
E’ il periodo degli “opinionisti”.
Ti sei mai chiesto perché?
E’ come se vivessimo in una società di “tuttologi”, pronti a dare giudizi e ad agganciarti in qualche modo, con la loro semplice opinione.
Questo fa parte della modalità di strumentalizzazione sociale, in essere.
La strumentalizzazione.
La finestra di Overton ( https://www.sottounarcobalenodiluce.com/il-mistero-della-finestra/) prevede infatti che ad un certo punto, all’interno delle dinamiche manipolatorie, si arrivi a questa fase, fase che è parte integrante di tutto il processo.
L’opinione è studiata in modo che si insinui una sorta di veleno nel messaggio, come nella mela di Biancaneve, un veleno utile per far accadere certe cose.
Le persone, ossessionate dal giudizio, vengono così pe indotte a prende tutto sul personale, a mettersi in discussione, a sentirsi “fuori luogo” e quindi a cambiare opinione, adeguandosi al punto di vista, prima “inconcepibile” del somministratore.
E’ tempo di “togliere gli occhiali che deformano la realtà, invertendo addirittura i poli.
Quando sei stato lavorato finemente, come fossi uno scoglio lambito dall’acqua del mare, giorno dopo giorno, divieni un soggetto molto sensibile all’opinione altrui e quindi sei nella condizione di prendere tutto sul personale.
Questo ti rende ancora più insicuro e ti porta non solo a temere il giudizio altrui, ma ad aprire la porta al disagio, per un ipotetico giudizio, poi alla paura e quindi all’ aggressione finale, quando retrocedi dalle tue opinioni, modifichi i tuoi punti di vista e non sei più in grado di fartene portavoce e di sostenerli.
Quello che dice l’altra persona, non ti appartiene!
E’ tempo di crescere e di uscire da questa “condizione di sudditanza” all’apparente opinione altrui.
Inizia a non prendere più nulla sul personale, perché farlo significa perdere il “proprio castello”.
E’ come se, di fronte al nemico che si piazza davanti al ponte levatoio del tuo maniero, e inizia una disquisizione sulla validità o potenza delle tue armi difensive, tu ti agganciassi ai suoi discorsi e aprissi il portone, uscendo fisicamente, per ribattere alle sue attestazioni.
In questo modo vieni indotto a uscire allo scoperto e vieni vinto in maniera subdola, ma funzionale, perché succede questo.
Non devi intessere un saggio filosofico con l’altra persona, come se nelle sue dichiarazioni ci fosse del vero e il suo dire ti riguardasse da vicino, ma credere in te stesso, avere fiducia in ciò che hai scelto, e guardare oltre.
Quello che il tuo interlocutore ti sta riferendo, lo riguarda e per tanto qualunque cosa dica non ti appartiene.
Non devi essere come il corvo della favola, che aveva nel becco un bel pezzo di formaggio che perse, proprio per soddisfare la richiesta della volpe.
Se ti agganci alla sua dinamica soffrirai gratuitamente e parecchio.
L’altro non ti conosce, non è consapevole del tuo “Sé interiore”, Sé che ha mille sfumature, sfumature che spesso nemmeno Tu conosci.
Come puoi ritenere che la persona che hai di fronte, ti conosca più di quanto tu stesso ti possa conoscere?
Ogni persona vive nella propria mente, in un contesto, in una realtà, in un mondo e in un modo, completamente diversi dalla realtà esterna, in cui si trova a vivere.
Quando accogli un fatto, come fosse qualcosa di personale, qualcosa che in qualche modo ti tocca, tu cominci a pensare, cominci a credere che le altre persone conoscano il tuo mondo interiore, quello che lo anima, gli dà vita e forza, come se conoscessero le tue armi.
Di conseguenza, finisci per cercare di ribattere, ti agganci alle loro modalità, perdi energie in disquisizioni a volte assurde, e cadi in azioni che ti svuotano, ti sviliscono, ti tolgono tempo ed energie e ti spingono solo, ormai preda della svalutazione e dello sfinimento, a cambiare il tuo punto di vista, quel punto di vista a cui prima tenevi tanto e pensavi fosse parte dei tuoi valori.
Fai un secondo accordo con Te stesso!
Quindi, è il momento giusto per fare questo secondo “accordo” con te stesso, uscendo dalla svalutazione che ti perseguita fin da bambino, quando un adulto ti guardava serio e tu ti sentivi piccolo, giudicato e per nulla degno di buone attenzioni.
Mentre il primo accordo è dunque quello di fare attenzione al linguaggio utilizzato
( https://www.sottounarcobalenodiluce.com/15738-2/ ) , alla parola, il secondo
è di non prendere nulla sul personale.
Quello che succede intorno a te non prenderlo come fosse un problema tuo, un fatto che ti riguarda da vicino, personale.
Se qualcuno si rivolge a te, con parole che ti agitano, che sembrano in qualche modo dette o semplicemente arrivate per infastidirti, non ti agganciare.
Lui non ti conosce, quindi sta solo parlando, inconsapevolmente a se stesso.
Lascia quindi che si parli e che abbia l’occasione di ascoltarsi.
Ricordati che, anche se quelle parole sembrano indirizzate a te, sembrano una sorta di “raccomandata personale”, in verità quelle parole sono gli accordi che quella persona, che ora ti parla, ha preso con se stessa e se la racconta, mettendoti in mezzo.
Tu sei come il suo psicoanalista.
