
“Riduci le tue esigenze materiali ed espandi l’Amore interiore, la voglia di crescere e la curiosità … e vedrai miracoli”
C’è una frase bellissima di Guy de Maupassant :
“Una spugna per cancellare il passato, una rosa per addolcire il presente e un bacio per salutare il futuro”, che ho condiviso a volte in tanti modi con gli amici, soprattutto di fronte ai momenti più intensi della Vita.
In molti si stupiscono per la serenità con cui passo attraverso “le selve oscure”, altri pensano che io creda in un Cielo lontano e inesistente: pochi sanno che le “fatiche emotive interiori ci sono”, anche se fuori non traspaiono. Fa parte della crescita esperienziale.E’ qui che si manifesta la differenza tra il
Troppo spesso lasciamo che i piccoli problemi di ogni giorno ci impediscano di vedere e apprezzare la bellezza che ci circonda e facciamo del nostro passato un’ancora pesantissima per tutta la nostra esistenza presente e futura…
Girare pagina.
E’ tempo e ce lo dobbiamo concedere.
Lasciare sfilare e scivolare in mare ( qui faccio inorridire i naviganti) ciò che usiamo come ancora, per la nostra meravigliosa imbarcazione …
Cancellare con un bel netto colpo di spugna ciò che è stato, poi saper cogliere la “rosa” che la vita ci offre, di qualsiasi natura essa sia: una persona, un dono, un sorriso, un pensiero, un riconoscimento, un abbraccio, … non ha importanza: vedere e fare propria la ricchezza che viene a riscaldare il nostro nuovo mattino.
Sempre compare un fiore nella nostra esistenza, quando una porta si chiude, perché Dio non concede il dolore senza qualcosa che sia pronto a detergere la nostra ferita e permetterci di andare incontro al futuro sereni, ben disposti, innamorati di nuovo dell’esistenza.
Le nostre labbra devono saper e poter sorridere di nuovo, pronte a baciare …
Siamo al contrario sempre assorbiti da questioni e argomenti che in termini pratici non hanno alcuna incidenza sul nostro benessere, anzi, ci deprivano di energia e ne abbassano, con il gran cianciare le frequenze ….
Ci lamentiamo, ci arrabbiamo, ci teniamo il muso e intanto lasciamo che la vita ci scorra davanti, senza prenderci nemmeno un momento per essere riconoscenti per le tante fortune che abbiamo avuto e ancora riceviamo.
Se in questo momento le rotelline mentali funzionano e ci stiamo accorgendo che forse siamo spesso arte del club dei trita frasi azzeranti, da questo preciso istante, da oggi, proviamo a focalizzarci NON Più sulle esperienze NEGATIVE provate, sulle persone che ci hanno in qualche modo ferito, ma su tutto ciò che li ha sostituiti, vale a dire sui momenti BELLI, sulle persone SOLARI, amorevoli, dolci … che ci sono venute incontro e che sono in grado di contribuire al nostro benessere e alla nostra crescita.
Smettiamo di ribadire tre concetti, i soliti, che sappiamo far parte di un’esperienza dolorosa o azzerante.
Anche se avessimo pronunciato chissà quale assurdità in un momento d’ira, di dolore, di prova o di fatica …, oggi ne siamo sciolti, non ci appartengono più, … perché conta ciò che ora, in questo preciso istante vogliamo, desideriamo, scegliamo.
Se decidiamo di vivere in serenità, nel pensiero nuovo e positivo, in armonia … questa è ora la nostra “nuova realtà” e niente e nessuno possono distruggercela e allontanarla da noi, se non noi stessi.
Da oggi, proviamo a smettere di dare importanza a tutto ciò che non è davvero importante per la nostra salute, il nostro cuore, la nostra felicità, il nostro benessere.
Viviamo male, respiriamo peggio e dormiamo pessimo.
Perché???
Perché siamo degli auto – distruttori della nostra stessa esistenza …
Come mai?
Viviamo di paure, insoddisfazioni, pensieri no, paure!!!
Quali??
Per esempio la “paura di essere giudicati”, una paura immensa, che attraversa e destabilizza la nostra vita, impedendoci spesso di fare, dire, gestire essere al meglio.
