“Tra vent’anni non sarete delusi delle cose che avete fatto,
ma da quelle che non avete fatto.
Allora levate l’ancora, abbandonate i porti sicuri,
catturate il vento nelle vostre vele.
Esplorate. Sognate. Scoprite.”
– Mark Twain
Dopo aver per un po’ parlato di Feng Shui, mi sembra giusto ritornare su di noi, sulla necessità grandissima di conoscerci, di crescere, di stare e vivere al meglio.
Di lamentele siamo sommersi, di problemi soluti o irrisolti anche, quindi credo che a tutti venga la voglia di vivere più serenamente e dis entirsi più in sintonia con l’Universo e i suoi doni.
Vivere con la gioia dentro, portandola ovunque con sè, deve essere e divenire una dinamica costante per tutti; al contrario spesso capita a parecchie persone di mostrare agli altri uno spaccato di vita personale sereno, tranquillo, apparentemente felice, mentre in realtà dentro si avverte un malessere interno di cui non si capisce l’origine, la provenienza …
I fatti di cronaca degli ultimi tempi ci hanno del resto mostrato come questo male di esistere stia scivolando e colpendo sia chi conduce una vita ordinaria, che i grandi del mondo dello spettacolo.
Perché?
Cosa sta accadendo?
Le difficoltà di questi ultimi anni, stanno alimentando subdolamente il male di vivere che ghermisce chiunque, senza alcun tipo di distinzione sociale, economica o d’età.
Siamo insicuri, sempre alla ricerca di notorietà, attenzioni, conferme, infatti prosperano programmi televisivi in cui tutti sembrano cercare un faro che in qualche modo li illumini.
Siamo alla ricerca di noi.
Siamo alla ricerca della Luce.
Siamo desiderosi di diventare Guerrieri di Luce, capaci di grandi imprese, ma il nostro modo per “crescere” è spesso sbagliato, perchè punta sulla realizzazione mediatica, economica, estetica… e mai su quella interiore.
Arriviamo così a creare meravigliose imprese, confondamenta inadeguate; basta quindi un vento più impetuoso o una mareggiata, che subito perdiamo tutto quanto avevamo ottenuto o pensato, sperato di raggiungere.
Se ci pensiamo seriamente, ci accorgeremo che sicuramente almeno una volta nella vita ci sarà capitato di aver fatto, oppure detto, a volte qualcosa solo per compiacere gli altri, per evitare discussioni, per sentirsi accolto, accettato.
Se guardiamo i ragazzini è la regola di vita che hanno assimilato da noi.
Viviamo spesso nell’impellente bisogno di avere conferme, quelle stesse conferme che dovremmo cercare dentro e che andiamo invece elemosinando dagli altri, attraverso qualsiasi strumento ce ne offra l’occasione: programmi di vario genere, talk show …
Abbiamo il terrore di ascoltare quella vocina interiore che continua a supplicarci di fermarci, di riflettere su chi siamo davvero, cosa vogliamo fare della nostra vita e come la vogliamo vivere appieno.
E’ una modalità, una vocina, un sabotatore interiore, che spesso soffoca ogni rinascita, ogni rivincita, ogni riscatto, ogni consapevolezza, ” che ama maschere le finzioni e che a tutti i costi impedisce con ostinazione i cambiamenti.
Sentiamo il bisogno di rinnovare la casa, di cambiare gli indumenti, di trovare nuove mete…, forse questa ricerca dovrebbe contemplare un Feng Shui personale, vale a dire una trasformazione radicale di noi stessi.
E’ bello viaggiare, guardarsi intorno, scoprire cose e luoghi nuovi, circondarsi di piccoli oggetti dai grandi significati, ma se sotto sotto avvertiamo sempre questa nota di malessere, di disagio, di malinconia inconcepibile, allora dobbiamo prendere atto che è giunto il momento di cambiare il ” modo di vivere, che non significa cambiare casa, Paese o Continente.
Partire non serve a nulla se dentro tutto rimane inalterato.
Il malessere partirebbe con noi e ci inseguirebbe anche all’altra estremità della Terra.
Per cambiamento qui s’intende altro: è la ricerca di quell’ equilibrio generale, necessario per volersi bene e, quindi, per essere felici.
E’ un percorso non facile, né immediato, ma ci si può riuscire se si parte dalla consapevolezza che la vita deve avere un senso profondo, “deve” offrirci ed essere serenità e quindi, perchè questo accada, ci richiede di essere stravolta – cambiata, e dobbiamo farlo, assumendoci tutti i rischi e le responsabilità che questa scelta comporta.
Scelta, già è quest la prima parola magica per vivere una “vita meravigliosa” …
Vivere come vogliamo, scegliendo modi e tempi della nostra esistenza, significa assumerci le responsabilità di quanto facciamo e delle nostre scelte.
Ecco una seconda parolona magica: responsabilità.
Proviamo a pensare quante volte siamo anche solo portati a scaricare da noi ogni responsabilità, a cercare un caprio espiatorio per qualsiasi cosa non sia andata per il verso giusto, quante volte abbiamo delegato ad altri le nostre scelte.
Per educazione, per esemplificazione, per paura, per pigrizia o, molto più semplicemente perché questo ci permetteva, apparentemente, di avere giornate più scorrevoli, meno problematiche; avere sempre a portata di mano un colpevole a cui imputare i nostri pensieri, problemi, … insuccessi, in qualche modo sembra sgravarci di parte delle difficoltà e dei pensieri dell’esistere.
