Il lato bello di ogni cosa

anime gemelle in volo 567 contr+9 lum+9 per 387Guarda sempre il lato positivo delle cose, e se apparentemente non esiste, cercalo!!!

L’insoddisfazione appartiene a varie persone.
E’ una condizione nella quale si vive in una condizione di perenne disagio, sospesi tra ciò che abbiamo, siamo, ci accade e ciò che in realtà vorremmo e che crediamo ci appartenga.
Quando inseguiamo il nostro aquilone su per la collina, in realtà è come se noi volassimo con lui: lo contempliamo ed inseguiamo con il naso in aria, lo guidiamo, lo incitiamo a non scendere, a sfruttare le correnti e siamo felici di ogni metro che conquista e di ogni difficoltà superata; facciamo metri e metri senza nemmeno accorgercene …
Questo è bello, perché ci allontana dalle tribolazioni, ci rallegra, rendendoci di nuovo più bambini.
Abbiamo bisogno di momenti di recupero e un aquilone, una passeggiata, una corsa, quattro chiacchiere spensierate tra amiche … sono indubbiamente questo e molto altro…
Allora, il tempo, lo spazio, ciò che ci sta attorno scompaiono … e l’attimo diventa quasi eternità.
Vivo e sono per il mio aquilone, oppure per l’aria frizzante, gli alberi che mi attorniano o le persone amiche con cui parlo e rido …
Ogni azione mi appartiene nel suo momento e scopo, tanto che quando, recandoci al lavoro,  camminiamo per la strada, il naso lo teniamo a portata di mano, per ispezionare lo spazio circostante ed evitare così gli ostacoli e gli ingombri.
Vivere pensando solo al futuro, scontenti di ciò che si possiede o che ci viene offerto, ci mette nella condizione di stare invece sempre con il naso all’insù e quindi di vivere nel disagio e perdere tutta la meraviglia di ciò che ci attornia e ci dovrebbe appartenere e far godere.

1) Si dice:” La capanna in cui si ride è più confortevole del palazzo avvolto nel buio e nel silenzio…”
Smettiamo quindi di cercare l’impossibile, di sentirci inadeguati e manchevoli,  viviamo la bellezza di ciò che ci appartiene e che la Vita in mille modi ci dona, impariamo ad accettare ed accontentarci, anche se questo non significa essere rinunciatari e non cercare di crescere o di ottenere il meglio, di ciò che sia possibile per noi, ma bensì gustare, attimo per attimo, ciò che la vita ci riserva nel qui ed ora…
Ognuno di noi vive momenti di gloria ed altri di fatica.
Essere nel “proprio palazzo” sempre, significa godere di ciò che abbiamo,attivandoci sempre per fare quello che risulta essere il “nostro meglio” in quel tempo e in quel frangente, quindi stare bene dovunque e comunque, partendo proprio da noi stessi …
2) Ricordiamoci sempre che “quello che deve essere, succederà, e succederà sicuramente per tempo“.
Altro aspetto importante.
Perché non lasciamo mai la piena libertà al cielo di aiutarci e sostenerci???
Viviamo sempre nell’apprensione che le cose non ci arrivino, che vadano storte, che non ci sostengano, che ci rallentino …
Perché??
Forse perché manchiamo di Fede e pecchiamo di presenzialismo, di mania di controllo…
Soprattutto noi donne, amiamo tenere tutto e tutti sotto controllo e questo ci spinge spesso a sentirci poi oberate e affaticate.
Tutto deve sempre essere preciso, perfetto, ordinato.
Che dio decida per me?
Mmmm… sembra esuli dai nostri programmi e dalla nostra auto programmazione interiore, infatti quando ci spostiamo per un soggiorno anche breve, siamo tra le poche esemplari del pianeta che necessitiamo, in genere, di un trolley espansibile e a più strati, perché dobbiamo avere con noi, al di là di qualsiasi previsione meteo di tutto…
Per noi non esistono le stagioni.