Dovremmo essere autonomi, avere la consapevolezza di noi stessi e dei doni infiniti che ci appartengono e quindi sapere che sempre troveremo qualcuno a cui non saremo graditi, che criticheranno o diranno male di noi, che non ci sapranno apprezzare così, come siamo …
Ma possiamo cambiare quello che nasce da altri???
No, è come voler cambiare la direzione del vento …, è sprecare inutilmente le nostre energie, cercando poi di essere come non siamo, per essere accolti e apprezzati…
Dobbiamo vivere, seguire il cuore, fare quello che lui ci dice e andare dove ci viene indicato, vivendo INTENSAMENTE ogni giorno della nostra esistenza, perché non sappiamo quando ci verrà chiesto di fermarci …
Molière scrisse: “Abbiate pure cento belle qualità, la gente vi guarderà sempre dal lato più brutto” e aveva perfettamente ragione …
Riescono sempre a vedere il nostro profilo peggiore!!!
E allora, perché farsene carico???
Perché preoccuparcene così intensamente???
Einstein era solito dire che se volessimo giudicare un pesce per la sua abilità nell’arrampicarsi sugli alberi, lo avremmo messo nella condizione di ritenersi uno stupido …
Ognuno di noi ha abilità personali, sue, specifiche.
Questo lo rende unico, geniale.
Già, siamo perfetti nella nostra soggettività, ribelle, ma desideriamo l’omologazione per risultare piacevoli e gradevoli al mondo intero …
Follia, una follia però, a cui diamo voce e mani, soprattutto se, come conseguenza, si accompagna al terrore, poi, di non essere all’altezza.
All’altezza di cosa?
Di tutto!
Abbiamo paura di non riuscire a svolgere al meglio un lavoro, di non essere accettati, di non essere amati o di perdere chi amiamo …
VIVIAMOOOOO!!!
Pensiamo ad ora e non sempre al futuro e a ciò che potrebbe accadere e tutto sarà nella stessa armonia del qui ed ora, che stiamo veramente vivendo e coltivando.
Pensare al futuro, non lo evita, ma lo accelera nel bene e nel male.
Se fossimo cultori del bene ok, ma visto che pensiamo sempre al peggio, … meglio lasciar perdere e gustarci il presente …di cui almeno possiamo essere certi, se ci lavoriamo e lo accogliamo.
R. Kipling diceva: “Il terrore uccide, non la morte”.
Quanto terrore coltiviamo ogni giorno?
Terrore per il futuro.
Terrore per il lavoro.
Terrore per le relazioni …
Terrore …
Ma vogliamo una volta tanto vivere???
Visto che la nostra forza pensiero influenza gli eventi, in pratica, come diciamo in maniera molto semplice ”ce le tiriamo addosso“, ricordiamoci che sia che pensiamo di farcela, sia che pensiamo di non farcela , avremo comunque ragione, perché l’Universo ci asseconderà …, quindi vale la pena di pensare al meglio per noi, per tutto e tutti, almeno tutto andrà per il giusto verso …
Un altro aspetto da non sottovalutare è che spesso viviamo per apparire, per appagare gli altri, per essere diversi da quel che siamo …
Sentiamo sempre il bisogno di impressionare gli altri, perché tutto ci diseduca e spinge a questo, così, guardiamo ora per il Natale, spendiamo molto denaro, per comprare cose che spesso i riceventi non vogliono, per soddisfare le richieste consumistiche del momento ed impressionare persone che non vediamo sovente da tempo e che non amiamo o non ci amano affatto …
Perché??
Se veramente vogliamo vivere lo spirito vero del Natale, e rinascere dentro, perché non offrire quel denaro per qualcosa di socialmente utile, per un progetto in aiuto di chi soffre, oppure per noi stessi, per prenderci una parentesi dolce o per sostenere il benessere di un amico in difficoltà???
Perché non essere semplicemente noi, così come ci va di essere, senza pensare a cosa pensiamo gli altri si aspettino da noi???
Siamo elefanti che cercano di essere pulci e pulci che cercano di essere elefanti …
“Perché non essere se stessi? Sta tutto lì il segreto di apparire al meglio.”
Nessuno può e sa essere il Meglio di noi stessi, se non NOI STESSI!!!
Abbiamo sempre la necessità che tutto sia perfetto e così non ci concediamo mai nulla o quasi dei doni che il cielo ci manda …
Perché????
