Sii grato anche a questo giorno di pioggia

Piove e forse sarà per questo che ti trovi a meditare in maniera più attenta e più intensa.
Ci sono situazioni metereologiche che ti consentono di accentuare la profondità dei tuoi gesti. Sarà perché amo l’acqua e quindi anche la pioggia, o forse no, non è nemmeno per questo, forse è solo perché amo indistintamente tutto ciò che ci viene dato dall’Universo, amo tutto ciò che è stato creato e ritengo mi appartenga e io gli appartenga.

Ogni condizione, anche climatica, la sento mia e la “vivo”, senza lamentarmi, prendendola come un dono, sempre.
Gustare ciò che si è e si ha lo so, è a volte faticoso, soprattutto per chi, come me, sta vivendo questo nostro qui ed ora, cioè un presente umano “intenso”, in una società che ti spinge a vivere di “bisogni”, una realtà che ti “snatura” e ti trasforma in un piccolo pesce, un pesce pronto ad abboccare al suo amo, che riluce nascosto dietro una bella esca.
Quale?
Oh, ne esistono infinite di esche e ciascuno di noi, ha la sua.
Una bella casa, di proprietà, un posto al sole sui social, un corpo perfetto, essere famoso/famosa …
Del resto, secondo la logica corrente, sei, se possiedi.
Conti, se sei popolare.
Esisti, se consumi.
Vali, se sei prepotente, furbo, astuto.
Hai tutto, ma tu vivi aspettando l’oltre, vivi proiettandoli nella vanità dell’attesa di un qualcosa di unico, eclatante, sconvolgente che ti dia adrenalina pura, un qualcosa che ti hanno fatto credere  che ti renderà felice, ti cambierà l’esistenza, ti darà tutto quello che ora ti manca, per sentirti realizzato.
Peccato, che  questo qualcosa non lo raggiungerai mai, perché lui non esiste, non fa parte dei “desiderata” che prenderanno vita e forma per “creare” una vera realtà eccezionale e permetterti di “essere te stesso” e di portare al Mondo la tua immensa e strepitosa unicità.
E’ per questo che ti senti annoiato, è per questo che spesso avverti un senso di vuoto, qui, proprio qui, vicino allo stomaco, è esattamente per questo che provi una frustrazione ricorrente, che spesso non sai gestire, oppure una delusione e un’ amarezza orribili.
Tu pensi di “non possedere” questo o quello e quindi, proprio per questo di non “sentirti tu”.
In realtà, sei deluso perché non stai rincorrendo il “tuo sogno” ( perché ciò che puoi sognare lo puoi realizzare), ma il tuo “miraggio”, quell’evanescenza che ti appare nel deserto, quando il calore estremo ti fa scorgere ciò che non è, facendoti compiere a volte le cose più assurde, quelle azioni che ti costano o potrebbero costarti la vita.
Sei uomo, in attesa del tuo miracolo, quello che ti è stato fatto credere lo fosse, lo sia, ma miracolo non è.
Quello che tu attendi è diverso da quello che conta veramente te.
Ma tu non te ne avvedi, non lo sai, non ne hai consapevolezza, pieno dei “miraggi” con cui ti hanno imbottito la testa, aiutandoti a perderti, a perdere il tuo valore infinito.
Vivi di mille e una scemenza, cresci tra cento vanità che sconvolgono la tua natura animica e ti fanno dimenticare il perché tu sia qui, il cosa tu debba fare e il come.
Persi, siamo veramente fuori, lontani dal tracciato che avevamo e la violenza e le scene a cui assisto ogni giorno, soprattutto tra i ragazzi, a scuola, ne sono la “dolorosa” (almeno per me, “risvegliatrice” di valori) riprova.
Cosa posso scrivere oggi, avvolta da queste riflessioni, dai volti dei miei ragazzi, dalle rabbie delle loro famiglie e dai pensieri che ne conseguono?
Beh, qualcosa c’è.
Vorrei parlare della Vita, della bellezza, della gioia, del quanto e come sia bello lasciarsene intridere, per gustarla appieno, sentendo il respiro di ogni cosa.
Ma come? Come riuscire a trasmettere un qualcosa che sembra mi appartenga quasi in esclusiva e che posso a mia volta assaporare solo in certi momenti e in certi luoghi?
Sono felice, e molto appagata dentro, anche se queste riflessioni forse non lo danno a vedere, ma è così.
Porto dentro quella pace estrema, quell’amore per sé, per gli altri, per il cibo, la natura, quell’accoglienza verso ogni cosa, che mi fanno guardare con un senso di “paradiso” interiore, appoggiata allo stipite della mia finestra, queste magiche gocce di pioggia e ascoltarne il canto con grande serenità.
