitino che lei aveva sempre avuto addosso, ma senza saperlo.
Quando si è accorta di indossarlo? Quando, anzichè voler fare come gli altri, ha dato spazio alla voce del suo cuore, è stata generosa e così le si sono “aperti gli occhi del cuore” e finalmente anche i suoi occhi fisici, cioè quelli del viso, hanno potuto vedere che non le mancava niente, che il vestitino che desiderava tanto, lo aveva sempre indossato.
Qualcuno aveva già visto il suo vestitino a fiori? Sì, ma solo le persone buone, quelle con un cuore grande, loro sì, che glielo vedevano.
La continua ricerca di Maia ci nutre e ci educa, perché rappresenta il nostro viaggio alla scoperta di noi, un viaggio unico nel suo genere, un viaggio necessario, anzi indipensabile, per non farti entrare nella tribù degli “sdraiati”, la tribù dei ragazzini divanizzati permanenti, quelli che stanno tutto il giorno con la Play e perdono il cuore, che lentamente si spegne e muore. Pensaci!!! E questa storia, raccontala anche a mamma e papà, perché anche loro devono cercare dentro di sè il proprio Sè Superiore, cioè la parte più buona di loro.
Amorevolmente R.& ti, rispettivamente Autrice e Lettrice.
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