
Ti sarà sicuramente capitato di fermarti e di “disconoscere” una parte di te, che hai espresso attraverso un’azione o una serie di comportamenti che non “senti tuoi”.
Solitamente non fai o non dici certe cose, però hai agito così e hai detto cose che mai avresti pensato di poter fare e dire. Capita.
Ne ho già parlato di questo aspetto, ma oggi voglio ritornare a prenderlo in considerazione, in maniera “intensa”, perché si tratta di una manifestazione importante.
E’ in atto un cambiamento senza precedenti, un cambiamento che richiede una crescita animica, di grande importanza, crescita per la quale molte Anime sono attualmente “impreparate”.
Cosa comporta questo?
Fatiche e scelte difformi dai bisogni che appartengono all’Anima e a ciò che le appartiene.
Cosa ci ha impedito di crescere?
Le scelte fatte fino a questo momento e la mancanza “di perdono”.
In questa condizione, tu non riesci a riconoscerti come una Creatura perfetta, quindi come una Creatura che partecipa all’Essenza di Dio e a concederti di seguire il Padre, di rappresentarlo, di appartenergli.
Per vedere in Te la bellezza e la perfezione, devi avere uno sguardo aperto al perdono, devi riuscire a guardare tutti i tuoi ricordi, per quanto dolorosi siano stati, con uno spirito di accoglienza amorevole e quindi di perdono.
Devi in pratica uscire dalla “condizione” di “flagellante”, a cui sei stato educato, per entrare in quella dell’Anima “testimone”, un’Anima capace di accogliere quei ricordi, lasciando andare tutto.
Ciò che hai fatto o detto in passato, è stato conforme a quel momento.
Allora il tuo grado di evoluzione era tale per cui, hai agito in modo consequenziale.
Oggi, accogliendo quel passato, rivendichi la tua “appartenenza” a Dio e quindi il “potere” divino che c’è in Te e la tua perfezione di Figlio di Dio.
Ognuno di noi fa parte della scintilla divina ed è “perfetto” così com’è.
Crederti nuovamente perfetto ti permette di perdonarti.
Immagina, quello che sto per dirti, e visualizza attraverso questa metafora la realtà che ora, può essere, ti sfugga.
Immagina di essere un operatore di sala, del mondo della ristorazione.
Hai conseguito un diploma come operatore di sala e sei capace di spostare, senza fatica, diversi piatti da portata, contenenti varie ed invitanti consumazioni, per i clienti.
Ti potrebbe succedere di inciampare o di mancare la presa, o di essere urtato, e quindi di farli cadere? Sicuramente sì!
Se ti accadesse, ti dovresti, per questo episodio, considerare un inetto, un incapace?
Sicuramente no!
Fa parte dei rischi e delle possibilità del tuo mestiere.
La stessa cosa, se tu fossi un eccellente artigiano pasticcere.
Un bel giorno potresti bruciare un dolce, dopo averne sfornati tantissimi e tutti veramente invitanti e perfetti.
Questo episodio non pregiudicherebbe affatto le tue competenze e le tue abilità e non credo sarebbe un valido motivo per chiudere la tua attività o flagellarti pubblicamente.
Sei un buon pasticcere, che ha solo bruciato 1 dolce, non hai procurato nessun “incendio doloso”.
In entrambe le situazioni accoglieresti l’accaduto e ti perdoneresti, facendo dell’accaduto uno “stimolo” per creare un dolce ancora più sfizioso o sfidare te stesso servendo con ancora maggiore abilità.
Nella Vita, soprattutto legata alla “crescita animica ed emotiva”, questo perdono, che passa ad esempio in ambito lavorativo, non te lo concedi e permani in uno stato di “peccato” e di svalutazione.
Quando non sei in grado di perdonarti, sei l’Uomo rinchiuso nella caverna di Platone.
La tua mente ti sabota e nutre emozioni, sensi di colpa, paure, rancori e spesso anche molta vergogna.
La società ti ha “convinto” che devi essere perfetto, efficiente, impeccabile, attivissimo e quindi qualsiasi fatica è un fallimento insormontabile. Tutto lavora a sfavore della resilienza.
Così, non ti perdoni e l’assenza di perdono ti rende prigioniero di te stesso e dei tuoi ricordi dolorosi, che chiacchierano senza fine, dentro la tua testa.
So perfettamente che questo passaggio, richiede uno sblocco interiore e un salto che solo l’Anima può sostenere.
Per questo ti invito a Pregare, a chiedere Luce e ad immergerti in questa Luce.
Ti suggerisco di “aprire un dialogo consapevole” con gli Angeli e gli Arcangeli, attraverso il codice dei Numeri.
So che è più facile parlare di questo “riscatto”, che non metterlo in pratica, perché l’educazione avuta è di tipo flagellante, ma questo” recupero”, con i supporti che ti suggerisco, è possibile, possibilissimo.
E’ necessario entrare in profondità dentro di Te e scovare la “tua ombra”, la zona dove il giudizio ed dolore si annidano.
E accoglierli!
Quando accogli, ti concedi il perdono e quindi lasci andare ogni resistenza e dolore.
