Cambiare? Sì, è doveroso se vuoi crescere, ma quanti impedimenti ed ostacoli si annidano nella tua testa, forze enormi ed invisibili, spesso legate ai “dovresti” con cui sei cresciuto, e a tutte quelle convinzioni limitanti, che gestiscono le tue azioni e la tua mente e inevitabilmente influenzano i tuoi risultati, in ogni campo ed ambito. Perfino i valori e le aspettative che hai, nei confronti della Vita, dipendono da questi potenziali rallentatori, delatori o “distruttori”, che agiscono soprattutto sulle cose che poi ritieni vere, veritiere. E’ la ripetizione di certe affermazioni, che ti porta a credere, sia nel bene, che nel male, e quando il tuo credere, diventa una convinzione profonda, allora le cose cominciano ad accadere. Questo significa che,se vuoi ottenere, devi ripeterti frasi motivanti e credere in te, tu, per primo, perché quel che pensi, prestissimo ti raggiungerà. Il problema più grande? Che in noi esistono due spinte opposte, date l’una da una forza conscia e una da una forza inconscia, interiore, profonda. L’una sostiene, l’altra ti blocca e ti induce spesso a rivisitare le cose e a procrastinare o non agire. Se tu pensi alla tua mente come ad un iceberg, riuscirai a cogliere appieno tutto questo; la parte che fuoriesce dall’acqua, rappresenta la tua mente conscia, mentre la parte sommersa, molto più estesa e profonda, è la mente inconscia, che non vedi e fatichi a gestire, un po’ come tutti noi. E’ lì che vivono le “convinzioni”, cioè quelle forme pensiero che ti sabotano, ti tolgono la spontaneità, la vitalità, la gioia somma dell’intuizione, del sogno, del desiderio, facendoti approdare spesso a risultati inadeguati e ripetitivi. Se tu continui a ritenerti povero, sbagliato, geneticamente rallentato, incapace e affannosamente sfigato, allora lo sei, solo perché ti stai negando la possibilità di cambiare la tua situazione. Si può invertire la rotta? Certamente sì! Si può e si deve, se vuoi approdare a nuovi lidi, a nuove spiagge.
Quante flessioni oggi, per essere in forma smagliante? Ebbene sì, oggi parleremo di nuovo di noi e di come “allenarci”, quando vogliamo raggiungere traguardi ambiziosi. Non devi limitarti a desiderarlo: devi volerlo con ogni grammo del tuo corpo, dei tuoi muscoli, di te, del tuo meraviglioso essere. E’ questo l’ingrediente base, quello che ti rende capace di sollevare il mondo: il crederci. Atlante, il personaggio mitologico, è un esempio per l’Uomo, è il simbolo di ciò che possiamo e sappiamo fare. Leggende, mitologia, fiabe, favole … ci parlano di noi, dei nostri limiti e delle nostre infinite possibilità, così come della nostra storia. Vuoi farcela ed essere forte e potente come lui? Il tuo, allora, deve essere un desiderio ardente, che niente e nessuno possono fermare. Quando provi un desiderio di questo tipo smetti istantaneamente di raccontarti scuse e passi all’azione, quella vera, immediata, inarrestabile e proficua, molto produttiva. Perché? Perché Ti assumi le tue responsabilità e fai di tutto per trovare la strada giusta, il cammino verso i tuoi sogni.
Sicurezza, dove sei? Scommetto che questa domanda ti ha già messo in agitazione. Eh sì, perché soprattutto noi donne, in generale, emotivamente più vulcaniche e agitate, come preferiamo definirci, affrontiamo spesso le prove e la “normalità” della Vita in maniera più insicura e quindi meno proficua.
C’è una forza motrice più forte del vapore, dell’elettricità e dell’energia atomica: la volontà. E’ lei l’elemento vitale che dovremmo far scorrere liberamente nelle nostre vene per lasciare che intrida ed alimenti ogni istante della nostra esistenza. Lo so, ci sembra a volte quasi assurdo poterlo fare, ma questo perché ci manca spesso la motivazione, il giusto carburante per andare avanti. Come fare allora? Lo stesso Picasso disse che: ”Ogni bambino è un artista. Il problema è come rimanere un artista, una volta che si cresce.” Ed è vero. L’educazione tende a smorzare spesso la linfa vitale che ci scorre dentro e in questo modo ci tarpa le ali, creando spesso disastri interiori senza limiti, ma questo accade nei primi anni della nostra Vita, non per tutta la durata del nostro cammino. Quindi? Quindi nulla è per sempre! Io sono ora l’artefice primario del mio cammino e posso cambiarne l’indirizzo, la destinazione, la modalità, i mezzi e gli strumenti.
Arcangeli ed Angeli. Sopra di me per proteggermi, accanto a me per sorreggermi, mano nella mano per guidarmi e … davanti a me, attraverso i numeri, per aprirmi la via.
Oggi dedicheremo un po’ di attenzione ai numeri, con i quali, pur non essendone la depositaria, come Doreen Virtue, mi trovo piacevolmente a lavorare, perché gli Angeli e gli Arcangeli se ne stanno servendo moltissimo per parlarci e per guidarci lungo questo tratto di cammino, così meravigliosamente speciale e, per questo, impegnativo.
