
Ho detto, anche in altri articoli, che sono e vengo “forgiata” alla sacra virtù della Pazienza.
Essa appartiene in maniera “unica” alle creature Angeliche, le quali la applicano continuamente nei confronti di noi, Anime incarnate e delle situazioni complicate, che attraverso il nostro libero arbitrio generiamo.
Perché rispolverarla stamattina?
Perché sto ripensando a parecchie cose e mi riaffiorano tante situazioni ed argomenti ad essi correlati.
Forse anche tu, ti lamenti di tuo figlio, perché irrequieto e sempre un poco insoddisfatto di tutto; lo ami, ma a volte ti risulta veramente un po’ faticoso da sostenere ed accogliere.
Perché?
Perché è un bambino vivace e pieno di richieste: un vulcano.
Se è così, o se al posto del figlio hai pensato ad un’altra persona, credo che la pagina di stamattina ti guiderà nel rivalutare alcuni aspetti della frenesia e dell’ansia che ci accompagna nella nostra quotidianità.
Siamo i figli di una società veloce, dove lo Smartphone troneggia e ci condiziona.
Lo usiamo in continuazione e quel cliccare rapido, che genera una risposta in pratica immediata, ci sta entrando dentro in maniera sottile, inconsapevole e deleteria.
I bambini, che lo utilizzano prestissimo, disinstallano dalla propria essenza l’impronta della calma, sostituendola appunto con l’immediatezza.
La stessa rapidità di richiesta e risposta, che alimenta i processi tecnologici, diventa un bisogno primario della nostra mente e in tutto il nostro “essere”.
Questo significa che ti alleni a chiedere e volere tutto subito, senza saper attendere.
Ripensa a tuo figlio appena nato.
Lo spirito di sopravvivenza, come quello di qualsiasi altra forma animale, lo portava a chiederti cibo in maniera insistente, utilizzando il pianto, gli strilli ed altri tipi di rinforzo, pur di avere il cibo.
Questa tecnica, in lui, essendo stata soddisfatta, si è poi migliorata e rinforzata nei mesi successivi, tanto che è arrivato ad applicarla, o a tentare di farlo, anche in altri contesti: il lettone, lo starti in braccio, la pipì, quel cibo, nuovi giochi…
Se tu lo hai accontentato ora ne stai vivendo le conseguenze: lui ti tiranneggia e chiede e pretende subito ciò che desidera.
Glielo hai permesso, accontentandolo, quindi “educandolo”, giorno dopo giorno.
E’ facilissimo essere “addestrati, educati” a questa modalità, perché toglie ogni forma di attesa e quindi elimina ogni possibilità che il bisogno venga disatteso, cosa che in natura invece, sarebbe ed è possibile.
Vuoi una cosa? Eccola!!
Appena svezzato il piccolo ha conosciuto il cellulare e lo ha trovato un aggeggio veramente wow.
Clicchi un po’ di tasti e accade di tutto, con una rapidità ancora migliore, rispetto ai tempi di risposta di mamma, dei nonni e del papà.
Affascinante, mitico.
E il piccolo lo ha fatto suo.
Purtroppo non è solo dei piccoli, anche se in loro sta generando dei disagi di attenzione e dei seri squilibri emotivi, psicologici e logici, relazionali, fisici.
Siamo i figli della velocità.
Nella nostra Vita stanno scomparendo la calma, la lentezza, la metodicità e quindi anche la pace, la serenità, la gioia, l’equilibrio.
Non stiamo bene se non siamo in equilibrio.
Ma se tu prendi una bottiglietta e ci metti due liquidi, per esempio del latte e del caffè e poi agiti, cosa vedi?
Le due soluzioni si mescolano, si scecherano e ritornano nello stato di quiete “equilibrato”, solo dopo un po’, che tu hai smesso di muovere freneticamente la bottiglia.
Allora non hai più solo latte o solo caffè, ma caffè e latte, cioè equilibrio.
Noi siamo “doppi” e dobbiamo trovare equilibrio per essere e mantenerci in salute, in tutto.
Siamo velocità, ma anche lentezza, siamo pace, ma anche furia, siamo gioia ed anche dolore …
Come possiamo raggiungere la nostra piena Pace, se viviamo sempre sollecitati come la bottiglia di poco fa?
Come puoi quindi, pretendere da tuo figlio o da una persona con cui vivi equilibrio, ascolto, gioia, condivisione, se vivete dentro quella bottiglia in perenne stato di scecheramento?
Viviamo come dentro una lavatrice in funzione e chi ne paga le conseguenze sono soprattutto i piccoli, che non conoscono l’altra parte di sé, perché da quando vengono al mondo li abituiamo a velocizzarsi, a correre, a mangiare di corsa, di fretta, a vivere come sparati da un cannone.
Poi a scuola devono stare tante ore in un banco e rallentare.
Rallentare dopo 6 anni di caos allo stato puro?
C’è molta confusione nella nostra testa e nei nostri modi di vivere e leggere la vita e la realtà circostante.