“C’è una bella differenza fra il lottare per avere il risultato migliore e sfiancarsi per raggiungere un’ipotetica perfezione.”
Il primo atteggiamento è un obiettivo sano, raggiungibile ed è oltremodo gratificante e salutare, mentre il secondo ha una meta “ipotetica”, perché ognuno di noi ha il suo concetto di perfezione, e quindi scateniamo una lotta impari, un traguardo irraggiungibile, frustrante e fonte di parecchie nevrosi e manie di persecuzione.
E’ un modo elegante per perdersi, per azzerare le energie e buttare il proprio tempo, impedendosi di VIVERE.
“Lottare per la perfezione è il più grande freno che esista…”
La vita ci riserva già parecchi ostacoli, lungo il cammino, perché complicarcela ulteriormente???
Ricordiamoci che l’ostacolo ci si para davanti per un motivo ben preciso, anche quando lo erigiamo noi con la nostra forza pensiero negativo…
Non è lì per caso, né per escluderci da qualcosa, ma per offrirci la possibilità di dimostrare a noi stessi in che misura ci teniamo a ciò che sta oltre il muro.
I muri ci sono lì per fermare le persone che non hanno abbastanza voglia di mettersi in gioco, di scavalcarlo, di picconarlo, di passarci attraverso, di superarlo.
Sono lì per fermare gli altri e sono alti e spaventosi nella misura in cui sbandiamo e perdiamo di vista cosa c’è ad attenderci oltre quel muro e per rammentarci che se un sogno ha così tanti ostacoli “vuol dire che è quello giusto”, come diceva Bob Marley.
E i fallimenti???
I fallimenti lungo il percorso?
Sono come gli aerei precipitati, meno di quanti si possa temere.
Più facile un incidente in auto, che non in aereo.
Noi sbagliamo facilmente?
Sì, ogni volta che non tiriamo!
Lì sbagliamo il 100% …
Il successo non è mai definitivo, così come il fallimento non è fatale: quello che conta è il coraggio di provare, di sperimentare, di crederci, di andare avanti.
Accettare il fallimento è impegnativo, lo so, ma è lo step di chi lavora continuamente su di sé e si ama e si accetta con qualsiasi tempo, clima, stagione.
Temiamo sempre di non essere felici e non facciamo veramente nulla per esserlo o meglio per tirare fuori dal dentro la nostra eterna e santa FELICITA’ VERA!!!
Pensiamo di dover avere di più per essere felici.
Accontentiamoci di ciò che abbiamo di materiale e pensiamo di più all’amore, alla pace, allo stare bene ovunque …, riuscendo a vedere sempre il lato buono di ogni cosa, persona, situazione …
Ci manca di saper gioire di ciò che siamo e abbiamo.
Lao Tzu sostiene:” Quando ti rendi conto che non ti manca nulla, tutto il mondo ti appartiene”.
Già, tutto il MONDO!!!
“Le cose migliori” le abbiamo già tutte e nella nostra vita e sono le più vicine, ma vanno riconosciute ed accettate: il respiro, la luce viva negli tocchi, i colori dei fiori sotto ai nostri piedi, … una persona …
La ricchezza non consiste nell’avere molti beni, ma nell’avere pochi bisogni”, ce lo diceva già Epicuro e lo vediamo quando facciamo visita alle persone di certi Paesi remoti, che noi spesso consideriamo “paesi poveri” sottosviluppati …
Sottosviluppati loro???
Beh, hanno gli occhi pieni di vita e di gioia, il sorriso pronto, la battuta facile, anche se magari la loro pancia brontola un po’ di più, rispetto alle nostre …
Noi abbiamo vari preconcetti e la ferma convinzione che il benessere materiale sia il vero ben essere e la nostra grande ricchezza, fortuna e forza…Ma lo sono?
Musi lunghi, incazzatura facile, nervi tirati, pochissima amorevolezza verso sé e gli altri … incapacità di Amare ed accogliere il dono dell’Amore …
Peggio di così …
Dovremmo puntare su ben altro per essere “i migliori”, come ci crediamo noi.
