Essere o non Essere.

Ho letto un meraviglioso articolo di D’Avenia, sul Corriere della Sera, e ho seguito alcuni video di un formatore, che ascolto molto volentieri in questo periodo, dedicati a Maradona.
Entrambi hanno offerto ampio spazio alla figura di Maradona, una figura che traccia molto bene il profilo di ciascuno di noi.
Questo calciatore, l’ho sempre visto e conosciuto attraverso i media, perché sinceramente non amo il gioco del pallone e sono legata all’Inter, da quando ero piccolissima, ma senza sapere bene, nemmeno perché avessi scelto proprio questa squadra.
Probabilmente l’ho “ereditata” da qualche figura maschile familiare, a cui ho voluto molto bene, ma sinceramente non ho mai seguito le trasmissioni televisive con i vari campionati, e così via.
Di lui, del campione Maradona, ho sentito comunque parlare o meglio potrei dire sparlare, perchè da quanto ho visto e sentito, era sovente nel mirino dei pettegolezzi, ma, lui per me, era già oltre, oltre perché lo inquadrare e lo facessi entrare nei miei interessi personali.
Per me quindi era semplicemente un calciatore dotato, ma un semplice calciatore; Maradona non l’ho mai incorniciato come anima, non so perché, forse perché non mi era giunto nulla di lui, così eclatante, da incuriosirmi e farmelo tenere nella giusta considerazione.
Oggi però, vedere che due persone che seguo e stimo, ne parlano, mi incuriosisce e allora tutto assume una luce diversa e così mi sono avvicinata e ho capito alcune cose.

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Uniformati al linguaggio della Vita e dell’Universo.

Quante lati oscuri esistono nella nostra mente, ma soprattutto nel nostro modo di approcciarci e leggere la realtà.
Tutto ora sarebbe perfettamente palese, anche ai più stolti, se solo fossimo avvezzi alla lettura e alla comprensione di quanto ci circonda e fossimo soprattutto in grado di dialogare con l’Universo e le sue leggi, il suo modo di parlarci.
La numerologia e il linguaggio dei numeri, sono di codici bellissimi per raccontarci e farci uscire dall’ignoranza secolare nella quale tergiversiamo.
E’ mai possibile che sci sia una sorta di “rimbambimento collettivo” che sembra prevalere su qualsiasi altra notizia, pur se perspicace e chiara?
Abbiamo una grande mente, una mente che riceve informazioni e quindi conoscenza attraverso i numeri, numeri che esprimono un richiamo divino, numeri che rappresentano un pensiero paterno, numeri che ci vengono mostrati perché ci illuminino il cammino, eppure sembriamo ciechi e sordi, e procediamo come inebetiti verso il burrone che ci attende e cerca di attrarci.
Apri la tua mente!
Parla con l’Energia dell’Universo e cerca, sforzati di accogliere la risposta.
I bambini sono molto più accoglienti dell’adulto, ma la paura e l’instabilità attuali li stanno ledendo o almeno stanno tentando di farlo.
Devi essere “un ricercatore”, non un semplice gregario, una pecora del numerosissimo gregge umano odierno.
La situazione è importante e richiede la tua presenza piena.
Sei spaventato e senza sogni, come se il futuro già dessi per scontato che non c’è, che non ci sarà più, se non in un certo modo, un modo che non ti piace, ma che con rassegnazione accogli, accetti tuo malgrado.
Svegliati!
Tira fuori le palle.
Guarda i bambini.
Ricorda quando eri bambino e eri pieno di attese e di speranze, … di “veri sogni” e non ponendoti “limiti”, consentivi che tutto fosse possibile.

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Darsi Valore è fondamentale.

Ci sono tanti piccoli gesti, che dovrebbero e potrebbero entrare nella nostra quotidianità per aiutarci a stare bene, a fare la differenza a essere la differenza e quindi a sostenerci lungo il nostro cammino.
Osserva tuo figlio mentre fa un disegno.
Sicuramente, se ha scelto di sua spontanea volontà di farlo, ce la sta mettendo tutta e si concentra.
Osservalo però quando lo termina.
Lo firma?
Se non lo firma, sappi che non lo sta riconoscendo come suo, come espressione del suo sé, di ciò che lui è e sa fare.
Può sembrare una sciocchezza, ma ogni azione quotidiana che compiamo, parla di noi, di come ci approcciamo alla vita, di come ci amiamo, di come ci sentiamo dentro.
Ogni nostro gesto racconta se ci stimiamo e ci riconosciamo e traccia il profilo di come ci percepiamo o non ci percepiamo, se ci riteniamo degni di stare sulla terra, di abitare in un certo spazio e di “riempirlo” con la nostra presenza, le nostre azioni, i nostri gesti, i nostri pensieri, i nostri prodotti, oppure no.
E’ così che noi e quindi i nostri figli, o i nostri alunni, tracciamo il nostro profilo e mostriamo agli altri, come siamo disposti ad affacciarci alla vita.
Un bambino che non mette anche solo uno scarabocchio su quello che fa, significa che non dà il dovuto peso a quel disegno, e prima ancora non dà peso a se stesso, che lo ha prodotto.
Non si dà peso, non si dà il “giusto valore” e questo noi insegnanti lo riscontriamo poi a scuola quando ritiriamo gli elaborati di un compito o di una verifica e troviamo fogli e quaderni senza il nome del proprietario, senza nessun riferimento a chi lo ha eseguito.
Perché?