Capita ad ognuno di noi, di sperimentare momenti nella nostra vita in cui sentiamo che qualcosa non quadra, non va assolutamente per il verso giusto. E’ una sensazione di sospensione, a volte tragica , perché non ne comprendiamo il motivo, almeno all’apparenza; tutto dovrebbe filare liscio, mentre in realtà qualcosa ci inquieta e al tempo stesso sembra non appartenerci: una parte di noi non riesce più a stare in una situazione che magari, poco tempo prima, aveva sicuramente desiderato e costruito.
“Dovremmo essere consapevoli del nostro valore e del grande dono che possediamo: l’ originalità. “
Parlare di condizionamenti, me ne accorgo anche nel mio
ambiente lavorativo, risulta particolarmente “faticoso” sia come argomento da
sottoporre all’attenzione altrui, che come “realtà” da accogliere e sulla quale
lavorare. Siamo talmente immersi nei “modi atavici” di pensare, ragionare, riflettere,
valutare, considerare la Vita e le sue dinamiche, che sganciarsene risulta
veramente un lavoro tantalico. Eppure non siamo liberi e ce ne accorgiamo, ma i condizionamenti sono un
qualcosa di talmente sottile ed appiccicato alla nostra esistenza, al nostro
corpo emotivo, che individuarli, aggredirli, smantellarli è veramente
impegnativo. Per esempio … Quali sono o possono essere i principali, diciamo i 10 condizionamenti più
importanti, nella vita di una donna? Nemmeno uno? Beh, oggi chiacchiererò proprio a questo proposito, partendo da lontano … da un
tempo che ha influenzato parecchio la nostra storia e quindi il nostro
quotidiano attuale. Ricordate i Celti? Partirò proprio da loro … Per gli antichi Celti, ma pure per altre culture precristiane, l’archetipo
femminile era diviso in tre età o stadi, la
Fanciulla (the Maiden), la
Madre (the Mother ) e la
Donna Saggia (the Crone), ognuno dei quali offre determinati cambiamenti
fisici, ormonali e psicologici.
Vi siete attivati per fare maggiore attenzione ai messaggi inviati attraversi i numeri? Oggi proseguirò, fornendovi i numeri tripli, quelli che rinforzano la vibrazione del messaggio e del contatto, dando maggiore risalto alla connessione in essere tra noi e i nostri divini protettori. Ogni volta che appaiono, in varie sequenze vogliono richiamare la nostra attenzione su una sfera della nostra vita. Leggi tutto…
Lo sguardo luminoso, un sorriso aperto, la generosità in persona: questa è la persona empatica. E’ lo specchio degli Angeli, perché porta in sé la stessa freschezza e generosità dei nostri protettori. La scienza ci dimostra che empatia e simpatia sono sorelle, ma agire per il benessere degli altri è impegnativo e parecchi tra di noi non amano essere “usati”, quindi in ultima analisi è una scelta, una scelta che non tutti noi attuiamo. Perché usati? Perché spesso il darsi agli altri gratuitamente, anche solo con l’ascolto, ci comporta il farci carico di ciò che non ci appartiene, ma accogliamo lo stesso amorevolmente, per via di questa nostra “modalità”. L’empatia è veramente un qualcosa di particolare, un diamante dalle mille sfaccettature: è imparare a sorridere di più, nonostante le tue giornate siano magari diversamente ok. Come si fa?
Adoro leggere ed è un qualcosa che mi appartiene fin dall’infanzia e che penso di riuscire a trasmettere a chi mi vive o mi passa accanto. Trovo che in ogni pagina di un libro siano racchiuse verità infinite, affidate dal Cielo all’autore e da lui depositate nella sua “opera” come fosse un forziere, in attesa che ciascuno di noi lo apra e le faccia proprie.
Per questo ho deciso di accogliere di buon grado l’invito dei miei grandissimi mentori, gli Arcangeli, per offrirti alcuni consigli su possibili letture legate agli argomenti che solitamente affrontiamo.
L’amore è un’emozione, un’emozione speciale e veramente complessa, forse la più complessa in assoluto, perché ci appartiene da sempre, dalle nostre origini, perché ci intride e ci ha reso possibili, come creature in vita, ma è quella meno capita e spesso, peggio vissuta. Gli Arcangeli me lo ribadiscono spesso.
Parlare con loro di Amore è tutta un’altra storia, significa prendere visione di sfumature che costantemente ci sfuggono e acquisire consapevolezze veramente straordinarie, che confermano e consolidano conoscenze che mi appartengono e ricordo, fin dalla più tenera età, ma che condivise con gli altri, vengono accolte come chimere, mentre in realtà non lo sono. Come mai?
Forse perché l’Amore lo viviamo in un’accezione tutta nostra, terrena, quindi molto limitata e limitante.
L’Amore è l’ingrediente primario e primordiale del Divino,è il Divino, quindi un aspetto che egli ha infuso in noi, ma che abbiamo perso e deformato nel corso dei secoli, rendendolo un qualcosa di diverso dalla sua modalità e forma originaria. Da piccoli, ci insegnano che anche se è un sentimento intenso, non esiste se non nel nostro immaginario comune e che molti tra di noi non riescono a provarlo. Ci inculcano anche che l’amore è sofferenza e dolore. Bel modo di avviarci alla sua massima e completa espressione …, non vi pare? Poi ci stupiamo degli effetti, del caos che colpiscono sovente il nostro spirito, soprattutto nelle relazioni, quando è il cuore ad essere chiamato in causa.
Siamo così mal “addomesticati” ad esprimere ciò che ci appartiene, che in molti non sappiamo che c’è una connessione tra sentimento e sofferenza, un legame sottile, creato “in casa”, che non ci permette di capire che essere felici è possibile e che una relazione senza inganni può e dovrebbe esistere, perché questa capacità ci appartiene, se solo non l’avessimo dismessa o privata del suo “effettivo potere d’essere”.
