“Cio’ che tu sei, il mondo e’.
E senza la tua trasformazione, non puo’ avvenire nessuna trasformazione nel mondo”
Jiddu Krishnamurti
Spesso iniziamo fasi faticose del nostro cammino e soprattutto noi, Tramiti celesti o Guerrieri della Luce veniamo inseriti in queste dinamiche più frequentemente, per essere forgiati e approntati al soccorso per chi fatica …
Quando finiamo un capitolo personale e soprattutto si conclude una storia affettiva/ emotiva, piccola o grande che sia stata, non importa come, se con un abbandono o con un addio, siamo tenuti a scrivere un piccolo finale, che spesso fatichiamo a tramutare in realtà, per poter girare pagina e ricominciare.
Il senso di fatica è enorme e vorremmo portare indietro le lancette del tempo per ritentare e avere altre possibilità, ma il gioco va avanti, con o senza di noi …
Tutto quello che ci resta da fare è sfogliare questa pagina della nostra vita, girarla, perché se non concludiamo continuerà ad inseguirci e continueremo a ripetere le stesse esperienze, finché non riusciremo a mettere un punto fermo e quindi ad andare veramente a capo, attraverso un processo di lutto, che può essere sofferenza o dolore, comunque indispensabili per ricominciare con un’altra pagina nuova nuova, tutta da scrivere.
Visualizziamo per un attimo quello che facciamo e forse capiremo quali meccanismi mettiamo in atto…
Ci comportiamo esattamente come bambini inesperti, che arrivati in fondo alla pagina del quaderno a loro disposizione, dopo averla riempita di segni grafici, parole, pensieri, non sanno girare la pagina, o non vogliono girarla e quindi ricominciano a scrivere sopra lo scritto precedente …
Un atteggiamento di questo genere, se lo vedessimo fare da un bambino ci sorprenderebbe e ci farebbe dubitare sulle sue facoltà mentali, eppure è proprio quello che facciamo: sovrascrittura …
Non giriamo pagina, nella speranza che le lancette ritornino indietro, che qualcosa di magico e bellissimo, almeno così pensiamo noi, accada e tutto sia come prima…
Ma questo non accade e noi riprendiamo a scrivere sopra la nostra vita precedente, distruggendo quindi ciò che è stato e privandoci del nuovo.
E’ tempo di lutto e dobbiamo concedercelo.
Per lutto intendiamo il processo di adattamento emozionale che segue qualsiasi perdita la vita ci porti a vivere.
Una perdita che non deve obbligatoriamente coincidere con la morte, anzi, spesso non ha nulla a che vedere con lei, anche se avvertiamo una parte di noi annullarsi, ma questa perdita si riferisce anche a separazioni, a cambiamenti lavorativi o trasferimenti…
Come avviene questo lutto???
Mi rifaccio alla Dottoressa E. Kluber Ross, la quale parla di una prima fase, che chiama della negazione: ci rifiutiamo di accettare la perdita, a volte per shock, per paura del nuovo, del distacco e questo ci impedisce di accettare l’inizio del nuovo percorso che, inevitabilmente, dovremmo intraprendere.
Ci rifiutiamo semplicemente perché rielaborare è faticoso.
Poi passiamo alla fase distruttiva della rabbia, un momento delicato, nel quale mostriamo frustrazione e rabbia nei confronti delle circostanze che hanno causato questa perdita, qualunque essa sia.
Superato questo periodo, più o meno intenso e temporalmente diversificato, entriamo nella fase della contrattazione: cerchiamo di trovare soluzioni alla perdita.
Se parliamo della perdita di una persona cara, questa fase della contrattazione può includere il fatto di riprendere per esempio un’attività che si svolgeva in compagnia della persona scomparsa.
Preso atto di questo, subentra allora la depressione, il momento in cui si vive la perdita come dolore e allora si fanno i conti con la tristezza che si presenta, ed è una fase di raccoglimento, che ci guiderà all’accettazione, quando prenderemo consapevolezza del momento in cui ci troviamo e della perdita avvenuta.
Accettando, inizieremo d nuovo ad adattarci all’ambiente, partendo dai pezzi che ora abbiamo tra le mani, a nostra disposizione.
