“Perché non dovreste essere capaci di fare ciò che desiderate fare,
guidati dalla ragione?”
Lo dico o non lo dico? E poi, se lo dico, cosa potrebbe succedere?
Lo faccio o no? E se sbaglio?
Esco o rimango a casa? E se esco, poi …
E se non fossi in grado di sostenere questo compito? Cosa mi succederebbe? Forse è meglio che non faccia questa cosa!
Se ti ritrovi in almeno uno di questi dilemmi amletici quotidiani cheho menzionato sopra e ti accorgi che la paura di sbagliare sta imbrigliando la tua vita, rendendoti il fiato corto e affannoso … beh, sappi che non sei unico, ma al mondo esistono milioni di “flagellanti” e “timorosi” del nuovo millennio, che stanno esattamente come te!
Scherzi a parte, la paura spesso emerge nelle situazioni più impensate e nei momenti meno opportuni.
Gli Angeli, oggi, ci sollecitano a non cadere vittime della paura, perché essa blocca le nostre energie, distorce il nostro percorso animico, rallenta l’afflusso dei doni universali ed impedisce alle nostre preghiere di fare centro.
Insomma fa un vero macello.
Se conosci questi stati d’animo e ti rendi conto che stanno tenendo bloccato anche te, impedendoti di fare i cambiamenti che desideri, questo articolo ti farà pensare e spero ti risulterà estremamente utile.
A proposito di questi e molti altri dubbi ricorrenti, penso a una lettura particolare, fatta poche ore fa, tratta dal diario testimonianza di una persona che all’età di 8 anni visse un’esperienza sconvolgente: vide mamma e papà caricare sull’auto di famiglia la sorellina di circa 5 anni, avvolta in una copertina di lana azzurra; erano diretti verso l’ospedale.
Il giorno dopo lui venne prelevato dalla scuola dalla nonna, con cui rimase per 4 giorni, poi fu ospite di una zia per tre ed in seguito dello zio per altri 4.
Al rientro a casa la sorella era scomparsa e con lei qualsiasi cosa la potesse ricordare.
Non più una foto, un quadro, un gioco, un disegno …nulla!
La sua stanza, con le belle tendine rosa, era stata svuotata: sembrava che la piccola, di cinque anni, non fosse mai esistita se non nel suo immaginario.
Da quel momento fu severamente vietato chiedere o parlare di lei, che giorno dopo giorno, scomparve dalla loro vita, rimanendo come un’ombra cupa, latente in fondo all’anima…
Furono per lui anni di silenzio fastidioso, di vuoto terribile, di dolore che il tempo trasformava in rabbia.
Di fronte al lutto i genitori avevano fatto una scelta forse inconcepibile, ma possibile, dettata dalla paura di sbagliare, di non riuscire a parlare all’altro figlio rimasto, della morte della sorella.
Il solo pensiero di poter ferire, in qualche modo, anche il figlio maschio, che ora rappresentava l’ultimo loro legame affettivo reale, li spinse a togliere ogni oggetto che parlasse di lei e soprattutto a non volerne neppure più pronunciare il nome.
Questa scelta, in realtà, provocò in quel bambino, sopravvissuto, a stretto contatto con la morte prematura della sorellina, una situazione emotiva dilaniante e più intensa della realtà stessa della morte e quindi insostenibile per il profondo dell’Anima e del Cuore.
Qui parliamo di situazioni limite.
Senza arrivare a questi episodi così forti, chi tra noi non ha mai avuto paura di sbagliare almeno una volta nella propria vita?
La quotidianità ci offre mille occasioni in cui ci sentiamo come ad un bivio e il dover scegliere appare da un lato come una situazione fluida e naturale, dall’altro come un macigno che temiamo ci possa travolgere e questo ci comporta chiedersi:
” E’ giusto quello che desidero fare o sbagliato? Lo faccio o non lo faccio? Parlo o taccio?”…
Chi più, chi meno, tutti quindi, almeno qualche volta, abbiamo avuto o abbiamo paura di sbagliare.
Può sembrare strano, ma è una specie di protezione interiore quella che ci porta a valutare – confrontare – soppesare gli eventi, le persone, i fatti, portandoci a prendere la decisione che ci appaiono in quel momento meno spiacevoli, nel tentativo di allontanare il “dolore” di uno sbaglio ipotetico, che si agita come pensiero mostruoso dentro di noi.