Maglietta, maglione, camicia, felpa, lungo, corto… perché non si sa mai …
Ci chiamiamo previdenti, in realtà siamo spesso diffidenti …
Non ci fidiamo del senso di ordine dei figli, della loro disponibilità, forse perché spesso disattesa, non contiamo sui compagni, che spesso dicono e poi non fanno, non crediamo al meteo che, sebbene super preciso, potrebbe deluderci …
Così neppure il buon dio può sfuggire al nostro desiderio spiccato di interferenza, di previsione, di … non si sa mai …
Questa modalità di affrontare la Vita crea ansia, ingenera sofferenze anticipate, distorsioni sia nell’arrivo che nelle risposte alle concessioni divine …
Viviamo quasi come fanno i bambini nell’ansia del Natale e dei suoi doni e poi nella delusione di ciò che nell’attesa abbiamo mille volte immaginato, desiderato, ingigantito, distorto …
Chiediamo, poi richiediamo, rispieghiamo al buon Padre celeste quello che desideriamo e/o vorremmo, proprio come se lo reputassimo sordo, cieco e un po’ …beh, ci siamo capiti…
Non siamo mai parte dell’ottica di San Francesco: Dio mi ama e mi conosce e mai mi farebbe mancare …
Aspettare buoni buoni???
Mmmm… non si sa mai che non si ricordi di me!!!
Il Cielo ha i suoi tempi, che non ci appartengono, e di cui non abbiamo la visione, né tanto meno la super visione, ma vengono indubbiamente influenzati e ingarbugliati dalle nostre richieste, dalle nostre paure, dalle insicurezze, … e dalle nostre mutevolezze.
Un esempio???
Vi accontento subito!!!
“Padre nostro che sei nei cieli, ti prego aiutami a trovare un lavoro, non importa quale, basta sia un buon lavoro!”
Non importa dove, ma fammelo trovare, ti prego!!!”
” Però è meglio se è vicino a casa!”
“… e non pesante, perché sai, soffro di schiena …”
” E poi …”
Altro???
Eh, sì, perché sicuramente Dio ci troverà sicuramente un lavoro disonesto, degradante, lontano, magari in un altro continente e faticosissimo ….”
Bella idea che abbiamo del Padre!!!
3) “Non è sempre nemico colui che segnala i tuoi difetti”, così come non è sempre un amico buono e sincero, colui che ti sta accanto e magari parla pure delle tue virtù.
Questo è un altro aspetto nodale.
Siamo allergici alle osservazioni fatte su noi stessi e su ciò che ci appartiene, anche se fatte con garbo.
Sarà per questo che la sincerità a volte stenta a prendere quota e a creare ambienti familiari, lavorativi, ricreativi, sportivi o altro, veramente coesi e costruttivi.
Le cose si cambiano in modo proficuo, solo quando prendiamo atto dei loro limiti e perfettibilità e quando si parte da un dialogo aperto e sincero.
Lì tutto si crea e tutto è possibile.
4) “Non preoccuparti se non sai qualcosa, preoccupati piuttosto se non vuoi imparare“, perché nella stessa situazione ti ritroverai di nuovo e … moltissime volte.
Scoprire di non sapere è normale …
Solo i mezzi di comunicazione di massa, ci hanno illusi dell’esistenza dei “tuttologi”… e ci educano ad invadere i “campi d’azione e formazione altrui” …
Essi seminano arroganza e presunzione e diminuiscono le opzioni per una vera crescita, in tutti i campi, ma soprattutto in campo spirituale.
Se so di non sapere … mi attivo, ascolto, mi applico, mi informo, … cresco.
Se ho la presunzione di appartenere al tutto e di essere il tutto … annego, sprofondo nella “pesantezza” del mio essere, del mio ego: vivo cercando continuamente , come i  ghostbuster, dimenticanze, presunti nei e difetti degli altri, soprattutto degli amici, e visto che  non esistono amici/ persone  privi di difetti, prima o poi non avrò più il problema di gestire i miei appuntamenti con loro…
5) Se non sei riuscito a fare tutto quello che avresti voluto, nonostante l’immane sforzo, sii clemente con te stesso e poi anche con gli altri, perché anche chi è  riuscito a spostare una montagna,  ha iniziato spostando piccoli sassi.
Diamoci sempre il tempo sia del recupero, che prima ancora dell’apprendere con l’esercizio lento, graduale, costante, … quindi proficuo…
6) “I maestri, infatti,  si limitano a spalancarci le porte“, il resto del cammino lo facciamo da soli, applicandoci continuamente e costantemente.