Queste fasi non sono uguali per tutti e spesso non si susseguono in quest’ ordine e non hanno una durata specifica, uguale per tutti.
Quando lavoriamo con una persona che si trova nel pieno processo di lutto, è importante sapere che spesso ci troveremo davanti una persona con una diversa disposizione nei confronti del lutto stesso e che quindi dovremo guidarla e sostenerla, dandole supporti e strumenti diversi.
Quando non concludiamo nel migliore dei modi una fase o tutto il processo, l’Universo ce lo ripresenta, come un conto non saldato…, che tende a ripetersi, a ristagnare o a regredire.
Tutti gli errori che vediamo negli altri e che abbiamo ignorato o su cui abbiamo sorvolato noi per primi ci busseranno di nuovo alla porta…
Se non chiudiamo quella porta, è come se mettessimo solo dei cerotti su una grossa ferita, che in realtà richiede una sutura chirurgica, senza quindi curare davvero la ferita che sanguina e quindi presto, al minimo sforzo, si riaprirà e sanguinerà e nulla di nuovo ci sarà per noi …, che dovremo affrontare prima o poi la sala operatoria …
Chiusa la porta, ricucita a dovere la ferita, un portone magico ci comparirà davanti …
La vita è piena di opportunità, ma nel momento del dolore noi restiamo ancorati al passato come cozze e quindi non sappiamo coglierle.
Ci spacchiamo tutte le unghie nel tentativo di tenere aperta la nostra piccola porta …, perché quando qualcosa finisce, il mondo ci crolla addosso o ameno questa è la percezione che si fa avanti in noi, ma ci sono altri modi di vedere la situazione: forse non sappiamo ancora che siamo stati benedetti dal dono di una nuova possibilità, una possibilità di cominciare un’altra eccitante avventura.
E’ il tempo di lavorare sul dolore rinunciando alla sofferenza, la quale è ben diversa, come ho già altre volte detto, dal dolore.
Soffrire non serve a nulla e ci rende vittime degli eventi; ci aggrappiamo al nostro lutto e trasformiamo un momento in uno stato; ci aggrappiamo al ricordo di quello che ci ha fatto piangere, per non smettere di piangere e quindi per non dimenticare, per non rinunciare ad esso, per non lasciarlo andare.
Mai viste quelle persone che piangono il marito o la moglie scomparsi da vent’anni, come fossero morti la mattina del giorno prima???
Ecco, questa è la sofferenza, ciò di cui ho appena parlato.
E’ una strategia che adottiamo per non lasciare andare il “passato” e con lui ciò e chi ne ha fatto parte.
Il dolore invece, che bisogna provare, è un’emozione sana, è una sensazione di guarigione, sprigiona energie nuove e ci connette con il nostro mondo interiore e ci aiuta quindi ad elaborare la perdita, con tutti quei passaggi.
Ci isola per il tempo necessario dal resto e ci porta qualcosa, per esempio del tempo per noi stessi, cosa che nella sofferenza ci neghiamo.
Nessuna emozione se vissuta nella sua giusta misura è demolente.
Sono fasi e solo quando durano più del necessario o quando fanno male, troppo male e ci impediscono di andare avanti per molto tempo, dobbiamo chiedere aiuto, perché allora la tristezza si trasforma in depressione, la rabbia in aggressività ingiustificata, il dolore in lacerazione dilaniante.
Allora l’Amore rifiorisce e ci permette di trovare un senso a tutto.
È così che possiamo ricordare il nostro “passato prossimo” con tenerezza e sentire che il tempo condiviso con lui o lei o per quella situazione o lavoro è stato un grande regalo, una meravigliosa benedizione.
È fare un salto grande e capire che l’Amore non finisce con la morte, con la separazione, con l’addio, con il tradimento o il divorzio, se possibile.”
Capire perché una fase della nostra esistenza sia volta al suo termine e sapere quanto di positivo si può ottenere da tutto questo, cosa è stato fatto male e cosa al meglio, dove si è ben agito e dove potevamo fare meglio e di più, aiuta a conoscerci e a spingerci a migliorare, a progredire, a salire e ad assaporare la vita in altro modo …
Il processo di lutto ci conduce ad una pagina nuova, veramente straordinaria, perché segna la fine di una storia, che non è un semplice processo passivo, ma al contrario estremamente attivo, perché richiede tutte le nostre forze per andare avanti.