Quante persone oggi faranno lo stesso?
E tu, cosa stai pensando di questa domenica mattina in cui piove a dirotto ( 17 novembre 2019)?
Parti dal cosa stai pensando e dimmi se il mio pensiero è esatto o meno?
Brontoliamo sempre: il sole ci dà noia, se fa caldo, fa troppo caldo, se fa freddo, è troppo freddo; se non piove, sosteniamo che la terra ha bisogno di acqua, l’acqua ci vorrebbe, ma se poi piove?
Che palle! E continua a piovere.
Forse non è che il tempo non ti soddisfa, ma è la vita che tu “metti in quel tempo”, che non va e ti rende ansioso, affaticato e intollerante.
Pioggia, sole, vento o neve? Che differenza fa?
Nulla può fermare la bellezza di un qualcosa che tu fai, se lo realizzi in piena consapevolezza e con voglia di metterti in gioco.
Personalmente, quando parto, non guardo mai il meteo, perché quello che conta è la magia di poterlo fare.
Se ci sarà pioggia o meno, questo potrà solo aiutarmi a scoprire questa o quella cosa, ma non sconvolgerà la mia esistenza e la mia vacanza.
Ogni cosa dipende da me, da te, da noi … e fino a quando non ce lo metteremo in testa, vivremo male e saremo delusi, affranti, annoiati., perdenti.
Sì, perdenti, perché perdiamo le “vere occasioni” che ogni cosa, ogni situazione, ogni istante vissuto nel suo presentarsi a noi, ci offre.
Non vivere aspettando il momento perfetto, il tempo perfetto, il giorno figo, la persona giusta, la situazione eccelsa… Vivi!!!
E’ questo che ti manca.
Ieri, per me, è stata una giornata magica, meravigliosa, una giornata carica di veri significati, tra “amici di cammino”, persone meravigliose, che credono, come me, nella vita, nelle cose più semplici e vere.
Sai cosa ho mangiato a cena?
Prima di tutto ho cenato con perfetti sconosciuti, fatta eccezione per 2 persone, che erano venute con me.
E’ vero ne conoscevo altre tre, ma uno, era colui che ci ospitava, quindi era la persona impegnata a creare accoglienza ed aiutare nel servizio ai tavoli, la seconda era l’amica naturopata, colei che ci aveva radunato per una cena a sorpresa, in un ambiente diverso dalla sua casa,  e che cucinava, quindi impegnata dietro i fornelli e la seconda,  sua altrettanto meravigliosa amica, che conoscevo solo per la sua fama, per le parole che mi erano state portate, dette, dall’amica comune, la prima cuoca.
Andresti mai in mezzo a trenta/ quaranta persone che in pratica non conosci, lontano dalla tua città, quindi dopo un viaggetto diciamo di tutto rispetto, in una sera fredda, umida, senza sapere se la compagnia sarà piacevole o meno, se troverai con chi parlare, se potrai stare seduto al fianco delle uniche due presenze conosciute?
Pazzia?
No! Questa è avventura. Questa è la gioia dell’imprevisto.
E’ saper cogliere l’attimo. Perché non sappiamo cogliere l’attimo?
Perché non ci mettiamo mai in gioco con queste cose “pazze”?
Perché la pioggia ci ferma?
Perché non ci buttiamo mai in una cena dove le erbe selvatiche sono gli ingredienti base?
Eh già, meglio la pizza, con le solite facce, magari non ti diverti, ma almeno sai di che morte devi morire.
E’ questo il punto: muori dentro, perché non sai e non riesci mai a vedere il bello nelle cose, fai solo ciò che conosci, aspetti la perfezione “sincronica” di tempo, meteo, persone, denaro…per concederti di fare e così, visto che la vita, stronza, non ti offre questi 2 o 3 “ orologi” che battono all’unisono, non ti regala una situazione in cui tutto viaggia volutamente come tu ti aspetti, beh, allora, giustamente, secondo la tua logica, tu aspetti e intanto perdi le occasioni, il tempo passa e tu non godi, non ridi, non sperimenti, non vivi un’ora, come dovresti.
Per essere più chiara: tu muori dentro, muori,  perché aspetti il / i tuoi miraggio/i, muori perché non esci dalla tua zona di comfort, dove magari ti scassi le palle, ma ci stai, fermo, immobile, come una statua di gesso o di sale.
L’imprevisto? L’imprevisto lo vedi solo da un’unica prospettiva: la tua, quella negativa a 100 o 1000, dipende dalla “tua scuola di pensiero”.