Un lento?
Un disadattato sociale.
Una persona malata o con problemi.
A scuola i pargoli, tuo figlio incluso, sono schizzati e faticano a concentrarsi.
Ma è normale, quando sono cresciuti all’insegna delle fatidiche paroline: “ Su, spicciati!”
“Fai presto!”
“Muoviti che siamo in ritardo!”
“Veloce, devi essere veloce!”
Già, lento può essere solo Guglielmo. perché bloccato su una sedia a rotelle.
Spesso la lentezza viene associata al disagio e vissuta come un disagio.
Perché? Stiamo scherzando?
Noi uomini stiamo battendo le formiche 100 a 1.
Siamo frenesia allo stato puro. La calma è una virtù e va recuperata.
La Pazienza è una dote inalienabile e non puoi dimenticarla e annientarla in tuo figlio e nemmeno in te stesso.
Come puoi rivisitare un episodio che ti accade durante la giornata, se non ti concedi neppure un respiro fatto con calma?
Stamattina sistemavo le piante, molto presto, e mi sono vista muovermi con lentezza e presenza piena al momento che stavo offrendo e condividendo con le mie piccole amiche.
Ho chiesto agli Arcangeli se stavo perdendo tempo, perché quella gestualità era lenta, dolcissima, quasi fosse un rito.
Risposta di assoluto diniego.
Diciamo che in questa ritrovata calma, ho la piena consapevolezza di vivere un qualcosa che in genere non appartiene neppure a me, che sono vulcanica, con il benestare angelico, perché le iniziative da proporre e sostenere sono tantissime.
Mi sono accorta, da sola, che terminato il tempo della scuola, in questo periodo di vacanza, mi viene concesso un ritmo straordinariamente bello, pacato, pieno di Amore.
Sto vivendo appieno il mio Qui ed Ora e l’equilibrio è veramente proficuo e magico e credo che anche le mie pagine ve lo attestino.
Sono magari più ferma e decisa, immediata, perché i tempi sono maturi ed il cambiamento è veramente inarrestabile ed è alle porte ( 2 eclissi solo in questo mese), ma sto in piena sinergia di equilibrata Pazienza, con il Cielo.
La Pazienza è vitale e tutto l’anno mi viene richiesta e spiegata dagli Arcangeli.
Ora, nella dolce concessione della “lentezza” la ritrovo appieno.
Il tuo bambino che pesta i piedi e sbraita come un ossesso, va educato alla pazienza e da lì trarrà moltissime altre Virtù, doti e valori indispensabili per il suo “benessere” non solo e tanto scolastico, ma generale, di Anima e di Fisicità piena.
Il cliente che schizza come un pazzo al minimo accenno di rallentamento, ha bisogno di vivere nella serenità e ritrovare la calma e quindi la gioia e l’equilibrio.
Tua moglie che rompe come una zanzara, non è in asse e dovete insieme capire come mai e cosa fare.
Rabbia, stress, reazioni intolleranti, la sensazione perenne di perdere tempo, di non concludere di non farcela… sono frutti di questa società malata di velocità e quindi in perenne e meraviglioso squilibrio, che porta solo al nostro peggio.
Come risolvi poi il malessere che ne consegue?
Ansiolitici, antidepressivi, calmanti e libero sfogo alle reazioni di pazzia incontrollata sia verbale, che fisica.
E il tuo corpo?
Esprime il disagio “incriccandosi” e scricchiolando come una vecchia porta cigolante, con infiammazioni, infezioni, problemi cardiaci, asma, cervicale, colpo della strega e dello stregone ed intolleranze e/o allergie.
Basta!
E’ tempo di rivisitare la tua esistenza e darle un tocco di magica tranquillità.
Perché è così in auge la pratica Yoga?
Perché se non riprendi a respirare e rallentare i tuoi sistemi potrebbero un giorno, non lontano, dirti: ”Time out”.
Ma non basta un’ora di pace e di pratica alla settimana: rallentare deve diventare uno “stile di Vita”.
Se corri e sei sbattuto qua e là, il respiro ne risente immediatamente e con lui tutto il tuo sistema.
Respirare è vitale e va fatto con attenzione.
Guardati e guarda tuo figlio, i tuoi amici, guarda come vivete …
Sei sempre di corsa, sempre a chiedere, sempre a pretendere, sempre a tiranneggiarti e trascinare nel tuo vortice chi incroci e ti vive accanto.
Il problema è poi che tu entri in relazione con altre persone che, a loro volta, hanno aspettative su di te, hanno le tue stesse ambizioni, vogliono spesso le stesse cose, quindi si comportano esattamente come te: vogliono tutto e subito.
Tu scecheri te stesso, agiti loro e loro, a loro volta agiscono alla stessa maniera con te.
Un vortice incontrollato, una reazione veramente atomica, che ci porta al caos generale.
