“Tutti gli esseri umani vogliono essere felici;
per altro, per poter raggiungere una tale condizione, bisogna cominciare col capire
che cosa si intende per felicità.”
(Jean-Jacques Rousseau)
Già, cos’è questa ricercatissima felicità?
E’ una domanda a cui è solitamente difficile rispondere, anche se tutti la cerchiamo affannosamente…
Se proviamo a guardare la cosa dall’esterno è perfino buffa …
E’ possibile rintracciare un qualcosa di cui non conosciamo bene le fattezze, le forme, le caratteristiche?
Sicuramente no!!!
E’ come entrare in un negozio e voler acquistare un prodotto di cui non sappiamo nulla o ben poco.
Essere felici sembra davvero una cosa piuttosto complicata e per comprenderlo, basta ascoltarsi e guardarci intorno …
Pensiamo a una conversazione tipica tra conoscenti …
“Ciao, è un po’ che non ti vedevo. Come stai?”
“Beh, insomma… diciamo che potrebbe andare meglio, anche se non mi lamento!” …
“Dai su, l’importante è la salute”
Qualcuno che risponda:”Bene, sono felice!!!”… una vera rarità …
Volti arrabbiati, persone tristi, insoddisfatte, affaticate e stressate sembrano rappresentare la nostra normalità quotidiana.
U’espressione radiosa, sinceramente sorridente è un’eccezione, una specie di diamante, ricercatissimo.
Perché?
Ma è davvero così difficile essere felici?
Forse perché non riusciamo a cogliere i tratti veri della felicità e quindi brancoliamo alla ricerca dell’evento straordinario, reputando che solo i miracoli la contemplino e quindi, visto che non ne accadono molti crediamo che trovarla sia un’impresa ardua, una vera missione impossibile e la cerchiamo altrove…
Per noi la felicità coincide con l’appagamento e lo andiamo cercando affannosamente nel denaro, nei beni di facile consumo, negli oggetti e nelle posizioni sociali, piuttosto che lavorare sulle relazioni e sulle emozioni, le uniche da cui essa fluisce spontaneamente.
Cos’è che ci fa stare veramente bene?
Qualcosa che ci consente di esprimere il nostro amore e la nostra unicità.
Credo allora che sia chiaro che per viverla, per essere veramente felici non ci servono auto enormi, più telefoni di ultima generazione o più vestiti firmati.
Ciò che viene dal futile, dal superfluo è superfluo e una parte di noi lo avverte.
Che cosa ci serve allora?
Ci servono ingredienti genuini, unici e dimenticati, come la semplicità, la normalità, l’ascolto, l’attenzione, l’ amore, l’amorevolezza, l’altruismo…
Ci serve la capacità infinita di entrare dentro noi stessi e da lì uscire per andare incontro all’altro per donargli la nostra meravigliosa individualità.
Io sono ascolto?
Te lo offro!!
Sono una persona fantasiosa?
Ti supporto nei tuoi bisogni, per aiutarti a creare qualcosa di cui hai necessità.
Sono altruismo?
Ti soccorro, ti sostengo, ti guido, ti accetto … e nel momento in cui esprimo la mia meravigliosa unicità mi sento realizzato e quindi sono felice.
In questo modo non abbiamo bisogno di maschere per essere felici e non dobbiamo raggiungere nessuna “unicità materiale e sociale”, vale a dire raggiungere i vertici politici, economici, sociali e possedere qualcosa che gli altri ci possano e debbano invidiare per contare veramente e gioire.
La felicità allora ci rendiamo conto che è “un prodotto interiore”, non acquistabile, ma spendibile e condivisibile, che possiamo raggiungere in ogni momento, attraverso l’Amore, e condividere con gli altri, attivandoli ad essere a loro volta felici.
Io lo sono nell’esprimere la mia unicità e tu lo sei nel goderne e farne parte.
Perché non siamo felici?
Perché cerchiamo la felicità, dove non c’è e quindi non la potremo mai trovare.
Lei vive dentro noi e si esprime, attraverso un gesto spontaneo d’affetto, come un sorriso, regalato a chi ne ha bisogno, in una parola affettuosa, in un tenero abbraccio o in qualsiasi gesto sincero.
La felicità nasce dalla nostra rivoluzione interiore, dalla nostra libertà, … dalla decisione di essere spontaneamente noi stessi e aprirci alla vita per come siamo, con autenticità e semplicità, guardando alla realtà con occhi ancora capaci di meravigliarsi e un cuore ancora desideroso di amare.
