
“C’è uno spettacolo più grandioso del mare, ed è il cielo,
c’è uno spettacolo più grandioso del cielo,
…. ed è l’interno di un’anima.
(Victor Hugo)
Siamo Anime, quindi immortali, che non sanno di esserlo o meglio NON ACCETTANO di esserlo, perché viviamo spesso di pura materia, fine a sé.
Ognuno di noi ha un’Anima che lo rende vitale e che gli consente tutto.
L’Anima, quaggiù, sulla Terra, intrufolata in un corpo fisico, cioè incarnata, è venuta alla luce, per compiere un cammino evolutivo e apprendere come espandersi, come esprimersi, come essere …
Tutto ha avuto inizio un bel giorno, per noi, senza lasciare nulla al caso, infatti TUTTO QUANTO CI E’ accaduto, CI ACCADE O ACCADRA’, avviene ed avverrà per un motivo ben preciso.
Nulla di ciò che viviamo durante la nostra incarnazione è casuale, ma tutto ci si presenta per una ragione precisa, che è nostro compito scoprire, in questo straordinario Viaggio.
Persone, eventi, fatti, ricordi e ritorni, … tutto ha un senso, nel meraviglioso “Gioco della Vita”.
Highlander è una parola che mi piace e rispecchia appieno ciò che sento.
Lo so, sto parlando di qualcosa che spesso sfugge a parecchie persone, di concetti ed idee non facilmente “afferrabili” a livello mentale, soprattutto da chi si dichiara ateo, ma sto affrontando un percorso reale, con cui tutti siamo chiamati a fare i conti, prima o poi, presto o tardi.
Non pretendo che tutto arrivi a tutti noi nell’immediato, ma chiedo a me stessa e a tutte le persone che mi seguono, di lasciar andare, di leggere questo articolo con semplicità, senza irrigidirsi, come se stessimo per fare un viaggio insieme e, preparata una piccola valigia, affrontassimo l’incognita della meta con tranquillità, pronti solo ad ascoltare e a mettere in valigia l’idea che non è necessario “capire” tutto per filo e per segno, mentre è importante farlo, lasciandoci permeare, meravigliare, senza pretese, dai concetti che affronteremo.
Niente di ciò che scrivo è affidato al caso.
Anche quando penso di scrivere “da sola”, cioè senza un diretto contatto angelico, in realtà sono portavoce di una dimensione più alta e grande di me.
Dobbiamo SEMPRE RICORDARCI che nella Vita tutto è perfetto, anche fatti che ci portano a vivere e sperimentare il dolore, e che niente avviene per caso, infatti se ora ci troviamo qui, io a scrivere e voi a leggere queste parole, in qualche inconcepibile modo, è perché queste parole doveva arrivare esattamente a voi, a me, a te …
Ma torniamo al fatto di essere immortali …
Cosa significa che siamo Anime immortali?
Che c’è una parte di noi che mai perirà e che, quando stiamo male e soffriamo è perché ci identifichiamo con il nostro corpo fisico, dimenticandoci e perdendo la parte migliore di noi, cioè la nostra meravigliosa connessione con l’Anima.
Non stiamo evolvendo, proprio perché non cogliamo il nostro “dover fare” qui, sul Pianeta Terra, un cammino intenso, una specie di corso di recupero o potenziamento delle nostre abilità.
E’ come un percorso scolastico, in cui ciascuno di noi deve recuperare alcuni aspetti di sé e imparare una lezione “vitale”.
Al fine di rendere il nostro “curricolo” eccelso, l’Anima, predispone un piano evolutivo insieme alle nostre “Guide Spirituali”, le quali si attivano ogni istante per noi e la nostra vita, sostenendoci, guidandoci, consigliandoci, suggerendoci comportamenti e “verità”, al fine di consentirci il miglior risultato possibile, quando ci misuriamo con le sfide, le risorse e le difficoltà umane, affrontandole sempre al meglio.
Abbiamo ricevuto tutto il necessario per vincere, ma non sappiamo di avere un bagaglio tanto nutrito, né di essere in grado di farcela.
E’ una specie di partita a scacchi, un gioco, nel quale possediamo tutte le carte per vincere.
E perché parlarne???
Per prenderne consapevolezza e fare ogni cosa, finalmente, al meglio.
Il nostro viaggio ha inizio nell’attimo in cui ci incarniamo, scegliendo i genitori migliori per il tipo di “corso umano” che dovremo compiere.
Scegliere i genitori???
Ebbene sì!!!
- L’anima ci fa SCEGLIERE per essere esattamente nel luogo e nella famiglia giusta per noi.
Reazioni a questo mio pensiero?
Beh, so che in genere, quando parlo di scelta, tre quarti di noi, hanno una reazione strana, di rifiuto, soprattutto se vorremmo essere orfani perché la nostra famiglia di appartenenza ci sta un po’ stretta o ci ha ostacolato e amareggiato assai …
Eppure ce la siamo voluta.
