La cura delle Emozioni

In questo periodo noto come sia faticoso per alcune persone prendersi cura di se stesse, soprattutto delle proprie Emozioni dolorose.
E’ quando sai come prenderti cura del tuo Corpo in presenza creativa, che puoi viaggiare nel Mondo delle Emozioni, prima è abbastanza improbabile riuscirci. Se osservi i piccini, ti rendi conto che quasi sempre sono inconsapevoli delle Emozioni che provano, non le sanno definire e vivere, gestire. Questo perché l’adulto di riferimento a sua volta non lo sa fare e quindi confonde anche il piccolo. E’ tempo di apprendere l’Arte della Cura personale e delle Emozioni.

Già, ma come si fa?
Come puoi risvegliare quei sentimenti di gioia e felicità, INNATI, ma addormentati, anestetizzati, e necessari per trovare la forza di occuparsi delle emozioni più intense, quali la sofferenza e il Dolore?

Lasciare andare

La prima cosa che puoi fare è lasciare andare.
Lasciare scivolare tutto alle spalle.

Come?

Immagina di vivere in una grande metropoli e di trovarti in uno stato di perenne tensione e stress.
Rumore, inquinamento, lavoro a catena, ti spingono a desiderare un’inversione di rotta, l’evasione dal grigiore. Anche il Corpo dà segni di fatica. Ecco allora che fuggi lontano, anche solo per qualche giorno, in un ambiente che reputi incontaminato e piacevole.

Scegli una meta raggiungibile in poco tempo, così da non affaticarti, ma che risponda ai tuoi bisogni. Lasci tutto “alle spalle”.
Qui trovi insetti, aria fresca, alberi, un cielo terso, e colori nuovi, profumi stimolanti e diversi. Il cibo è buono e ti senti rinascere.

Sei finalmente felice. Hai lasciato il caos della Città e sei circondato dalla Bellezza.
Ne godi, ma in genere tutto dura poco: spesso l’Uomo è “incapace” di mantenere a lungo la Gioia interiore e la Felicità, appagante.

Eppure sono due Emozioni Interiori presenti all’Origine, perché Divine, quindi dovrebbero essere permanenti. E qui sta il punto dolente.

Sei “incapace” di mantenere e vivere a lungo queste Emozioni, tanto che ben presto diventi impaziente e desideri ritornare a casa.
La densità ha talmente lavorato sulla tua parte migliore, da creaRe una sorta di censore interiore, che t’impedisce di stare bene, ma c’è dell’altro.
E’ come se sentissi il bisogno di Vita, ma te la negassi da solo. Perché? In fondo è agire per soddisfare un bisogno reale, perché scatta questa forma di punizione interiore?
Devi stare per forza male, perché non meriti nulla di buono?

A volte è facile incontrare persone che lo dichiarano apertamente:
“ Sì, mi piace la vacanza, ma io dopo 3 o 4 giorni sono stanco,
voglio tornare a casa!”.

Forse anche tu sei tra questi o ne hai fatto esperienza.
Il primo giorno che trascorri lontano dalla congestione della vita in Città, sei molto felice, poi, visto che non riesci a nutrire questa sensazione, la vai esaurendo e quindi non la sai mantenere.

Così in breve diventi insofferente desideri solo tornare indietro.
Pensiamo alla tua Casa, al tuo lavoro e persino alla smog. Ti mancano.
Sei in “astinenza” di densità.

Per far emergere la Gioia e la Felicità, e poterle mantenere nel tempo, devi portarle dentro in maniera consapevole e saper gioire di tutto ciò che è Bellezza, Nutrimento, Saggezza, Colore, Musica, Intensità Energetica, Energia pura, Divina.

Invece sei “assuefatto” alla densità, alla pesantezza, alla noia, alle Emozioni dense e queste non possono nutrire e alimentare il Fuoco interiore della Gioia e del saper apprezzare.
E’ come se tu avessi un camino bellissimo, ma non avessi il necessario per accendere un bel fuoco e mantenerlo. Senza legna il Fuoco non ci può essere.