A volte l’infelicità che sperimentiamo, sembra aumentare osservando altre persone, che sembrano felici.
L’apparenza, in realtà, molto spesso si discosta dalla realtà, infatti il proverbio “l’erba del vicino sembra sempre più verde”, calza a meraviglia …
Le persone a volte si costruiscono un’immagine esterna fatta di apparenze e non di verità, per rispondere a dei ruoli sociali predefiniti.
Siamo stati educati a costruirci un’immagine pubblica, di perfezione, che spesso si dissocia dal reale e questo aumenta le nostre disarmonie interiori; al contrario, impariamo a non avere paura di ammettere di essere giù e di avere bisogno di una spinta per rialzarci; questo ci consentirà di avere sostegno e, all’occorrenza, di risollevarci più facilmente.
Al contrario, se una persona ha un’influenza negativa su di noi, non dobbiamo temere di allontanarla dalla nostra esistenza, recuperando la nostra armonia interiore e la serenità quotidiana, applicando anche, in casi estremi, la filosofia del proverbio “meglio soli, che male accompagnati”.
Concediamoci ogni tanto momenti di pazzia, facendo cose strane, che possono sembrare non avere un senso, ma che in realtà potrebbero tirarci fuori dal buco e risollevarci il morale, proprio per il piacere di farle, di avere osato tanto.
A volte la felicità ci rinasce dentro, semplicemente alzando il volume della nostra musica preferita, o ballare con lo spazzolone, mentre lucidiamo i pavimenti o il fare versacci, mentre affrontiamo certi momenti quotidiani ripetitivi. Parliamoci, sorridiamoci, interagiamo con noi stessi.
Facciamo ciò che non abbiamo forse mai fatto, in tutta serenità ed apertura …, come assaggia un nuovo cibo, dipingere con colori nuovi e insoliti le pareti di casa, riorganizzando lo studio in maniera insolita.
Gridiamo più forte che possiamo la nostra gioia e la nostra presenza …
Ascoltiamo solo musica allegra, che ci tiri su di morale.
Ricordiamoci che non è necessario avere una casa enorme ed essere ricchi per stare bene con noi stessi e con gli altri…
Tutti sperimentiamo momenti più intensi e a volte stiamo male nei momenti più bui della nostra vita, ma proviamo ad attivarci per superarli, cercando di essere felice in ogni cosa che facciamo, semplice o complicata che sia.
E allora, come possiamo Essere Felici?
E’ una domanda retorica, perché tutto si riduce a noi stessi e al nostro modo di approcciarci alla vita e agli altri.
Oggi cerchiamo insieme di scoprire 10 semplici passi, o meglio ingredienti, come li visualizzo io, per attivarla, conservarla e diffonderla …
1° Ingrediente o passo: Spensieratezza e leggerezza!
Cerchiamo di alzarci la mattina con almeno un progetto personale o per gli altri da realizzare e attiviamoci.
E’ importante iniziare un nuovo giorno, con la consapevolezza di lavorare per un qualcosa di positivo, di valido, di importante, .. un obiettivo che diamo frutti.
Lavoriamo spesso in maniera distaccata, oggettiva, senza metterci l’Anima!Questo è tempo di “combinare qualcosa di unico, magari non remunerato, ma importante per me, per noi, per tutti o molti …
Avere qualcosa da realizzare ci fa vedere il “grande schema delle cose”, ci rende vitali, vitaminici, colmi di energia sì!
Quando facciamo qualcosa di diverso, di profondamente importante, entriamo in contatto con le parti sopite di noi (fantasia, entusiasmo, spontaneità…) e scopriamo che l’ispirazione arriva in maniera naturale e potentissima.
Risultati?
Sicuramente superiori alle stesse attese…
2°Ottimismo.
Cerchiamo una volta tanto di essere ottimisti sia con noi stessi, che con gli altri!!!
Abbiamo livelli base di Felicità spesso sotto zero, come la temperatura minima invernale di Bolzano.
Indipendentemente da quello che ci succede, di buono o di cattivo, abbiamo spesso un vissuto emozionale bassissimo, simile a quello delle due persone del mio dialogo iniziale: mosci e frustrati.
Abbiamo creato dei livelli base inauditi…
Meno male ci sono persone che hanno un livello più alto di altri, e questo è buono, ma non sempre sanno resistere alle influenze esteriori …
Diamo quindi un po’ di grinta emozionale, vedendo il lato allegro, buono e positivo di ciò che ci accade: diamo una spinta alla nostra felicità; il solo fatto di migliorare la nostra attitudine verso la vita la migliorerà in maniera permanente e straordinaria.
