Oggi scelgo il sacro Silenzio

” Fa silenzio intorno a te,
se vuoi udir cantare l’Anima tua
..”

                                          di A. Graf

Il silenzio non ci appartiene molto nella quotidianità frenetica e quindi ci stupiamo parecchio, quando incrociamo persone che ci paiono sempre silenziose, mentre in realtà non lo sono davvero.
Stanno semplicemente “vivendo altrove”.
Il Silenzio vero, quello Sacro è altro.

È possibile riconoscerlo in noi stessi o negli,  altri in base al modo in cui ci comportiamo.
Gli occhi, i movimenti, le espressioni delle labbra e i segni appena percettibili di altre parte del corpo, ci dicono che non sono davvero presenti a quel che sta accadendo, ma soprattutto non sono  disponibili alla vita, a sé stesse o a noi, se stiamo interagendo con loro.
Alcune persone hanno una postura e una modalità di linguaggio subliminale, che la dicono veramente lunga, persino quando tengono la bocca ermeticamente serrata, chiusa.
Mai capitato??
E’ lì davanti, non spiaccica una sola parola, ma … ci sta dicendo parecchie cose …
Spesso, nel suo non proferire parola, abbiamo la netta sensazione che ci stia criticando, stia in qualche modo dissentendo o esprimendo pareri discordanti e pesanti.
Quello non è il Nobile Silenzio,  perché ciò che è sacro promuove e contempla la comprensione e la compassione.
Questo deve servirci per riflettere sulle nostre modalità e non trovarci nella identica attitudine di chi abbiamo davanti.
Il suo gesto NON SIA MAI IL NOSTRO!!!
E perché questo accada, … occorre esercizio, …parecchio esercizio.
Dobbiamo quindi essere consapevoli del fatto che, per quanto non si dica nulla a parole, può benissimo darsi che interiormente  stiamo reagendo con forza e che chi ci osserva, soprattutto in viso, se ne stia rendendo conto.
Qualunque sia il motivo …, invece di reagire, o anche solo di pensare, permettiamoci semplicemente di essere, di respirare consapevolmente e renderci conto che le nostre reazioni alle persone e agli eventi intorno a noi, sono un qualcosa di impegnativo ed importante, quindi una pratica profonda.
Invece di reagire, invece anche solo di pensare, concediamoci semplicemente di essere.
Pratichiamo la consapevolezza per essere …., per essere con il respiro, con la natura intorno, con gli elementi …
Intorno a noi c’è molto…
Possiamo scegliere su cosa concentrarci  e quindi su cosa essere.
La cosa più semplice, familiare e vicina, perché parte di noi, potrebbe essere il respiro …
Potremmo essere inspirazione ed espirazione.
Oppure scegliere  la luminosità del sole, il linguaggio del vento, il canto  della pioggia.
Ascoltare i suoni in questo frangente  può risultarci molto piacevole, gioioso e rassicurante.
Connettersi con gli elementi troviamo ristoro e ci lasciamo curare, impegnandoci ad essere e quindi a non pensare …
Allora, scoprire e accogliere questa modalità di Essere, ci consente,  quando per esempio siamo in giro e sentiamo imprecazioni, oppure il clacson di un’auto o delle grida o assistiamo ad uno spettacolo non gradevole, di stare nella compassione, nell’accoglienza senza giudizio, né aggressività.
Ogni volta che ci troviamo in un ambiente ostile, aggressivo, provocatorio, siamo così in grado di tenere vivo il nobile silenzio e conservare tutta la serenità, la trasparenza e la giocosità o compostezza della Pace vera.
Ci sono persone che dicono apertamente di non riuscire a vivere, a stare nel silenzio, come se lo temessero.
Ci aggrappiamo allora a qualsiasi cosa riempia lo spazio vuoto (televisione, chiacchiere superflue, radio o pensieri ). Fatichiamo quindi, a volte, a lasciare posto al silenzio e allo spazio che esso occupa, … sebbene siano importantissimi per la nostra serenità e il nostro benessere …
Lo percepiamo questo sacro silenzio, se amiamo la natura, di fronte al mare che calmo ci coglie o nella profondità del vuoto in quota …
A volte ci sono anche persone che, pur essendo buoni ascoltatori, magari sono poco propensi a parlare; li riconosci per la modalità con cui si muovono nella quotidianità, per esempio  in casa hanno perennemente bisogno di avere la radio o la TV accese e le lasciano accese ad oltranza e preferiscono avere davanti un giornale, anche mentre sono seduti a fare colazione o qualcuno addirittura a pranzo.
Una persona a me vicina, per esempio, pur essendo attratta dallo yoga e dalla meditazione, ogni volta che le propongo di unirsi a me durante la pratica, soprattutto la meditazione, che richiede  semplicemente di stare seduti in silenzio, mi risponde sempre con estrema sincerità : «Ma lo sai che è  proprio quello che non so fare, la mia bocca va sempre, anche da sola».
Parlare riempie lo spazio circostante e ci sembra di non essere soli.
In realtà possiamo essere e sentirci soli  anche  quando siamo circondati da molte persone.
Siamo soli insieme.
C’è un vuoto dentro di noi, che gli altri non sanno, non vogliono, non possono riempire.
Facilmente non ci sentiamo a nostro agio con quel tipo di vuoto, quindi tentiamo di riempirlo o scacciarlo lontano, con qualsiasi modalità.
La stessa tecnologia ci ha fornito di tutto e di più per«rimanere connessi», quindi ci diamo dentro e siamo sempre «connessi»,  ma continuiamo a sentirci soli.
Controlliamo spesso le email  e i siti dei nostri social preferiti, con estrema vivacità, velocità e voglia di condividere e ricevere.
Ci affaccendiamo tutto il giorno, nel tentativo di connetterci a qualcuno, ma forse siamo solo alla ricerca di noi stessi
E intanto l’Anima, stordita, tace.
Di cosa abbiamo così paura?
Di ascoltarci.
Di sapere di noi.
Di comprendere che stiamo o abbiamo fatto diversamente da come avremmo desiderato e voluto.
Proviamo un senso di vuoto interiore, di infelicità, di isolamento, di inquietudine, di mancanza …
Ci sentiamo sicuramente tristi e abbiamo l’impressione che ci manchi qualcosa di importante, come l’Amore.
Siamo nati per dare e ricevere Amore, quindi è sicuramente lui uno dei primi ingredienti che ci mancano …
Alcune di queste sensazioni ci vivono nelle pelle o appena sotto da tempo, magari da quando qualcosa ci ha ferito in maniera particolare e procurandoci dolore ci ha portato ad accentuare tutto questo.
Avere una miriade di stimoli ci rende tutto più facile, ci distrae da ciò che stiamo provando, ma quando c’è silenzio, quando lui avanza,  tutte queste cose riaffiorano e … si manifestano molto chiaramente, inesorabilmente …, perché l’Anima è più forte di qualunque altra parte di noi …
Buon silenzio!!!
… con Amore Ti degli Arcangeli***

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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