
“Avrei voluto vivere intensamente,
quando mi sono affacciata timidamente alla vita…
Ho mosso, silenziosamente, i miei primi passi,
riempiendo lentamente le notti e i giorni di sogni e desideri…
Ho iniziato dolcemente a volare e a riempire anche il mio cuore di magie
fino a quando, un giorno, un brutto giorno, un botto inaudito e delle lamiere contorte, mi hanno portata via …”
C. racconta la fine dei suoi sogni
Ho parlato spesso, nelle scorse pubblicazioni, dell’importanza dei pensieri positivi e di come trasformarli in azioni e in un vissuto coerente e costruttivo; sono comunque consapevole di quanto sia, soprattutto per qualcuno, “faticoso” sperimentarla nella quotidianità.
Noi veniamo “allevati”, nel senso di cresciuti, in una società molto dinamica, economicamente parlando, ma poco “educativa” nell’accezione vera e grande del termine, soprattutto da questo punto di vista.
Non so se qualcuno tra di voi, si sia preso la briga di fare l’esperimento che ho suggerito, cioé di contare le notizie ” in e out” di un notiziario; chi lo ha fatto avrà compreso perfettamente di cosa sto parlando: se ci vengono proposte 20 informazioni, di queste, almeno diciotto sono negative, moltiplichiamole per il numero di volte in cui i telegiornali ogni giorno, ad orari diversi, vengono ripetuti, moltiplichiamo il tutto per 365 gg. e forse avremo maggiore consapevolezza di quanti e come siano “bombardanti” gli stimoli negativi, che ci aprono poi ad una visione non sempre ottimista della vita.
Pensiamo poi altre trasmissioni, ai vari canali, ai nostri commenti quotidiani, …ai numerosi vissuti destabilizzanti e forse incominceremo a capire come mai “fatichiamo così tanto” ad uscire dalle nostre impostazioni limitanti, “predefinite “, per volare più in alto.
I bambini in particolare, soffrono maggiormente di questa “sindrome negativa”, che ci influenza nelle relazioni, nelle scelte, nei pensieri; più aperti e più esposti agli “strumenti tecnologici proponenti”, rispetto a noi adulti, sono catalizzatori fragili ed instabili, di qualsiasi verità buona o meno buona.
Stiamo crescendo moltissimo, il sistema si sta trasformando e quindi dobbiamo, per il bene di tutto l’Universo, aprirci , come i petali di un fiore, toccati dai caldi raggi del sole, alla positività, alla voglia di guardare sempre al lato bello, valido, positivo di ogni episodio accadutoci, ma soprattutto usare bene il “nostro tempo”.
Mai arrivare a sera con l’impressione che i conti si chiudano in rosso, vale a dire che non abbiamo realizzato una montagna di cose, che avremmo desiderato …
Dobbiamo invertire la rotta e volare verso altri lidi, crescere nello spirito e aprirci ad una visione più armonica e meno pessimistica della vita e saper scegliere fra ciò che veramente conta e ciò che ci “ruba tempo”.
Pensiamo che questo discorso lo aveva già interiorizzato ed esternato San Francesco un po’ di secoli fa…
Oggi lascerò che ci racconti una ragazza…
E’ morta in un incidente stradale, alcuni anni fa, insieme con il fratello.
Proprio lei, scivolata rapidamente oltre la vita terrena, desidera parlarci della “bellezza di vivere intensamente”, provando gioia per le piccole cose, gustando intensamente ogni attimo, ogni profumo, ogni sapore e colore del nostro quotidiano.
Dobbiamo coltivare sempre ciò che è bello, sano, positivo,terminare ogni giorno dicendoci:”Che bello, quante cose ho fatto oggi!!”, per non avere mai rimpianti, e poter così accettare più serenamente un passaggio normale, che, in realtà così normale, per noi, ancora non è …
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“Ciao, sono Claude, almeno è così che ricordo di essere stata chiamata.
Sono passata ad un’altra vita, o meglio morta, come siete soliti dire voi, alcuni fa, in seguito ad un tragico fatale incidente, a bordo dell’auto, guidata dall’allora mio fratello terreno.
Era un giorno come tanti, di semi- festa, per noi, e dovevamo fare acquisti; a bordo dell’auto parlavamo della serata immenente, dei nostri desideri e ci sfottevamo, com’eravamo soliti fare noi …o meglio io lo pizzicavo con un briciolo di fastidio e di vera acredine, perché lui era, secondo me, prediletto e più favorito dai miei nelle scelte personali e nei permessi per le uscite.
Uno sbandamento, per l’alta velocità, ad una curva…
Attimi o meglio frazioni indefinite di panico e terrore: ricordo il tentativo di lui di riprendere il comando di un’auto sfuggita e come impazzita, e i miei occhi sbarrati mentre la mente pensava:”DAIIIIIIIIIIIII!!!! Riprendi l’auto!!”
Non ce la FA!!!! Mio Dio non ce la può fare…!!!