Non pensiamo sempre e solo al peggio!
Il buono esiste e va vissuto, scelto, chiamato a noi…
3°Agiatezza o libertà finanziaria.
Sembra un controsenso, ma non lo è assolutamente.
Un modo per sentirci felici è quello di non avere tutti quei vincoli economici, che ci schiavizzano e ci fanno dipendere dal denaro, in maniera pesante, costringendoci a lavorare, lavorare, lavorare senza leggerezza e non per scelta.
Diamoci da fare per guadagnare in modo corretto, dandoci scadenze e modalità, in modo da raggiungere una produttività che ci restituisca abbastanza denaro per coprire le nostre esigenze di base e avere poi tempo per fare altro e aiutare gli altri.
Qualsiasi cifra di denaro otteniamo oltre i nostri bisogni, se raggiunto a costi di sacrifici prolungati nel tempo, per troppo tempo, ci fa sentire schiavi e quindi spesso tristi, infelici.
La vera felicità sta nella condivisione, nell’ottimismo, nella progettazione, nella soddisfazione di poter stare con gli altri …
Comprendiamo ciò che veramente ci serve e ciò di cui possiamo fare tranquillamente a meno, così non ci copriremo di vincoli economici che ci strangolano come capestri…
Il lavoro è indispensabile, ma deve rientrare nella nostra felicità, non distruggerla.
4°Soddisfazione!
Che cosa occupa la maggior parte delle nostre giornate?
Il lavoro!!!
Quindi, il primo spazio, in cui dobbiamo ricercare la felicità è proprio il nostro ambito lavorativo.
Molte spesso ci aspettiamo che la carriera ci faccia stare bene e non parlo tanto e solo dell’aspetto economico, quanto della felicità, ma questa speranza viene spesso disattesa dalle fatiche relazionali che pervadono gli spazi lavorativi.
Con un pizzico di atteggiamenti positivi, qualche sorriso in più, è possibile fare la differenza e mettersi nella condizione di trarre il meglio da qualsiasi tipo di lavoro.
Creare e circondarsi di buoni rapporti sociali, aumenta la nostra gratificazione, indipendentemente dal lavoro che svolgiamo.
Certamente non tutto dipenderà da noi, ma se noi partiamo con il piede giusto, le opportunità di ottenere il meglio, saranno centuplicate.
Non tutti i colleghi saranno magari positivi e piacevoli, ma come calamite attireremo le persone giuste per creare l’ambiente a cui ambiamo.
La stessa cosa vale per tutte le altre situazioni, legate all’ambito sia familiare che di altra natura.
Troveremo sempre piacere e soddisfazione nelle nostre interazioni quotidiane con le persone a cui teniamo, e per cui ci attiviamo.
5° Passo: la Spontaneità, un sano ingrediente.
Impariamo a seguire il nostro primo pensiero, quello che chiamiamo istinto ed in altri momenti spontaneità.
Sono stati fatti degli esperimenti, a questo proposito, per vedere come funziona la nostra capacità di scegliere e non solo.
Durante un esperimento, è stato chiesto ad alcune persone di scegliere un un indumento.
Divisi in due gruppi, è stato loro chiesto di assumere due atteggiamenti diversi.
Al primo gruppo di decidere, vagliando alcuni aspetti, analizzando bene la motivazione,cioè i pro e contro che li spingevano a scegliere …, mentre al secondo è stato suggerito di seguire il proprio istinto.
Il risultato è stato che, dopo due settimane, il gruppo che aveva preso la decisione, senza pensarci troppo, era più contento del proprio acquisto, rispetto a quello che invece aveva ponderato la propria scelta.
Sicuramente, parecchie delle nostre decisioni sono più importanti della scelta di un abito, di una tazza o di una bicicletta, ma i meccanismi sono molto similari e la differenza nel modo di agire, influenzerà spesso la nostra felicità solo nell’immediato, per poi scemare, perché troppo ragionata.
Quindi, ogni volta che dobbiamo prendere una decisione da prendere, scegliamo un po’ di pancia, cioè quella che sentiamo più giusta e lasciamoci andare senza troppi ma, … se …, forse, …perché…
Ricordiamoci che: è necessario prendere una decisione per avere una opportunità, o la nostra vita non cambierà mai e spingerci oltre la propria zona di agio per continuare a crescere interiormente.