Allora, se hai ancora qualche giorno a disposizione, ti attivi per renderlo grigio al punto giusto, magari litigando involontariamente con i compagni di viaggio, fino a quando riparti e rientri con molto gusto nel tuo habitat naturale, dove, poco dopo, riprendi a soffrire, piacevolmente.

Vai avanti e indietro, come fossi un pendolo.

Quante persone hanno una seconda casa, così possono fuggire dal loro contesto abituale per un po’ di tempo per poi tornarvi, ricaricati.
Così si dice e si crede, si pensa, al momento dell’acquisto.

In realtà, poi a poco a poco mollano e come scusa avanzano gli hobby dei figli, il lavoro, gli anni e altro. E’ l’Oasi Miraggio che si manifesta.

La Gioia e la felicità sono diventati fuochi fatui nella società del mordi e fuggi, del consumo, quindi le devi nutrite perché crescano in te e durino, come fossero fuochi, devi metterci ceppi di legna, per attivarli e mantenerli ardenti.

Se non sai come nutrirle, ti muoiono tra le dita e in breve tempo perdi la capacità di godere della gioia e della felicità che sono a portata di mano, dentro ti te e loro scivolano, sempre più in profondità.

La gioia e la felicità sono doni Divini, possono e dovrebbero essere il tuo nutrimento e la tua cura, ma non sono abbastanza conosciute e nutrite, così che riescano a trasformare la sofferenza, che tieni nascosta nel fondo della Coscienza, in Luce.

Nell’Acqua

Immagina una vasta distesa di Acqua. Un Oceano.
Sotto la superficie dell’oceano c’è silenzio, ma sul fondo, l’Acqua scivola, scorre e crea correnti, anche se in superficie non le vedi ci sono.

Quando vai in vacanza, ti immergi a pelo d’Acqua e godi il silenzio, ma se non t’immergi di più e non arrivi sul fondo, non puoi trovare quella corrente che ti trascina ovunque e ti permette di “veleggiare” sul fondale, gustando ogni momento e paesaggio.
Ed è invece lì, più sotto che si cela il blocco di sofferenza che ti è stato tramandato dai tuoi antenati, dai genitori, dalla famiglia.
Se tu lo raggiungessi potresti notarlo e scioglierlo, nutrirlo, integrarlo, trasmutarlo, ma così puoi solo subirlo. Ed ecco infatti che godi solo per poche ore, giorni o momenti di quel sottile e magico silenzio, appena sotto la superficie.

Con il tempo, comunque, le mareggiate della Vita e le correnti faranno riemergere il blocco di sofferenza, sommerso.
 Allora non riuscirai ad aggrapparsi a questo tipo di gioia e felicità, se non ti appartengono. In questi frangenti, incominci a sentirti triste, a stare male e non capisci quale possa essere il vero motivo di quel malessere e vai alla ricerca di un colpevole, di una causa esterna.

In realtà ciò che riaffiora, potrebbe essere appartenuto a tuo padre, a tua madre, a un trisavolo che te l’ha tramandata, come parte integrante della sua eredità, per te.

La sofferenza che una madre non trasforma ti viene trasmessa.

Con una pratica superficiale, temporanea, puoi ottenere silenzio, gioia e felicità,
ma in forma superficiale,
una forma che non resiste al tempo.

Questo genere di pratica, il darsi ad hobby, le vacanze, la palestra, lo shopping, una compagna o un compagno e tanto altro, non sono curativi, perché non sono abbastanza nutrienti e forti, efficaci fino al punto di potere e riuscire a trasformare la grande sofferenza che giace sul fondo della tua coscienza. Giacciono “in fondo al mar”, come dice una canzone della Sirenetta, il celebre cartone animato.

La sofferenza sommersa e la Coscienza

La Coscienza, strapazzata, non è in grado di illuminare e riconoscere la sofferenza nascosta nelle profondità dell’inconscio, perché non ne conosce assolutamente la natura.