Partiamo sempre dall’idea – credenza che sicuramente muovendoci in una direzione, che molti non condividerebbero, daremmo, il peggio di noi.
Quindi entriamo in blocco totale, sciopero.
Questa nostra credenza interiore, di essere fallimentari in tutto, genera paura e la paura fa parte delle emozioni non piacevoli, ma sicuramente e fortemente importanti per noi.
Se vivessimo senza di lei, probabilmente potremmo muoverci a volte in modo estremo, incosciente, poco sicuro.
Quindi la paura, in certe situazioni, sembra ci eviti l’autodistruzione.
Per esempio le persone che fanno uso di certe sostanze che tolgono queste inibizioni ci dimostrano che sanno spingersi oltre certi limiti e giocare, incoscientemente, anche con la propria vita o quella di altri, magari anche solo per scommessa.
Questo è indubbiamente un aspetto particolare, in cui sperimentiamo che a volte anche questa emozione serve.
La medaglia però sappiamo che ha un altro lato, per cui la paura di sbagliare, ci rende a volte improduttivi, glaciali, rallentati nel nostro cammino di crescita generale e nel conseguimento dei nostri obiettivi animici personali.
Quando la paura si impossessa letteralmente di noi, ci porta a sperimentare sensazioni e dinamiche fisiche veramente intense e particolari: il cuore sembra immobilizzarsi o al contrario scoppiare nel petto, il respiro diventa corto, asfittico, il sudore ci imperla la fronte, il cervello va in pappa e il blocco generale aumenta sensibilmente le nostre probabilità di non farcela e di commettere un errore aumentano in maniera esponenziale.
Ma come nasce dentro di noi la Paura di sbagliare?
Dal nostro illusionismo interiore.
Dalla miriade di pensieri che generiamo e da cui scaturiscono altrettante emozioni limitanti.
Le emozioni le creiamo quindi sempre noi, da perfetti autodidatti dell’auto sabotamento.
Siamo dei maghi unici di pensieri sabotanti, generati da mille nuvole auto indotte.
In realtà quando ci chiudiamo in questa morsa, diventiamo improvvisamente bravissimi nello spostare sugli altri il problema, vedendoli come la sola e unica causa scatenante di tutte le nostre reazioni emotive e dei nostri stati d’animo, infatti ci esprimiamo pressapoco così:
“Mi ha fatto innervosire!”
” Mi hanno disturbato!!”
“Mi hai fatto perdere la pazienza!”
Secondo il nostro inconscio sono gli altri …
In realtà siamo noi che creiamo, di fronte ad alcuni interlocutori, le nostre emozioni e i nostri stati emozionali vacillanti.
Anche lei quindi, la paura di sbagliare, la auto-creiamo in questo modo abilissimo, grazie all’esperienza millenaria di cui possiamo vantarci.
Com’è possibile?
Semplice, non vogliamo soffrire e far soffrire, proprio come i genitori del racconto, quindi ci attiviamo, e solitamente nella maniera più assurda, perché questa situazione addolorante non ci sia e quindi non ci tocchi.
Gli Angeli spesso dicono di noi che per paura perdiamo il treno e rimaniamo a guardarlo, mentre si allontana, uscendo dalla stazione.
Vogliamo scacciare qualsiasi cosa possa anche solo lontanamente generare dolore, di qualsiasi natura, non solo fisico, per sperimentare sempre ciò che ci da piacere.
Associando il fallimento al dolore, quindi ci auto-limitiamo per non trovarci nella condizione di sbagliare e poi di soffrire.
Questa dinamica è spontanea e legata al tipo di educazione ed esperienza che viviamo.
Raramente qualcuno ci insegna ad accettare l’insuccesso, a farcelo acquisire come un momento di crescita personale, né ci guida nella presa di consapevolezza e quindi alla reale comprensione dell’accaduto.
Non ci credete?
Pensate a quando i nostri figli durante le partite o gli allenamenti sportivi, che dovrebbero essere amatoriali, sbagliano un passaggio o un goal.
Cosa succede sul campo?
Con quali modalità l’allenatore, i compagni di squadra e il pubblico reagiscono?
E il linguaggio?