Guardo fuori dalla finestra, innamorata di questa musica, affascinata dal verde, che brilla e si nutre di queste piccole gocce di vita,  e ascolto, ascolto lei, la pioggia, la ascolto, dopo la lunga meditazione odierna e ne ascolto catturata il suono ed il canto.
Di cosa posso quindi parlarti oggi?
Di tutti questi pensieri?
Di cosa voglio parlarti?
Eh sì, desidero parlarti proprio di lei, della Vita, vita che la pioggia di oggi, considerata dai più una “vera rottura”, è l’esempio, se solo lo sai sentire, osservare, vedere e fare tuo.
Già, ma come posso parlartene?
Non ho in mente ancora come guidarti nel cogliere tutto questo e così mi rivolgo all’alto, a chi mi segue come “guida spirituale”.
“Aiutami, ti prego, suggeriscimi, dimmi come posso in questo momento, raccontare tra le righe del mio Blog”, cos’è la vita e quanto sia importante viverla, coglierla e scoprirla nelle cose, nei gesti, nelle persone, anche sconosciute, che per me, per ti, hanno un enorme valore e significato, ma per i più sono inezie, cose scontate, anzi, cose normali?
Il bip del cellulare mi distoglie dalla richiesta.”
Che buffo, me lo sono dimenticata sul tavolo, mentre solitamente, quando lavoro, lo lascio in un’altra stanza.
Sbircio e mi metto a ridere con tutto il cuore e ringrazio.
Cosa mi è arrivato via Whatsapp?
La risposta del cielo. Un messaggio odierno, mi fa visualizzareun pensiero giuntomi ieri sera, mentre ero in viaggi, speditomi attraverso una persona cara, che non vedo da un po’, che mi aveva inviato un link.
Il bip di ora, mi fa visualizzare anche quel video, non visto.
Lei mi ha inviato, sicuramente “come mezzo inconsapevole del Cielo”, un articolo pubblicato sull’web, un articolo che sta viaggiando in rete, tra le cose “alternative” e positive che rendono i social uno strumento anche costruttivo, dispensatore di crescita e non solo di MIRAGGI ( cellulari, denaro fine a sé, popolarità, insulti, volgarità …) una lettera, una testimonianza estrema di quello di cui, guarda caso, oggi desidero parlare.
La riporto integralmente, perché vale 1000 mie parole.
E’ scritta da una ventiseienne australiana, che era stata colpita dal sarcoma di Ewing, un raro tumore alle ossa, un tumore che conosco bene, perché in famiglia c’è stato.
La sua famiglia, poco dopo la sua morte, ha postato la lettera che lei aveva scritto, per spiegare che cosa è davvero importante, quando il tempo, il tuo Tempo, sta per finire.
Il significato della vita ti sfugge, se e ogni volta che ti preoccupi solo della casa, dell’ordine, della pulizia, quando dai la precedenza alla casa, che non è mai abbastanza disinfettata, lustra, in ordine, anziché pensare a tuo figlio o agli affetti, che deleghi al dopo, al quando, al se …
Significato che smarrisci quando cerchi solo oggetti e il guadagno fine a sé.
Viviamo come Mazzarò, del racconto del Verga.
Vivi e vivrai nel buio della tua attesa inutile, fino a quando non ti accorgerai che tutto quello che hai, è perfetto così com’è ed è davvero importante.
Vivrai annoiato, in attesa del/dei tuoi miraggi fino a quando non sarai consapevole che anche respirare, muoversi, stare con le persone a cui vuoi bene è il tuo sommo bene e non lo abbraccerai e non correrai a piedi nudi sull’erba, non coccolerai il tuo cane con amore, non sorriderai a uno sconosciuto e non ti lascerai, una volta tanto, andare, per pensare che il  tuo meglio debba ancora venire.
Stai solo consumando il tuo tempo, lo stai gettando, non lo stai VIVENDO.
Tu stai impedendo a te stesso e ad altri di vivere e amare.
Se vuoi, continua pure ad aspettare il tuo “treno fantasma”, ma sappi che lui non verrà, perché è solo il tuo miraggio, e ricordati che il tuo bene , tutto ciò che è il tuo reale, il tuo qui ed ora, potrebbe finire e da un momento all’altro, senza proroghe, saldi o sconti
Holly Butcher era giovane e pensava di avere ancora tutta la vita davanti, fino a quando non è stata colpita dalla malattia.
Viveva in Australia e sognava una grande famiglia con cui invecchiare, ma pochi giorni fa il cancro l’ha uccisa.
A cosa le è servita la malattia?
Sicuramente non per maledire il mondo o dio, ma vedere, se ancora non lo aveva fatto, la Vita da un’altra prospettiva e farsene portavoce per noi, che ancora restiamo e possiamo invertire la rotta.