Siamo attratti dai misteri, ma anche intimoriti in maniera paurosa …, perché ciò che si nasconde oltre la superficie delle cose ci fa venire spesso l’orticaria, se non i brividi.
Quindi so, che queste parole appena scritte e lette, suscitano in genere un grande rifiuto in molti di noi.
Allora, tutti i problemi dell’adolescenza e dell’infanzia che abbiamo sperimentato e vissuto in famiglia, come si spiegano?
Ce li siamo voluti e cercati?
Abbiamo scelto noi, da bravi tonti, di averli?
Noooooo, ti, non può essere!
Per quanto assurdo ci possa apparire e in dissonanza da ogni nostro rigore logico, invece è, … perché dobbiamo ricordarci che le difficoltà sono delle prove che ci fortificano e ci forniscono insegnamenti unici e preziosi.
Personalmente, sono cresciuta in una famiglia severa, ma tutte le esperienze che ho poi vissuto e la mia crescita la devo anche a quello.
Sicuramente la nostra forgiatura ha a che vedere anche con il nostro nido iniziale, con quel tipo di educazione e di esperienze che si sono state date.
E’ stato così, perché ciascuno di noi fosse così com’è …
Difficile capire?
Sicuramente è difficile accettare …
Questo può ora aumentare o far nascere ex novo, la curiosità e la voglia di approfondire come funziona per davvero il cammino dell’Anima.
Ma che cos’è l’Anima?
È ciò che siamo dentro, nel nostro profondo.
Ma noi non siamo corpo?
No, non siamo il nostro corpo.
Noi siamo qualcosa di veramente unico e immenso, chiuso dentro varie scatole, diverse per forma, colore, dimensioni e destinazione …
Il corpo è semplicemente l’involucro che la nostra Anima ha scelto per vivere qui, nell’ora, in questa incarnazione.
L’Anima è leggera e per compiere la sua discesa nella materia, ha bisogno di incarnarsi in un corpo, in un qualcosa di palpabile, di fisico, di materiale.
Il corpo ci permette moltissimo, per esempio di muoverci, di correre, di parlare, di baciare, di vivere, di piangere o ridere, di evolvere o imputridire nella fissità.
Il corpo è un altro dono meraviglioso, ma non è altro che il mezzo di trasporto di cui l’Anima si serve per fare una nuova esperienza.
E’ come una partita a scacchi o un gioco ai videogame.
Stiamo giocando in modo nuovo, unico, entusiasmante e dobbiamo eludere l’avversario, cimentarci con varie prove che dobbiamo in un modo o nell’altro superare.
Per poter giocare usiamo un corpo, cioé un personaggio, con un suo nome ed un cognome, una casa, una famiglia e tanto altro. - Prima di iniziare il gioco abbiamo partecipato alla scelta del tipo di corporatura che avremmo dovuto avere e agli equipaggiamenti che pensavamo utile portare con noi….
Giocando ora, acquistiamo altro, barattiamo, perdiamo e/o sviluppiamo nuove abilità, nuovi doni, qualcuno li chiama poteri, affrontiamo paure/“mostri” e, vincendoli, passiamo oltre e saliamo al livello successivo.
Il gioco, la partita rappresenta la nostra vita umana.
Non sarà, probabilmente, l’esempio migliore, ma credo renda bene l’idea.
L’Anima ha scelto chi essere, cioè quale personaggio, e quando, come e dove giocare.
Le regole della partita le ha stabilite il Creatore, lasciandoci liberi di muoverci nel gioco.
E la morte chi, quale parte di noi tocca?
Solo il personaggio, la scatola.
Si spegne il corpo fisico, quindi il personaggio che siamo, ma non il giocatore che sta dentro quel personaggio.
Naturalmente ogni personaggio esce di scena a modo suo …
Chi per malattia, chi per anzianità, chi in seguito ad un incidente …insomma anche l’uscita di scena del personaggio è soggettiva e legata alle scelte fatte.
L’Anima ancora viva e vegeta, dopo aver riflettuto su ciò che ha imparato durante la nuova partita sarà pronta a cimentarsi in un’altro gioco e poi un’altro ancora.
Tante vite, tante partite …
In attesa di tutto questo, il nostro scopo, all’interno del cammino dell’Anima, è quello di riuscire ad esternarla, ad esprimerla, a darle voce, per rendere più espressiva, più creativa e positiva e luminosa la partita che stiamo giocando.
E perché allora temiamo così tanto la morte?
Perché non abbiamo compreso questa nostra duplice essenza, come personaggi e giocatori.
Ma si vince o si può vincere la paura della morte?
Sì, si può.
Come?
Smettendo di scambiare l’uno per l’altro, un soggetto con l’altro, quindi di identificarci con “l’omino” che gioca a scacchi, seduto al tavolino della disputa o con quello del videogame e identificandoci con il VERO giocatore.
