Sasso o diamante?

L’incertezza delle giornate in essere, porta nel tuo interno una sensazione intensa di disagio e con lui le più svariate emozioni. Ansia, paura, terrore, noia, incertezza, insicurezza, la fanno da padrone, mentre tu cerchi di esorcizzarle, di allontanarle da te, di metterle tacere in qualche modo o di guarirle.
L’accoglienza e l’ascolto è un qualcosa che non sei stato “educato” a mettere in gioco, che non sei in grado, solitamente, di attivare.
Invece, in questi momenti, sarebbe giusto portare l’attenzione sul disagio, proprio nell’istante in cui si manifesta, per non agire, come di consuetudine, quando arriva una terribile emicrania e tu la risolvi con la solita compressa, senza conoscerne il motivo.
Sicuramente mentre provi rabbia o incertezza, sei al culmine della tua esperienza emotiva e quindi non ti trovi, apparentemente, nella condizione migliore per affrontare la bufera che ti si è scatenata dentro, ma in realtà non è previsto uno scontro, ma semplicemente un ascolto.
Immagina un temporale fortissimo, con vento, lampi e tuoni e tanta pioggia.
Tu nel profondo della tua casa, ascolti l’uragano nel suo agitarsi.
Se ci pensi la sensazione successiva, dentro le pareti domestiche, è quella di un’estrema e profonda sensazione di pace, di calma, di un qualcosa che ti fa sentire tranquillo e protetto.
Ecco, la stessa cosa la devi fare quando ti si scatena dentro un disagio.
Cosa possiedi di concreto per poterlo guarire? Nulla, se non quell’uragano in essere dentro e magari intorno a te.
Ecco allora che il tuo disagio è l’unico aspetto “concreto” su cui puoi lavorare e lavorare non secondo la modalità ordinaria, ma semplicemente mettendoti nell’ascolto.
Lo devi fare subito, nel tuo qui e ora, perché quello è l’unico istante su cui puoi fare affidamento.
Puoi solo metterti in ascolto, come fai con il temporale, quando la carica emotiva ti scuote, come fosse il rombo di un tuono.

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Conflittualità e Amore.

Nel tuo presente è scritta una lunga storia, una storia fatta dalle tue reincarnazioni precedenti e dal tuo vissuto attuale.
Per vissuto intendo proprio ciò che ti riguarda dall’istante in cui prendesti vita e forma dentro la pancia di tua madre.
Se ti capita talvolta oppure sempre di rifiutare in qualche modo i tuoi  genitori, penso che lo scritto di oggi, potrà in qualche modo giovarti.
La prima cosa che mi permetto di darti è la “memoria” di come mai ti sei trovato a nascere e vivere da loro.
Lo hai scelto tu, facendoti carico, al termine del tuo percorso “scolastico” come Anima,  di una scelta che ti permettesse di metterti alla prova, cioè di dare ampiamente spazio a tutti quegli insegnamenti avuti lassù.
Dopo tanto studiare, una bella “verifica”, direttamente inviato, in missione speciale, sul campo da gioco quaggiù.
E’ così che ti sei trovato catapultato in questa realtà e calato, come un dono, voluto o non voluto, proprio in questa “dimensione famiglia”.
Smemorizzato, per vivere al meglio, ti sei poi guardato intorno e giorno dopo giorno, ti sei rimangiato la scelta originaria, chiedendoti come fosse stato possibile un tale accostamento con due persone così faticose e distanti dal tuo sentire.

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Un viaggio importante

Due incontri fatti poco fa, mi hanno illuminato a proposito dell’argomento che andrò ad affrontare oggi.
Due persone, due donne, due amiche, con bambini di età diversa, ma entrambe sintonizzate sulla medesima frequenza di “il mio” bambino, una frequenza molto gettonata e pericolosa per la nostra storia animica.
Siamo profondamente attaccati alla materia, che cerchiamo di controllare e possedere e molto “ignoranti”, nel senso letterale e pieno di questo  termine, a propsito di chi siamo e della missione che stiamo compiendo quaggiù.
Nessuno ci educa a cogliere il vero valore, il senso pieno della Vita e della Morte.
Se ci appartenessero non utilizzeremmo così intensamente i possessivi e non saremmo gli accaniti “possessori” di tutto, figli, mogli e compagne incluse.
Non siamo corpi venuti a fare un’esperienza divina, ma semmai Creature divine, venute a fare un’esperienza terrena.
Perché? E da dove veniamo?
Fondamentalmente ci incarniamo per crescere ulteriormente e poter così accedere a nuove dimensioni, con il desiderio di poter raggiungere il punto più alto e quindi entrare in uno stato di totale fusione con la nostra origine; Dio.
Ognuno di noi viene da uno di quei piani  dei Mondi sottili, Mondi dove l’Anima vive perfettamente a suo agio, immersa in una condizione di Luce e di Amore accrescitivi e unici.
Immagina l’ultima parte del Mondo Divino come una grande tenuta, con costruzioni diverse nella dimensione, nella forma e nelle decorazioni; lì, all’interno di una vasta proprietà, sopra un’altura,  c’è una sorta di costruzione a più piani.

