Saper cogliere le opportunità della Vita

Libertà felicità e crescita“Non ho bisogno di un amico che cambi quando io cambio
e che annuisca quando io annuisco;
la mia ombra lo fa già molto bene.”

Plutarco

Moltissime persone interagiscono con me, chiedendo aiuto e luce sulla loro quotidianità.
Due sono le maggiori “fatiche” dei nostri giorni: la rabbia e la ricerca dell’Amore.
A volte ripeto alla stessa persona, anche a distanza di parecchio tempo le stesse identiche cose …
Sono sicuramente una intermediaria Divina, scelta anche come coach spirituale, per la mia “semplicità nell’ascolto” …
Cosa significa questo???
Semplicemente che mi offro sempre come una lavagna pulita sulla quale Dio può scrivere qualsiasi cosa.
Comprendo quindi la fatica di alcuni a condividere il progetto celeste del proprio sé, ma non lo vivo …
A tutte queste persone e alle tantissime altre che come me, si avvicinano alla vita seconde le leggi di Icaro, dedico con Amore questo articolo e prima ancora questa storiella Zen, veramente ok …
Dice così:
“Un professore universitario un giorno si recò in visita a un maestro zen giapponese, per chiedergli delucidazioni sullo zen.
Fin dall’inizio il maestro capì che quell’insegnante non era realmente interessato all’apprendimento dello zen: ciò che gli stava a cuore era dare sfoggio della sua stessa conoscenza e delle sue profonde opinioni.
Il maestro lo ascoltò pazientemente e infine propose di prendere un tè. Versò il tè al suo illustre ospite e una volta riempita la tazza, continuò a versare.
Il professore lo osservava stupefatto, mentre la tazza iniziava a traboccare e il tè si versava dappertutto.
Infine non poté  più trattenersi:
“…la tazza è piena, non ci sta più nulla!”
Proprio come questa tazza”, replicò il maestro, “lei è già colmo delle sue opinioni e delle sue concettualizzazioni.
Come posso mostrarle lo Zen se lei, per prima cosa, non svuota la sua tazza?”
Il punto è proprio questo …
Come posso far giungere aiuto e sani principi che possano cambiare la nostra vita, se non c’è ascolto e non ci si svuota del vecchio???
Se le vecchie azioni, i vecchi pensieri e le scelte ad essi legati avessero funzionato, ciascuno di noi ( mi inserisco comunque sempre nei miei testi, perché venendo sostenuta dagli Arcangeli e dal Cielo ho sempre da comprendere e crescere …, facendo tesoro di tutto, anche solo una parola…) non sarebbe ora nella condizione di stare male e di desiderare qualcosa di diverso …
Se l’Amore della mia vita non è tale, se il lavoro non quadra, se il mio essere madre e/o figlia sta mostrando varie restituzioni no …, tanto che io me ne angoscio e cerco una risposta per cambiare …, che senso ha sprecare  tempo personale e altrui in una “conoscenza” vuota, dove non ci sono i presupposti per invertire la rotta, per affrontare realmente la situazione, per osservarla da un altro punto di vista e quindi, trovati gli strumenti, utilizzarli per “essere novità positiva per me e per gli altri???”
Se mi chiedete conoscenze, ma non le ascoltate e non vi attivate per lasciarle divenire consapevolezze gettiamo ENTRAMBI tempo ed Energie.
Se cercate strumenti, ma poi li rifiutate o li seppellite e dimenticate nella vostra “cantina dell’Anima”, tra altre centomila opportunità mancate,  a chi e che cosa può servire tutto questo???
A nessuno!!!
Non basta accorgersi che qualcosa non funziona nella propria Vita, bisogna poi avere il coraggio di affrontare il cambiamento, volerlo, desiderarlo pienamente …
“La Vita é un’opportunità, coglila!!!” ci disse Madre Teresa.
Questa frase io l’ho scritta in aula dell’Istituto dove insegno, insieme con altre e noto che spesso i ragazzi, nei momenti tosti e bui le rileggono e mi dicono che lì è nascosto il lor messaggio del giorno.
