Sono FINALMENTE abbastanza brava da meritarlo!!

“Siamo ciò che crediamo di essere!”

Viviamo in una società dove l’aspetto esteriore viene costantemente messo in primo piano e con esso l’apparire …
Ci lasciamo spesso stimolare e influenzare dalle dinamiche più disparate, perché non possediamo un sé interiore forte, convinto, ben alimentato da una crescita spirituale, nutrita a sua volta da una connessione divina intensa.
Mi soffermo parecchio ad ascoltare ed osservare quanto accade intorno.
Soprattutto noi donne, siamo delle vive cultrici della più audace distruzione della nostra autostima.
Crocerossine innate, ci portiamo addosso secoli di schiavitù ed educazione impoverente, sminuente, ostacolante.
Le suffragette e il femminismo han tentato di cambiare questa realtà, ma qualcosa di radicalmente ancorante sussiste, visto che la cronaca è piena di notizie dove, guarda caso, le vittime predilette, sono e restano le donne.
“Non me lo merito” è un luogo comune ricorrente, associato alle più disparate situazioni.
Non mi merito una serata fuori con gli amici,
non mi merito un riconoscimento lavorativo,
non mi merito attenzioni,
non mi merito l’amore di quella persona,
non mi merito il rispetto in ambito familiare,
non mi merito ciò che Dio mi offre …
Non mi merito …
Quante altre  situazioni, di cui non ci reputiamo meritevoli,  potrei aggiungere a questo elenco?
Spropositate!
La filosofia della negazione è un terreno fertile, in cui nascono infiniti altri frutti del NON, soprattutto nella vita femminile, da qui il mio titolo.
E’ una convinzione profonda, che ci lavora dentro, che ci impedisce di farci avanti per chiedere  ciò che ci spetta ed è comunque generata da questo recondito pensiero di “non meritevolezza”, che vive in noi, anche quando non lo esprimiamo esternamete a parole;  è lei la fonte di certe rinunce e sacrifici vani.
Accettarla significa poi, cadere in altre dinamiche autosabotanti, in cui perdiamo lentamente ogni sicurezza e devastiamo la sopravvivenza di qualsiasi forma di autostima personale.
Sogni, passioni, slanci creativi, vengono soffocati da questa insicurezza crescente.
Se il vortice ti cattura, non ti senti mai abbastanza bello, abile, intuitivo; cerchi costantemente l’approvazione altrui e cerchi di essere servizievole per non incorrere in giudizi negativi.
Un primo passo sarà quello di svincolarsi da certe catene, come il bisogno di impressionare tutti, di ottenere solo apprezzamenti; ogni gesto allora in noi, e per noi, recupera il suo vero valore e significato.
Quando ci si lascia andare alla libertà interiore, vera, allora scoprimo che diventiamo  veramente interessanti per le persone, soprattutto quelle che contano per noi.
Chi ci affianca, dopo scelte così liberatorie, sono solo le persone davvero importanti nella  nostra vita; loro sono e saranno sempre con noi, qualsiasi iniziativa decideremo di attuare.
Quando una persona consente ad un’altra o agli eventi di sopraffarla, oltre all’autostima, perde lentamente la responsabilità dei propri pensieri e delle proprie azioni, che delega;  allora utilizzano spesso frasi in cui evidenziamo di non sapere, non riuscire, non potere fare una cosa e in questo modo ci sabotiamo da sole, sminuendoci ulterirmente.
In un clima  di sfiducia verso il proprio sé interiore, tutto si complica e perfino il corpo ben presto da chiari segnali di malessere.
Basta!
E’ tempo di svegliarsi, di inveritire la rotta, ascoltandosi, riscattandosi, acquisendo la consapevolezza che nessuno ha il diritto di sminuirci, nè di ferirci, e tanto meno di renderci schiavi di mille perplessità avvilenti e impedenti.
Nessuno ci può far del male, se noi non gliene diamo l’occasione, il permesso.
No a chi è arrogante, privo di scrupoli e  invadente, ma sì a tutti coloro che presa coscienza di un percorso  non positivo, fanno ora  in modo di cambiare, di trovare il tempo per migliorare e si impegnano,  fino a quando non riscontrano dei risultati e poi proseguono.
