
Favole per crescere




L’elefante e i Ciechi
Un giorno un re riunì alcuni ciechi e propose loro di toccare un elefante per constatare come fosse fatto.Alcuni afferrarono la proboscide e dissero: “Abbiamo capito: l’elefante è simile a un timone ricurvo”.
Altri tastarono gli orecchi e dichiararono: “È simile a un grosso ventaglio”.
Quelli che avevano toccato una zanna dissero: “Assomiglia a un pestello”.
Quelli che avevano accarezzato la testa dissero: “Assomiglia a un monticello”.
Quelli che avevano tastato il fianco dichiararono: “È simile a un muro”.
Quelli che avevano toccato una gamba dissero: “È simile a un albero”.
Quelli che avevano preso la coda dissero: “Assomiglia a una corda”.
Ognuno era convinto della propria opinione. E, a poco a poco, la loro discussione divenne una rissa.
Il re si mise a ridere e commentò: “Questi ciechi discutono e altercano. Il corpo dell’elefante è naturalmente unico, e sono solo le differenti percezioni che hanno provocato le loro diverse valutazioni e i loro errori”.
(Buddha)

Un giorno, un vecchio saggio era ai bordi di un’oasi di approvvigionamento per cammelli. Si trovava alle porte del Medio Oriente. Di sovente capitava che si fermassero dei viandanti a chiedere informazioni sul posto. Un giorno, un giovane gli domandò: “Non sono mai venuto da queste parti. Come sono gli abitanti di questa città?”
Il vecchio saggio rispose con una domanda: “Come erano gli abitanti della città da cui venivi?”
Il giovane disse: “Egoisti e cattivi. Per questo sono stato contento di partire di là”.
“Così sono gli abitanti di questa città!”, gli rispose il vecchio saggio.
Poco dopo, un altro giovane si avvicinò all’uomo e gli pose la stessa domanda:
“Sono appena arrivato in questo paese. Come sono gli abitanti di questa città?”
L’uomo rispose di nuovo con la stessa domanda: “Com’erano gli abitanti della città da cui vieni?”.
“Erano buoni, generosi, ospitali, onesti. Avevo tanti amici e ho fatto molta fatica a lasciarli!”.
“Anche gli abitanti di questa città sono così!”, rispose il vecchio saggio.
Un mercante che aveva portato i suoi cammelli all’abbeveraggio aveva udito le conversazioni e quando il secondo giovane si allontanò si rivolse al vecchio in tono di rimprovero: “Come puoi dare due risposte completamente differenti alla stessa domanda posta da due persone? “Figlio mio”, rispose il saggio, “ciascuno porta all’esterno, ciò che è nel suo cuore ”.
Chi non ha trovato niente di buono in passato, non troverà niente di buono neanche qui. Al contrario, colui che aveva degli amici leali nell’altra città, troverà anche qui degli amici leali e fedeli. Perché, vedi, ogni essere umano è portato a vedere negli altri quello che è nel suo cuore.
Om Shanti
ti

Le lezioni del maestro Bankei non erano frequentate solo dagli studenti di Zen ma anche da persone di ogni ceto e di ogni setta.
Lui non citava i sutra né si dilungava in dissertazioni dottrinali.
Al contrario, le parole gli uscivano direttamente dal cuore e raggiungevano il cuore di chi lo ascoltava.
Che lui avesse un pubblico tanto numeroso fece infuriare un prete della setta Nichiren, perché tutti i suoi seguaci lo avevano abbandonato per andare a sentire lo Zen. L’egocentrico prete Nichiren si recò al tempio, risoluto ad avere un contraddittorio con Bankei.
«Ehi, insegnante di Zen!» gridò. «Aspetta un momento. Chi ti rispetta obbedirà a quello che dici, ma un uomo come me non ti rispetta. Puoi convincermi ad obbedirti?».
«Vieni qui accanto a me e te ne darò la prova» disse Bankei.
Con aria altera, il prete si fece largo in mezzo alla folla e si avvicinò all’insegnante.
Bankei sorrise. «Vieni qui alla mia sinistra»
Il prete obbedì.
«No,» disse Bankei «parleremo meglio se ti metti alla mia destra. Vieni da quest’altra parte».
Con aria sprezzante il prete passò dall’altra parte.
«Come vedi,» osservò Bankei «tu mi stai obbedendo, e io trovo che sei veramente gentile. Ora siediti e ascolta».