Sicuramente il povero ragazzo che ha appena “commesso l’atto delittuoso” e non ha sicuramente in questo frangente grande stima di sé, si sente e vive come fosse un martire al centro di un’arena, braccato dai leoni feroci, e non come un ragazzino che ha appena mancato una prestazione sportiva a cui ambiva moltissimo e che ora cerca qualcuno che lo sostenga e gli faccia capire dove e perché abbia commesso quel fallo.
E come reagirà alla prossima occasione?
Sicuramente, alla prossima prova tecnica importante, per esempio un calcio di rigore, nella sua testa si creeranno tutte le immagini possibili ed impossibili di errore a cui potrebbe andare incontro, e in quel momento nascerà in lui fortissima la paura di poter ancora sbagliare, con tutti i risvolti del caso.
Inizierà a perdere le sue certezze, a sudare freddo, ad avere la vista annebbiata e non attingerà sicuramente al meglio di sé, del suo potenziale.
E durante un compito in classe?
O in una discussione condominiale in cui pur sapendo di voler sostenere una giusta causa, ti trovi a dover fronteggiare la stessa persona che ti ha aggredito, zittito e svergognato, dando sfoggio di estrema scaltrezza e lingua veloce?
Per crescere e superare questi limiti, devi essere disposto a perdere la tua paura di sbagliare.
Avete mai osservato i bambini molto piccoli, quando imparano a muovere i primi passi?
Ciascuno ha la sua modalità.
Ognuno ha i suoi tempi ( chi impara a nove mesi e chi a due anni …), ma tutti, tranne nel caso in cui ci siano impedimenti di carattere fisiologico, raggiungono questo obiettivo, secondo le loro abilità e tempistiche.
Come mai a loro lasciamo i giusti tempi e a noi stessi impediamo di fare e di muovere nuovi passi in altre direzioni, lasciandoci fagocitare da questo mostro paralizzante?
Forse perché veniamo chiamati da un lato ad essere sempre attivi e competitivi e dall’altro viviamo in contesti dove gli aspetti negativi, rallentanti, non buoni, vengono continuamente chiamati in gioco, evidenziati e menzionati, in una dinamica sprezzante e fine a se stessa.
Perché è capace di batterci e neutralizzarci?
Perché senza un valore esperienziale positivo, la paura prende il sopravvento su di noi, che glielo permettiamo, ostacolandoci già nella fase di attivazione per raggiungere i nostri obiettivi.
Se questo ti capita spesso, prova a rivedere i tempi e i pensieri che ti sono passati per la mente prima di aver rinunciato a qualcosa per paura …
Tutto parte sempre da una modalità negativa di affrontare e vedere ogni cosa; se parti, focalizzandoti sulle possibilità di fallire, di non riuscire a portare a termine il tuo operato, oppure di essere poi criticato e ostacolato dal mondo intero, ti poni nella condizione di creare solo forme pensiero negative e quindi ti crei da solo degli ostacoli, che nella realtà trovano poi migliaia di apporti energetici per divenire effettivi, reali.
Lo slancio infantile, invece, è inizialmente privo di queste forme pensiero, e questo permette ai nostri piccoli di tagliare traguardi che un adulto spesso si preclude.
Dai una bicicletta ad un adulto che non la conosce e non ha mai imparato a pedalare e osserva …
Sicuramente non ci salirà immediatamente per “sperimentare” ..
Un bambino si da e vive questa situazione, come un’opportunità, senza troppi pensieri …
Così, se hai un’intuizione e la segui veloce come il vento, senza pensare a troppi ma e se … vedrai che tutto scivolerà liscio e sereno, senza il minimo ostacolo.
Come nasce la paura di sbagliare?
Dalla lunga storia di ciascuno di noi.
In genere i primi a farci iniezioni abbondanti di paura, per proteggerci, sono i genitori stessi, quando da piccoli iniziano a paventarci tutte le difficoltà possibili e pensabili, se facessimo una certa cosa.
Senza accorgersene, ottenuti buoni risultati, ci accompagnano nella crescita, mantenendosi sulla stessa linea educativa.
Se hai ricevuto un’educazione del tipo – ” attento che cadi e ti fai male!”, oppure – ” guarda che viene il lupo e ti mangia..”, o ancora:”Fermati, perché se scendi da solo ti fai male ..” il tuo cervello ha sicuramente introitato un bel po’ di considerazioni genitoriali che ti fanno dubitare di essere in grado di camminare, evitare i lupi e saper scendere da solo le scale.