Lo sforzo infonde fiducia, cambia la prospettiva; il risultato esalta e innesca nuovi “anticorpi”;
ora  gli ostacoli sono finalmente colti come parte integrante del percorso verso gli obiettivi scelti.
La fiducia rinasce; ci si rende conto che confidare nelle proprie intuizioni gratifica e crea una sensazione piacevole che porta pace, risveglia l’io profondo e vivifica il corpo.
Se ti attivi, ti accorgi che acquisti più fiducia in te stesso, nelle tue capacità e potenzialità, divieni più sereno e armonioso e ciò che l’Universo ti restituisce ora è a sua volta una condizione gratificante, positiva, leggera.
Si cresce veramente in modo univoco e completo, tanto che le decisioni non spaventano più;
può così capitare che, anche se gli altri ti stanno dicendo “sì, fallo”, ma il tuo intuito ti suggerisce diversamente, tu lo segui, in assoluta e serena libertà, senza sensi di colpa vani.
Ti ascolti, perchè se una parte di te sta parlando, è per una buona ragione e  tu sei nel diritto di assecondarti.
Di fronte a decisioni difficili,  dobbiamo cercare tutte le informazioni che si possono trovare, dobbiamo diventare esperti in materia, chiedere consiglio a chi abbiamo  intorno, e poi ascoltare sempre  il nostro istinto prima di prendere la decisione finale, perché lui dipende direttamente dall’alto.
Se c’è confusione attendiamo, prendiamoci il tempo, perché la nebbia si diradi e dentro il nostro “consigliere si riconnetta a noi”
Crediamo in noi stessi, è importante.
Non possiamo pretendere che gli altri ci tengano in considerazione, quando noi, per primi, ci sabotiamo.
Prendiamo consapevolezza del fatto che confidare nel nostro intuito è equivalente ad avere fiducia nel nostro  io più profondo e quindi dell’alto illuminante; più ci fidiamo di noi stessi, maggiore è il controllo che abbiamo in tutto ciò che ci riguarda, sogni e fantasie incluse.
Quando si acquisisce  fiducia in se stessi impariamo ad utilizzare con maggiore attenzione anche  il  linguaggio;  si scelgono le proprie parole con estrema attenzione, soprattutto quando vogliamo raggiungere un obiettivo importante o costruire qualcosa.
Anche attraverso il linguaggio, trasmettiamo  fiducia verso il buon esito dell’iniziativa;
l’Universo riceve pensieri, parole, vibrazioni eccellenti e ci restituirà quindi in modo adeguato.
E’ importante privilegiare sempre  parole di supporto e incoraggiamento, sia verso noi stessi, che verso gli altri, anziché ricorrere a espressioni demotivanti , forti o orientate al negativo o al vittimismo.
Nulla cambia se ci manteniamo nelle vecchie dinamiche, ma tutto può accadere se ci apriamo all’incognita dell’infinito divino interiore.
Smettere di aspettarsi dagli altri, ciò che vorremmo, smettere di sminuirsi, smettere di paragonarsi agli altri e concentrarsi esclusivamente su  noi stessi, lavorando sodo per migliorarci, ascoltandoci, seguendo percorsi di crescita interiore, meditando, pregando, tenendo  sott’occhio i  nostri progressi,  più o meno importanti, ma sicuramente positivi e presenti, ci consente di raggiungere traguardi veramente unici e insperati.
La fiducia aumenta e questo ci permette di poter e saper finalmente prendere posizione, senza presunzione, né arroganza, con l’apertura di chi sa veramente ascoltare e confrontarsi e, all’occorenza, cambiare idea o punto di vista.
Più cresciamo,  più siamo persone pacate e tranquille, capaci di ascoltare tanto quanto parliamo.
Nella vita, dobbiamo continuare a  fare e farci  domande, perché tutti noi sappiamo già molte cose, ma non sappiamo tutto, e l’unico modo per imparare di più è quello di ascoltare di più.
Qualcuno ha detto:
Se il successo ti rende arrogante, vuol dire che non stai avendo affatto successo.”
Al contrario, se il fallimento ci rende più
determinati, vuol dire che non abbiamo assolutamente fallito.