Noi pensiamo che sia un momento di buio e di ripiegamento, mentre si tratta di un periodo estremamente carico di messa in gioco delle nostre potenzialità e della nostra “Forza Interiore”.
Richiede un lavoro personale importante, per scrivere un bel finale, che mantenga il bello e l’amore vero, per iniziare, con quanto appreso e goduto, il nuovo capitolo della nostra storia, con altri personaggi, altre iniziative, magari in altre località.
Non riusciamo a gestire questo lutto, quando siamo dominati dal senso del possesso e dalla paura, che sono contrari, come ho già detto anche in altri articoli dedicati all’amore, all’atto stesso di amare.
Per vivere bene l’Amore e nell’Amore pieno, è necessario imparare a lasciare libero l’altro e le situazioni, a lasciare andare, a liberarci di ciò che non ci appartiene, che non è nostro.
Quando noi pensiamo di amare, facciamo fatica a lasciare andare la situazione o la persona oggetto del nostro amore, perché ci aggrappiamo a lei, perché in realtà le vogliamo solo bene, …non l’amiamo.
All’improvviso, ci ritroviamo in una situazione di dipendenza che noi stessi abbiamo coltivato, senza nemmeno rendercene conto e allora nasce la paura folle che tutto possa finire, che lei ci lasci, che ci abbandoni, magari immeritatamente …
Avete mai avuto paura che finisse una storia d’amore?
Probabilmente sì e quindi sapete tutti che una situazione del genere crea profondo malessere, gelosia e sofferenza. Cominciamo le nostre relazioni con tanto entusiasmo e speranza e poi tutto finisce tragicamente …
All’inizio sembra tutto perfetto ed eterno, ma presto, se non abbiamo lavorato nella giusta direzione, la realtà, appare ben diversa, perché tutto quello che ha un inizio può anche finire, cambiare o trasformarsi, soprattutto se non ci appaga, se non ha le giuste basi.
Prepararci ai cambiamenti ci rende più consapevoli del fatto che ogni momento è unico ed irripetibile e quindi va vissuto con tantissimo Amore, Gioia infinita, Passione …
Impariamo purtroppo a nostre spese che anche le modalità a cui veniamo educati, cioè quella di trattenerci, non rivelarci, non esprimerci, non parlare di ciò che vorremmo, … con il tempo non fa altro che causarci sofferenza.
Condividere dovrebbe essere il nostro motto, sempre …
Fa parte dell’Amore il perdono, il rispetto e il lasciare andare
Ci illudiamo che ci siano cose permanenti e, quindi, ci comportiamo e agiamo come se così fossero.
Come possiamo pensare di non cambiare e restare statici, quando tutto intorno e dentro anche noi cambia?
Viviamo di illusioni.
Inevitabilmente noi viviamo un cambiamento continuo.
Essendo l’Amore potenzialmente una delle esperienze più belle che possiamo vivere, vogliamo farne tesoro, vogliamo trattenerlo e continuare a provarlo in eterno, quindi è necessario viverlo INTENSISSIMAMENTE e accettare il fatto che anche l’Amore si trasforma e scorre come l’acqua di una fonte.
Amare è comunque incompatibile con il possesso, perché è e comporta solo libertà.
Questa è una delle lezioni più importanti che ci ritroviamo a vivere se vogliamo combattere la frustrazione, il rancore, la sofferenza e anche l’odio che si manifesta quando ci aggrappiamo con forza a qualcosa che non esiste più.
Quando non sappiamo amare, siamo dei frustrati e non cogliamo che non è questo sentimento in sé a farci male, ma il come lo attiviamo e viviamo che ci crea male e dolore.
L’Amore va apprezzato e vissuto con entusiasmo, con speranza e con la tranquillità che proviamo quando siamo in compagnia della persona amata.
L’amore comporta una grande pace interiore, un benessere straordinario e la libera espressione del nostro essere.
Di fronte a questo sentimento, la sofferenza e il dolore non trovano spazio.
Cosa succede però quando amiamo e non siamo corrisposti?
Beh, è una situazione abbastanza frequente e dolorosa, che ci viene a trovare proprio per farci riflettere sul senso dell’amore e sul come noi lo viviamo.