Eh già, tutto questo si insinua nei nostri sistemi e una volta grande, una parte di noi, continua a resistere alle grandi trasformazioni, perché fin da piccolo hai cominciato a muoverti con “cautela” in quello che facevi, a tentennare ogni volta che dovevi scegliere, chiedendoti:
“Andrà bene fare così? Lo posso fare?”, ma soprattutto:
” Ma io, lo so fare?”
” Sicuramente non sarei in grado di …”
Quindi, … autostima meno 12.
Ho più volte detto, nei miei articoli, che in genere, e lo sostengo benevolmente, non dobbiamo mai aspettarci di essere sostenuti dalla stretta cerchia familiare quando desideriamo dare una sterzata alla nostra vita.
Lo fanno sicuramente con buone intenzioni, ma lo fanno e questo, se non sei ben saldo sulle gambe, ti fa barcollare, ti fa sentire insicuro, va a minare la gioia iniziale, intacca il dinamismo dello slancio creativo …
Basta!
E’ tempo di accantonare queste vecchie dinamiche e girare pagina.
Sei cresciuto, hai interiorizzato così bene questo modello di comportamento esitante da farlo diventare inconscio e senza che tu te ne renda conto esso si mette in moto, in modo automatico, in molte situazioni della tua vita, ma ora è giunto il tempo di bloccarlo, di renderlo a sua volta impotente, perché sei più forte di quanto pensi e devi essere ciò per cui sei nato.
Sconfiggere la paura di fallire, richiede un po’ di lavoro su se stessi, ma risulta molto più facile di quanto si possa pensare, se adottiamo alcune piccole strategie.
La prima e più importante è quella di introdurre un linguaggio positivo, il più positivo possibile, che crei a sua volta solo pensieri lineari e radiosi.
Subito dopo, fare pace con il passato e guardare i fallimenti da un’altra prospettiva e con maggiore benevolenza.
Potrai allora pensare di quanto non portò grandi frutti in questi termini:
“Ok ho sbagliato, ma non ho il Copyright del fallimento, non è una una mia esclusiva!”
Per una cosa no, ciascuno di noi deve ricordarsi che è in grado di fare e di attivarti per tantissime altre imprese sì, che sai e puoi ottenere e realizzare!
Bruciare per una volta la cena o il pranzo può succedere…, così come dire la cosa sbagliata in un momento particolare …
Basta flagellarsi per questo!
Basta sentirti un derelitto, il solo e unico colpevole e responsabile di ogni cosa!
Se non provi non puoi divenire esperto mastro pasticcere, né migliorare.
Inizia a darti il diritto di riconoscere che sbagli e che gli errori che compiamo, non dipendono solo da te; questo rende meno pesante il contesto.
Guarda in modo oggettivo a quanto è successo.
Cerca di identificare i fattori esterni che hanno influenzato l’esito e una volta individuati cerca, se possibile di correggerli, altrimenti fanne tesoro per la prossima volta.
Ricordati che sbagliare fa parte del percorso!
Tendiamo a dare troppa importanza agli errori e a vedere il fallimento fine a se stesso, così ci dimentichiamo che è solo una parte di un processo più ampio per l’apprendimento.
E’ difficile crescere e vivere senza mai scivolare e sbucciarsi le ginocchia!
Solo le persone che si muovono in modo estremamente lento, cauto, rallentato, o non si muovono affatto, sicuramente non perdono mai l’equilibrio, non prendono storte, ma del resto raramente conseguono e realizzano obiettivi strabilianti.
Mettersi in gioco è vitale!
Cambiare e trasformarsi è normale!
Basta stare girato a battere i bugni sul portone chiuso, rimpiangendo il passato!
Guarda avanti: c’è una porta fantastica, spalancata apposta per te!
Fai del saggio proverbio: “Sbagliando si impara” il tuo nuovo motto, in risposta a tutte le paure personali e del circondario.
Tutto ciò che l’uomo possiede in termini soprattutto di conoscenza lo dobbiamo a un’esperienza attiva, fatta di prove ed errori.
Che cosa hai imparato da tutte le tue innumerevoli esperienze?
Sono state solo negative?
Sicuramente no!
E allora?
Basta rimanere vincolato solo a quelle!!!
Puoi scegliere di vedere il fallimento come unico compagno di viaggio e come il buio totale, l’apocalisse, “la fine del tuo mondo”, oppure come uno dei momenti della tua vita, magari non il migliore, ma neppure l’unico, né il peggiore.