Fallimento e successo sono concetti che hanno il valore che noi, con la nostra esperienza e il nostro  atteggiamento, siamo  disposti  a attribuirgli.
Seguire i consigli angelici, per esempio, significa  a volte fare scelte diverse dalla logica corrente e quindi sentirsi chiedere, dagli altri,  ragione di comportamenti meno scontati del previsto.
Quello che per noi potrebbe essere un fallimento, spesso nella logica “superiore”, che tutto vede e prevede, non lo è.
Anche noi, dobbiamo iniziare a pensare al successo e al fallimento in modo diverso.
Dobbiamo essere attenti alunni dell’Universo, capaci di ascoltare e di  ascoltarci, in umiltà.
Creare, gioire, godere, fantasticare, imparare, sognare, amare, fare esperienza, perseverare, imparare, sbagliare, fare progressi, assumersi i  rischi, riuscire, cogliere, fallire, apprezzare le opportunità che ogni nuovo giorno ci dona è doveroso, ma lo dobbiamo fare in prima persona.
Tutto ci serve, anche la fatica.
E’ importante prendere in mano la propria vita e lasciare che essa entri in contatto con noi, attraverso le sue multiformi proposte ed avventure: a volte ci esalterà, altre ci porterà fatiche, ma saremo liberi e vivremo veramente.
E in questa impresa non esiste il “non sono  abbastanza bravo da meritarmelo, fine a sè, ma esiste il “sono abbastanza bravo, da non meritarmi di non esserlo”.
All’inizio, se apparteniamo alla “scuola avversa”, sarà laborioso, soprattutto nei confronti dei nostri disagi interiori autosabotanti e delle persone negative,  che sembreranno accorrere a frotte, per distoglierci da questa risalita e recupero di forze e dinamicità luminosa; beh, ricordiamoci che alcune persone amano suscitare polemiche e creare drammi,  senza che ve ne sia una reale ragione.
Non lasciamoci intrappolare in una spirale negativa, la loro.
Non ascoltiamo i loro falsi drammi, né creiamone noi di nuovi , là dove non esistono; usiamo la mitezza divina, cioé non esasperiamo  problemi o difficoltà che, se veramente presenti,  si potranno sicuramente  affrontare e superare, spesso  con poco o meno del previsto.
La regola vitale è di combattere nella Luce, con pensieri chiari, luminosi, senza  lamentarsi o invocare la sfortuna;  è darsi da fare per superare gli ostacoli che si pongono davanti a noi, nel cammino.
Avuta un’intuizione, invece di pensare alle possibili conseguenze negative di un problema, focalizziamoci consapevolmente con  il  pensiero e le  energie verso soluzioni possibili, se necessario, verso  idee e opportunità; cerchiamo di vivere nella sua essenza divina tutto questo, lasciando che ci guidi quel briciolo di “incoscienza di accettazione”.
La vita è bella, forse per qualcuno troppo breve, per sprecarla  in affermazioni neganti, svilenti, in discussioni senza senso, in combattimenti  devastanti e in prigionie inutili, entro gabbie dorate;
voliamo fuori dalle sbarre che noi stessi ci costruiamo e voliamo felici ripetendoci:

“L’Universo mi offre questa occasione perché ripone fiducia in me, perché io sono veramente finalmente capace, io valgo!!”

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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2 commenti

  1. manuela

    Il cielo è immenso e generoso e grande
    siamo noi che siamo limitati,tremendamente…
    quanto da capire imparare mettere in gioco….

    • *** ti degli Arcangeli

      Concordo!!
      La grandezza celeste è veramente unica e l’uomo arranca spesso, faticosamente, schiavo di ben altre dinamiche e logiche.
      Ora è tempo!!!
      Dobbiamo aprirci ed evolverci con grande scioltezza e disponibilità …
      Ben venuta Manuela!!!
      Chi fa queste considerazioni ha già iniziato bene il proprio percorso, non per amore della flagellazione secolare, ma per ricerca interiore, scelte più attente, un libero arbitrio ora più in sintonia con l’alto e una voglia infinita di cielooooooo….

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