
Lev Tolstoj scrisse:
“L’uomo non può possedere niente fintanto che ha paura della morte.
Ma a colui che non la teme, appartiene tutto.
Se non esistesse la sofferenza, l’uomo non conoscerebbe i suoi limiti,
non conoscerebbe se stesso”.
in … “Guerra e pace”
E’ da poco trascorso il tempo di festività, di chiacchiere, di mille magie, di luci accese in ogni casa e in ogni balcone, di palline colorate, di decorazioni classiche e originali, comprate o artigianali, musiche delicate e di auguri e parole importanti …
Si è concluso da poco, con i suoi regali, le tradizioni, i cibi, i riti, il pranzo senza tempo, i sorrisi, le squisite gentilezze… uno dei periodi più particolari dell’anno, eppure questo è stato anche un periodo per rivisitare la nostra esistenza, proprio perché tutti diamo per scontato però che si sia anche più felici, ma non è sempre così…
A volte il Natale, che nella tradizione festeggia e rammenta il calore della “FAMIGLIA”, partendo da quella Cristiana, religiosa, fa ricordare a chi una famiglia non ce l’ha o a chi ha una famiglia diversamente famiglia, che le cose non stanno proprio sempre così… che spesso a qualcuno è venuto a mancare un pezzo o forse più pezzi … e le sedie restano vuote …
E quindi, proprio nel periodo dei pranzi e delle tradizioni che si pensa a quel vuoto che in realtà riempie tutti i pensieri.
Si pensa a un piatto che non verrà messo, a una sedia che non verrà occupata e saranno proprio questi ricordi e pensieri a riempire la mente.
Accade , ma accadrà ancora, ogni volta che qualcuno uscirà per non fare più ritorno vicino a noi …
E ogni Natale e tutti quelli a venire saranno esattamente così.
Chi ha sedie vuote, vive sospeso in un mondo parallelo e fatica a stare legato alla dinamicità del presente, che gli scorre dentro ed intorno come non gli appartenesse e non gli fosse possibile per questo fermarlo neppure per un istante.
E’ faticoso, talvolta molto doloroso, e quindi l’unico desiderio è che tutto passi, passi il più in fretta possibile, perché l’assenza conta di più della presenza a volte, purtroppo di altri.
Se l’assenza è poi legata all’esperienza della morte, la mente vola inconsapevolmente e si posa affaticata e stanca, provata o persa, su qualsiasi ricordo possa tener vivo ciò che si è allontanato, comunque umanamente, spesso, troppo presto.
Fin da bambina, il Natale io lo avvertivo come un momento dolce e amaro insieme e forse pur nella Pace, non è mai stato completamente il mio forte, perché nel profondo sentivo le assenze varie dei presenti, che anche senza parlare, portavano con sé le loro sedie vuote …
… ma crescendo ho lavorato parecchio con gli Angeli su questo, cogliendo appieno il senso della morte e del passaggio, così come il senso della vita e tutto ha acquistato il suo giusto posto e la sua dimensione amorevole, perfino l’empatia, che così mi rendeva spugna e partecipe si è evoluta, trasformata, impedendomi quella forma sorda di vuoto e dolore o sofferenza condivisa con chi stava arrancando …
Le assenze sono importanti, occupano il loro posto, soprattutto quando riguardano certe realtà, parlo dei bimbi mai nati o partiti anzitempo, degli abbandoni affettivi, delle morti veloci, rapide e strazianti, magari di figli, ma so che e presenze meritano TUTTA la nostra attenzione.
Perché il Natale e le altre occasioni di gioia, sono anche la festa ed in particolare proprio la festa dei bambini, che quindi non devono, né possono essere privati del sapore grandissimo del cogliere la gioia e la profondità delle emozioni belle e della crescita interiore, tutta da vivere, respirare, capire, fare propria per sempre.
Una festa veramente condivisa ci appartiene per l’eternità, per sempre!!!
Si celebra una nascita, una nuova luce, un momento speciale e questo non si può dimenticare.
Quando una madre subisce, perché nella realtà è così che spessissimo accade, la morte della figlia o del figlio che magari portava ancora in grembo, deve trovare nuove risorse per permettere alla Luce della Festa di rinascere nel suo cuore e non è semplice, non è cosa di poco conto, ma parecchio complicata.
Ma il Cielo arriva dovunque e a volte si serve delle vie più varie e strane per sostenerci e non lasciarci affondare!
Per esempio, i bambini sanno compiere le magie più strabilianti del mondo …
Sanno far mutare le lacrime in un sospiro e un sospiro in una dolce attesa o gioia, così come uno sguardo malinconico in uno sorridente; sanno far sì che la consapevolezza si trasformi in dubbio; sanno riempire di stupore anche l’oggetto apparentemente più banale e questo perché sono carichi di Amore, ancora innocentemente educati alla spontanea pace dell’Anima e del cuore e veri e felici, nonostante tutto, come solo loro sanno essere.
Quindi non temiamo le sedie, i momenti conviviali, le uscite …, ma lasciamoci guidare.
Affidiamoci soprattutto ai nostri bambini.
Lasciamo che la nostra mente accolga ancora la speranza che i sogni si possono avverare e facciamolo con semplicità, buttandoci a capofitto senza riserve nelle nuove e lasciamo che loro ci rivestano ancora di colore, speranza, luci e sapore ed aria di festa.
La malinconia ci aspetterà comunque magari al varco, ma avremo ora più possibilità di combatterla, capirla, assaporarla in maniera alternativa e quindi debellarla e darle un nuovo senso o formato.
Nessuno si offenderà se per un attimo lasciamo spazio alla vita, anzi…
La sedia vuota possiamo veramente lasciarla, come io faccio spesso con gli Angeli, perché non la riempirà mai nessuno, ma forse la sedia accanto la occuperà qualcuno che ci parlerà a nome di chi più non c’è, regalandoci sorrisi indimenticabili.
Il cuore, sorretto dall’anima, diventa più leggero e ci permette di ricevere un carico favoloso di Amore affrontare poi ogni nuovo giorno con maggiore leggerezza, coinvolgimento positivo e costruttivo, voglia di crescere ancora e di … sperare, malgrado tutto.
Con Amore
ti**** degli Angeli
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