Autostima … Come salvaguardarla

“Il compito principale nella vita di ognuno è dare alla luce se stesso.”
(Erich Fromm)

Un argomento sul quale si potrebbe scrivere un nuovo immenso libro, come fosse la Storia Infinita perché non ci manca sicuramente materiale in proposito è quello legato all’amarsi e all’autostima.
Tutto il nostro stare bene o male ruota intorno a questi aspetti molto importanti che ci riguardano in prima persona o riguardano le persone con le quali interagiamo.
E quando le cose non quadrano? Che fare?
Noi  non dovremmo essere sempre nelle condizioni di dover attuare tutte le tecniche e le strategie giuste per aumentare la nostra o l’altrui autostima?
Proviamo ad immaginare cosa può succedere in una persona e nel suo vissuto, perché la “signora autostima” lo abbandoni clamorosamente …
Partiamo dagli albori, perché è lì appunto che questa parte di noi viene educata, cioè tirata fuori ed allevata o boicottata in maniera clamorosa, considerevole …
Ad esempio, se fossimo un genitore avremmo il compito di aumentare l’autostima di qualcuno?
Beh, certo che si.
Quella dei nostri figli.
I genitori sono sicuramente i primi artefici di questo nostro percorso, ma la stessa cosa vale per un nostro superiore, in ambito lavorativo, o un responsabile d’azienda o un imprenditore che, di sicuro, devono aumentare l’autostima, o per lo meno non distruggerla, nei propri collaboratori.
Wow, … che sballo!!!
Dico così, perché in realtà spessissimo chi si trova a ricoprire queste posizioni gioca in realtà al ribasso, non pensando che  questo poi si ritorce contro il loro stesso benessere produttivo.
La stessa cosa  vale per il coach di una squadra, qualsiasi sia l’attività agonistica in gioco.
Non esiste che un mister affossi i suoi giocatori insultandoli sempre o disprezzando le loro prestazioni; stimolarli facendo notare le carenze sì, spingere a migliorarsi sempre … sì, ma con “sistemi adeguati e UNICAMENTE rispettosi”.
A volte capita quindi di imbattersi in “coach”, che invece di aumentare l’autostima degli altri, la demoliscono, la disintegrano in nome delle frustrazioni e dei rancori che sono più o meno latenti dentro di loro.
E’ così che parte, giorno dopo giorno,  una forma di stillicidio che lavora in maniera costante e sotterranea e che spesso,  senza che neanche ce ne accorgiamo crea un effetto devastante e persistente.
Immaginiamo che quel figlio, quel collaboratore, quel giocatore abbiano ora l’autostima a livelli minimi, o meglio ancora letteralmente sotto i piedi, forse perché già tendenzialmente, caratterialmente “sono cedevoli, sono fatti così”, “caratterialmente poco consapevoli di sé e dei propri talenti”.
Abbiamo presente il tipo di danno che si ingenera con certe riflessioni ed osservazioni verbali???
E non vale l’alibi del DNA, assolutamente no!!!
Non è assolutamente così.
L’autostima non è una questione di DNA ed è inconcepibile prendersi il diritto di portare avanti un simile pensiero, una tale affermazione.
Il dire ad una persona “SEI INCOMPETENTE, LIMITATO, COGLIONE, STUPIDO, CRETINO o IMBECILLE …, così come il metterne in discussione LA VERIDICITA’ della PAROLA”  significa colpire in pieno  l’identità dell’altro, significa toglierli tale IDENTITÀ.
L’identità ci APPARTIENE ed è una cosa fortissima, UNICA, che nessuno ha il diritto di ledere.
L’identità è quella cosa che risponde alla domanda: “CHI sono io?”.
Qualcuno mi dirà che “se hai le palle”, consentitemi questo termine,  e hai autostima, l’altro può dirti ciò che vuole, perché tu non vacilli e non lo farai mai” …
Non è così!!!
Il cervello, il nostro subconscio… registrano, catalogano e accantonano, per poi rispolverare tutto a tempo debito …
Capiamo bene bene che così, stiamo commettendo un fallo, un brutto “fallo” da cartellino rosso.
Un mio insegnante, sto parlando di percorsi di una certa natura ed entità, era solito farci misurare l’Aura e l’Energia della persona proprio facendoci partire dalla forze dei plausi e degli insulti …
Anche le persone più forti, venivano comunque toccate dai commenti spiacevoli, aggressivi o sminuenti, così come gli elogi sortivano al contrario un effetto benefico su tutti, indipendentemente dal carattere, dall’ego e dal DNA.
L’autostima della persona che ci sta di fronte, soprattutto se  abbiamo un ruolo importante, un ruolo di leadership molto accentuato, se aggredita verbalmente, si abbassa vertiginosamente.
Non è e non sto parlando del “sei stupido” detto una volta, ma la ripetizione di queste basse espressioni, inferte come colpi bassi, costanti e puntuali nel tempo, con sommo piacere e cattiveria.
Qualcuno, abituato magari a queste modalità, “mondane”, ora starà pensando a qualcuno in particolare e si starà raccontando che “vabbè, ma quel collega è proprio uno stupido, uno che non capisce niente, ma proprio nulla …”
“Cosa gli devo dire? Come sei bravo! … così non gli abbasso nulla e magari ha fatto una stupidata immensa?”
No, sicuramente ed assolutamente no, ma nemmeno rivolgermi a lui con tali modalità e parole.
La prima cosa che dovremmo invece fare è quella di chiederci a cosa stiamo puntando, quali obiettivi e fini ci stiamo ponendo …
Per noi è prioritario avere cura di non ledere l’autostima dell’altra persona o francamente non ce ne può fregare di meno?”
Se non ci importa nulla degli altri, allora sarebbe meglio cambiare mestiere o farlo cambiare all’altro, piuttosto che avvelenarlo poco per volta …, lentamente ma inesorabilmente.
Se invece abbiamo degli obiettivi ben chiari e l’entourage fa parte dei noi obiettivi, vi rientra in qualche modo e misura, allora forse ci accorgeremo che la persona in questione non è assolutamente stupida in sé, ma … ha semplicemente “fatto una cretinata” …
Non è l’individuo a non essere funzionale in sé, ma semplicemente quello che ha fatto, la sua azione.
In questo caso l’attenzione si sposta sul comportamento, non sull’identità.
Questo per l’autostima è manna, una vera e gradita manna dal cielo.
Se SIAMO TONTI, STUPIDI, non abbiamo alcuna speranza, perché siamo irrimediabilmente così e stop!!!
Se invece abbiamo fatto una stupidata, allora, vuol dire che la prossima volta possiamo migliorare o addirittura fare bene.
Ora pensiamo ad alcuni momenti ed ambiti della nostra vita e riflettiamo su certi modi di esprimerci …