Dovremmo coltivare veramente la nostra personalità “interiore”, cercando di capire gli altri, conoscendo di più noi stessi, accettando ogni giorno come un dono, sopportando e dando valore alle frustrazioni piccole o grandi che la vita può riservarci, dandoci obiettivi a lungo termine che ci impediscano di sentirci degli eterni mammut, frustrati dagli insuccessi a breve termine, ma così non è …
Molti tra noi sono i lamentoni, i piagnoni, chiamiamoci come vogliamo, cioè le persone peggiori che non riescono a percorrere il cammino della vita, a tirar fuori un “ragno dal buco”, avrebbe detto la mia bisnonna, quelle che di solito si piazzano al lato della strada a tirare le pietre sugli altri che transitano, bofonchiando sempre …
E le temiamo???
Perfino la voce con cui proclamano è forte e affaticante nelle loro solite dicerie contro il mondo, il prossimo, il modo di lavorare dei colleghi e/o dei superiori, i familiari, gli amici o altro …
Essi sagacemente hanno “il dono” solo di cogliere ciò che a loro dire non va, non va proprio.
Personalmente gioco e ho sempre giocato la mia vita…
Credo che tutto il mio passato, il dolore, gli abbandoni, le fatiche … che ho vissuto e vivo, siano stati effettivamente indispensabili per farmi raggiungere il mio nuovo livello di vita attuale, quello di questa esistenza …
Non so come me la sia cavata nelle precedenti, anche se le mie guide sostengono che io sia stata forgiata con il loro fuoco, ma il fuoco c’è e c’è sempre stato …
La timidezza è stata un punto su cui lavorare, quella che ti porta in una società orientata in un certo modo ad arrossire e ad avere bisogno a volte di avere l’approvazione degli altri, ma se lavori su di te, e lasci che il tuo acciaio sia, scopri presto che sei capace di arrossire come un peperone, ma di sostenere lo stesso ciò senti è reputi giusto e morale, con qualsiasi tempo e luce.
Ti pieghi, ma non ti spezzi, …mai.
Quando non ti esprimi???
Quando spenderesti inutilmente fiato ed energie, perché il tuo interlocutore non ha orecchie e quindi da sordo non udrebbe e non si confronterebbe ( non parlo di cambiare opinione, ma di semplice e costruttivo confronto).
“Aver bisogno di essere approvato è come dire: vale più il tuo concetto su di me, dell’opinione che io, umilmente, ho di me stesso”, no grazie!!!
E’ questo che ci rende schiavi e tutti omologati …
Cerchiamo il favore della massa, infatti mettiamo in pubblico la nostra vita privata, nel tentativo di ottenere audience: poco o tanto, nel bene e nel male, vogliamo che si “chiacchieri” di noi …
E ce la facciamo benissimo …
Questo è svendersi!!!
E’ abbassare i nostri standard, per compiacere gli altri.
No, è tempo di tirare fuori il buono di noi,
di pensare e credere fermamente che il PASSATO E’ ANDATO PER SEMPRE
e che, quel che resta di lui, SIAMO NOI, puro FUOCO, GIOIA, ENERGIA, AMORE, FORZAAAA …
Non siamo le ceneri di quel passato, ma la forza che quel passato ha scatenato …
Siamo la dimostrazione vivente che non c’è nulla di impossibile e che anche dal male peggiore PUO’ E DEVE USCIRE, RESTARE ED ESSERE SOLO IL MEGLIO …
“Vivere nel passato è quasi come vivere in una bara…”
Brrr…, ma ci pensiamo mai???
E’ una situazione alienante, un negarci la vita e le sue gioie, un impedirci di amare, crescere, vivereee …
Chi è scampato alla morte, come me, forse mi capirà meglio di chiunque altro: è prendersi la POSSIBILITA’ CHE IL CIELO CI HA DATO DI CONTINUARE A ESISTERE e VIVERE APPIENO, è nascere una seconda volta, senza la fatica di incarnarsi di nuovo …
E’ ESISTERE PER DIMOSTRARE CHE LA VITA E L’AMORE SONO Più FORTI DI QUALSIASI BARBARIE E DOLORE. E’ ESSERE l’ESEMPIO ed i COSTRUTTORI, DIFENSORI, GUERRIERE/I, come dico io, e prima Coelho,
che lottano con Gioia e Amore per un mondo nuovo, diverso, a misura della nostra grandezza interiore.
Non mettiamo i “coperchi alla nostra crescita…”, ma espandiamo la nostra luce …
Con amore ti****
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com


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