Ci sono parti, poco carine e piacevoli di Te, oppure certe caratteristiche che non trovi assolutamente positive.
Solitamente le individui, come fossi una sorta di cane da tartufo, nelle altre persone, persone che standoti di fronte, ti fungono da specchio.
Quando “ti riconosci in loro”, le attacchi, le critichi, le abiuri, le giudichi; questo accade perché quelle caratteristiche ti appartengono, anche se non lo vuoi ammettere o non lo accetti e per tanto, le releghi nella tua “caverna”, laggiù, in fondo, in una sorta di angolo remoto e buio.
Non ami nell’altro, quella parte di Te stesso, che non ami, non accogli, non desidereresti avere.
Condanni lui, per non condannare te stesso.
Naturalmente, come puoi ben pensare, non ti riesce di distruggere questa “situazione”, che hai accantonato, e nemmeno di far in modo che resti dove l’hai seppellita per un tempo immemore.
La riprova è che quando ricompare e tenta di uscire, tuo malgrado dall’angolo remoto della tua caverna, Tu reagisci in maniera esagerata o assumi i famosi comportamenti che poi disconosci, che non senti appartenerti.
Queste sono le famose situazioni nelle quali tu vai dicendoti, come ho scritto in apertura dello scritto odierno:
“ Non so perché l’ho fatto, non è da me!” oppure: “Io non sono così, non so cosa mi sia preso”.
Ripensa ai tuoi vissuti.
Ti capiterà sicuramente in questo momento, mentre leggi, di vedere riaffiorare un qualcosa che hai fatto e che “non ti rappresenta”.
Un esempio?
Tu non parli male degli altri, ti fai i fatti tuoi e non giudichi nessuno.
Eppure, quella volta lo hai fatto e in tono molto “forte”.
Ti sei sentito a lungo sbagliato, ti sei condannato.
Allora, a cose fatte, ti sei addolorato e fustigato fino a sentire un dolore profondo e lacerante nell’Anima.
Perché?
Ho proposto questo esempio, ma avrei potuto parlarti del tradimento.
Tu non sei 1 traditore, non ti reputi tale, però un giorno hai tradito. Hai tradito la fiducia della tua compagna, un valore a cui tieni, un amico…
E ora la tua Anima si consuma, chiedendosi perché e cercando una spiegazione, una sorta di risposta o di giustificazione, per concederti il tanto desiderato perdono, che però stenta a venire.
“Io non sono uno che si fa i fatti degli altri e spettegola o giudica!”.
“Io non tradisco!”
Due esempi molto forti e abbastanza usuali.
La risposta: “ Non sei, l’hai fatto!”
La domanda che ti devi porre, allora è: “Perché l’ho fatto? Se mi è successo è perché il giudizio, il pettegolezzo o il tradimento, sono comunque presenti in una parte di te, cioè in qualche modo di appartengono, altrimenti non sarebbero “usciti fuori”.
Ti esce ciò che possiedi, non ciò che ti manca.
In quello che sto dicendo non esiste nessuna forma di giudizio o di condanna.
Sono una risvegliatrice, quindi non agisco contro il tuo bene, aumentando il tuo senso di colpa, che già è in esubero, ma voglio scuoterti e risvegliare quella parte interiore che sola può aiutarti a fare chiarezza e a lasciare andare.
Se esce il pettegolezzo e il giudizio, significa che da qualche parte nella caverna, loro ci sono, esistono, rinnegati, seppelliti, ma presenti.Se tradisci, il tradimento è anch’esso lì, presente, e riemerge perché in te c’è.
Qual è lo scatto da fare?
Uscire dalla negazione e abbracciare la realtà,
per poi scoprire perché lo hai fatto.
Fare questo passaggio, significa riconoscere le “ombre” presenti nella tua caverna, accoglierle.
Non ti piacciono, non le ami, non le stimi, ma ci sono.
Tu le devi riconoscere e poi lavorarci, chiedendoti:
“Perché mi sono comportato in questo modo? Perché ho agito in quel modo?”
Ometti tutti gli aggettivi giudicanti, come potrebbero essere espressioni tipo: “da bastardo”, “indegno”, “incomprensibile” o tanto altro.
Resta nella domanda serena e accogliente.
Il perché dei bambini.
Poniti tutte le richieste di rito.
“Perché ho reagito in quella maniera?”
“Perché non ho voluto ascoltare il mio cuore e ho espresso quel giudizio?”
“Per quale motivo ho tradito la mia compagna?”
“L’ho fatto spontaneamente o per qualche altra ragione, magari indotta?”
Sicuramente questi comportamenti vanno contro i tuoi valori, quello che vai ripetendo, ciò in cui credi o i tuoi principi, però ci sono e vanno accolti e “capiti”, piuttosto che negati o soffocati.
Accettare certi comportamenti o desideri, non significa essere d’accordo, ma semplicemente cercare di cogliere, di capire, questi tuoi aspetti, che altrimenti ti sfuggono e che rinneghi.
Rinnegare, significa che Tu fingi che non esistano, ti sforzi di non vederli e quindi non te ne fai carico e li lasci espandere e poi esplodere, contro di te e i tuoi sistemi.