Per questo vai alla ricerca dei “colpevoli”, della causa del tuo malore.

Allora, se vivi in famiglia o in una comunità o hai una compagna/o pensi che ti limitino, che non ti ascoltino, che ti tarpino le ali, che ti soffochino, che non ti amino e non ti portino rispetto.

Puoi trovare molti argomenti fino a quando non riconosci quale sia realmente l’origine della tua sofferenza. Allora, quando te ne farai carico, ti accorgerai, che sovente, che la coppia o l’amicizia che hai costruito, è come se la “vacanza”, che ti sei organizzato, per un certo periodo, pensando di aver trovato la soluzione al tuo dolore, la tua oasi, capace di donarti aria fresca, dolcezza e bellezza o Amore.

In realtà cercavi le tue gambe, e così hai costruito un castello di sabbia, cercando di nutrirlo in tutti i modi possibili, dissanguandoti, per tenere la sofferenza che cercava di riaffiorare, sommersa.
Sei stato abile, te lo devi riconoscere, ma ora, con le nuove Frequenze, non puoi più giocarci e anche se cerchi di ricacciarlo sotto quel nodo riemerge, più prepotente che mai e tutto il castello si rivela per ciò che è: sabbia.
Il nodo vuole ascolto.

Non serve attribuire la colpa della tua infelicità a cose e persone fisiche, a chi ti sta vicino, perché in realtà hai vissuto con dei “miraggi”, che ti eri creato e l’altra persona sovente ha fatto la medesima cosa e ora che la Luce arriva illumina ogni aspetto e tu e chi ti sta vicino, è come se vi vedeste per la prima volta.

Per questo è tempo che ritorni a Casa, devi ritornare a Casa in te stesso e cercare di riconoscere e abbracciare il Tuo dolore.
Di certo soffrirai e magari non poco, ma già la sofferenza ti accompagna da tempo.
Più tempo hai alimentato il tuo “miraggio”, più grande è la tua sofferenza anche attuale, il tuo malessere.

C’è un ortaggio, in Oriente, chiamato melone amaro.
Il suo nome significa anche sofferenza.
La sofferenza, se ci pensi, è amarezza.
Se lo assaggi, potresti sputarlo, soprattutto se non sei abituato a quel tipo di amaro, eppure la  medicina cinese sostiene che il sapore amaro fa bene alla salute, così come da noi vengono prescritte certe erbe amare per la disintossicazione.
Chi ha assaggiato questo melone amaro dice che dà una sensazione piacevole, che ti senti fresco e leggero, sebbene masticarlo e ingerirlo, all’inizio, non sia facile.

La Natura è Maestra, sempre.
Ti dà l’amarezza per rinfrescarti.
Chi per esempio, conosce le proprietà di alcune radici amare, anche qui da noi, è ben contento di mangiarle e alla fine trova pure gradevole quel sapore e lo reputa delizioso, perché fa bene.

Lasciare andare

Quando smarrisci qualcosa, per esempio non trovi la tua camicia preferita, in genere ti agiti.

Se non avessi la camicia saresti sereno, allora per aiutarti se ti trovi in una situazione simile a quella di cui ho parlato oggi, potresti fare questa pratica, per imparare a “lasciare andare”.

Prendere un quaderno e scrivi sopra il nome delle tue “camicie” da lasciar andare, cioè tutte quelle situazioni, quelle Oasi Miraggio,
che ti stanno creando in qualche modo sofferenza.
Devi fermarti e fare i conti con te stesso/a.

Sei in grado di lasciarne andare qualcuna?
Di vivere senza quella camicia, di riconoscere che si tratta di un’Oasi Miraggio?
Magari consideri certe cose come indispensabili, come essenziali per il tuo benessere, o utili, ma se scendi in profondità, sono certa che scoprirai che sono proprio quelle camicie l’ostacolo alla tua vera gioia e felicità, perché sono le Oasi dell’assetato, in pieno deserto.