Quante volte ci facciamo “bagnare il naso”, avrebbe detto la mia bisnonna, dai più piccoli, che sanno veramente lasciare andare tutto per far spazio al nuovo …
Impariamo da loro!!!
Altrimenti come potremo essere i loro “allenatori” (= educatori)???
Non possiamo tirar fuori da loro quello che non riusciamo neppure lontanamente a far riaffiorare in noi…
Oggi quindi voglio riprendere il discorso sull’amore per cercare di dissolvere la nebbia che imperversa, come sulla Pianura Padana, dentro le giornate di parecchie donne innamorate di un “fantasma” …
La realizzazione del nostro essere Spirituale e Universale lo viviamo sicuramente in modo intenso,  attimo dopo attimo, in ogni istante della nostra  vita terrena seguendo due possibili vie: l’alma colma di luce, l’altra immersa nel buio più o meno intenso e privo di stelle.
La positività vivifica tutto, cambiando prospettiva di vita, e ci porta a vivere ogni cosa della nostra vita con un’intensità e una freschezza mai sperimentate prima.
In questa esperienza in cui l’Anima si cimenta con la quotidianityà e cerca di adempiere alla propria “missione impossibile”, noi dovremmo avere accanto Anime di scuola, cioé a noi simili per il periodo trascorso animico e un’Anima a noi più vicina, con cui dovremmo fonderci anche fisicamente, per avere e sprigionare energia celeste unica, capace di cambiare il corso della vita del Pianeta.
La nostra prima fissa diventa quindi spesso, soprattutto per noi donne, il cercare affannosamente e l’imboccare la via giusta alla ricerca dell’anima gemella …
Cosa succede allora???
Si vive con affanno consapevole o velato questa “caccia al tesoro”, nella convinzione che senza l’altro nulla sia possibile, per una missione che già di per sé, scherzosamente chiamo “impossibile” ( Mission Impossible)
Non è questo lo spirito giusto!!!
Lo dico in modo chiaro e semplice.
La vita di coppia è complicata e richiede l’Autosufficienza di entrambe le parti, per una eccellenza a due.
Il cercare l’altro per farne la propria fotocopia o  il proprio bastone non funziona.
Una volta incontrata la persona, ci mettiamo nella condizione di chi passeggia in un bosco, trova un bel bastone per rendere più sicuro il cammino e vi si appoggia di forza …
Sollecitazione, dopo sollecitazione, se questo non accade già da subito, il legno, sottoposto a uno sforzo enorme, si flette più del dovuto e si spezza.
Quante coppie finiscono così???
Perché???
Semplicemente per questo Appoggiarsi e vivere per l’altro, sull’altro …
Rallentiamo il passo!!!

Partiamo da lontano ed alleniamoci a guardare e trattare con Amore tutti, partendo da noi stessi.
Soffermiamoci a guardare chi ci sta accanto nella quotidianità.
Non importa di si tratti: un amico, un cliente, un collega, un vicino, uno zio, … un corteggiatore, facciamo  attenzione al modo in cui li avviciniamo, li ascoltiamo, interagiamo …
Inconsciamente, spesso, escludiamo gli altri, facendo una specie di selezione naturale abominevole …
Per  favorire un incontro a due che possa permetterci di osservarlo anche sotto un’altra Luce e camminare bene insieme, bisogna essere allenati!!!
Stare con gli altri amorevolmente, ci permette di fare esperienza, di capire, scoprire, conoscere … moltissimo della realtà terrena …
Fare questi passi verso le esigenze altrui,  ogni volta con una persona diversa  ci permette di capire quanto spesso si tende a trascurare cose importanti, sottovalutate, e ad escludere chi magari fa già parte della nostra vita.
Secondo aspetto: basta recitare a soggetto.
Come posso trovare chi si incastra perfettamente con me, se mi fingo sempre la “perfezione perfetta”???
Molto spesso siamo fin da piccoli educati a”recitare un ruolo”; questo ci allontana da noi stessi e di conseguenza da quelli che sarebbero i nostri veri desideri, i nostri obiettivi, le nostre virtù, i valori … e anche e soprattutto l’altra parte vera di noi, quella che la storia umana conosce come la sospirata “Anima Gemella”.