Questo è un aspetto di “vitale” importanza.
Quando diventi spettatore delle tue ombre, ti accorgi che cerchi e inizi a coltivare il “cambiamento”.
Così smetti di “rinnegare” e di sentirti un fallimento, un incapace.
E’ facile vedere ciò che ci piace o non ci piace nelle altre persone, il difficile è scorgerlo in te e accogliere.
Spesso, l’ombra entra in azione quando cogli o noti, in una persona, un aspetto che ti irrita, che ti dà particolarmente fastidio.
Non tolleri la falsità, la bugia, la maleducazione, la poca correttezza, il muoversi per convenienza…
Queste forme di “intolleranza” e di antipatia, a priori, sono in genere anche tue, per questo le riconosci nell’altro e non le tolleri.
Meno male, che spesso, negli altri vedi anche il bello e il buono.
Per esempio, se noti con gioia la gentilezza, la delicatezza, la solarità o altro, è perché ti appartengono.
Anche qui, riconosci ciò che ti appartiene, anche se spesso ti neghi le “qualità” preziose, che possiedi.
“Vorrei anche io essere generoso, come Te!” e così dicendo neghi 1 qualità, che sai riconoscere nell’altra persona, perché è anche una tua qualità.
Come accrescere questa consapevolezza e uscire da questa grotta buia e paurosa?
Prendi il tuo quaderno di “Ascolto personale”, che puoi acquistare nel mio Negozio online e fai questo semplice esercizio.
Concentrati e fai riaffiorare nella tua memoria l’immagine di una o più persone che hanno caratteristiche che ti danno l’orticaria, persone che non tolleri.
Pensa a qualcuno che ha dei tratti caratteriali, che tu fatichi a sopportare, anzi a volte non tolleri, nella maniera più assoluta.
Scrivi cosa ti infastidisce di lui/lei., rileggi e rifletti.
Riesci a vedere gli stessi tratti dentro di Te?
Poniti le domande che ti ho scritto precedentemente e cerca le risposte.
Ora fai il lavoro sul tuo lato positivo, proprio perché il tuo antro ombra non nasconde solo aspetti negativi, ma anche varie cose molto positive.
Questo è un lavoro “potente”, fallo con la dovuta attenzione.
Pensa a una persona, che possiede qualità positive, che tu ammiri.
Scrivi ogni cosa sul quaderno magico.
Rifletti su ogni caratteristica che è riaffiorata e hai scritto.
Confrontati e fai riaffiorare quelle qualità per te stesso. Quando ti comporti allo stesso modo? Con chi? Perché? Cerca di capire come incarni quelle stesse bellissime qualità.
Mentre osservi tutto quello che avevi affidato alla caverna, e relegato nella parte più profonda e buia, perfino questi aspetti buoni e positivi, creativi, sii amorevole verso te stesso, offrirti il perdono, magari attraverso lo stesso Ho’oponopono ripetuto con serenità, con accoglienza, con tanta amorevolezza.
Perdonati e riconosciti!
Fustigarti alla maniera dei flagellanti, ti lascia prigioniero del vecchio, ti relega in sua balia, ti intrappola nella dipendenza, ti ammanetta alla sofferenza e quindi ti consuma.
E ti tiene lontano da Dio, “così irraggiungibile” in questo tuo farneticare.
Accoglierti ti riporta nella Luce, ti restituisce alla tua vera “Essenza”, ti fa riprendere alla grande il tuo cammino verso la casa del Padre.
Sei stato, come tutti, indotto a vedere Dio come irraggiungibile e non cogliere che tu sei parte di Lui a tal punto che è difficile associare la sua divinità alla fragilità umana. Dio è perfetto, Tu imperfetto.
Ma se siamo parte della stessa essenza?
E’ buffo, perché questo lento e costante lavoro di “disconoscimento” e di “svalutazione”ti spinge spesso a trattare Te stesso nel peggiore dei modi e a confinarti in un eremo buio.
Basta! E’’ tempo di pace, di riscatto e di risalita al Padre.
Vuoi venire?
Lavora su questi aspetti!
Con grande amorevolezza
Ti degli Arcangeli.
Solo per 24 ore, nel Negozio Online puoi prenotare il “Diario dei Numeri degli Angeli e il 1* Quaderno “Per l’ascolto personale”, che ti offro a un prezzo puramente simbolico.
E’ un ulteriore aiuto che ti offro, per intraprendere questo cammino.
E’ tempo di prendersi la “responsabilità” di ritornare a Essere Re e Regine, uscendo dall’antro oscuro.
Solo guardando le ragioni che ti spingono a certi comportamenti, anziché spingere quei comportamenti nella grotta buia, come fossero spazzatura che metti sotto il tappeto di casa, puoi liberarti da tutta quella serie di vincoli “inconsci” che ti impediscono di stare bene e di sentirti Figlio di Dio, in cammino verso la sua casa. Pensaci!!!
Il tempo è poco e tu puoi scegliere cosa vuoi fare.
Om Shanti!!
Con amorevolezza Ti degli Arcangeli
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com



Grazie carissima ti un abbraccio grande di Luce ✨❤️
Namasté!