Lo so, sono tante le sfaccettature di ciascuno di noi, ma di base siamo “perfetti”, anche in questo, almeno alle nostre origini, origini che poi vengono castrate e limitate o consumate dall’educazione al “diverso concetto di amore”, quello legato a preconcetti e pregiudizi atavici. È vero che attualmente per le persone, soprattutto per la parte maschile, gli uomini, è sempre più difficile impegnarsi in una relazione seria, tuttavia, non è impossibile, basta creare un tipo di educazione di base più serena, più attenta e “rispettosa”, perché ciò accada. riuscire ad entrare, o meglio concedersi di farlo, in una relazione seria è meraviglioso e può portare un’ondata di emozioni che, in generale, spaventano chiunque, soprattutto la nostra parte “terricola”,”babbana “, così piattamente dissociata da qualsiasi manifestazione piena e spontanea di questo sentimento. E la fedeltà? Beh, quando poi si tratta del tasto fedeltà, il problema diventa ancora più importante. Siamo come recipienti, come bicchieri. Se siamo vuoti, possiamo ricevere liquido. Se siamo mezzi pieni, abbiamo ancora spazio disponibile, mentre, se siamo pieni d’acqua, non ci sta niente altro. Proviamo a pensare a noi stessi come fossimo bicchieri. Io come sono? Un bicchiere vuoto o colmo di liquido? Se siamo colmi d’amore, siamo come il recipiente pieno d’acqua e quindi ci troviamo nella impossibilità di contenerne altra, mentre se c’è in noi del vuoto, quindi spazio ancora colmabile, siamo nella condizione di ricevere, quindi disponibili a nuovi desideri, altre curiosità e voglia d’amore. Siamo recipienti pieni, quando siamo carichi d’amore per una persona, vale a dire innamorati… Amare, significa quindi avere una relazione seria, significa arrendersi completamente ad un’altra persona e dargli tutta la nostra fiducia, le nostre attenzioni, la nostra carica erotica, il nostro Amore. Facile? Assolutamente no, nelle nostre condizioni attuali. Perché? Perché questo, purtroppo, sembra un passo impegnativo, un po’ rischioso, a cui non siamo abituati, educati, allevati e quindi un qualcosa di inattuabile, distante e ingestibile, per molte persone. Eppure, quando l’amore è vero, l’unione è potente e si rafforza ogni istante, tanto che non c’è nulla che possa fermarlo. E’ un fiume in piena, che lavora, tracima, rientra, si espande, si ritira, alimenta, ciò che incontra, e a sua volta si alimenta.
Pensare che la monogamia non sia possibile, è un atteggiamento legato alla confusione che portiamo dentro, ai pregiudizi del gallo o del macho, all’idea distorta di questo sentimento e delle sue emozioni, oltre che alla ricerca dell’essere amati e non dell’amare, del confondere e quindi richiedere e non del dare. E questo è visceralmente e profondamente sbagliato, perché quando un uomo ama davvero, non sarà mai infedele, semplicemente perché non ne avrà, non ne sentirà il bisogno.
Sicuramente, però, per arrivare a questo, dobbiamo stoppare l’educazione in essere e quindi tutte le “fatiche” e le tragedie che ne conseguono. La donna spesso sogna e cerca un qualcosa di eterno, ma reca in sé un’idea distorta di amore, come di un qualcosa da ricevere, e poi dare, e intanto educa la parte maschile, che lei stessa ha generato, non a dare, ma a sua volta a richiedere e spesso in maniera superficiale. Chi educa i galli cedroni? Noi! Se non si crea conoscenza e gestione delle emozioni e dei sentimenti, non si può modificare lo stato delle cose e pretendere che la parte maschile si sappia gestire e mettere in gioco, in maniera più attenta, responsabile, amorevole, proficua e corretta.
Un negoziante può vendere solo ciò che ha a disposizione tra le proprie mercanzie, così noi possiamo offrire solo ciò che ci appartiene. Un altro elemento straordinario per la piena espressione dell’Amore, ma indubbiamente da coltivare, è il rispetto, cioè uno tra i valori, se non il valore più importante che deve avere un essere umano, verso tutte le persone che lo circondano.
Quindi, se è importante rispettare anche lo sconosciuto che incroci sull’autobus, allora perché non dovresti rispettare il tuo compagno o la tua compagna?
Andare a caccia per trovare un altro, un’altra persona è una mancanza di fiducia e distrugge tutto ciò che una coppia ha costruito. Una persona innamorata, è un bicchiere colmo; ammira il suo partner, ne è affascinato e a tal punto da non vedere, nel senso intenso del termine, null’altro e quindi, incapace di ferirla, di sottovalutarla, di ingannarla con un’altra persona.
Viene spesso detto, a noi fanciulle, che gli uomini sono dei cacciatori naturali, sempre a caccia di potenziali prede e che possono stare con molte donne, senza relazionarsi mai, emotivamente parlando, con nessuno. Beh, mi dispiace, ma io continuo a ribadire che ciò nasce ancora da noi donne e a noi ritorna, perché quei galli da combattimento, mi dispiace, ma li abbiamo sfornati, cresciuti ed educati noi, in un modo che sicuramente non quadra, visto che, una volta adulti, andranno ledendo poi la nostra stessa identità ed i nostri diritti/valori, usurpando altre donne. Dobbiamo prendere atto di questo.