Se fingiamo di essere chi non siamo, attireremo solo chi nella finzione ci appartiene e nessun altro.
I veri potenziali amanti non riusciranno a conoscere ciò che appartiene anche a loro e quindi a raggiungerci.
Quando affianchiamo qualcuno, chiediamoci perché lo facciamo…
Se siamo innamorati, siamo sinceri con noi stessi ed indaghiamo con questa domanda, scomoda, ma utilissima:
“Mi sto innamorando della persona o del ruolo che ricopre?
Se lui/ lei venisse meno ne soffrirei?
Perché???
Cosa mi causerebbe la sua scomparsa?
Vuoto?
Assenza di sicurezza fisica, materiale, economica, mentale, sessuale …?”
Se la risposta è spontanea, spesso ci stupiremo …
Se non ci piacesse o non riuscissimo a trovarla/le, dovremmo avere il coraggio di stoppare per un po’ facendo dietro front per un po’.
Proviamo allora, a comportarci in modo nuovo, magari con una persona diversa dal solito.
E guardiamo con gioia come va.
Ci aiuterà a capire la differenza tra chi siamo realmente e i ruoli che interpretiamo per etica sociale, per richieste familiari, per ambizioni personali…
Alla fine, concediamoci la meravigliosa esperienza di vivere pienamente la nostra autenticità …
E’ quella e solo quella che ci rende PREZIOSI!!!
Agli occhi del Padre, ai nostri occhi, a quelli degli altri e soprattutto del predestinato/a!
Terzo momento: alleniamoci all’apertura!!!
Uno dei principali ostacoli nell’Amore è l’attaccamento, la tendenza a incatenarsi all’altro, impedendo all’Amore Vero, di crescere liberamente.
Allentiamo la presa, addestrandoci nella quotidianità.
Lasciamo spazio a TUTTI!!!
Pensiamo a come ci esprimiamo e capiremo di cosa sto parlando, anche chi non vuol ascoltare e finge solo di udirmi.
” Hai l’amichetta del cuore?”
“E’ il tuo Amico del cuore?”
“E’ l’Amica migliore?”
Queste son solo tre delle infinite domande che rivolgiamo ai nostri piccoli, facendo loro passare l’idea che un Amico deve appartenerci, essere legato al nostro cuore, deve essere “il migliore”…
Migliore di ché???
Di chi???
Gli Amici dovrebbero essere tutti uguali, tutti importanti, presenti e Amici.
Così creiamo classi appartenenze a categorie A e categorie B, C, D…
Invitiamo invece i bambini e prima ancora noi, ad  Accogliere con calore chiunque e ad essere felici per ciò che sappiamo donare o loro possono e anno donarci, anche se sarà per poco tempo, senza pretese, senza pensieri limitanti.
Così, quando per lui/lei/loro,  sarà giunto il momento di uscire di scena, sia noi che i nostri piccini, lo/li lasceremo andare, senza trasformare la fine di una storia in un’esperienza di rifiuto, di abbandono, di sconfitta, di frustrazione o di perdita.
Non educhiamoci al “voler appiccicare con la colla indistruttibile” ogni cosa, soprattutto relazioni e rapporti importanti come l’Amicizia e l’Amore.
Facendo così, con naturalezza, ogni allontanamento sarà un fatto “fisiologico” nel rapporto, e non avrà nulla di brutale e personale …
Quattro. Elimina le catene dell’Amore
Quali sono gli “obblighi” in una relazione?
Scriviamo una lista dei nostri.
Ci servirà per  rendici conto che si tratta di un “bagaglio” che soffoca l’amore e prima ancora noi…
Sono limiti educativi, che possono allontanare tutti, compagni/e inclusi.
Dovremmo liberarci da questa zavorra che ci devia, ci limita.
Come?
Proviamo per esempio, per un giorno rinunciare a una nostra abitudine, oppure ad una delle nostre richieste o  pretese.