Lei, con queste sue parole, oggi sarà per me, la “risvegliatrice” che parlerà a nome di Dio e del cielo.
Il male, il dolore, la malattia sono stati i suoi strumenti per “rinascere”, per scuotersi, per capire, per vivere le ultime ore in maniera straordinaria, diventando consapevole di quello che davvero importa: Holly ha vissuto il tempo che le rimaneva cercando di essere davvero felice.
Il suo messaggio è forte e dobbiamo ringraziare i suoi familiari che lo hanno pubblicato sul suo profilo Facebook,  poco dopo la sua morte, avvenuta la mattina del 4 gennaio.
Dice così:

«È strano realizzare e accettare di dover morire a 26 anni.
È una di quelle cose che si ignorano.
I giorni passano e ti aspetti che continueranno a essercene altri.
Fino a quando succede l’imprevisto.
Ho sempre immaginato di invecchiare, che mi venissero le rughe e i capelli bianchi – molto probabilmente causati dalla bella famiglia, con un sacco di bambini, che avevo in programma di costruire con l’amore della mia vita. Lo vorrei così tanto che fa male. È così la vita.
È fragile, preziosa e imprevedibile, e ogni giorno è un dono, non un diritto scontato.
Ho 27 anni.
Non voglio morire.
Amo la mia vita. Sono felice.
Lo devo ai miei cari. Ma non sono io ad avere il controllo.
Non ho iniziato questa nota per far sì che la morte faccia paura: mi piace il fatto che per lo più ignoriamo la sua inevitabilità.
Tranne quando voglio parlarne e viene trattata come un argomento “tabù”, che non toccherà mai nessuno di noi.
Affrontare questo è stato un po’ difficile.
Voglio solo che la gente smetta di preoccuparsi così tanto dei piccoli stress insignificanti della vita e cerchi di ricordare che tutti abbiamo lo stesso destino, dopo tutto, quindi fai quello che puoi per far sì che la tua vita sia degna e grande, e lascia stare le cazzate.

Ho avuto molto tempo per meditare sulla vita in questi ultimi mesi.
Certo, è nel cuore della notte che questi pensieri mi assalgono.
Quando ti lamenti di cose ridicole, l’ho notato così spesso negli ultimi mesi, pensa a qualcuno che sta davvero affrontando un problema.
( La pioggia, ti chiedo io, ti degli Arcangeli, è il nostro problema? O piuttosto il nostro “non saper dare valore alle cose”?)
Siate grati di avere problemi così insignificanti e passate oltre.
Va bene riconoscere che qualcosa è fastidioso, ma cercare di non concentrartici e di non influenzare negativamente le giornate degli altri».

 […]

Vorrei che le persone smettessero di preoccuparsi dei piccoli e insignificanti fastidi delle loro vite e ricordassero che ognuno di noi è destinato alla stessa fine.Per questo motivo, dovremmo sempre cercare di rendere il nostro tempo a disposizione piacevole e fantastico, escludendo le stupidaggini dalla nostra vita.
Va bene essere dispiaciuti se qualcosa non va come speravate ma provate a non trasportare la vostra negatività in giro, rovinando la giornata anche agli altri.
Quando ce la farete, quando vi sarete lasciati alle spalle i vostri piccoli problemi, vi chiedo di uscire là fuori a prendere una bella boccata di aria fresca.
Riempite i polmoni, guardate quanto è blu il cielo e quanto sono verdi gli alberi: è tutto bellissimo.
Pensate a quanto siete fortunati a poter compiere quel semplice gesto: respirare.
Potreste essere rimasti incastrati nel traffico o aver dormito male perché il vostro bellissimo bambino vi ha tenuti svegli.
Oppure potreste essere arrabbiati perché il parrucchiere vi ha tagliato i capelli un po’ troppo corti o perché vi si è rotta una delle vostre unghie finte o perché credete di avere le tette troppo piccole o perché avete la cellulite sul sedere…

Lasciate andare tutte queste sciocchezze.