Ehi bambini, oggi c’è una magica novità …
Abbiamo una nuova vocina sul nostro Blog… Ascoltatela e lasciatevi incantare dalle sue parole e dalla bellezza e magia di questa storia, magistralmente letta dalla new entry Sara!!!
Amorevolmente ti & tutti noi strafelici per questa nuova collaborazione

Le ombre si stanno allungando sulla prateria del Montana.
E’ l’ora del crepuscolo, quando il sole si va a coricare dietro le colline, salutando i pascoli verdi, che ha illuminato per tutto il giorno.
Per qualche minuto il cielo si tinge di un intenso arancione pastello ed i contorni degli alberi sulle colline diventano neri, come se fossero stati disegnati dall’inchiostro di una stilografica.
Poi il sole scompare, le ombre si fondono in una e l’arancione lascia spazio ad un blu cobalto, che va via via intensificandosi: è il momento delle tenebre, in cui emerge la profondità di tutto…
“Mamma!!! SIA si è preso di nuovo la mia biglia preferita e non me la vuole dare!” strilla NOA dalla loro cameretta, dove lui ed il fratello gemello stanno giocando a biglie su un percorso fatto di costruzioni in legno, creato interamente da loro.“Ragazzi, vi avevo detto di andare subito a fare un bagno, dato che siete stati tutto il giorno nel ranch con papà.
Forza, che è quasi pronta la cena! Muovetevi e non rimettetevi a giocare!!” rispose di rimando la mamma dalla cucina.
Sarah è una donna sempre amorevole e gentile con i figli.
Gli lascia quel tanto di libertà da consentirgli di sperimentare la vita e perché no… anche di sbagliare, se necessario.

Un cavallino viveva nella stalla con la madre e non era mai uscito di casa, né si era mai allontanato dal suo fianco protettivo.
Un giorno la madre gli disse: “E’ ora che tu esca e che impari a fare piccole commissioni per me. Porta questo sacchetto di grano al mulino!”
Con il sacco sulla groppa, contento di rendersi utile, il puledro si mise a galoppare verso il mulino.
Ma dopo un po’ incontrò sul suo cammino un fiume gonfio d’acqua che fluiva gorgogliando.
“Che cosa devo fare? Potrò attraversare?”
Si fermò incerto sulla riva.
Non sapeva a chi chiedere consiglio.
Si guardò intorno e vide un vecchio bue che brucava lì accanto.
Il cavallino si avvicinò e gli chiese:
“Zio, posso attraversare il fiume?”
“Certo, l’acqua non è profonda, mi arriva appena a ginocchio, vai tranquillo”.
Il cavallino si mise a galoppare verso il fiume, ma quando stava proprio sulla riva in procinto di attraversare, uno scoiattolo gli si avvicinò saltellando e gli disse tutto agitato: “Non passare, non passare! È pericoloso, rischi di annegare!”
“Ma il fiume è così profondo?” Chiese il cavallino confuso.
“Certo, un amico ieri è annegato” raccontò lo scoiattolo con voce mesta.
Il cavallino non sapeva più a chi credere e decise di tornare a casa per chiedere consiglio alla madre.
“Sono tornato perché l’acqua è molto profonda” disse imbarazzato “non posso attraversare il fiume”.
“Sei sicuro? Io penso invece che l’acqua sia poco profonda” replicò la madre.
“E’ quello che mi ha detto il vecchio bue, ma lo scoiattolo insiste nel dire che il fiume è pericoloso e che ieri è annegato un suo amico”.
“Allora, figlio mio, l’acqua è profonda o poco profonda? Prova a pensarci con la tua testa”.
“Veramente non ci ho pensato”.
“Figlio mio, non devi ascoltare i consigli senza riflettere con la tua testa. Puoi arrivarci da solo. Il bue è grande e grosso e pensa naturalmente che il fiume sia poco profondo, mentre lo scoiattolo è così piccolo che può annegare anche in una pozzanghera e pensa che sia molto profondo”.
Dopo aver ascoltato le parole della madre, il cavallino si mise a galoppare verso il fiume sicuro di sé.
Quando lo scoiattolo lo vide con le zampe ormai dentro il fiume gli gridò:
“Allora hai deciso di annegare?”
“Voglio provare ad attraversare”.
E il cavallino scoprì che l’acqua del fiume non era né poco profonda come aveva detto il bue, né troppo profonda come aveva detto lo scoiattolo.
Fiaba cinese letta con Amore da ti, per Te