Siamo frustrati non perché amiamo, ma perché abbiamo imparato ad amare in modo condizionato, con aspettative e pretese di possesso, il famoso mio di quando eravamo più piccoli …
La maggior parte di noi poi considera l’amore semplicemente come il gesto di “essere amato”, non il dare Amore e quindi inizia una relazione mettendosi nella condizione del questuante e quindi diventa molto dipendente dall’altro, da cui attende questo sentimento in una certa misura e modalità …, come il neonato attende il seno della mamma.
Ci risulta molto difficile accettare un amore finito o quando l’altra persona non prova quello che proviamo noi, ci sentiamo feriti e ansiosi.
Queste sensazioni agiscono poi sulla nostra autostima, facendoci traballare, dubitare di noi stessi, facendoci autogiudicare come persone inutili, poco belle, non intelligenti o buoni a nulla, a seconda della personalità, doti e abilità di chi ci ha lasciato o negato il suo amore…
Queste valutazioni, se non ci lavoriamo sopra, portano solo all’autodistruzione.
La frustrazione interiore grandissima, che proviamo, termina quando comprendiamo che la nostra idea di Amore è sbagliata: quando riconosciamo che la libertà comincia nel momento in cui ci stacchiamo da tutto ciò che non ci condiziona, ci fa stare male, ci soffoca, non ci lascia liberi, non ci fa sentire liberi.
Lasciare andare è allora la più grande e migliore dimostrazione di Amore verso l’altro …
Stiamo molto male anche quando, ci accorgiamo delle trasformazioni in atto, e resistiamo ai cambiamenti di questo sentimento.
Possiamo rigirare la situazione e attingere finalmente in maniera grande e amorevole, alla nostra capacità di amare, accettando la libertà che ci chiede la persona amata.
Dobbiamo smettere di opporre resistenza e lasciare andare; questa sarà la sola esperienza che davvero ci potrà avvicinare ad uno stato di pace interiore e quindi di crescita.
Imparare a lasciare andare ci libera, ci lascia spazio perché l’Amore trasformandosi continui a scorrere e ad essere vero, vitale, carico di passione.
L’Amore non muore, quando per esempio facilitiamo il processo grazie al quale l’altra persona segua la sua strada, quella che ha deciso o che ha bisogno di seguire, senza crearle ostacoli o critiche, senza abbandonarla, ma standole accanto nella misura in cui lei lo richiede e questo comporta dialogo e trasmissione diretta tra le due persone interessate, senza ingerenze esterne di alcun tipo.
Questa è la dimostrazione più onesta di amore che possiamo dare a noi stessi e agli altri.
Ci amiamo TANTISSIMO se e quando ci concediamo l’occasione di cominciare di nuovo a farlo e ci predisponiamo ad accogliere la possibilità di conoscere nuove forme d’amore, senza timori interiori, senza pensieri, senza confronti, senza paralisi, paure, …consentendoci di vivere in pienezza e con intensità i nostri nuovi sentimenti.
Il “nucleo” di tutte le cose belle che sperimentiamo è la libertà stessa; se siamo capaci di smettere di mettere le briglie all’altro e di stringere il morso, come fosse un cavallo e lasciamo andare, ci dirigiamo verso il vero cammino della Felicità, della Passione, della Luce e dell’Amore veri e pieni.
Auguro a tutti un Amore Nuovo e colmo di Passione vera …, capace di farvi RICOMINCIARE A VIVERE.
Amorevolmente
ti degli Arcangeli ***
P.s. Ti ricordo che trovi qui le “30 carte degli Angeli per Amarmi”, se vuoi aiutarti nel tuo faticoso voltare pagina …
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com



grazie perchè ho avuto la conferma che il mio istinto finora mi ha condotto per mano e bene
Benissimo! Felice di averti dato conferme …
Amorevolmente ti degli Arcangeli****
Ho perso una persona per me fondamentale….colei che mi ha dato la possibilita’ di nascere e vivere….mi manca molto e vorrei tanto che lei lo sapesse dovunque essa sia e so che mi e’vicina molto spesso…mamma non dimenticarti mai di me nel bene o nel male che oramai non provi piu…so che ci sei e so che ci sarai sempre qui e oltre….