Scriviamo sopra “un quaderno personale, magico”, come ci sentiamo.
Impariamo ad analizzare il modo in cui reagiamo a questa privazione …
Se lo faremo tante volte quante sono le nostre pretese e le nostre richieste al mondo esterno, ci accorgeremo che ciò che ritenevamo fondamentale, unico per noi, cruciale per il nostro esistere, in realtà è solo un impedimento, un rallentamento, …un impiccio.
Questa apertura ci permetterà presto, e senza ombra di dubbio, la comparsa all’orizzonte di nuove persone, nuove situazioni e validi incontri.
Il quinto momento prevede poi il mettere in gioco la nostra generosità, l’altruismo.
Che cosa regaliamo di solito agli altri nelle relazioni? … e non parlo solo e tanto di quelle affettive …
Attaccamento?
Richieste?
Amore incondizionato oppure Amore veicolato???
Di cosa parlo?
Di un sentimento in cui diamo nella speranza e/o convinzione di  ricevere quel che pensiamo giusto e/o vogliamo.
Chiediamoci:”In una relazione, cosa ti aspetti in cambio?”
Cosa potresti dare che non hai ancora dato?
Ogni giorno, proviamo a regalare agli altri qualcosa di diverso.
Non parlo di oggetti, di cui siamo stracolmi tutti, ma di qualcosa che possa migliorare la giornata di chi ci sta accanto…
E scegliamo di farlo disinteressatamente, in silenzio, senza aspettarsi nulla in cambio.
Impariamo ed addestriamoci a farlo anche con noi  stessi, anzi prima di tutto con noi e poi con gli altri …
Un esempio potrebbe essere quello di dedicarci più tempo per il benessere personale o più tempo per fare quello che amiamo o desidereremmo realizzare …
Fare quotidianamente questo esercizio può trasformare completamente lo stile della nostra esistenza e delle relazioni che viviamo e intrecciamo …
L’ultimo consiglio, il sesto, riguarda l’imparare ad essere amici di noi stessi …
Molte persone, soprattutto noi donne, ci lamentiamo di essere sole, anche se abbiamo una persona accanto, perché non ci sentiamo sostenute, capite, apprezzate, …amate…
Questo succede perché, è l’ho più volte detto, ribadito, sostenuto, abbiamo bisogno dell’altro per riconoscere la nostra identità, attendiamo quindi il suo supporto, senza il quale ci sentiamo perse; noi esistiamo e valiamo solo nel momento in cui per l’altro io valgo, mi capisce, mi apprezza, mi sostiene, mi ama come io credo giusto essere amata/o.
Sono in pratica dipendente dalla mia dose dell’altro.
Quante possibilità ho di sentirmi bene, di essere in bolla e felice???
Beh, dipendendo da altro, rispetto a me, perché la persona che amo non sono io, è comunque esterna a me, dotata di suoi valori, virtù, limiti … le possibilità di essere gratificata e in equilibrio veramente poche, per non dire nessuna.
Ma perché accade questo???
Succede per la nostra remota e  perseverante educazione, un’educazione nella quale nessuno mi ha aiutato/a e guidato/a a fare amicizia con me stesso/a.
Una volta “presa confidenza” con noi stessi e aver imparato ad apprezzarci per quel che siamo e come siamo, è impossibile sentirsi soli.
Proviamo a parlarci, ad ascoltarci a  soffermarci sul nostro respiro e osservare  cosa succede.
Lasciamo fluttuare,  scorrere i pensieri liberamente, come aquiloni nel vento…
Focalizzali, accettali e continua e/o ricomincia a respirare lentamente.
Respiro dopo respiro, ci piaceremo, ci ritroveremo, ci accorgeremo che siamo “belle persone”, perfette  così come siamo, sebbene il nostro compagno o compagna ci trovi l’opposto e ci abbia rinfacciato tantissime volte una varietà infinita di nei…. manchevolezze, dimenticanze, assenze, incapacità…
Ma allora, perché non scegliere di avere finalmente relazioni con coloro che una volta tanto ci apprezzano per quello e come siamo??

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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