Non è facile sai, riuscire a vedere la perfezione dentro di noi e neppure nelle altre persone, perché per farlo ti servono, non gli occhietti che hai sul visetto, ma gli “occhi del cuore”.
“Perchè, il mio cuore ha gli occhi?”
Sì, sono occhi nascosti, interiori.
E come li puoi trovare questi occhi interiori, che ti rendono capace, di vivere ogni cosa con gioia e con la voglia di provarci, di ritentare, di farcela?
Se hai pazienza, ora te lo spiego.
Di solito, quando ti guardi intorno vedi negli altri, per esempio nei tuoi amici, un sacco di cose che loro sanno fare e tu, come Maia, pur essendo felice per loro, ti intristisci, perché credi di non saper fare nulla di così speciale.
Hai un tuo amico bravo a fare i salti, un altro che corre come una scheggia, una tua amichetta che colora benissimo i disegni e tu, pensi di essere lento, colori spesso fuori dalle righe, ed anche se ti riconosci di saper fare salti alti, come i canguri, non riesci a trovare qualcosa che ti renda speciale.
Quello che ti serve, sai, forse è qualcosa che hai già dentro, ma senza saperlo, devi solo accorgerti e per farlo ti occorrono quegli occhi ben aperti, di cui ti ho parlato poco fa.
Come arrivarci? Beh è una lunga storia arrivarci, una storia che, giorno dopo giorno, esperienza dopo sperienza, ti porta a fare una bellissima scoperta, proprio come Maia, la protagonista della nostra fiaba.
Maia ha tanti amici ed una bella famiglia, ma un bel mattino parte, decisa a cercare il bellissimo abitino; se non lo troverà già pronto da indossare, allora acquisterà tutto l’occorrente che le servirà, per confezionarlo con le sue stesse mani. Così inizia il suo lungo viaggio.
Il suo è veramente un cammino lungo e all’apparenza infruttuoso, fino al giorno in cui ecco che accade qualcosa…
Ma, basta parlare, partiamo dall’inizio di questa meravigliosa storia …
Chiudi gli occhi ed ascolta …
Piaciuta?
Ma cosa cercava la nostra Maia?
Un Vestitino a fiori?
Eh sì, un vestitino, ma un vestitino molto speciale, perchè è un simbolo, cioè è solo un oggetto che in verità nasconde le cose che ognuno di noi, pur avendole sotto il naso, va cercando per mari e per monti.
Fai così, proprio come lei, ogni volta che cerchi un amico, perché ti renda felice, perché pensi che la felicità venga da fuori e dipenda un’altra persona, oppure quando vedi negli altri la bravura, la gioia, l’allegria e tu, pensi di essere “diverso”, di non avere quei doni, e allora cerchi di imitarli, ma non ce la fai, non perché non sei bravo, ma perché tu sei tu e loro sono loro.
Pensa a questa cosa importante, a cui sicuramente non hai mai pensato:
Tu non puoi vedere il “vestito dell’altro”bambino, se quel vestito non è anche tuo, se non ti appartiene, se anche tu non lo indossi.
Quante volte sei magari un po’ giù di tono, perché vedi un qualcosa in tuo amichetto, che ti piace, e tu pensi di non averlo, ma non è così.
Tu non puoi vedere e riconoscere una cosa bella, se lei non c’è anche anche dentro il tuo cuore.
Devi, per gustarla, accorgerti che c’è, proprio come il vestito di Maia, quel vestitino che lei aveva sempre avuto addosso, ma senza saperlo.
Quando si è accorta di indossarlo? Quando, anzichè voler fare come gli altri, ha dato spazio alla voce del suo cuore, è stata generosa e così le si sono “aperti gli occhi del cuore” e finalmente anche i suoi occhi fisici, cioè quelli del viso, hanno potuto vedere che non le mancava niente, che il vestitino che desiderava tanto, lo aveva sempre indossato.
Qualcuno aveva già visto il suo vestitino a fiori? Sì, ma solo le persone buone, quelle con un cuore grande, loro sì, che glielo vedevano.
La continua ricerca di Maia ci nutre e ci educa, perché rappresenta il nostro viaggio alla scoperta di noi, un viaggio unico nel suo genere, un viaggio necessario, anzi indipensabile, per non farti entrare nella tribù degli “sdraiati”, la tribù dei ragazzini divanizzati permanenti, quelli che stanno tutto il giorno con la Play e perdono il cuore, che lentamente si spegne e muore. Pensaci!!! E questa storia, raccontala anche a mamma e papà, perché anche loro devono cercare dentro di sè il proprio Sè Superiore, cioè la parte più buona di loro.
Amorevolmente R.& ti, rispettivamente Autrice e Lettrice.

