“Colui che è riuscito a spostare la montagna
ha iniziato spostando piccoli sassi.”
A volte esigiamo troppo da noi stessi, mentre altre preferiamo latitare e perderci nelle cose più futili, piuttosto che metterci in discussione e crescere.
Sicuramente percorrere una salita è faticoso, ma se non iniziamo mai, nulla mai sarà diverso nella nostra Vita …A volte l’amaro in bocca che abbiamo, dopo una giornata che avrebbe dovuto renderci sereni, appagati, felici, ci parla più di tanto altro …
Tutte le ricchezze di cui necessitiamo sono spesso a portata di mano, ma noi, come le calze nell’armadio, non le vediamo e continuiamo imperterriti a frugare alla ricerca della Terra Sperduta …
Un aspetto su cui dobbiamo parecchio lavorare è la capacità di Fare quel silenzio sacro di abbiamo appena parlato, che ci ingigantisce e rende veramente forti e diversi.
Esiste una modalità per riuscire a coltivare dentro IL SILENZIO SACRO che Illumina ed è attraverso una forma di meditazione a proposito della quale mi sono informata, per potervene parlare almeno nei suoi aspetti fondamentali…
Naturalmente per praticarla al meglio bisogna indubbiamente avviare un percorso presso uno dei centri che la praticano, ma iniziare a scoprirne l’esistenza, può già essere il primo passo, per “spostare la nostra montagna” … …
Si parla di saggezza che accede alla saggezza passando attraverso la porta del silenzio e che va oltre il desiderio di profitto.
E’ lo Zazen, una modalità di meditare, per creare un contatto con l’assoluto che vive e fa parte di noi stessi , quindi è la comprensione della nostra natura profonda, che riaffiora.
Come si pratica?
Semplicemente seduti con le gambe incrociate, la schiena dritta e la respirazione ben calma, il corpo e lo spirito unificati, senza nessuna forma di desiderio, ed emozioni forti, agressive.
Lavora parecchio sul nostro Ego e sulle sue mire …
Girando il proprio sguardo verso l’interno, ciascuno di noi smette in maniera naturale i limiti dell’egoismo e fa direttamente l’esperienza del risveglio alla sua vera natura animica, cosmica, spirituale.
Ala base della filosofia zen c’è il silenzio, è il Ku (il silenzio totale) che è la condizione originaria della natura umana, lo zazen è praticare al di là di ogni oggetto e quindi in una dinamica più elevata, semplicemente mettendosi seduti, in ascolto, senza nessuno scopo.
Non medito per lavorare sulla respirazione.
Non medito per riequilibrare.
Non medito per purificare …
Medito Zazen, cioè senza un mio motivo, ma per far emergere il mio vero Sé.
Durante zazen non si pensa, anche se il nostro subconscio si manifesta e cerca spazio, cerca ascolto …
Lo si lascia passare, non si ferma il pensiero, non si trattiene, così la coscienza diventa illimitata infinita.
Esistono però delle regole?
Semplicemente sì!!!
Sono regole universali.
La via che ci appartiene è fondamentalmente perfetta, assoluta, include tutto, permea ogni cosa, quindi non si dipende da una vera pratica, perché la via è sempre là dove esattamente siamo. A che serve girare a vuoto di qua o di là se vogliamo praticare?
Se creiamo una separazione, per quanto piccola, sarà sufficiente a separarci dalla Via tanto quanto la terra dista dal cielo e questo non ci aiuta a penetrare la conoscenza della Grande Via dell’assoluta emancipazione.
Dove praticare?
Per praticare Zazen è necessario un luogo tranquillo dove potersi sedere indisturbati.
Non dovrebbe essere né troppo buio né troppo luminoso, tiepido in inverno e fresco in estate.
Il posto dove sedersi deve essere pulito e in ordine.
Ci vuole un altare?
Possibilmente, una statua o dipinto di un Buddha da ornare e se c’è un vero altare metterci un’ offerta di fiori e bruciare sempre un po’ di incenso.
Come prepararsi ?
Beh, un po’ come per tutte le meditazioni …
E’ meglio di praticare quando non si è dormito abbastanza o se si è particolarmente stanchi.
Prima della seduta mangiare sì, ma con moderazione ed evitare di bere alcolici.
Lavarsi il viso e i piedi così da sentirsi rinfrescati, purificati .
Come vestirsi?
Per l’abbigliamento, come sempre, meglio evitare di indossare vestiti sporchi, troppo stretti o abiti eleganti e pesanti, perché la temperatura, acquistando energia, sale durante la pratica.
L’abbigliamento consigliato è quindi quello comodo e pulito.
In Giappone, nei monasteri zen non si portano le calze nello zendo, ma credo che tutti noi pratichiamo a piedi nudi 🙂 🙂 🙂
Posture di base
La bocca va tenuta chiusa, con la lingua contro il palato, dietro ai denti.
Gli occhi leggermente aperti, guardando un punto verso il basso, con un’angolazione di circa 45 gradi.
Non dobbiamo concentrarci su un punto particolare e lasciare che ogni cosa trovi posto nell’area visiva.
Se si tengono gli occhi chiusi si rischia maggiormente di addormentarsi o di sognare ad occhi aperti.
Espirare ed inspirare profondamente e con calma.
Aprire leggermente la bocca ed espirare in maniera dolce e lenta.
Per espirare tutta l’aria dai polmoni, fare partire l’espirazione dall’addome.
Chiudere perciò la bocca e continuare con una respirazione nasale normale.
Fare oscillare il corpo.
Portare le mani, con le palme verso l’alto, sulle ginocchia e fare oscillare la parte superiore del corpo da sinistra verso destra per alcune volte. Senza muovere le anche, muovere il tronco come se fosse un bastone che pende prima da una parte e poi dall’altra. In questo modo si allungheranno i muscoli dei fianchi. Si può anche oscillare in avanti e indietro. Inizialmente questo movimento dovrebbe essere ampio e diminuire man mano fino a cessare completamente con il corpo al centro in posizione diritta.
Formare ancora una volta l’hokkai-join con le mani e mantenere una posizione retta e immobile.
Durante le sedute zazen la respirazione deve essere nasale e tranquilla, quindi non dobbiamo tentare di controllare il respiro, ma lasciare che il ritmo sia naturale, in modo da dimenticarci di stare respirando. Lasciare che i respiri lunghi siano lunghi e quelli brevi siano brevi.
Non respirare rumorosamente.
Non dobbiamo concentrarci su nessun oggetto in particolare né controllare i pensieri.
La mente acquisterà la calma in modo naturale una volta che la postura giusta verrà mantenuta e la respirazione si sarà stabilizzata.
Quando vari pensieri vengono alla mente, non lasciarsi catturare né tanto meno combatterli.
Non inseguirli, né fuggirli.
Lasciare semplicemente i pensieri scorrere liberi, permettendo loro di andare e venire a piacimento. La cosa essenziale nella pratica Zazen è il risveglio dalla distrazione e dal torpore e tornare nella posizione corretta momento per momento.
Terminata la seduta Zazen, fare un inchino in gassho, portare le mani, con le palme verso l’alto, sulle cosce, oscillare il corpo alcune volte, all’inizio leggermente e poi più intensamente. Fare un respiro profondo.
Disincrociare le gambe.
Muoversi lentamente, specialmente se le gambe sono intorpidite.
Non alzarsi in piedi di colpo.
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