
L’energia positiva è attratta da energia positiva.
(Deborah Giorno)
Oggi ritorno a battere sullo stesso chiodo, perché la cura deve essere iniziata quanto prima, se vogliamo colorare l’Universo e il nostro quotidiano.
Si racconta che Edison, l’inventore della lampadina, prima di riuscire a farla funzionare dovette effettuare ben 10.000 tentativi.
A chi poi disse che aveva fallito per 10.000 volte rispose:
“Non, ho fallito. Ho solo trovato 10.000 modi per non far funzionare una lampadina”.
Era sicuramente diversamente abile nell’uso delle parole1
Era, veramente,”furbescamente capace” di guardare la vita e la forza del linguaggio da un’altra prospettiva.
Per noi, in genere non è così.
Abbiamo un vocabolario italiano stranutrito, escludendo le parole importate, eppure ci ostiniamo caparbiamente ad utilizzarne pochissime e per di più esse esprimono, in più della metà dei casi, sensazioni, sentimenti negativi.
Quanti di noi utilizzano ancora la parola coraggio?
Dal Parrucchiere, in farmacia,allo stadio, … ovunque rimbombano parole come “incazzato”, strizza, farsela sotto, stress, terrore, …
Sono il nostro quotidiano.
Eppure non desideriamo altro che una vita serena e giornate assolate, ma se utilizziamo solo un gergo di questo tipo, come pensiamo di attirare a noi la Luce e la positività?.
Consapevolezza!!
Possiamo fare consapevolezza sulle parole che usiamo quotidianamente e ampliare il nostro vocabolario, cercando di usare più termini positivi e più sfumature.
La bellezza di un dipinto, dipende dalla quantità di colori primari e non che l’artista possiede;
scegliendo accuratamente le parole che usiamo, possiamo migliorare notevolmente la nostra comunicazione, con gli altri e con noi stessi.
Una volta capito l’errore, è tempo di porvi rimedio!
Quando?
Semplicemente SEMPRE!
Ci sono situazioni nelle quali la scelta è meglio divenga d’obbligo… se vogliamo evitare di continuare a mangiarci le unghie, e non solo, e vedere crollare relazioni e rapporti per frasi “sconnesse” urlate nei momenti soprattutto di rabbia, quando tutto diventa ingestibile e il “nostro povero vocabolario emozionale” diventa l’unico padrone della situazione, con effetti a volte devastanti.
Raccogliere i cocci è poi difficile e amaro; c’è il rischio di tagliarsi le dita.
C’è un modo per evitare queste situazioni, ed è proprio usando le parole giuste.
Data la prevalenza “lessicale”,di emozioni negative rispetto a quelle positive, è bene iniziare a smantellare le prime e potenziare le seconde.
Quando ci arrabbiamo usiamo espressioni come “mi fa imbestialire”, “mi fa incazzare”, “mi fa andare fuori di melone- di testa”.
Cerchiamo di evitarle e se vediamo che, appartenendo al genere” fiammiferi” non riusciamo malgrado tutto a controllarci e ad attingere ad altro, proviamo a introdurre parole “antiche, passate”, scegliendole tra quelle che reputiamo più ridicole.
Proviamo apensarci nel bel mezzo di una arrabbiatura ad urlare all’altra persona:
“mi fai veramente inquietare!”
“Mi sono stizzito!”
La nostra mente, colpita da queste strane parole vedrebbe abbassarsi l’intensità emozionale del momento.
Questo linguaggio ci farebbe apparire un po’ scemi con noi stessi, e questo ci permetterebbe di tornare al qui ed ora e di prendere consapevolezza di quanto sta accadendo e soprattutto di cosa stiamo facendo.
Ma le parole possono fare ben altro!
Per esempio migliorarci, migliorare i nostri stati d’animo, le emozioni e quindi le nostre giornate e relazioni quotidiane.
E allora, cosa aspettiamo?
Disdiciamo ogni appuntamento con la consuetudine negativa!
Bandiamo dal nostro dizionario parole come:
“straincazzato, depresso, fiasco, fallimento, povero, incapace, non riesco, non ne sono capace,sfigato,depresso, stressato,ammalato, arrabbiato…”con altro, per esempio:
“mi sto attivando per saperlo fare, mi sto esercitando, poteva essere meglio, è un periodo intenso, sono indispettito, mi infastidisce, ho la salute altalenante, mi infastidisce, sono serio, vorrei condividere ,ma questa tua opinione è diversa dalla mia! …”
Anche nei momenti più impegnativi, non stiamo così male, e ricordiamoci che c’è sempre una via d’uscita, ovunque siamo e qualsiasi esperienza stiamo vivendo.
L’ errore ci può servire, anzi ci deve servire per riprendere al meglio il nostro cammino, per essere più pronti e reattiivi nella giusta maniera, la volta successiva.
Vogliamo vivere sotto un Cielo colorato, dove l’Arcobaleno ci illumina la via?
E allora, cosa spettiamo??
Disdiciamo l’appuntamento presso lo studio del Dott. De-Presso e Straincazzato”e cerchiamo di utilizzare parole dai colori brillanti!
E’ tempo!
Dovremmo amplificare le sensazioni positive,dare loro quel giusto peso che ci permetta di essere persone serene, vivaci, positive, propositive e soddisfatte.
Siamo d’accordo??
Bene bene… le mie orecchie ora finalmente stanno sentendo:
“Mi piace l’idea di Essere così!”
“Mi farebbe tanto piacere!”
“Son certo che ce la farò!”
… diamoci con le parole giuste il “giusto diritto” di farcela, …basta pochissimo per cambiare il Mondo.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com


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