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Svegliati e sii il capitano della tua Anima

Viviamo in una società dove sembra che tutti abbiano il loro posto al “sole” e dove tutto sembra perfetto e nessuno pare avere un capello fuori posto, ma così non è.
Basta vedere il numero di persone che soffre d’insonnia o di chi fa uso di farmaci per controllare alcuni stati emotivi, per accorgerci che questa perfezione è solo apparente.
Nel corso di questi anni di sviluppo economico e tecnologico, si è originato una sorta di profilo umano, di massa, dove ogni cosa è stata tratteggiata in modo che dia un rimando d’insieme  perfetto, nonostante ci siano parecchie Anime spesso rallentate e affaticate, soprattutto nelle relazioni.
E’ una società indubbiamente sofferente, la nostra, anche senza forme virali.
Ci sono genitori frustrati che non riescono a gestire i figli, figli che vivono in una sorta di delirio social, in preda ad emozioni e stati d’animo forti, che non conoscono e faticano a loro volta a gestire, c’è poi una realtà sociale e politica particolare e in generale una ricerca spasmodica di considerazione, di accoglienza, di autostima di riconoscimento.
Perché?
Perché non siamo in pace, perché non stiamo bene dentro e quindi ci stavamo riempendo di una sorta di delirio collettivo di onnipotenza.
Un’ onnipotenza che oggi un virus sta sgretolando, proprio partendo dalla sua stessa base, dal nostro costrutto sociale.
Siamo in una situazione, da un certo punto di vista tragico, secondo i mezzi di informazione ordinari, mentre appare meravigliosa agli occhi di chi sa, con sorprendente certezza, che questa “fatica” è l’unica occasione per evolvere e farlo come fossimo all’interno di una rapida esplosione.

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L’immagine che dai di Te

A volte si osservano i profili e le immagini postate sui vari Social e viene spontaneo sorridere, pensando che quando pubblichiamo, e la parola lo dice chiaramente, stiamo vendendo qualcosa di noi su un mercato non ristretto, ma addirittura che giunge ben al di là di ogni nostra immaginazione.
Quella mia fotografia parla di me. Dice chi sono, cosa amo, cosa mi accade, cosa desidero, addirittura lascia supporre cosa penso.
Viene da chiedersi se ci sia questa consapevolezza, visto la “svendita” costante che facciamo di noi stessi, delle nostre emozioni e di quelle dei nostri figli e delle persone che amiamo.
Se posti la fotografia di un incidente che ti è capitato di recente, quale pensi sia la reazione della maggior parte delle persone che la potranno osservare?
Penseranno forse:” Che fortunato!” o al contrario ti apostroferanno con un’altra espressione?
Quello che non sappiamo e non consideriamo è che il pensiero ha una sua forza, produce una sua energia e contribuisce a creare una certa realtà.
Questa dinamica la sperimentiamo costantemente, quando ci riconosciamo prossimi ad una sconfitta, ad un insuccesso, per esempio in ambito lavorativo o scolastico o di qualsiasi altra natura.

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Prendersi cura di sé.

Viviamo in una società nella quale l’apparenza conta più dell’essenza e l’avere risulta essere l’elemento portante, per contare e essere considerato una persona di valore.
E’ così, che la stragrande maggioranza delle persone, che vogliono contare, cerca di avere l’ultimo tipo di cellulare e si prende cura della propria auto, più che della sua relazione affettiva o di se stesso.
L’auto deve essere bella, di grossa cilindrata, sempre pulitissima, senza un graffio, con cerchioni in lega.

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L’Anima ti ha parlato. Ascoltala!

E’ noioso in questo periodo nel quale siamo imbrigliati in mascherine inespressive e bombardati da notizie terroristiche, essere ancora avvicinati da persone che ripetono sempre le stesse cose, ma soprattutto “credono” sempre alle identiche dinamiche e le vivono, le sperimentano, le mettono in pista.
Mi capita spesso di raccogliere tra amiche e conoscenti, affermazioni che si riassumono pressappoco così:
“ Eh, hai voglia di uscire dalla condizione di single, quando ti rinchiudono in casa con il coprifuoco e non puoi uscire dal paese o dalla frazione in cui vivi.
Forse sarebbe stato meglio non avessi lasciato Michela, almeno ora starei con qualcuno”.
Voglio dare voce alla tua Anima, mentre tu fai un’affermazione di questo tipo.
Sai cosa borbotta lei, mentre tu hai uscite di questo tipo?
Te lo dirò con un linguaggio molto diretto e magari un po’ dissacrante, ma ti garantisco che è la versione “aggiornata” di quello che il tuo Spirito ribadisce di fronte a queste tue parole.

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Essere in sintonia universale per Essere.