E’ finito!!! E’ tutto finito….!!!”
Sono state frazioni convulse di pensieri, immagini, desideri…e, soprattutto a troneggiare, la paura, la mia, la nostra paura, una paura folle, pazza, la paura di non farcela, di non poter continuare, di “morire”, “di essere morti”…
E’ un qualcosa di inenarrabile, di veramente unico.
Sono pochi attimi, “pieni di tutto e votati al niente”, al nulla materiale e del corpo, già perché l’anima resisterà, ma il corpo no ed è lui a cui tu tieni, è quello che vorresti coltivare e avere indietro, perchè senza “non sei più nulla, nessuno” ti sembra di non avere più nulla, così almeno pensi, essendo educato a dare molto valore all’essere attraverso la materia.
Non sei ancora “partito”, che già lo desideri ardentemente, più di ogni altra cosa.
E’ veramente tragico vivere in questo modo una partenza, un allontanamento dal proprio sé corporeo:
E’ UN ISTANTE TERRIFICANTE IN CUI HAI LA CONSAPEVOLEZZA CHE PERDERAI LA TUA VITA O MEGLIO IL CORPO, CON CUI SEI SOLITO FAR COINCIDERE L’IDEA CHE HAI DI TE E DELLA VITA.
La nostra macchina prese fuoco e questo aumentò il terrore o lo strazio, credo degli ultimi attimi della nostra esistenza corporea.
Ricordo che mio fratello imprecava e inveiva contro dio, come se lui c’entrasse qualcosa, con la sua guida esageratamente “sportiva”, come la chiamava lui, e quindi fosse stato lui a procurarci questa apocalisse…
Io, invece, ricordo di aver pensato che saremmo annegati e di aver tentato di rompere il finestrino, urlando a mio fratello di uscire, che dovevamo riuscire ad uscire…
Non fu così!
Nel canale, quel giorno,non c’era acqua e l’auto, nei rimbalzi e nell’impatto tremendo, prese fuoco.
Fu una morte diversa, ma sempre morte, ricca solo del nostro panico e dell’enorme pathos del come ce ne stavamo andando, delle relazioni che si sarebbero trocate così, senza un istante per un saluto decente, in un’improvvisa assenza totale di tempo…
Tempo…
Tempo consumato in precedenza per …
Tempo trascurato nella noia …
Tempo desiderato…
Tempo…
Era bastato un secondo e l’assenza del tempo era divenuta totale.
Non avrei mai pensato di andarmene così giovane.
Non avrei mai pensato che la nostra mamma dovesse piangere contemporaneamente i suoi due figli…
Non solo, non avrei mai pensato che la mia vita bella e fragile, si librasse un giorno nell’aria, quasi a mia insaputa, come fosse una bolla di sapone e poi, “plafff” si dissolvesse nell’aria in un istante…
Ma così è stato!!
Ora sono qua, a proteggere chi, come me, come noi, corre veloce sull’asfalto, senza porsi troppi pensieri, né problemi.
Ho chiesto io di poter parlare della vita e dei pensieri positivi, perché custodendo altre giovani vite, mi rendo ora conto di moltissime cose: sprechiamo tanto di ciò che abbiamo, per poi rimpiangerlo …
Io lo so, meglio di altri: la nostra morte è stato l’istante più rapido e più lungo della mia, nostra, breve esistenza; è stata la perdita “ESTREMA”, quella di ogni giorno, di ogni sogno,… desiderio, … speranza …terrene che avevo fatto nascerere e crescere lungo quei pochi anni, in me.
Ora non mi lamento.
Quassù ho capito molte cose e ho imparato a recuperare, a saper dare il giusto valore alle singole cose e soprattutto al tempo.
E’ strano imparare a dare il “giusto valore al tempo”, ora che “siamo tra i senza tempo”, vale a dire esistiamo in una dimensione temporalmente atipica.
E’ straordinario poter aprire gli occhi ogni mattina, sentire il profumo del caffè, gustare un dolce appetitoso, guardare il cielo, fare progetti, sperare, credere … e crescere con la gioia dentro.
La prima cosa che ho rimpianto quando mi sono visualizzata lontana dal mio corpo è stato il desiderare avere ciò che non era stato e poi, subito dopo, il rimpiangere il “tempo sprecato”.
Tanto, tantissimo, troppo…
Le ore passate davanti alla tv, a rimbambirmi di cose stupide, oppure al cellulare a messaggiare di amori impossibili, anziché viverli, o peggio a litigare tra noi ragazzine per i tipi e le tipe amici e non … o le soste al computer a ciattare, pubblicare… scrivere c…..
Credo che, sommando tutto quel tempo avrei potuto veramente trascorrere tempo utilissimo per fare qualcosa di eccellente, visitare persone, stare con amori veri, abbracciare amici reali e cantare, ballare, saltare, aiutare, sentirmi felicemente viva ovunque.
Quante volte ci lamentiamo delle nostre giornate!