Per fare questo passaggio, dobbiamo iniziare a renderci conto e ad accettare che siamo Anima, che questa c’è, esiste, e che è lei a dirigere la partita e ad avere scelto questa incarnazione.
Fino a quando ci identifichiamo con il personaggio del gioco, siamo e saremo sempre a rischio, perché possiamo sparire e morire da un momento all’altro.
Se invece percepiamo cosa si agita e risplende in noi, tutte le nostre prospettive cambieranno.
Quindi siamo un highlander e siamo già vissuti e vivremo probabilmente ancora, per amare ed evolvere, esplorare il mondo e tutto l’Universo, ed avrai milioni di occasioni, di opportunità in tutti i campi.
Quando quindi la vita del nostro corpo fisico, per tanti motivi, giunge al termine, l’Anima esce e lo abbandona e si prepara per una nuova esperienza/ incarnazione in cui sceglierà un nuovo corpo, un nuovo bagaglio, un nuovo contesto, che le permetteranno nuove esperienze.
Di ciò che avevamo di materiale con noi, nulla ci seguirà, ecco perché dobbiamo imparare a lasciar andare.
La letteratura è piena di esemplificazioni, che vanno da novelle a leggende, a parabole per rammentarci ed insegnarci l’impermanenza.
Nulla tra ciò che è materiale permane, mentre l’Anima resta e rappresenta la Vita, la VERA REALTA’ del nostro essere highlander.
La vita non muore e procede in un lungo cammino, da un’incarnazione ad un’altra, attraverso tante lezioni impartite dal Divino, tutte da imparare; … a volte carine e semplici, altre dure, toste, ma che ci regalano sempre e solo luce e una meravigliosa crescita.
E ritorniamo da soli???
Bella domanda!!!
Risponderò con queste riflessioni.
A volte ci succede di incrociare nella nostra esperienza terrena, persone che ci risultano familiari, congeniali, simpatiche, che ci attirano, oppure, al contrario, altre urticanti, fastidiose, repellenti …
Capita anche che una persona, inaspettatamente, ci si avvicini, ci parli o ci voglia aiutare.
Mai successo?
Senza nessuna apparente ragione, qualcuno si prodiga per fare qualcosa di particolare per me, per noi …
Perché???
Del resto anche a noi capita di voler fare del bene agli altri, pur non conoscendoli.
Come mai?
E magari proprio a quella certa persona …
Forse perché abbiamo “condiviso” un certo tratto di cammino insieme …
A volte entra in gioco il Karma, quello che noi siamo abituati a vedere e considerare solo come una bestia nera, mentre in realtà è bipolare, un po’ come tutto nella nostra esistenza terrena.
Questo aspetto positivo a volte emerge nei momenti di fatica e bisogno.
Un esempio?
L’auto si ferma e … un signore si avvicina, ti aiuta, ti fa ripartire la macchina e ti scorta in un garage dove vieni tratta come una regina … oppure, dimentichi le chiavi nell’auto e qualcuno ti suona e ti chiede se può consegnarti le chiavi, dopo averti chiuso la vettura.
Mezzo pomeriggio con le chiavi nel cruscotto e poi … qualcuno che se ne accorge, ti cerca e ti suona al campanello, individuandoti tra i vari condomini…
Alla fine di tutto questo, se chiediamo se possiamo ricompensarlo, quell’angelo non vuole soldi e nemmeno un caffè.
Si accomiata sorridendo, se ne va e ci lascia con una gioia grande dentro, … nell’Anima.
Quell’angelo, umano, ha fatto sì che tutto si risolvesse.
Perché l’ha fatto?
Da dove è piovuto??
Rimarrà un mistero nel mistero del cammino dell’Anima,…ma sicuramente un qualcosa di cui dobbiamo ringraziare gli Angeli e quello che è stato, attraverso loro, un incontro karmico.
Il karma non è un “destino nero, nerissimo” che incombe sulla nostra vita, ma semplicemente la manifestazione sulla Terra della Legge di causa ed effetto.
Sappiamo che l’Anima, mentre gioca la partita della vita, deve sottostare a delle regole e una di queste è appunto il karma: tutto quello che abbiamo fatto crea un precedente, nel male, ma anche nel bene.
Forse, in un’altra vita eravamo stati noi ad aiutare quella persona, che ora ci ha solo reso il favore …
Forse, anche lui non sa bene perché l’ha fatto, ma ha seguito il suo bisogno interiore di farlo e assecondandolo ci ha reso il favore.
L’Anima, docilmente, senza troppe parole, con saggezza antica, ci indica cosa fare …
E così, che le persone importanti sono destinate a rincontrarsi.
Chi pensiamo di aver “perso” nella vita…in realtà, lo abbiamo perso solo temporaneamente, perché la sua Anima è lì, pronta ad incontrarci ancora e l’appuntamento ci sarà.
Un highlander è così che vive e trova Pace nell’infinito Universo …
Siamo un highlander.
Amorevolmente ti*****
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com


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