E’ un anno veramente pieno questo 2020, ma lo è il secolo stesso che stiamo attraversando, una sorta di  spazio “unico” nel suo genere, nel quale Dio ci sta parlando moltissimo attraverso i numeri.
Perché? Perché la ciclicità, la teoria del precedente, la causa e l’effetto sono le costanti e gli aspetti più importanti e ricorrenti ai quali siamo tenuti a prestare attenzione.
Siamo in una fase di svolta epocale.
E tutte le “vere leggi dell’Universo” sono attive e produttive, generando quella polvere attuale dalla quale ciascuno di noi o meglio ciascuna Anima che vive eternamente in noi, deve prestare attenzione, per scegliere e trasformare la propria condotta in un qualcosa di eccellente e di utile per rientrare nelle piene dinamiche divine.
Per questo Dio ci parla attraverso i numeri, la matematica, la fisica, perché nulla ci sfugga e tutto rientri grazie ad un codice comune e invariabile e invariato.
Siamo nel duemila e qualcuno mi ha spiegato e in particolare in un anno con un doppio zero e un doppio 2, quindi un anno veramente carico dell’Energia divina, portata dallo 0 ripetuto.
Questo significa che veniamo chiamati in maniera intensa, per uscire dai vecchi schemi e sentieri per intraprendere nuovi cammini.
Per fare questo, l’Uomo deve cambiare, come ho già detto tantissime volte, e quindi tagliare anche con il “passato”.
Tutte le vecchie porte vanno chiuse ermeticamente, tutto va risolto e lasciato andare, in un modo o in altro.
Questo significa che alcune cose devono andare in risoluzione, mentre altre, sulle quali non hai più controllo, vanno lasciate sfilare dalla tua mano, come fossero il semplice filo di un palloncino che ringrazi, saluti e affidi al vento, lasci che ritorni a far parte del tutto, con la tua somma pace e benedizione.
Questo è l’Anno nel quale tu accogli di non avere il controllo delle cose che non dipendono da te e lo accetti con la semplicità animica, con la dolcezza interiore dovuta, altrimenti la rabbia ti andrà esplodendo dentro e il tuo fegato, lo stomaco e le ovaie, se donna, ne risentiranno tantissimo.

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La selezione naturale.

E’ tempo di smetterla di seguire l’onda che ti trascina a giudicare ogni evento, persona e azione, in essere, da una prospettiva critica e atta a crearti un “alibi”.
Basta alibi!

E’ questo il moto del Guerriero e il motto che deve contraddistinguere chiunque oggi appartenga all’antica e somma conoscenza dello spirito.
Basta fermarsi a perdere tempo nel giudizio e nel cercare il colpevole per quanto sta accadendo.
Siamo sotto una sorta di ipnosi collettiva, una specie di bolla nella quale ci si guarda con diffidenza e ci scanna a vicenda sulle responsabilità, sempre chieste agli altri e mai a te stesso.
Perplesso?
Pensa allora alla realtà di una famiglia e a come un genitore con un figlio problematico, sia solito parlarne con l’altro genitore.
Questa persona si esprime pressapoco così:
“Guarda tuo figlio cos’ha fatto!”
“Tuo figlio”.
Già, siamo talmente abituati a scaricare la colpa sull’altro, a delegare ogni forma di responsabilità, che siamo pronti anche a disconoscere la paternità o la maternità in essere, pur di salvaguardare la nostra immagine.
Farsi carico di un evento, di una reazione, di un pensiero, di una scelta, di un’azione, di una dinamica irrisolta o di qualsiasi situazione problematica non ti trova mai disponibile, non gode mai della tua presenza, né la tua benevolenza.

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Ricominciare.

Ricominciare è una parola magica, un po’ come tutte le parole che incominciano con questo suffisso “ri”, un suffisso che ci propone una condizione umana nella quale possiamo credere che tutto sia com’è già stato, mentre in realtà non è così. Il “ri” rappresenta qualcosa di nuovo e di magico.
Ricominciare non significa ripartire da dove ti eri fermato, per tuffarti nelle stesse identiche dinamiche, ma semmai l’occasione di “rimetterti in cammino”, con una modalità diversa.
E’ un’occasione, un’opportunità.
E’ seguire e concedersi la possibilità che ti viene prospettata e tu stesso hai chiesto e desiderato .

E’ crearsi e darsi una nuova chance.

Ricominciare è offrire a te stesso l’occasione per andare oltre, per non rifare gli stessi sbagli, per non comportarti esattamente com’è già accaduto. Ricominciare significa “scegliere di non essere la stessa persona”, significa, partendo dal piccolo cambiamento, andare oltre.
Rifare o ricominciare, non esprimono il ricalcare “pedestremente” le orme precedenti, ma semplicemente il mettersi nuovamente in cammino con nuove prospettive, nuovi sogni, nuovi desideri, nuove consapevolezze e un bisogno infinito e ora assecondato, di virare, di muovere il timone della tua Vita, per andare verso nuovi lidi.
E’ ripercorrere anche la stessa via, ma con una prospettiva nuova, una prospettiva che rappresenta una finestra a cui ora ti puoi affacciare per godere un nuovo paesaggio, il paesaggio che ora vuoi, desideri e contribuisci a scegliere e vivere.

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