Rielaborare un lutto è trasmutare

Rielaborare un lutto, sia che si tratti di una reale “scomparsa” fisica, sia che si tratti di un abbandono o della fine di qualcosa, che aveva un certo peso nella nostra vita e nel suo scandirsi, è laborioso.
Questa fatica fa parte della Terza Dimensione, una dimensione dove tutto è stato “stra_volto”, cioè girato e rigirato in modo che il suo reale aspetto ci sfugga e ci risulti impossibile da leggere, da notare, e da vivere, secondo la visione Divina, Cristica, originaria.

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Oltre il bosco

Sembra impossibile sentirsi inadeguati in una società che pare essere nata sotto l’egida della perfezione, degli stimoli e delle possibilità, eppure è così.
Tutti i progressi
scientifici e tecnologici degli ultimi decenni sono stati creati con l’intento di condurre l’Uomo in un deserto, ai fini di farlo “smarrire” ed ostacolarlo nella sua “ascesa, nella sua “trasmutazione” per un ritorno all’Unità.

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Insegnami ad Amare

Nove mesi.
Nove mesi per poter vedere il volto di tuo figlio e poterlo abbracciare.
9 mesi. Un arco di tempo importante e carico di suggestive premesse.
9 mesi durante i quali assapori in anticipo il vostro rapporto e lo immagini, come una storia perfetta.
Cameretta, corredino, colori delle pareti, controlli medici, la scelta del nome, dove e come farlo nascere, tutto viene calcolato nei minimi particolari, perché Tutto sia “perfetto”.

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Prendo la gomma e faccio miracoli

Che bella la gomma per cancellare!
Se ne possiedi una, prendila tra le mani e guardala con ammirazione e ringraziala!
Perché?
Perché è uno strumento, di uso quotidiano, che ci parla e ci mostra qualcosa, qualcosa di utile e di prezioso. Lei è nata con il dono del “togliere e del mutare” in leggerezza, senza paure, cioè senza paura di perdere qualcosa.

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Riflessioni ad alta voce

“Fai così!”
“Fossi in te io…”. “Perché non fai in questo modo?”

Credo che siano frasi che un po’ tutti ci siamo trovati a dire e a ripetere più volte, rivolgendoci ad amici, compagni, parenti o colleghi.
Questa è l’arte sottile di dare consigli e indicazioni, che nessuno ci ha richiesto. E’ dare libero sfogo a quella parte “crocerossina” che dorme in ciascuno di noi. So che posso far sorridere e ne sono ben felice, perché è passato il tempo del “dare consigli per l’uso”: siamo in piena “manifestazione soggettiva”, quindi è tempo di toglierci il camice confezionato secondo le regole del sistema e ascoltare, osservare, partecipare in equilibrio a quanto vediamo, sentiamo, ci viene comunicato.

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Amare. Una Coccola per l’Anima

Oggi, prima di leggere, fai un lungo respiro.

Chiudi per un istante gli occhi e pensa alla magia di qualcosa che adori, che ti piace e dove ti senti bene.
Può trattarsi di un elemento qual è l’acqua, oppure il fuoco, la casa dove sei nato, un prato colmo di fiori o la Vita che vedi palpitare in un piccolo cucciolo.
Fatti pervadere dalla dolcezza che sperimenti nell’osservare, nel sostare, nel partecipare a quella “forma di Amore”

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La Vera Ricchezza

Ci sono domande che talvolta rimangono lì, da qualche parte, dentro di Te, richieste inespresse.
Eppure le domande hanno un valore immenso, perché qualunque cosa trovi spazio in te, significa che c’è qualcosa o qualcuno che ti sta chiedendo “udienza”, che desidera “essere visto”, essere osservato, vagliato e quindi preso in carico.

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Un altro punto di vista

L’angolo giro è un “grande maestro di vita”, perché ci dimostra che ci vogliono 360 gradi per realizzarlo e visualizzarlo.
Lui è esattamente il doppio dell’angolo piatto.
Lo reputo una sorta di “metafora” illuminante.

Perché?
Perché ci dimostra che lo stesso oggetto, la stessa situazione, la medesima azione o un uomo può essere osservato e “vissuto”, da 360 diversi punti di vista.
Per questo, per noi umani, addestrati in questa terza dimensione, all’univocità di prospettiva, lui rappresenta una sorta di Maestro illuminante.

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Il gatto nello scatolone.

Ti piacerebbe vivere dentro uno scatolone?
Magari dentro anche solo una scatola di cartone, bella, profumata, di carta colorata e magari infiocchettata, sicuramente realizzata con grandissime attenzioni e con i migliori materiali.
Sono impazzita?
No!
Sto semplicemente osservando un gatto che s’intrufola divertito dentro ad una scatola.
La misura, la mordicchia, la osserva e ci si tuffa, divertito, per poi uscirne.
Già, per lui è un semplice e curioso gioco.
Ma quante persone vivono in una scatola?

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Malumore? No, grazie!

Sto seduta, con alcuni amici. Tra noi c’è una persona che si racconta con dovizia di particolari, dandoci il quadro completo delle infinite calamità che le stanno accadendo.
E’ arrabbiata e più si racconta e più il suo malessere e la rabbia vanno aumentando in maniera esponenziale.
Sembra che il buttar fuori faccia da cassa di risonanza a qualche demone che le si agita dentro.

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Qual è il tuo sentire oggi?

Sto preparando il porridge e mentre affetto la mela con l’aggeggino consueto, che divide la mela in spicchi perfetti e adatti all’uso odierno, seguo alcuni pensieri, sollevati da una lettura legata a Viktor Frankl e alla sua esperienza in campo di concentramento.
Il passaggio tra quella realtà e quella odierna è breve, immediato e molto sottile e penso, “perfettamente adatto” alla fine di questo anno, nel quale mi sembra giusto fare un consuntivo finale, del come sia andato e perché.

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