E’ tempo di fare inversione e tornare indietro, guardandoti dentro con sincerità e riconoscendo che quelle camicie, che hai custodito gelosamente, non sono della tua misura e ora più che mai ti stanno larghe o troppo strette.

Sono certa che tu hai il coraggio Divino per sceglierti ed amarti, per lasciare andare la camicia da cui non credi di poterti staccare. Prova e la sensazione immediata, sarà di freschezza e di leggerezza e subito dopo felicità. Allora la gioia risalirà e nutrirla sarà davvero semplice e miracoloso. Darai pace agli Antenati..

La prima fonte di gioia e di felicità sta proprio nel lasciare andare e subito dopo viene la presenza mentale.

Immagina di contemplare il mare, insieme ad altre persone. Se hai la testa piena di pensieri e cose da sbrigare non riesci a contemplare e gioire di questo magico momento, perché non sei in “presenza” mentale.
La tua mente è già occupata.

Se invece torni a Casa nella inspirazione ed espirazione e pratichi la respirazione profonda, puoi riportare la mente al momento presente. Così molli gli ormeggi del passato e del futuro e riunifichi la mente col Corpo e sei pienamente consapevole per assistere, contemplare e gioire sino in fondo dello spettacolo sul mare.
Il tempo trascorso lì, diventa allora indimenticabile. Non pensi a nulla, né ad affari né a progetti.

Dirigi l’attenzione solo sul momento presente, l’istante che stai trascorrendo con gli Amici. Sei consapevole di dove ti trovi, con chi e come si presenta il mare.

La presenza mentale ti fa assaporare molto profondamente la Gioia
di ogni momento.

C’è una differenza tra Gioia e Felicità. Se sei molto assetato e qualcuno ti offre dell’acqua, il dono ti porta Gioia.

Sai che ora hai l’opportunità di bere e recuperare. L’emozione che provi si chiama gioia.
Quando porti la bottiglietta alle labbra, invece provi Felicità.
La Gioia è un’emozione che ha in sé una specie di eccitazione e viene dal dentro, è in dotazione dal Padre, dalla Sorgente.

Devi nutrirti a sufficienza, di ciò che ti procura Gioia e Felicità, per diventare abbastanza forte da gestire i tuoi blocchi di sofferenza, dispiacere e disperazione al punto di trasmutarli. Il piombo in Oro.

Se dove e come vivi, non riesci a praticare momenti così,
è tempo di invertire la rotta.

La Vita è Meravigliosa, eppure il modo di viverla l’ha già riempita per troppo tempo di sofferenza. Non c’è motivo di crearne dell’altra e se la camicia è solo la tua Oasi Miraggio,
che ti va stretta, toglila, salutala e affidala alla Luce.
Ascoltati, sciogli, esci dal miraggio
e nutriti, come meriti, in presenza consapevole.

Sii l’Oasi che vai cercando.

Con Amore, Ti degli Arcangeli

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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4 commenti

  1. Mariano Francesco

    In gratitudine cara Anima di Luce Ti 🙏💜🤍💜💎✨️

    • *** Ti degli Arcangeli

      Grata!

  2. Valentina

    Grazie carissima Ti, condivido che la pratica che ci hai consigliato, funziona alla meraviglia!!!! Ero in preda ad una “paura”, ho trovato e scritto la causa della sofferenza ed ho messo in atto il lasciare andare e il respiro consapevole e la mente davvero si libera! E mi sento presente e in pace… e ora sono nella fiducia e nella gioia!
    grazie infinite di cuore! Gioiosa serata!

    • *** Ti degli Arcangeli

      Ti ringrazio con il Cuore per questa testimonianza che vale Oro.
      Le tue Parole sono Maestre per chi magari vive situazioni simili e non osa fare “esperienza” e così si preclude la via della Guarigione.
      Onorata, per questa tua preziosa condivisione

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