Vi assicuro che non penserete a niente di tutto ciò quando arriverà il momento di andarvene.

È tutto così insignificante quando guardi la tua vita nel complesso.
Io sto osservando il mio corpo cadere a pezzi di fronte ai miei occhi e non c’è niente che possa fare per fermare questo processo.
Tutto ciò che posso fare è sperare di vivere un altro compleanno o un altro Natale con la mia famiglia o un altro giorno con il mio compagno e il mio cane.
Solo un altro.
Sento gente lamentarsi di quanto sia terribile il loro lavoro o di quanto sia dura mantenersi in forma andando in palestra.

Siate grati di poterlo fare.

Fare ginnastica può sembrare una seccatura, finché non arriva il momento in cui il vostro corpo non vi permette più di farlo.
Ho provato a vivere una vita salutare.
A dir la verità, la cura del mio corpo era una delle mie più grandi passioni.
Apprezzate la vostra salute e il vostro corpo funzionante, anche se non è della giusta taglia.
Accettatelo e amatelo perché è straordinario.
Muovetevi e nutrite il vostro corpo di cibo salutare ma non siatene ossessionati.
Ricordate che ci sono cose ben più importanti di avere un bell’aspetto.
Lavorate duramente per trovare il vostro equilibrio mentale ed emotivo, per trovare la vostra felicità spirituale.

Siate grati per ogni singola giornata in cui non provate alcun dolore fisico.
E anche nei giorni in cui avete il raffreddore, accettatelo e siate grati di non avere una malattia terminale.
Il raffreddore vi passerà.

  • Lamentatevi meno, gente! E aiutatevi di più.
  • Date, date e date.
  • È proprio vero che ricevi più felicità quando fai qualcosa per gli altri invece di quando fai qualcosa solo per te stesso.
  • Vorrei aver fatto di più per gli altri.

Da quando mi sono ammalata, ho incontrato persone incredibilmente gentili e generose, che mi hanno donato parole piene di amore.
(Il Cielo non consente mai e non fa mai giungere a noi il male fine a sé; egli ci offre gli strumenti per sopportare, evolvere e superare per lasciare questa vita fisica, nella giusta maniera, ma sta a noi scegliere. Holly lo ha fatto!!!”)
Ho ricevuto il supporto della mia famiglia, di amici e di perfetti sconosciuti.
È più di quanto io abbia mai dato a loro.
Non lo dimenticherò mai e sarò per sempre grata a queste persone.
È strano avere soldi da spendere alla fine, quando stai morendo.
Non hai più il tempo per andare fuori e comprare cose, come un nuovo vestito.
Ciò ti fa pensare a quanto eri stupida a credere che valesse la pena di spendere tutti quei soldi in “cose”.
Comprate qualcosa di carino per una vostra amica invece di comprarvi l’ennesimo vestito.

Due cose:
1) a nessuno interessa se vi vestite per due volte nello stesso modo.
2) Vi fa stare bene regalare qualcosa.

  • Andate a cena fuori con le persone che amate o, ancora meglio, preparare loro una cena in casa. Offrite loro un caffè.
  • Comprate e regalategli una pianta, un massaggio o una candela e dite loro quanto li amate.
  • Date valore al tempo delle persone.
  • Non fatele aspettare, non siate sempre in ritardo.
  • Preparatevi in anticipo e apprezzate il fatto che ci siano delle persone che vogliono condividere il loro tempo con voi.
  • Non farle aspettare!
  • Spendete i vostri soldi per le esperienze.
  • … almeno cercate di non perdervi certe esperienze straordinarie perché avete speso tutti i vostri soldi per comprare oggetti inutili.
  • Fate lo sforzo di fare quella gita in giornata alla spiaggia.
    Bagnatevi i piedi nel mare e poi camminate sulla sabbia. Nuotate e sentite il sale sulla tua faccia.
  • Immergetevi nella natura.
  • Provate a godervi i momenti invece di catturarli con il vostro cellulare.