Se non conoscono l’Amore, ma solo la fisicità e quindi il sesso, essi ricercano e vogliono solo la soddisfazione fisica, ma ricordiamoci che Amare, amare bene e lasciarsi amare è strettamente connesso alle terre della nostra infanzia. Amiamo esattamente come siamo stati educati a farlo, vale a dire, in maniera proporzionale a come siamo stati amati, e se siamo stati amati a sufficienza e bene.
Questa dote affettiva, ricevuta o meno in dono, è una sorta di imprinting sensoriale che orienterà in seguito tutte le nostre scelte amorose, le non scelte e gli sbagli del cuore. Ciò che rende diverso un uomo innamorato è proprio questo: che non vorrà dormire con nessuna donna, solo perché è fisicamente attraente, ma lo farà con colei che occuperà tutto il suo cuore. Se non accade, significa che qualcosa è andato storto nella sua “educazione affettiva” primitiva. Ricordiamoci poi, che educare, significa tirar fuori, far uscire, qualcosa di già presente.
Se l’imprinting è corretto, chiunque sente il bisogno di andare a letto solo con una donna o un uomo che ama, perché ne è assorbito e meravigliosamente riempito, cuore, mente, anima e quindi corpo, perché ne è appetitosamente attratto, sempre e quindi non cercherà solo la soddisfazione di alcuni minuti, ma una connessione piena, che passa sì dal livello fisico, ma per arrivare a tutte le altre. Così si gode e si potranno godere quei momenti. Se Amo, non faccio del male all’altro in nessun modo, mai. L’infedeltà fa male, molto male. Mina dentro l’autostima.
Il fatto che un uomo sia innamorato non significa che non veda altre donne e non le consideri attraenti, ma lo farà con una modalità diversa: una cosa è guardare e un’altra è agire.
Un uomo innamorato non è in grado di ferire la sua compagna, così come non la colpirebbe mai fisicamente, né la tradirebbe, perché entrambe queste cose implicano un danno irreversibile alla persona che amano. E la stessa cosa dovrebbe essere anche per la parte femminile. Se poi si tratta di un uomo buono, cioè che ha visto uscire e ha fatto crescere questo lato di sé, non riesce a vedere le donne come trofei, ma è consapevole che le donne e le relazioni con loro, non sono semplici giochi, né erotici, né di altra natura, ma ben altro, magari faticoso, ma carico di magia, di coraggio e di sfida.
Ecco perché è bene essere chiari su ciò che si prova. Un sentimento vissuto nella maniera corretta, impedisce alla propria autostima di essere in qualche modo tiranneggiato e destabilizzato. Quindi è improbabile che un uomo innamorato decida di rischiare la sua relazione per un incontro fugace e forse irrilevante, con un’altra donna, comunque essa sia.
Certo, il vero Amore richiede stabilità emotiva. Un uomo che sa quello che vuole non usa le mezze misure con la donna che vuole, la cerca e la conquista con costanza e amore in ogni gesto. Continuità e costanza sono allora i suoi fiori all’occhiello, e servono per lasciar passare tra lui e l’amata, ogni cosa e quindi costruire un rapporto magico e completo, dove l’attrazione, l’amore, il desiderio … convivono, si espandono, si mescolano, si compenetrano e si auto alimentano, dando vita ad un qualcosa di veramente unico e grandissimo. Quando è sicuro di fare il passo successivo, lo fa senza paura di ciò che potrebbe “succedere”.
La sua sicurezza è ciò che dà forma al rapporto, lo definisce: ignorare le debolezze e darsi completamente a quella donna che ha scelto per la vita o per un tempo non definito. Chi è sicuro di amarti, non pensa a se e quando avrà fine ogni cosa e soprattutto non smetterà mai di farlo da un giorno all’altro, solo per avere un’avventura, perché tu e solo tu, rappresenti di più, molto di più, di quanto qualsiasi altra donna possa offrirgli.
E poi, cos’altro viene messo in gioco? Una cosa straordinaria. Chi si ama deve essere, ed è consapevole, e sicuro di tutto il valore che l’altra persona ha, come donna o come uomo. Chi sa veramente tutto ciò che sei dentro e fuori, capisce che non troverà mai una persona preziosa quanto te.
Non importa chi ti si avvicina o chi cerca di rompere il vostro legame, perché tu e lei/ lui vivete un Amore talmente intenso e vero, e avete una piena e perfetta consapevolezza del valore del vostro legame, che vi unisce e vi fa vivere meravigliosamente e magicamente, pur tra le realtà quotidiane, a tal punto da non dar spazio a niente e nessuno.
Quando si ama non ci si lascia neppure sfiorare dall’idea che l’altro sia manchevole verso di noi. C’è rispetto, quel rispetto che ognuno dei due esercita verso l’altro e che ogni giorno, aiuta il nostro Amore a mantenersi dinamico e a diventare più forte di ogni altra cosa, sia che ci sia la bellezza esteriore o meno.
Come mai ci sono a volte persone con compagni o compagne che noi giudichiamo poco attraenti? Forse proprio per questo ed è da questa realtà, che dovremmo iniziare a pensare e rivedere tutta la nostra modalità d’amare. Cosa ne pensate? Per oggi è tutto.
