
Un mio alunno, un ragazzino molto perspicace e intelligente, rientrò a casa brontolando con la mamma, perché gli era capitata, a suo dire, una Prof. veramente ok, ma con una pecca: era femminista.
Quella Prof. sono naturalmente io.
La conclusione di questo mio simpatico alunno, è legata ad un lavoro di storia, nel quale avevo approntato un certo tipo di percorso, che chiedeva ai ragazzi di rilevare i problemi sociali, economici, culturali o d’altra natura di alcuni periodi storici e come l’Uomo li avesse affrontati e risolti.
La risposta era unica: facendo guerra ai propri simili.
Partendo da questo dato di fatto, avevamo cercato insieme possibili soluzioni, confrontando le risposte femminili e quelle maschili e arrivando alla conclusione che mentre la donna lavora per creare unità, aggregazione e costruzione, quindi fondamentalmente in “modo creativo”, la parte maschile, che detiene per altro le sorti della Terra, da tempi immemori, lavora per “distruggere”.
Messi bene a confronto ed in evidenza i tratti femminili e maschili, che ci contraddistinguono, sembra avessi urtato la parte maschile di questo mio alunno, che era rientrato a casa brontolando, perché gli uomini sono fatti così e vanno bene così.