“Sei veramente poco professionale” oppure “Hai avuto un comportamento poco professionale”.
Sono la stessa cosa???
Indubbiamente no!
Il primo è “una sentenza”, il secondo la restituzione di un’azione temporanea e perfettibile …
“Sei cretino!” e “Stai facendo il cretino!”
Nel primo caso lo sei, mentre nel secondo ci si sta comportando da …
Potrei fare moltissimi altri esempi.

Cosa conta? Fare in modo che il nostro intervento non leda mai né la nostra autostima, né quella degli altri e quindi che l’intervento si focalizzi sul comportamento, non sul soggetto della discussione.
Logicamente, è buona cosa dare anche dei rimandi di tipo positivo, anche perché grazie a dio la vita non è piena di persone che sbagliano, ma di azioni concretamente valide, che è giusto sottolineare.
Quindi, quando dobbiamo dare ritorni positivi, è molto buono andare sull’identità, così da rinforzarla.
Ad esempio evidenziando una qualità, un talento, un’abilità , come può essere a proposito  del parlare correttamente, con calma in maniera rispettosa o altro …

“Che bravo, come hai espresso bene quel concetto alla signora …, con calma ed in modo chiaro le hai trasmesso un concetto complicato. Complimenti!”
“Le persone e noi stessi, non siamo il nostro comportamento”, e questo ci aiuta a mantenere, aumentare e non distruggere l’autostima altrui e personale, già perché la stessa cosa vale nei confronti del nostro sé, vale a dire di chi frequentiamo più assiduamente, cioè noi stessi …
Rivolgerci bene a noi, ci renderà più sereni  e ci offrirà l’occasione di sentirci meglio e di crescere al meglio, creando relazioni di pace e amorevolezza anche con gli altri perché doneremo ciò che in realtà ci appartiene …

Amorevolmente ti *** degli Angeli.

 

 

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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