“Tra vent’anni sarai più dispiaciuto per le cose che non hai fatto che per quelle che hai fatto. Quindi sciogli gli ormeggi, naviga lontano dal porto sicuro. Cattura i venti dell’opportunità nelle tue vele. Esplora. Sogna. Scopri.” MARK TWAIN
Rimpianto: ciò che ricordiamo con amarezza e nostalgia. Oggi parleremo di un aspetto strettamente legato e correlato alla nostra antichissima e consunta modalità di non chiuderci mai le porte dietro le spalle, quindi di non girare mai le pagine del nostro passato, a cui rimaniamo così inesorabilmente connessi e patologicamente affaticati. Quindi ci attiveremo ora per darci una bella sferzata di energia, per vivere appieno, partendo dalle cose che non dovremo mai rimpiangere, cioè piangere di nuovo, ripetutamente. Farò quindi come una sveglia impazzita, cercherò di trillare incessantemente per far riaffiorare in ciascuno di noi tutte quelle cose che un giorno non dovremo, nella maniera più assoluta, rimpiangere. Faremo quindi un elenco, da apporre bene sulla fronte, di tutte quelle iniziative che potrebbero essere oggetto, in un futuro, o che già oggi lo sono,di rimpianti, di desideri non concessi e quindi di sogni infranti. Sarà così un ridare vigore al nostro cuore, un regalarci una scarica adrenalinica, un ripartire con le cellule cariche di ossigeno, per poter godere tutto e sempre al meglio. Seguire i propri sogni per stare bene. E’ necessario. E’ amorevole. E’ un’urgenza inalienabile. Dobbiamo invertire sicuramente la rotta,per essere più creativi, più propositivi, più vitali e quindi padroni del nostro tempo e della nostra Vita, che affronteremo sicuramente in maniera più creativa ed intelligente, senza la zavorra ti tutti gli “avrei voluto ma …” E’ tempo di fare amicizia con il passato e di utilizzare i suoi insegnamenti, per non cadere nelle stesse identiche buche. I rimpianti poi li associamo, solitamente, agli errori, ai bersagli mancati. Ognuno di noi sa di aver commesso qualche errore, ma sappiamo anche che, se alcuni di questi sbagli ci hanno complicato le cose, altri sono stati per noi fondamentali per crescere, per capire meglio noi stessi e gli altri, quindi per evolvere. Crescere è cambiare e cambiare è in sé crescere. Se ci pensiamo bene, ci accorgiamo che senza alcuni errori, probabilmente saremmo rimasti come obelischi in mezzo ad una piazza, cioè non ci saremmo proprio mossi, nemmeno di un solo passo nello sviluppo della nostra personalità. Lo so, anche se a volte siamo già arrivati a questo punto, nonostante tutto,come si trattasse di una malattia contagiosa, i rimpianti, per non aver fattola cosa giusta o per non aver agito in un certo modo, magari anche tanto tempo fa, non ci mollano e ci braccano e possono diventare veramente spiacevoli compagni di viaggio. Un viaggio lacrimevole. I rimpianti ci stanno accanto, soprattutto in alcuni momenti negativi,quando una semi depressione avanza e ci annebbia ogni orizzonte. Di solito sono fatti transitori, perché poi la consapevolezza ritorna e con lei, finalmente, la capacità di affrontare le situazioni con maggiore leggerezza, senza anche questo tragico fardello del passato, e senza che ci faccia particolari danni. I rimpianti sono in genere, molto pericolosi, se e quando generano falsi ricordi. Allora diventiamo come i bambini, che rammentano ogni cosa come fosse una balena. I rimpianti funzionano così, ci riportano la mente su un errore reale, che tendiamo poi a trasformare da semplice sogliola in uno squalo immenso o in una balena addirittura vorace. Purtroppo, ahi ahi, esistono anche i rimpianti più pericolosi e sono i falsi rimpianti, quelli che spuntano da una diversa modalità di ripensare, rivedere e rileggere la propria storia passata, di qualunque natura e genere fosse. Non parlo solo e tanto di esperienze sentimentali, ma proprio così, ingenerale. La dinamica è quella ed è straziante. “Se soltanto avessi fatto; se soltanto fossi stato più attento, se non avessi aperto bocca, oppure se fossi stato/a più sollecito; se soltanto avessi capito che quella era una grande occasione, se avessi detto quelle parole, se non fossi intervenuto, se le cose fossero andate diversamente, se la buona sorte mi avesse aiutato, ma dormiva; o ancora: bastava un niente per, ero ad un passo dal…”. Tutti questi presunti fatti del passato sono esageratamente ingigantiti e se cadiamo vittime del “se avessi” riusciamo addirittura a trasformare eventi normali in momenti “epici”, in cui avremmo potuto o dovuto cambiare il nostro destino,percepito ora sicuramente come negativo o andato diversamente dal previsto. Rimpianti per cosa? Beh, per tutto e tutti i gusti: per storie d’amore, per il lavoro, la casa e la salute, per questo o quello. Qual è il vero scopo di questi rimpianti? Giustificarci e giustificare i problemi del nostro presente. Tutta colpa di … Sooob. Il passato non va reinventato, ma noi siamo dei veri maghi di questi giochi arcaici. La vita, quando ci lasciamo prendere da queste dinamiche, smette tragicamente di scorrere, ci impantaniamo e allora altro che crescita ed evoluzione! Diventiamo dei suicidi sull’orlo del baratro. I cercatori delle fosse delle marianne. Siamo lontani anni luce