Ti sta solo raccontando “la sua storia”.
Nel rivolgersi a te, quella persona affronta i suoi scogli, le sue emozioni, i suoi stati d’animo, i suoi errori, le sue fatiche, i suoi pinti di vista, i suoi limiti, i suoi pregiudizi e le convinzioni più attese.
Lì c’è tutto il suo “insoluto”, di cui una parte inconscia, narrante, cerca di renderlo “edotto”.
Nessuno, ripeto nessuno, ti conosce realmente, così come anche tu hai lati di te “inediti” e così come non conosci realmente gli altri, tanto che ti sarà capitato di ammettere che non “ti saresti mai aspettato” una certa cosa, sia in positivo che in negativo, da certe persone.
In realtà non ti attendevi quella cosa, perché l’idea che hai di loro è un’idea e quindi si discosta parecchio dal loro reale profilo, profilo che nessuno conosce, nemmeno Tu.
La fomo, complica poi ulteriormente le nostre relazioni e fa anch’essa parte di questo piano diabolico, per disconnettere l’uomo e impedirgli l’ascesa.
Perfino le persone più intime e più care al tuo cuore, non ti conoscono e l’opinione che anche tu hai di loro, spesso non collima con i 360 aspetti del loro profili, ma è solo frutto delle tue attese, dei tuoi sogni, delle tue credenze, dei tuoi pregiudizi.
Ogni persona, con la quale hai vissuto o condiviso una certa esperienza, ti ha suscitato un qualcosa dentro e a questo qualcosa tu hai dato una forma, creando una sorta di abito, abito che le hai poi fatto indossare, fino all’istante in cui ti accorgi che, chi sta sotto il tuo abito, ha taglie diverse, rispetto alla tua creazione.
Viviamo in una realtà artefatta, in un sogno dove ad ogni personaggio diamo o togliamo fiducia, credito, parsimonia, bontà, generosità, grettezza e tantissimo altro, a seconda di come “lo abbiamo vissuto” e percepito.
Cambia prospettiva!
Quando avrai lavorato su di Te, inizierai a vedere gli altri con occhi nuovi e potrai finalmente vederli nella loro vera “essenza”.
Allora riuscirai ad uscire dal personale e ad addentrarti nella “vera natura dell’altro”.
Nulla ti toccherà più a livello personale, e questo ti renderà sereno e finalmente pacato e riappacificato con il fuori.
Avrai allora la certezza, che anche un’opinione su di te, che qualcuno ti porterà, non sarà un’ingiustizia, una sorta di catastrofe che attende vendetta, sacra vendetta.
Sarai consapevole che la loro opinione è solo un preconcetto e che quello non sei “assolutamente” tu.
E’ importante, per uscire da questa condizione, rivedere i propri accordi interiori, perché tutto parte da lì.
Se da piccolo sei stato o ti sei sentito sminuito e aspramente giudicato, quel dolore e quella condizione avvilente, ti hanno spinto a fare un patto, un accordo con te stesso, un vincolo che ti ha portato a prendere tutto come un fatto reale, imputabile a te stesso.
Se ogni volta che una persona parla e ti riporta qualcosa, tu la accogli come fosse un fatto personale, significa che sei d’accordo con quanto dicono e quindi di sminuisci da solo.
Questo dipende da antichi contratti personali, che tu stipulasti con alcune parti di Te.
Gli accordi li stipuliamo soprattutto nella nostra infanzia, ma siamo in grado di modificarli o di centuplicarli, cammino facendo, basandoci sul nostro campo esperienziale.
Ne abbiamo quindi moltissimi.
Li teniamo nella mente, pronti all’uso, e creiamo per ognuno un profilo più o meno tagliente.
Abbiamo addirittura accordi che sono conflittuali tra loro.
Devi prenderne atto, scovarli, cominciare a osservarli da vicino, per togliergli potere, per questo ho creato il quaderno perché tu avessi uno strumento valido, una sorta di spazio sacro carico di Luce, dove lavorare con tenacia e costanza, seguendo una tua tabella di marcia.
Solo tu puoi sapere cosa ti angustia e dove andare a “mettere le mani” e come.
Io ti spiego cosa accade, poi tu ci devi mettere impegno e volontà per “cambiare”.
A te compete fare le giuste scelte, partendo da te stesso.
Quando cambierai questo accordo, di non prendere – non vivere più nulla come un fatto strettamente personale, inizierai a sentirti meglio, molto meglio; lentamente questa nuova dinamica, ti entrerà e diventerà un’abitudine.
Sarai sereno e non proverai più rancore, rabbia, dolore o sofferenza, ma ti sentirai in pace ed equilibrio.
Lentamente spezzerai gli accordi che ti hanno fatto tanto soffrire in passato e ti sentirai finalmente libero ed appagato, in pace con il mondo.
Non ti importerà di fare l’opinionista, né di sapere cosa un opinionista ha da dire, perché ti sentirai in equilibrio con te stesso, di cui finalmente ti fiderai, dandoti la dovuta fiducia.
Così avrai finalmente modo di udire la voce del tuo Angelo Custode, o degli Arcangeli, oltre che quella del tuo cuore e della tua Anima, impossibili da udire, quando soffia il vento gelido delle paure e del vittimismo, insito nel “rimanere ancorato al personale”.
Avrai finalmente fiducia in Te stesso e darai fiducia al prossimo.
Om Shanti
Ti degli Arcangeli
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