La vita non è fatta per essere vissuta attraverso uno schermo, né per provare ad apparire perfetti in una foto… godetevi il momento, gente!Smettete di voler catturare ogni istante.
E poi, una domanda retorica per voi donne: tutte quelle ore che impiegate per farvi i capelli e truccarvi per uscire alla sera…

Ne vale davvero la pena? Non l’ho mai capita questa cosa.

  • Alzatevi presto al mattino, ogni tanto, e ascoltate gli uccelli che cantano mentre guardate i colori meravigliosi del sole che sorge.
  • Ascoltate la musica… ascoltatela davvero. La musica è terapia. Quella vecchia è la migliore.
  • Coccolate il vostro cane. Dio, quanto mi mancherà.
  • Parlate con i vostri amici. Spegnete il cellulare. Stanno bene?
  • Viaggiate, se lo desiderate. Non viaggiate se non vi va.
  • Lavorate per vivere, non vivete per lavorare.
  • Seriamente, fate quello che rende felice il vostro cuore.
  • Mangiate una torta. Zero sensi di colpa.
  • Dite di no alle cose che non volete fare.
  • Non sentitevi in dovere di fare ciò che gli altri pensano sia necessario… magari volete una vita tranquilla e va benissimo così.
  • Dite alle persone care che le amate ogni volta che ne avete la possibilità e date loro tutto l’amore che avete.
  • E poi ricordatevi che se qualcosa vi fa stare male, avete il potere di cambiare, che sia sul lavoro o in amore.

Abbiate la grinta di cambiare.

Non sapete quanto tempo vi rimane su questa Terra e non potete sprecarlo a sentirvi male.

So che lo dicono tutti ma mai come in questo momento capisco che non c’è niente di più vero.”

Basta farti carico di stupidaggini che ti consumano.
Ridimensiona tutte quelle scemenze, che nella tua testa sembrano problemi insormontabili, mentre in realtà non sono realmente.
Sono semplicemente meravigliosi i consigli di Holly, «fai un bel respiro, guarda come è blu il cielo e quanto sono verdi gli alberi. È così bello.
Pensa a quanto sei fortunato perché lo puoi fare.
E’ bello poter respirare.
Quante volte ti capita di essere di cattivo umore per “un’unghia rotta”, cioè una bazzecola, una cosa da nulla o ti fai problemi per cose che non dovrebbero essere una montagna, una tragedia, ma nella tua mente lo sono e lo diventano? Abbiamo tutto, se pensiamo solo alle cose materiali, ma quello è solo il nostro “superfluo”, perché se sei nato qui, in Occidente, hai tutto ciò che è giusto e al posto giusto, ti manca solo la consapevolezza per apprezzarlo ed esserne grato e gioirne.
Ma in realtà hai ben oltre.
Hai un corpo che ti permette ogni cosa tu possa desiderare, hai un’intelligenza che puoi usare al meglio, hai un’istruzione, sai moltissime cose, puoi fare qualunque cosa, senza limiti, se non quelli che tu stesso ti poni, hai  sempre avuto cibo nel piatto, un tetto sulla testa, coperte calde e profumate, tu sei, e sei già un baciato dalla fortuna, sei ricchissimo, rispetto ad altri miliardi di persone, ma non lo sai e non te ne avvedi. Con Holly, oggi, in questa magica giornata di pioggia, io che la posso sentire, come fosse ancora in questo corpo, che a lei non appartiene più, ti ripeto:

“Non sprecare questa meravigliosa, preziosa e unica opportunità, che è la tua vita!!”
Dai valore a te stesso e al tuo Tempo!
Il tuo tempo.
Ogni singolo giorno è un magico dono e va apprezzato profondamente, perché ricorda che del domani non hai e non puoi avere nessuna certezza.
Amorevolmente, Ti degli Arcangeli

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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2 commenti

  1. Mariano Francesco

    Con gratitudine abbracci di Luce cara Ti 💜🤍💜🕉

    • *** Ti degli Arcangeli

      Grazie! Grata! Ricambio. La Luce ti avvolga .
      Om Shanti!

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