Ci vuole tempo, soprattutto per ascoltare, cogliere, comprendere, e quindi apprendere da tutto quanto ti accade, altrimenti dai letture superficiali, immediate, spesso secondo schemi e pregiudizi, non in maniera libera e costruttiva.
Il suggerimento di sedersi sulla riva del fiume ed osservare, perché prima o poi vedrai passare il cadavere del tuo nemico, non è l’augurio di vederlo schiattare, ma il poter e riuscire a rivisitare il fatto, l’episodio che vi aveva coinvolti entrambi.
Ricordi la bella storia di Buddha, che ho già messo in un’altra pagina?
Forse sarebbe bello tu la rivedessi e le dessi il Tempo che merita, perché tu hai bisogno di quel tempo e te lo devi concedere, per tornare a vivere.
La pazienza è come un abito, molto aderente, forse difficile da indossare, lo affermava anche Buddha, ma tutti i meriti si sviluppano nel momento in cui viene indossato.
Quando vediamo una persona o assistiamo ad un episodio e ci arrabbiamo, cosa accade?
Il problema non è quella persona in sé, né il fatto successo, ma è nella nostra mente.
Possiamo eliminare dal mondo tutte le persone, tutti gli oggetti, tutte le storie che ci scatenano collera?
E’ lei, la nostra collera che dobbiamo abolire.
E la storia?
Te la richiamo in breve.
La storia racconta che il Buddha chiese, durante una sosta in un lungo viaggio, al suo discepolo più impaziente di andare a prendergli acqua al fiume.
Il discepolo venne mandato tre volte, ma essendo passati nel corso d’acqua dei buoi, che trainavano un pesante carro, non gli fu possibile attingerla, perché torbida, sporca.
L’allievo scalpitava e guardava il mastro senza cogliere il perché di questa sua inutile e ripetuta richiesta.
Alla fine il Maestro lo rimandò di nuovo ed egli trovò l’acqua limpida e cristallina; allora la prese e la portò al Buddha che gli chiese:
“Dimmi: cosa hai fatto per pulire l’acqua?”.
Il discepolo non capì la domanda, visto che ovviamente non aveva fatto nulla e non aveva alcun merito in quel cambiamento. Non rispose e così il il maestro gli spiegò:
“Hai aspettato, ecco cosa hai fatto. In questo modo, il fango si è depositato da solo e ora possiamo bere dell’acqua pulita. Vedi, anche la tua mente funziona allo stesso modo. Quando è disturbata, devi solo lasciarla stare. Dalle soltanto un po’ di tempo e non essere frettoloso. Al contrario, sii paziente”
Ecco di cosa necessita il tuo corpo, la tua mente e il tuo Spirito: Pazienza.
Smetti di scalpitare un cavallo nel box, pronto a scattare nell’ippodromo.
Hai la febbre?
Fermati e lascia che il tuo corpo recuperi, in maniera serena e naturale, ne ha bisogno e te lo sta chiedendo a gran voce.
Sei stanco?
Datti un po’ di tempo, te lo meriti.
Vuoi vivere e cambiare in meglio la tua Vita?
E’ giusto, è un tuo diritto, ma parti dalle piccole cose, non stravolgere ogni cosa, fuggendo senza avere prima fatto i giusti passi.
C’è chi si rende irreperibile e fugge su un’isola deserta, ma ricordati che fugge … e quindi sta ancora correndo.
Non devi mollare tutto di getto e scappare, ma scegliere la calma e quindi raggiungerai veramente la tua Pace, il tuo equilibrio e la saprai essere Paziente.
Vuoi essere felice?
Fatica, non cercare mai scorciatoie, perché non ne esistono.
In una società piena di promesse inutili ( magro in una settimana, palestrato in 10 minuti …) tu lavora, invece, lavora veramente e duramente su te stesso e sui tuoi sogni e diventerai felice.
Vuoi star bene con la tua donna o il tuo uomo?
Non stupirla o stupirlo spendendo un sacco di soldi, ma dalle attenzione, amore, coccole, abbracci,…
Cerca di recuperare tutti gli anni persi, gli anni di puro disinteresse.
Riprendi a vivere anche per lei o lui, dedicandogli ogni giorno il tuo tempo, perché lei/lui è la persona che ami.
Pianifica le cose con calma, respirando, e amando ogni cosa che fai, come fosse l’ultima e tutto avrà un gusto, un sapore diverso.
Non è vero che ti manca il tempo, devi solo “usarlo al meglio”, riempiendolo di serene scelte e di felicità.
Datti tempo e sii, come gli Arcangeli, vero maestro di pazienza sia con te stesso che con gli altri.
La vita è meravigliosa e tutto diventa più facile quando la affronti con amorevole pace, con lentezza e serenità interiori.
Buon respiro a tutti!
Semplicemente ti
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com



Assolutamente vero…
Bellissimo articolo.
Grazie Felice Domenica Ti degli Arcangeli.
Grazie Francesco!
Un abbraccio dolce e che sia una settimana GRANDE in DIO, per ciascuno di noi!!