dal presente e non ci vogliamo stare, perché tutto ci appare stonato. Ormai siamo tragicamente immersi nel nostro “passato immaginario”, quindi in un destino alternativo e idealizzato, fatto di occasioni ahimè perse per sempre. Allora il lavoro lasciato era il migliore sulla piazza, la relazione finita sarebbe stata “quella giusta” e lui o lei la nostra anima gemella, quella casa ci avrebbe portato sicuramente alla tanto attesa stabilità. Il vortice emotivo che si genera è inconcludente, deleterio e pluri stratificato con gocce di fatalismo, dubbi continui, fantasmi e sentori di fallimento, che, sommati tra loro, si “gonfiano”, scuotono e acuiscono i rimpianti e ci fanno cadere in dinamiche uniche e fare scelte ora veramente sbagliate. Aiutooooo. Questo è realmente ora un periodo no!! Se si vuole uscire da questo vicolo cieco di false interpretazioni, bisogna cambiare mentalità e con rapidità supersonica e fermezza unica. La soluzione ottimale? Basta compiangersi e prendersi la responsabilità di fare marcia indietro, ecco cosa dobbiamo fare. Non esiste un passato alternativo, qualcosa che avrebbe dovuto o potuto portarci a un presente migliore. Le cavolate, è vero, che vengono da noi, dal nostro Libero arbitrio, ma colui che veglia su di noi c’è e ci ha evitato, e sempre lo farà, gli esiti peggiori. Certo, le strade alternative, i momenti in cui svoltare in un raccordo anulare da una parte o dall’altra ci sono stati, ma se viviamo dentro una mentalità patofobica,perdente, passiva, cioè delle 3 p, alla fine, tutto sarebbe andato nello stesso modo, né più, né meno, anche se avessimo percorso la super strada o una strada diversa. Inutile idealizzare. Anche ora, mentre ci immaginiamo una trama, che non si è mai compiuta, in realtà ci stiamo sabotando terribilmente il presente, e stiamo già dandoci da fare per pensare che “se soltanto avessi” e quindi per rimpiangere di nuovo. E’ tempo. La nostra frase “del cavolo”, va ribaltata e diventare: “Se soltanto avessi voglia di prendermi la responsabilità per ciò che mi accade”. o meglio ancora“Devo prendermi la responsabilità!” I finti rimpianti non servono a niente e nessuno, tanto meno a noi e alla nostra situazione incancrenita; semmai servono solo a giustificare lo stato negativo in cui crediamo di trovarci e ci mettono anche nella condizione distare ben lontani da ogni presa di coscienza, cioè quelle modalità che ci rendono capaci di cambiare effettivamente le cose. Stop! Fermiamo le rotelline e la ricerca del colpevole. Non è sicuramente facile ammettere con se stessi che questi rimpianti sono solo un alibi, ma è purtroppo proprio così. Quando nella vita tutto sembra andare storto, la mente, in automatico, cerca di darci una pacca amorevole sulla spalla, per coccolarci alla sua maniera, e quindi va nel nostro passato e scava alla ricerca del “colpevole”. Tra i 1000 casini, capiamo tutti, che uno lo rintraccia sicuramente, magari attingendo pure da eventi che sembravano o magari erano pure veramente, già stati superati da tempo. Quindi … Quindi dobbiamo rinsavire. Dobbiamo prendere le distanze dalla nostra finta storia, che, se non è una vera e propria allucinazione, poco ci manca. Scatta in automatico, ma è così. È sicuramente frutto di una fantasia regressiva che vuole bloccarci,per non farci cambiare, per farci cullare nei casini di un tempo, quelli conosciuti e quindi dopo tutto “confortevoli. Ci comportiamo come le persone che vanno nello stesso posto di villeggiatura per 30 lunghissimi anni, non concedendosi nemmeno lontanamente l’idea che ci possano essere altri luoghi, altri spazi da visitare e dove sia possibile stare altrettanto bene, se non addirittura meglio. Non possiamo permettere che questo accada e prenda il sopravvento. Liberiamoci di questo falso passato, del senso di disagio, dall’idea della sfortuna e della nostra inadeguatezza, che nutrono e tengono in vita tutti i nostri“magici” rimpianti. Soprattutto diamo un taglio ed occupiamoci del presente, senza l’ansia di affrontare in ogni istante una “caverna magica” in cui si decide chissà quale futuro. Non è così. Chi vive e lo fa spesso anche nel dolore e pienamente, in modo autentico, sa che anche gli sbagli, i più mostruosi, possono tradursi, sorprendentemente, in svolte straordinariamente vantaggiose. Ho imparato, ma non in questa vita, ma già nelle precedenti, che non siamo mai soli e qualcuno lassù e talmente bravo da sostenerci sempre e tramutare ogni colpo basso, del sotto, in un’occasione. Se egli concede al male di tentarci e farci cadere rovinosamente e solo perché sa che ne trarremo grandi agi, altrimenti non consentirebbe a lui di tentarci,sapendo che abbiamo ottime chance di abboccare, grazie al nostro “straordinario Libero Arbitrioooo”. (Lo dico in senso ironico …) Ma ritorniamo a noi ora, pieni e perfetti padroni di casa di noi stessi. Se serve mettiamoci in pausa e riposiamo. Ascoltiamo la nostra pancia e le sue intuizioni. Diventiamo scolari perfetti della nostra vita, ma abbandoniamo la via dei rimpianti. E’ il momento per cambiare proprio il nostro modo di fare. Dire più sì, concedendosi sia più alternative che i no, che non devono scomparire, ma esserci sempre