L’esercizio è il migliore strumento di ogni esperimento …
7) Non disperiamoci inutilmente quando ci sfiorano avvenimenti familiari, lavorativi, relazionali e/o sociali particolari: ricordiamoci che la disgrazia, solitamente,  passa dalla porta che noi abbiamo lasciato aperta.
Qualsiasi fatto è avvenuto in qualche modo con il nostro contributo, magari inconsapevole, ma lo zampino c’è …, perché se casa è là dove risiedono i pensieri, noi di pensieri, supposizioni, riflessioni … ne mettiamo sempre tante, l’ho detto anche sopra, troppe ….
Del resto noi spesso diciamo riguardo ai nostri modi di vedere, di cogliere la Vita, che il nostro bicchiere è mezzo pieno e/o mezzo vuoto ..
In realtà il bicchiere non è né mezzo pieno né mezzo vuoto.
Il bicchiere è solo un bicchiere e il suo contenuto cambia continuamente, non tanto di quantità, ma  a seconda della nostra mutevole percezione, quindi sforziamoci di trovarci nella condizione di poter usare sempre o il più possibile un sistema  di giudizio positivo e costruttivo, nonostante tutto.
Da tutto si impara, nessuno e niente esclusi …
Del resto, “quando si commette un errore, è meglio riderci subito sopra, senza pensieri.”
8) Affrontare le cose con semplicità, ci consente di vederle e viverle non come macigni, ma semplicemente come attimi di una parentesi ben più grande; se mi percuoto il petto, mi considero una nullità, penso in continuazione al fatto, mi arrabbio con me stesso …, diminuisco l’autostima, creo blocchi emotivi, … mi metto nella condizione di non saper più affrontare serenamente le prove o gli esercizi della quotidianità.
E’ stato scritto:” Il momento più adatto per piantare un albero era venti anni fa.
Il successivo momento più adatto è oggi” , cioè non è mai troppo tardi …
Non esiste nulla di irreparabile e di disgregante, se non i limiti negativi che riusciamo a porci.
Camminiamo con la Pace dentro e la fiducia e lasciamo che il cammino si costruisca mentre proseguiamo, piano… piano ...; non esiste un cammino già fatto, soprattutto quando desideriamo e ci impegniamo per crescere dentro, spiritualmente.
9) Raggiungere la somma realizzazione della verità sarà faticoso: dovremo creare il percorso camminando spesso da soli: esso non sarà lì pronto ad aspettarci e vista la nostra meravigliosa diversità nella uniformità, ci  troveremo a fare come gli uccelli che creano uno stormo in cielo; essi volano vicini, ma nella loro individualità, senza lasciare tracce e senza poter volare al posto degli altri.
Se uno di loro perde quota, abbandona lo stormo  e quando  finalmente  ritrova le forze, non li può seguire, perché non ci sono impronte dietro di loro: da solo deve allora ricalcolare il suo percorso, la sua via verso la meta.
La mia speranza è che ciascuno di noi si prenda l’impegno con se stesso per copiare ed applicare alla propria quotidianità queste frasi,  trovando le giuste risposte a molti dubbi, permettendosi di aprire la mente e fare quei passi necessari per andare avanti.
In modo sano, pieni dell’essenza migliore della vita: noi stessi.
Quello su cui dobbiamo lavorare perché ci è sempre dato di cambiare,  sono le nostre percezioni interiori a proposito della vita, delle emozioni, dei modi di vedere, di pensare, …dei luoghi comuni.
Cambiare quello significa cambiare tutto.
“Quando qualcosa viene da dentro, quando fa parte di te, non hai altra scelta se non viverla, esprimerla.”
Questo è il tempo in cui la Luce ci risveglia, ci chiama e ci guida verso la nostra nuova e piena realizzazione.
Perdere questa possibilità e azzerare il nostro curriculum più importante, è rinunciare a noi stessi per le vanità di questa esistenza …
Se sentiamo il bisogno di scoprirci, di sapere, di conoscere, di sperimentare … accontentiamoci e diamo ascolto a quella parte di noi troppo a lungo dimenticata, senza remore, dubbi, pensieri no, con semplicità e fede!
Saremo così miracoli e scintille di una nuova umanità …

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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