Oggi ti propongo una fiaba, molto dolce, in cui si parla del Lupo e della Luna piena. Incontrerai per la prima volta una figura magari un po’ insolita di questo animale, perché nella fantasia delle nonne e di molte persone, lui viene visto come “un animale cattivo” aggressivo, sempre affamato, mentre è un animale veramente speciale. Il Lupo vive bene sia in branco, cioè nel suo gruppo, che da solo e questo già fa di lui una creatura da osservare con attenzione.
Noi a volte non viviamo senza il nostro amico migliore o la nostra amica del cuore; ecco il Lupo non è così, e sai perché?
Perché, contrariamente a noi, lui si basta e così sa gustare il meglio di ogni situazione. Un lupo non cerca gli altri lupi per bisogno, ma li cerca perché ha piacere a stare con loro ed in quel momento è felice e sta bene, ma quando gli capita di stare da solo, il lupo sa badare a se stesso e gironzola e vive al meglio, comunque.
E’ un animale socievole e ha una grande empatia, cioè sente e partecipa a quello che gli accade intorno; lui può vivere in gruppo e allora lavora per il gruppo, lo sostiene, lo difende oppure può anche decidere di vivere per un certo periodo solitario o con la sua compagna. Quando si stacca dal branco, non prova fastidio, non si si sente “abbandonato” a sé, proprio perchè è un animale equilibrato e quindi sta sempre bene, dovunque e comunque sia la sua storia in quel momento.
Il Lupo è un animale speciale, che ha molto da insegnare a noi uomini, così caotici e poco attenti a tutto e a tutti.
Noi vogliamo stare con gli altri per fare spesso rumore e non sentire le parole del nostro cuore.
Lui, al contrario, ogni tanto si allontana dal gruppo, per riprendere ad ascoltarsi; sa che per vivere nella foresta e nei boschi bisogna ascoltare, ascoltare tutto, ogni foglia che fruscia, ogni rametto che si muove ed anche il battito del tuo cuore, perché questo gli permette di vivere in un ambiente popolato da tanti animali feroci e dall’uomo.
Il lupo è un animale fedele, un animale che sceglie una compagna e lo fa per la vita.
Come papà è molto attento, amorevole e questa storia lo dimostra, perché anche quando ti sembrerà che lui non stia ascoltando il suo cucciolo, in realtà il papà Lupo stava con le orecchie tese, per sentire i rumori del bosco e le parole del vento.
Le caratteristiche del Lupo?
L’Intelligenza, cioè sa leggere molto bene dentro le cose che succedono il senso, il significato; c’è poi la diffidenza, perchè se non conosce una cosa la guarda, la studia attentamente, per non cadere in trappola, l’indipendenza, perché è un animale che sa badare a sè e infatti ha anche un grande Istinto e Rispetto.
Presso i Nativi Americani è infatti, a sua volta un animale onorato e molto rispettato, tanto che i guerrieri più bravi spesso portano il suo nome: Lupo bianco, Lupo Grigio…
A me il Lupo piace moltissimo e oggi sono molto felice di aver scelto e di poterti raccontare una storia che lo racconta e che ci parla anche della Luna, un’altra magica presenza, che rischiara le nostre notti e rende il cielo ancora più affascinante.
Buon ascolto!!!
Amorevolmente ti
Una fiaba giapponese, dolcissima e straordinaria, che ci parla di emozioni, ma soprattutto dell’ Amore, quello reale, vero.
Nel grande Amore tutto può essere, ma dipende, come ogni cosa, da te, da noi. Sul nascere l’Amore ti porta verso l’altro in un’onda di pace, di accoglienza, di piacere, di passione, di attenzioni, di tenerezza, di speranza e di desideri, che poi, assorbiti dalla vita quotidiana con la sua durezza, presto dimentichi. Così ti senti scivolare ed è come come precipitare dal cielo sulla terra. Di solito succede ad uno dei due innamorati ed è come un brusco risveglio, che tocca in qualche modo poi anche l’altro.
Allora i due si destano.
Questo è il momento in cui si origina il vero Amore, cioè il sceglieri veramente, perché l’amore, se esiste veramente è “il dono di te all’altro” ed è veramente per sempre.
Questa storia lo racconta e ci ricorda che quando è radicato, rinasce sempre, a dispetto anche delle apparenze e delle difficoltà.
Amorevolmente ti
Come mai il Sole e la Luna si rincorrono nel Cielo?
Ti piacerebbe saperlo?
Beh, oggi ti voglio raccontare la loro storia.
Mettiti tranquillo, rilassati ed ascolta la mia voce…
Ti è piaciuta questa fiaba?
E’ sicuramente un racconto particolare, un racconto che un tempo veniva tramandato oralmente, per far conoscere ai bambini come mai il Sole e la Luna si rincorrano lassù, nel Cielo, riuscendo ad abbracciarsi solo in alcuni momenti particolari dell’anno.
Ma non è solo questo, sai? Questa è anche una storia per pensare …, pensare al valore del Rispetto, che dobbiamo all’altra persona, quando ci chiede di fare una cosa, una storia per riflettere sull’importanza di Amare nel modo giusto e poi un modo per farci meditare sull’importanza
di fare pace, quando succede qualcosa, anche se si tratta di un pasticcio grave, come questo combinato dal Sole.
Non importa, cosa sia successo, l’importante è ricominciare, accgliendo le scuse di chi ha sbagliato, per non doversi poi rincorrere da una vita all’altra, proprio come il Sole e la Luna …
Un abbraccio dolcissimo Ti degli Arcangeli