quando sentiamo, a pelle di dover essere fermi e sicuri, con i nostri paletti. Dobbiamo “vivere il mondo”, pur restando concentrati sul presente, ma senza attaccarci a nessuna cosa riesumata dal passato. Siamo qui e qui dobbiamo restare. Niente è come allora e questo dobbiamo stamparcelo bene in testa. Anche eventi simili, sono simili, non identici e quello che ci viene prospettato è per avanzare, quindi è un gradino in più, nuovo, un gradino che solo noi possiamo rendere vecchio, ma questo non deve essere. Dobbiamo amare, amare di più, soprattutto quando la vita sembra accanirsi,sembra che ci dia solo bastonate e prove. Questo è proprio il momento per sguainare l’amore e farne la nostra spada di Verità, come direbbe il principe azzurro,delle fiabe. Questo è il momento in cui dobbiamo investire su di noi, perché le energie vitali si rinnovino e non vengano a mancare. Là dove c’è energia e movimento, lo scoraggiamento non trova spazio e la mente non riesce a ritornare indietro e a tirarci brutti scherzi. Facciamo tutto ciò che può darci vivacità, in modo da riuscire a far fronte al presente più statico e appesantente. Cerchiamo di ridurre la nostra ansia di possedere, la sfiducia verso noi stessi, gli eventi e gli altri. Facciamo cose che ci “sollevino il morale”, impedendoci di vedere tutto buio e nere. Anche se non abbiamo voglia, usciamo,stiamo all’aria aperta, incontriamo gente, ascoltiamo buona musica,cantiamo: non c’è nulla di meglio e di più costruttivo delle vibrazioni del suono. E allora? Allora viaaaaa, diamoci da fare. Diamoci a rapporti veri e sani, con persone radiose, luminose, positive, pronte a condividere e dare con amorevolezza. Rifuggiamo dai soliti 4 gatti che avvalorano solo le tesi della “sfiga” e della vita come un eterno dolore:non siamo nati per soffrire. Dio è venuto perché non conosceva i frutti del male, primo tra tutti il dolore e dovendoci aiutare, doveva conoscere, sapere, sperimentarlo, altrimenti non ci poteva essere d’aiuto alcuno. Da lui non viene e non verrà mai la richiesta di farci vivere una vita di …beh, ci siamo capiti. Quello che non quadra, viene da colui che ha creato e fu l’alternativa al cerchio. Con lui e da lui nacquero le fatiche, la sofferenza ed i dolori, non dal divino, dalla luce dall’alto. Dobbiamo essere liberi dentro, sereni nell’essere ciò che siamo, quindi, avolte magari introversi ed altre estroversi. Sforziamoci con allegria di essere sempre i migliori amici, parenti, vicini e/o compagni che si possa avere,certi che il positivo dato all’Universo tornerà a noi in positivo. Non parlo di essere falsamente attenti agli altri, sia chiaro, ma di esserlo spontaneamente, di dare solo quello che ci piacerebbe avere, ricevere dagli altri e non il contrario. Allontaniamo i veri negativi,quelli che vanno con l’ombrello anche sotto il sole d’agosto, perché giustamente non si sa mai cosa potrebbe capitare, quelli che ci limitano, ci fanno distogliere dall’ottimismo, quelli che vivono alla ricerca dell’ultima disgrazia, i cultori dei disastri perenni. Basta! Basta persone, gente, amici e conoscenti così e basta anche a compagni o compagnecosì. Lavoriamo sulle nostre parti migliori e gestiamo al meglio le peggiori o lecarenti. Abbiamo il coraggio di ammettere, anche i fallimenti e soprattutto di concederci di fare qualche volta “flopp”, perché mica casca il mondo per una torta bruciata. Andiamo a scovare dove sta la nostra felicità, a cosa è legata e tiriamola fuori, diamole la licenza di esplodere, senza pensiero, senza giudizio e preconcetto di sorta. Ridiamo, ridiamo di più. Ridiamo anche quando la giornata è più buia, anche quando ci alziamo con il piede storto, sbagliato, quando qualcosa non quadra …. Cerchiamo un motivo per sorridere,essere felici e se non lo troviamo, ridiamo di questo, prendiamo in giro glie venti che ci vogliono bacchettare a tal punto da non lasciarci nemmeno una cavolata per ridere. Dobbiamo essere unici! Quindi capaci di proporre ciò che nessuno proporrebbe mai, almeno non nei condizionamenti nei quali siamo stati abituati ed educati a vivere. Sforziamoci di trovare il tempo anche per recuperare le energie toccate da quanto ci sta accadendo di non particolarmente buono, andando a dormire prima e concedendoci più spazi riposo, anche lungo la giornata, se serve. Cerchiamo di essere semplici in tutto,quindi di non complicarci, come siamo soliti fare ( abbiamo dei master in questo, veramente unici, straordinari), la vita, con tutti i se, i ma, i però del caso e soprattutto senza suggerire all’Universo quale catastrofe futura ci sarebbe meno gradita, per non “indurlo in tentazione”. Non ci è ancora successa una cosa, che subito ne agganciamo altre, andando di male in peggio … E basta! Poi ci consoliamo dicendo che “piove sempre sul bagnato”. Per forza, se apriamo l’ombrello, non ci siamo ancora accorti, che in questo modo chiamiamo l’acqua? Siamo veramente unici!! Cerchiamo invece la nostra strada e percorriamola fino in fondo, senza paura,senza pensare ai se, ai forse e al fatto che magari nessuno l’abbia mai percorsa: gli scopritori, i navigatori, gli esploratori non sarebbero andati da nessuna parte, se avessero