E quante volte ci siamo rimessi nelle mani di altri, perché è più facile, è meno faticoso?
Mi capita a volte di avere la riconferma di come siamo attaccati perfino ai nostri ruoli.
Non vi è mai capitato di aver sentito qualcuno, con una salute cagionevole, rispondere a chi tentava di sdrammatizzare:” Sì ma io, tu non sai, sto peggio di te, sto veramente male!!”
Siamo a volte ancorati persino ai nostri malanni, perchè grazie a loro otteniamo attenzioni, abbiamo un ruolo, riusciamo a farci compatire, piuttosto che rimboccarci le maniche, metterci in discussione, scoprire cause e sciogliere dilemmi, per costruirci un percorso di vita autonomo.
Un percorso che può rivelarsi un iceberg, apparentemente invalicabile, ma sicuramente molto più proficuo per il nostro equilibrio e il nostro “vero benessere2.
La scelta del cambiamento sta solo nelle nostre mani.
Dare una svolta alla nostra vita dipende da ciascuno di noi.
Perchè spesso nei secoli abbiamo visto problemi passare da padre in figlio, senza alcuna evoluzione?
Forse perché chi ci ha preceduto è diventato il nostro capro espiatorio, colui sul quale scagliare i nostri strali, il “cattivo” che ci messo al mondo per una vita di …
Ma la vita di … è sua o nostra?
Secondo questa “filosofia” nostrana, per esemplificarci come funziona, devo pensare che, se mio padre, per esempio era alcolista, pure io lo sono, o meglio DEVO esserlo, perchè mettendomi al mondo mi ha voluto così.
Ma chi l’ha detto??
Lui mi ha semplicemente dato la vita, mi ha fatto trascorrere i primi anni nel grigiore, nella manchevolezza emotiva, nel dolore, nella privazione di tanti aspetti, ma io sono io e dal momento che le strade si separano, divengo pieno fattore di ugni istante della mia esistenza, nella quale sarò il mio solo timoniere.
Ciò che ho visto e provato sono ora per me “BIBBIA”, sono cioè i capasildi di ciò che non si deve scegliere, essere, fare; sono LA MIA FORZA.
Chi si è chiuso le mani nel cassetto, non lo ripete ogni volta che chiude il cassetto, almeno che non abbia dei deficit di memoria o cognitivi.
Io, figlio di alcolisti, tossicodipendenti, falliti, carcerati… per fare un esempio, dovrò ringraziare chi mi fece da padre, perché mi mostrò TUTTI GLI ERRORI e ORRORI PEGGIORI perché IO NE FACESSI TESORO E QUINDI EVITASSI di ripercorrere le sue stesse orme; lui è stato per me, probabilmente inconsapevolemente, lo stimolo perchè mi EVOLVESSI E MIGLIORASSI IN TEMPI PIù RAPIDI E PROFICUI.
Una volta raggiunta questa consapevolezza, avrai già imboccato il sentiero che ti condurrà dritto dritto verso quel benessere e quella serenità interiore che solo l’autostima riesce a dare.
Io stessa, pur con il supporto angelico, ho avuto la mia personale esperienza di vita,che mi concesso di elaborare un cambiamento straordinario, facendomi capire chi ero, dove sbagliavo e che cosa volessi veramente.
Sono riuscita a riappropriarmi di me stessa, delle mie emozioni e della mia identità. Sono “rinata”.
E allora mettiamoci in cammino!!
Non piangiamoci addosso;
non cerchiamo luci della ribalta ingannevoli;
non sentiamoci gli Unici naufraghi della Terra;
non colpevolizziamo tutto e tutti…
La vita ci aspetta!!
Basta allungare le mani e, con le due paroline magiche di cui abbiamo parlato sopra, cambiare l’arredo , per una volta, dentro di noi.
Iniziato tutto sembrerà trovare la sua giusta dimensione e collocazione.
La vita rifiorirà e noi saremo sereni e saggi “registi” di una positiva, serena, meravigliosa scoperta quotidiana.

Piccoli consigli, per crescere un po’:
1. Creare abitudini positive in particolare ascoltare musica, camminare all’aperto, fare attività fisica
2. Migliorare il rapporto con gli altri.
3. Superare le barriere del “non ho tempo”, che si frappongono tra noi e l’impegno con noi stessi, verso noi stessi, per noi stessi ( sembriamo tutti manager senza sosta, quando dobbiamo “pensare a noi e ce ne gloriamo pure …)
4. Cambiare il modo di pensare, focalizzando l’attenzione sulla soluzione, sempre possibile, anziché sul problema
5. Superare il senso d’inadeguatezza “apocalittico”, tipico di coloro che si sentono a disagio con il proprio corpo, nelle realzioni, nell’adempimento quotidiano …
6. Stimolare desideri di migliorare l’ alimentazione, il tenore di vita, le relazioni …
7. Smettere OGNI FORMA DI DIPENDENZA
8. Aumentare l’autostima, cercando di elencare ogni giorno, non ciò che non siamo o non sappiamo fare, ma ciò che siamo e sappiamo fare!
….”così, tra vent’anni non saremo delusi delle cose che non abbiamo fatto,
ma soddisfatti di ripensare e condividere quelle che abbiamo fatto.
perchè una mattina, consapevolmente, levammo l’ancora,
abbandonammo i porti sicuri
e, catturato il vento nelle nostre vele,
esplorammo, sognammo, scoprimmo
e vivemmo al MEGLIO
per noi e chi incontrammo.”
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