6°Positività relazionale
Circondiamoci di chi ci stimola, ci fa stare bene, ci fa sentire a casa!
Basta musi lunghi, pensieri bui, previsioni catastrofiche…
Viviamo in una società in continuo movimento, in cui le persone inseguono il lavoro intorno al continente e talvolta anche intorno al mondo, quindi smettiamo di messaggiare e cerchiamo di stare il più possibile insieme, sia quando se ne presenta l’occasione o cercando di crearla in prima persona, per dare spazio alla crescita, allo scambio, all’aiuto interpersonale.
Lo scambio offre molte occasioni e può sicuramente rinforzare e migliorare la nostra percezione della felicità.
7° ingrediente: Sorrisoooo!
Un bel sorriso apre il cuore, illumina il viso e rende le giornate più cariche di Energai.
La Scienza ci suggerisce che sorridere, indipendentemente dal fatto di essere felici o meno, migliora in maniera esponenziale il nostro umore e quello di chi incrociamo sul nostro cammino.
Quindi sorridiamo!!!
Facciamolo spesso, ogni volta che possiamo, anche da soli, lungo un tragitto in auto: regaliamoci un sorriso!
Il sorriso distende la muscolatura e attiva tutto ciò che serve a renderci più sereni, quindi vale la pena farlo e spesso …
8° Ringrazimenti!
Ogni nuovo giorno, iniziamo la giornata con un pizzico di santa gratitudine, verso chi ci ha generato, il letto che ci ha accolto nella notte, le coperte che ci hanno scaldato, …la vita che ci ha alimentato e ci accompagna …
Ringraziamoci con Amore e ringraziamo persone, eventi, emozioni … che ci affiancano, ci sostengono, ci sorreggono, ci appartengono … e tutto assumerà colori e sfumature diverse.
Questa semplice attenzione sa farci scattare dentro risposte insperate e riesce ad attivare con leggerezza la felicità, colei che cerchiamo disperatamente nel luogo sbagliato e sotto sembianze non sue.
Il Grazie è una parola semplice, umile, ma ottima per guarire da tante patologie azzeranti; si tratta di una medicina a costo zero, che sa compiere veri miracoli in noi e intorno a noi …
9° Passo: Il Perdono.
Perdonare fa bene al cuore, alla mente, all’Anima e al corpo… letteralmente.
Perdonare abbassare il livello di percezione dello stress e ci rende leggeri e …. felici
10° Condivisione!
Cerchiamo di creare amicizie e di avere momenti di condivisione …
Come??
Mettendo in comune ciò che si è, si ha, si vuole fare …
Questo crea un ambiente attivo, dinamico e quindi positivamente costruttivo.
Si tratta della stessa dinamica educativa, simile a quella attuata da Don Bosco, il quale toglieva i ragazzi dalla strada e li rendeva operativi e costruttivi, aggregandoli in maniera proficua.
Stringiamo quindi amicizie.
Lavoriamo in maniera attiva e solidale.
Creare un’amicizia, una relazione, uno scambio… basati sulla condivisione di un interesse e su una credenza comune (amore per lo sport, interessi culturali, passioni musicali …)
Lavorare in questa direzione crea la differenza, restituendoci passione nel fare, la voglia di mettersi in gioco, la creatività …
Impariamo ad attivarci, quindi, uscendo dalla solitudine dalla ripetitività, prendendo in considerazione la possibilità di trovare un qualcosa che ci appassioni e che appassioni altre persone e stringiamo dei nuovi rapporti per interagire regolarmente, per coltivare questo aspetto gratificante che appartiene sia a noi, che ad altri…
L’interazione con altra gente che condivide il nostro stesso interesse, ci farà sentire meglio, più renderà più socievoli, più sereni, più distesi ed appagati …, insomma semplicemente più felici, proprio grazie alla sensazione di gratificazione e di benessere che ne scaturisce.
Questo perché stare insieme costruisce, calma, appassiona…
Durante i momenti di aggregazione, l’impegno, il coinvolgimento e la progettualità condivisa, ci fanno rilasciare endorfina e dopamina, cioè dei neurotrasmettitori responsabili della nostra piacevole sensazione di rilassamento e quindi di un senso di felicità.
Siamo Anime socievoli e quindi il nostro corpo è stato progettato per farci sentire più felici quando siamo insieme e coinvolte in maniera armonica nelle interazioni personali, quindi cosa aspettiamo???
Cerchiamo la nostra Felicità!
Recuperiamola e doniamola al Mondo …
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com


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