avuto tutti i nostri “tarli mentali”, non ci viene mai da pensarlo? Abbiamo una mente tarlata a volte, come le vecchie credenze di un tempo. Se ci viene un’idea, attuiamola, lasciandoci coinvolgere, lasciandoci trasportare, in modo che tutto scivoli nella modalità che dovrebbe essere e sia. Là dove c’è il ripensamento, si crea subito, nell’immediato un intervento della nostra mente e quindi un blocco, blocco che poi sarà difficile smantellare, ma soprattutto riuscire a riportare tutto nella condizione fluida e creativa iniziale. Non dobbiamo avere paura, perché la paura ci blocca e ci ostacola: è veramente una matrigna per noi, genere umano. Tutto va visto con occhi leggeri e piede delicato, da danzatrice. Niente ci arriva per farci del male. Siamo noi che non lo comprendiamo e quindi partiamo sempre da pensieri e posizioni catastrofiche e negative, a cui aggiungiamo anche altro e oltre. Siamo i peggiori delatori di noi stessi e i più grandi sabotatori del nostro cammino. E’ importante quindi anche leggere, scoprire, ampliare gli orizzonti, per imparare anche ad essere generoso, solidale con gli altri, per creare rapporti dinamici e costruttivi, di cui c’è molto bisogno. Una cosa importantissima è anche quella di dare spazio e tempo a chi occupa il nostro cuore, a chi conta, a chi non ci lascia mai i pensieri. Tornare a casa per tempo, inventarsi qualcosa di piacevole da condividere,crescere insieme fa la differenza e va coltivato. Non alziamo la voce inutilmente,pensando di far cambiare l’opinione degli altri, ma attiviamoci per essere l’alternativa,sempre e comunque. Ricordiamoci sempre che le cose importanti, a dispetto del nostro modo di vivere, non sono le cose (l’auto, il cellulare, la casa, il lavoro …) ma le persone e per questo facciamo in modo che dovunque siamo si senta la nostra presenza, in maniera costruttiva e positiva, sentendoci, noi per primi a casa, con chiunque e dovunque. Veniamo cresciuti con l’idea delle localizzazioni spazio/temporali, che poi trasponiamo nei vari campanilismi e nei nostri pregiudizi e prima ancora preconcetti: si può star bene dovunque, basta metterci il cuore e tanta passione. Può piovere o esserci il sole, ma se sappiamo godere e gustare ogni tempo, clima e luogo, stiamo e saremo in perfetto equilibrio con qualunque condizione metereologica, a qualsiasi latitudine e longitudine. Impariamo ad essere curiosi, non della vita degli altri e dei fatti loro, per questo ci sono già troppe pettegole e pettegoli, ma delle evoluzioni delle cose, dei fenomeni naturali, degli aspetti tecnici e/o scientifici di tutto. Sapere è potere e ci consente di crescere, sperimentare, tentare, provare, fare veramente di tutto. Facciamo ciò che diciamo. A volte pretendiamo così tanto dagli altri, ma noi facciamo esattamente il contrario e/o non facciamo proprio nulla di tutto quello che esigiamo, in maniera magari così aspra e critica. Se ci accade spesso, osserviamoci, perché forse siamo inflessibili verso gli altri o meglio verso coloro che sbagliano esattamente come e là dove anche noi scivoliamo, quindi ci dà fastidio in loro ciò che ci appartiene. Altra cosa importante imparare a dire la verità, anche a costo di rimetterci. Questo è un altro aspetto su cui credo si debba lavorare e parecchio, dire il vero ed ammettere, perché in genere le persone si ritengono fesse, quando dicendo qualcosa potrebbero pagare … eppure va fatto per correttezza verso sé egli altri; una parte di noi registra registra tutto e anche se nessuno ci scoprirà mai, non è felice e prende le distanze da noi ed incomincia a sabotarci, ci piaccia o meno. Abbiamo un senso di giustizia innato e con quello i conti li facciamo tutti. Abbracciamo la tecnologia, anche per stare in contatto con chi rientra nel nostro entourage e per crescere,documentarci, leggere, sapere e scoprire. Fatichiamo? Non fa nulla. Dobbiamo persistere e non mollare mai,sia in questo che in tutte le iniziative che sembrano richiederci più impegno ed attenzione. La sfida deve rientrare nella gioia di crescere. No alle dipendenze. A nessuna forma di dipendenza, da quelle emotive a quelle di altra natura e per questo scegli le cose buone, che alimentano l’Anima, il cuore, la mente e perché no, anche il corpo. Cibi sani, gustosi, che ci portano in paradiso con il loro aroma, sapore,consistenza e profumo. Creiamo, anche in cucina e diamo spazio alla nostra fantasia: siamo costruttori di cose nuove, anche negli accostamenti di colori, alimenti e sapori. Per questo è importante anche il vivere nella natura, per saper cogliere gli aromi i profumi e poi portarli in tavola ed offrirli ad amici e a chi desideriamo. Siamo intelligenti in tutto e tutto sarà al meglio. Se ci attiviamo con gioia con queste modalità non avremo tempo per lasciarci agganciare dai rimpianti, perché sono e saranno talmente tante le “novità di ogni giorno”, di cui essere grati, che niente risulterà mai troppo stonato,neppure qualcosa andato male o un dolore che ci arriva, magari nostro malgrado. Così la vita scorrerà meglio e quando avremo terminato il nostro cammino quaggiù non avremo rimpianti… di alcun genere. Buon cammino a tutti! Amorevolmente ti****degli Angeli