Devi viverlo per ciò che è: un’incredibile opportunità di apprendimento.
Tu puoi trasformare un insuccesso in una vera e nuova occasione, perché ciò che ora guardi costernato non è la tua fine, ma bensì un inizio, una nuova opportunità.
I pensieri positivi generano realtà positive, così come il contrario genera buio.
Chiediti sempre di riuscire, con l’aiuto angelico, a cogliere il senso e gli insegnamenti di ciò che ti succede e verrai guidato.
“Perché mi è successo?
Cosa devo imparare?”
“Come posso evitare che succeda di nuovo?”
Se vuoi raggiungere grandi cose ed essere il meglio di ciò che devi essere, allora devi uscire dalla rotonda e agire!
Devi avere il coraggio di imboccare la strada che senti tua e provare a sperimentare.
Probabilmente raggiungerai benissimo la tua meta.
Nei tuoi innumerevoli spostamenti potrà anche essere che ti capiti di sbagliare la via , ma sappi che ogni volta ti verrà offerta l’occasione unica di vedere un giardino che mai avresti sognato, trovare una viuzza che ti abbrevia il cammino, scovare un piccolo luogo incantato dove portarci amici e chi ami.
L’esperienza insolita vivila solo come una potenzialità e la vita acquisterà un magico e meraviglioso sapore diverso.
Incomincia a cercare di vincerla ricordandoti che lei è solo una tua sensazione e quindi solo tu la puoi estirpare.
Inizia a fare dei semplici esercizi in cui visualizzi lo scenario che temi e poi immagina di cambiarlo.
Afferra la situazione indisponente e gettala lontano da te, nella profondità degli oceani.
Devi allenarti!!!
Hai mai notato che alcune persone, contrariamente a tutte le previsioni nefaste, diventano più forti quando sbagliano?
Perché?
Forse perché hanno compreso che mettersi in gioco è vitale e sbagliare e fare errori è una parte del processo per raggiungere il successo e per questo non si lasciano scoraggiare dai loro sbagli , ma li rivisitano ed imparano da essi, proprio come veri, grandi, eterni Guerrieri di Luce.
Vuoi essere un Guerriero?
Rifletti su questo grande insegnamento:
“Ogni forte risoluzione che prendete con grande decisione può diventare subito un’abitudine.
Perché non dovremmo essere capaci di fare ciò che desideriamo fare, guidati dalla ragione?
Dovete tentare.
Dobbiamo tentare!!!
Via tutti i vostri difetti!
Rivediamo le nostre azioni dell’anno passato.
Vediamo quali abitudini inopportune possiamo aver messo in atto: forse litigare facilmente con la gente, o mangiare troppo o essere gelosi.
Prendete la decisione oggi e sappiate che non farete quelle cose mai più.
“I romani usavano legare i prigionieri ai loro carri e trascinarli sul terreno: un’usanza terribile.
Eppure essa racchiude una lezione per noi, perchè noi permettiamo alle nostre abitudini di trattarci allo stesso modo.
Dovremmo fare delle nostre abitudini le nostre prigioniere, piuttosto che le nostre carceriere; dovremmo attaccarle al carro della nostra volontà e trascinarle, invece di essere trascinate.
Essere in grado di fare qualunque cosa che sappiamo di dover fare e non solo ciò che vorremmo fare per capriccio, significa essere liberi.”
Paramahansa
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com



Buona sera ti degli Arcangeli, sono Matteo. Ti scrivo per ringraziarti, un’altra volta hai colto nel segno! Ce l’ho tutte queste modalità, ma cerco di modificarle dopo averle riconosciute, magari dopo un po’ di tempo! Ti devo chiedere e mi dispiace dovertelo chiedere, se è possibile poter spostare il rientro degli Arcangeli nella data di Mercoledì 30/11. Il motivo è che con il gruppo con cui faccio teatro sperimentale (e curativo) abbiamo la rappresentazione al pubblico nel tardo pomeriggio e dopo si vuole andare a cena insieme e quindi non riesco a rientrare all’ora stabilita. E’ stato un lavoro molto lungo e difficile per tutti e richiedono anche la mia presenza. Se puoi mandarLi un’altra sera, chiedo perdono. Ti ringrazio in ogni caso.