Troppe, perché non ci rendiamo conto della bellezza e delle innumerevoli possibilità che abbiamo: ogni giorno, ogni istante, ogni minuto, ogni attimo …
Le ore sono come granelli preziosi di un metallo unico, o come pietre straordinarie che potrebbero portare luce e fascino alle nostre giornate.
Dobbiamo, mi inserisco nel numero, “saper creare la nostra vita”in modo più dinamico, più intenso, più estremamente positivo.
Siamo tutti omologati e vittime del “non ho tempo”, poi, in realtà lo gettiamo nel peggiore dei modi.
Allora, se un amico mi avesse detto:” Vieni a fare un giro in montagna?”
Probabilmente tre volte su quattro avrei risposto di no.
Per quanto bello possa essere e sembrare un invito di questo tipo, io non lo avrei accolto appieno come tale, presa da cento “storie inutili”, perché mi preoccupavo del cosa mettere, cosa fare, cosa dire, sempre…
Liberi!!!
Siamo poco liberi, anche quando urliamo con le canzoni di Vasco, che adoravo, che “ero libera, ribelle, spericolata …”
Tendiamo a calcolare tutto, a voler controllare tutto e ci uniformiamo nei gesti, nel vestiario, nel modo di parlare, muoverci, pensare, essere…
Ci lasciamo imbottire di negazioni, di divieti, di paure fasulle e di pensieri negativi.
La vita, in generale, è veramente ricca, bella , arricchente in tutto: nelle sue manifestazioni stagionali, nel clima, negli ambienti, nei luoghi, nelle persone, nelle esperienze, nei suoi sapori, profumi, stupori, sorprese, intensità e perfino pesantezze e disagi.
Ogni cosa dovremmo viverla , portandoci dentro la Luce vera, che infonde gioia e fa assaporare nel suo giusto gusto ogni attimo, ogni evento, ogni persona, relazione… e dare impronte nuove ad ogni nostro cammino.
Se solo sapessimo coltivare quel calore interiore, la curiosità che viene da lui, sapremmo affrontare tutto con un altro spirito.
La vita stessa e la morte non ci spaventerebbero e la fuoriuscita dal corpo fisico non sarebbe così tragica e devastante, nè per chi va, nè per chi resta.
Ma nulla è veramente chiaro alle nostre orecchie, né ai nostri occhi.
Il cuore vacilla facilmente, sovrastato dalla mente e dai pensieri poco positivi, che imbrigliano le bolle di sapone e le spezzano, anziché farle levare verso il cielo azzurro e limpido.
Oggi, quando vedo i bambini fare le bolle di sapone penso a me… a com’ero, a cosa è stato … e un poco di rammarico mi viene, anche se la Luce quassù è stupenda e l’armonia ti danza intorno e ti intride…
Non voglio solo salvare “gli amici” che corrono rischi simili ai miei…
Voglio urlare a tutti di non pedere tempo, di non rallentare il bellissimo fluire della vita nei centri commerciali o dietro a cose futili, di lasciare che l’armonia di una giornata frizzante d’inverno ci parli, che un bicchiere di vino caldo ci solletichi il palato, mentre parliamo parliamo e ridiamo veramente con gli amici.
Che le brutte cose accadano ne prendiamo atto, lo sappiamo, ma trascorrere tutto il pomeriggio a sentirselo ripetere, con poche macabre varianti su tremila canali, per venti volte al giorno è veramente inconcepibile, ne sono ora stupidamente, eternamente consapevole, senza possibilità attuale, di riprendermi quel tempo, …” il mio tempo”.
Sono stata una bellissima bolla di sapone.
Oggi, nel VOSTRO TEMPO, vorrei poter ancora correre libera su un prato, facendo tante meravigliose bolle colorate di sapone, tra braccia che mi stringono, voci che mi chiamano, risate solari che mi scaldano il cuore …
Vorrei sentire ancora la voce dei miei che mi parla, soprattutto quella di mamma che mi chiama …
Oggi so , o forse spero, che , se mai un giorno dovessi ripercorrere lo stesso cammino terreno di un tempo, avrei dento maggiore luce ed armonia; avrei forse capito di più la bellezza della vita e il dono grande della vita oltre la morte.
Sarei una persona “grande”, al di là della mia età anagrafica, perchè percorrerei il mio cammino in modo libero, pieno, accrescente, carico di ricchezze e doni; sarei appagata come solo pochi, veramente beati, in tanti secoli, sono stati e saprei finalmente, veramente, “vivere”.
Pensate alle mie parole, che spero tanto possano valere più di qualsiasi salvaggio sull’asfalto.
Un carissimo saluto a tutti;
un grazie immenso a chi mi ha dato spazio e voce,
e l’augurio,
nell’ARMONIA CELESTE,
CHE POSSIATE IMPARARE a VIVERE per FARE,
non solo ESSERE,
BELLISSIME BOLLE DI SAPONE.
Con grandissimo affetto ed ARMONIA Claude.”
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com


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