Prana e benessere (2° parte)

” I nostri pensieri definiscono il nostro futuro, ad ogni livello,
dal piano spirituale a quello materiale.”

Il prana è dappertutto, è il Corpo Vivente dell’Universo e noi dobbiamo cibarcene con maggiore consapevolezza, in un respiro calmo e placido, parti del tutto per crescere positivamente ed essere quindi Luce positiva.
Il prana è energia e tutto nell’Universo è energia, persino la Materia.
Noi lo assimiliamo col cibo e con la respirazione a livello somatico, ma anche con le emozioni,  fatte di energie più sottili,  a livello di vita affettiva, così come con i nostri e quelli altrui,  a livello di attività intellettuale e con le forze ispiratrici a livello spirituale.
Ecco perché è bene frequentare persone spiritualmente elevate e positive.
Questo non per isolare o screditare rapporti, bennsì per il semplice fatto che  anche a livello involontario noi riceviamo, immagaziniamo e ci nutriamo di qualsiasi vibrazione, forma emozionale, emotiva e pranica.
Così assorbiamo ciò che è positivo, ciò che lo è meno e ciò che è talmente pesante, da incatenarci.
Pulizia e “respiro vivo” sono quindi essenziali e vitali per noi, il nostro equilibrio e benessere.
Infatti più evolviamo e acquistiamo consapevolezze liberatorie ed elevanti, più fatti, eventi, persone, luoghi, modalità passate ci vanno e stanno stretti, se non estranei.
Ciò è normale, fa parte di un processo giusto di evoluzione, crescita.
Rimanere nel vecchio, sarebbe come pretendere di dormire nella culla di quando eravamo neonati.
Non dobbiamo sentirci manchevoli verso chi dobbiamo salutare perché è rimasto in culla;
ognuno ha i suoi tempi, vissuti e volontà, dettate dal libero arbitrio.
Abbiamo l’obbligo del suo rispetto legato al suo essere nel qui ed ora con questa modalità e nulla di più.
Dobbiamo ringraziare e salutare amorevolemnte chi ha fatto parte di noi, ma ora non lo è più.
Molto siamo stati insieme e abbiamo vissuto insieme, ma ora è tempo di andare.
Dormire nella culla quando siamo alti 50 cm è bellissimo, comodo e doveroso;  dormirci una volta raggiunto 1.80 cm di statura no!
questo ormai fa la differenza, una grandissima differenza.
E’ impossibilità pura.
La persona “semplice”, chiamiamola così, non evoluta o cresciuta come noi, , può anch’essa essere parte del nostro cammino, ma con altre modalità.
Giacché esistono diversi livelli e modalità cioè diverse ‘qualità’del prana noi ci nutriamo di esso secondo i diversi livelli della nostra struttura e viviamo al meglio con chi vive come noi.
Credo molti stiano pensando a come è talvolta difficile relazionarsi con capi, colleghi, persone, personale più “grezzo”interiormente; nulla è scontato, tutto viaggia su binari diversi e la comprensione di ogni cosa, anche la più banale, avviene da “altezze diverse” ( gli Angeli ripetono spesso che la veduta del paesaggio varia a seconda del punto di osservazione,  lungo le pendici del monte).
A livello fisiologico, cioè a quel livello che più è prossimo alla nostra esperienza ordinaria, la percezione del prana è comunque naturalmente più facile e comprensibile a  tutti.
In realtà l’energia, per sua stessa natura, tende a esteriorizzarsi e induce gioia e piacere se  l’assecondiamo.
Se canalizziamo l’energia della nostra anima e la rendiamo ‘espressiva’, la esteriorizziamo il nostro tono d’ umore s‘innalza, possiamo persino provare la ‘pura gioia di vivere’, cioè una felice condizione dello spirito che può essere anche ‘oggettivamente’  senza apparente motivo, almeno per gli altri.
E’ una condizione questa poco frequente e forse per molti persino poco comprensibile, visto che se si è felici, in genere, lo si è per qualcosa di ben preciso; non appartiene ordinariamente alla nostra esistenza una gioia connessa al fatto dell’essere felice di esistere.
L’energia si avverte più nettamente quando pratichiamo il digiuno.
Questo sembra succedere  per una specie di compensazione per il quale assumendo meno cibo, l’organismo cerca di acquisirne di più per via sottile.
E’ ben nota la percezione di un positivo flusso di forze nell’intero organismo quando, rompendo un digiuno, assumiamo del cibo; si noti come, quando ciò avviene – significativamente- proprio in quel preciso momento, si modifica il respiro che diventa più ‘vivo’, intenso e piacevole.
L’energia, purtroppo, si percepisce anche in quelle circostanze negative in cui siamo vittime di un malore, di un collasso, o quando stiamo più semplicemente  per svenire;
allora sentiamo che le ‘forze’ vengono meno’; il  corpo cerca di aumentare la quantità d’energia repentinamente attraverso una modifica del ritmo respiratorio e tutto va in scompenso e il malessere ci pervade rapidamente.
L’energia noi la percepiamo anche, talvolta, come un  brivido quando proviamo una intensa emozione o veniamo sfiorati da un’Anima.
In questo caso la sua energia ci tocca, ci raggiunge, si incanala,  spesso scorre lungo la schiena, si diffonde attraverso le braccia, di cui è proverbiale la conseguenza del far rizzare i peli,  e poi raggiunge  le mani.
L’energia cresce, si accumula nel corpo con il riposo, la solitudine, la limitazione dell’attività fisica, il contatto con la natura: è il prana che hanno cercato gli eremiti di tutti i tempi per arrivare all’estasi divina e divinatoria.
Spesso  essi hanno incrementato quella energia senza essere sostenuti e guidati da una chiara razionalità, da un costante autocontrollo e da alte motivazioni morali, e non spinti semplicemente da un bisogno interiore guidante. Per questo molte volte hanno  manifestato forme di fanatismo ascetico  e sono caduti in forme di visionarismo allucinatorio, lontano dalla vera estasi divina, perché puramente indotta razionalmente.
Il prana è un effluvio, che di solito viene attribuito ai chiaroveggenti, di tutte le culture, i quali vedeono uscire dai corpi degli esseri viventi come un alone luminoso, cioé come l’aura del corpo astrale ed i quali, a loro volta, vengono visti come Esseri di Estrema Luminosità.
Anche chi non aspira a grandi elevazioni, deve comunque desiderare e attivarsi, soprattutto durante i periodi stagionali di maggiore letargia generale, per non perdere il proprio equilibrio e acquistare la giusta quantità pranica, indispensabile per vivere meglio e tenere attiva la Luce interiore.
Avere buone amicizie, rientra quindi nei doveri verso noi stessi e gli altri; chi sta bene è bene e fa bene.
A qualcuno può comunque capitare, in questo periodo, di trovarsi  in una fase transitoria evolutiva, per cui, lasciati i vecchi e conosciuti lidi, per sponde nuove, di non aver ancora trovato nuove amicizie.
E’ normale.
Non viviamo questa “momentanea assenza2 come un “dolore insostenibile e una carenza spropositata”; viviamo con gioia e  pace questi istanti, in attesa di nuovi frutti.
Come dicono gli Angeli:” Ogni frutto abbisogna del suo tempo per nascere, crescere e giungere a maturazione.
Più è grande, più necessità di tempo, energia e sole.”
Aspettiamo quindi fiduciosi, senza colpevolizzazioni inutili e sensi di colpa immotivati.
Le cose più preziose vanno attese e meritate.

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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