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Ciao, caro compagno a 4 zampe.

In una società nevrotica, persa dietro alle cose materiali, l’animale rappresenta spesso una specie di alternativa alle relazioni umane manchevoli e mancanti.
Un amico a 4 zampe è infatti una bella presenza, sia che si tratti di un gatto, che di un cane, i quali vengono amati, vezzeggiati, coccolati, rivestiti di amorevoli attenzioni, ma spesso anche coinvolti nelle fatiche, soprattutto emotive, della vita quotidiana.
Fedele presenza, diventa, anche involontariamente, una sorta di cartina tornasole, di silenziosa spugna domestica, di assorbi energie e vibrazioni faticose e pesanti, di cui si fa carico, senza alcuna via di fuga.
E’ così che, l’animale, spesso si ammala e chi lo “ospita” si trova a dover affrontare il dolore della separazione e della morte.
Se soffri per una persona amica e del tuo ambiente familiare, tanto più soffrirai per la scomparsa del tuo fedele amico.
Membro a tutti gli effetti del nucleo familiare, viene vissuto nel momento della sofferenza e del distacco, con la stessa intensità con cui potresti vivere la scomparsa di una persona molto vicina e per la quale nutri forti emozioni e positivi stati d’animo.
Tutto funziona a meraviglia, fino al momento in cui qualcosa incomincia a stonare e allora tu cerci di riaccordarlo, portandolo dal tuo veterinario di fiducia, con serenità, sperando che si tratti di una piccola sciocchezza, una fatica temporanea, fino al momento del verdetto.

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Cambio direzione.

La riflessione odierna, nasce da una semplice chiacchierata tra colleghi.
Vedere una situazione in tutta la sua interezza è sicuramente più semplice per chi accoglie una realtà dall’esterno, cioè senza implicazioni dirette di alcun tipo, come semplice ascoltatore dei fatti narrati o come osservatore.
Essere coinvolti in una situazione rende sempre le cose più complicate, perché l’inclusione comporta una visione più ristretta e nasce da una prospettiva di tipo emotivo”, prospettiva che non acquista quel pathos, quando non hai nulla a che vedere con i fatti raccontati.
Chi ascolta non vive in prima persona il fatto narrato e quindi è facilitato nel cogliere  l’essenza dei fatti; la sua posizione è più rilevata e può vedere la storia in maniera più ampia, secondo una modalità più serena, rispetto a chi è emotivamente coinvolto.
La fatica maggiore, comunque, qualsiasi sia il problema che crea una sofferenza,  è che quando la vita ti presenta il conto, la tua reazione è spesso quella di non “voler far nulla” per modificare lo stato delle cose.
Un problema, che sia di ordine lavorativo, affettivo, politico, amicale , economico o di altra natura, ti coglie sempre impreparato e pronto a non voler accogliere la trasformazione.
E’ come se  tu fossi un giocatore , seduto al tavolo da gioco, che improvvisamente, da favorito, diventa un possibile perdente.

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Esercizio di felicità: L’Amore per la Vita

Ripeti l’affermazione che segue a voce alta.
Poi ripetila a voce più bassa, poi ancora più bassa, poi in un sussurro e infine ripetila solo mentalmante.

“Fa che il mio Amore diffonda la sua risata
in tutti i cuori
in ogni persona di qualsiasi razza.
Fa che il mio Amore riposi nel cuore dei fiori,
degli animali
e nei piccoli granelli di polvere di stelle.”

Dalle “Meditazioni Metafisiche” di Paramhansa Yogananda (1932).

I met you for a reason.

Cosa può esserci che unisce il tuo modo di vivere economicamente e il tuo mondo emotivo e relazionale?
Beh, alla base c’è una consonanza di comportamenti, di cui non ti avvedi, ma che metti in atto in forma quasi automatica, dopo aver ricevuto un Imprinting dal nostro mercato mondiale, che crea e alimenta una sorta di bisogno inconsapevole di “consumare” tutto e tutti.
Assalito dalle informazioni mediatiche e braccato dalla pubblicità, acquisisci certi comportamenti che poi spalmi in tutta la tua vita e in ogni suo settore.
La stessa frenesia che ti coglie e sperimenti ad ogni nuova promozione di un cellulare, ad ogni inizio di stagione, ad ogni periodo di saldi, ti appartiene anche nelle relazioni.
Viviamo in una società dell’eccesso, dove tutto è “alla massima potenza” e nulla e niente vengono risparmiati e salvaguardati.
Tu conti, se possiedi, se hai molte cose, molti oggetti, molti effetti personali di ultimissima generazione  e possibilmente quotati, cioè giudicati eccellenti.
E’ così che non solo cambi scarpe continuamente, ma acquisti solo quella marca, e sempre per lo stesso motivo consideri superato anche un i phone di pochissimi mesi di vita.

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Gli Animali Guida

Nell’ambito del legame che unisce qualsiasi forma vivente, ho “incontrato” nel mio processo di crescita le figure degli Animali Guida in alcuni momenti particolari della mia Vita.
Affascinata, da sempre, dalla cultura dei Nativi americani ho approfondito questo aspetto quando, in un momento di contatto intenso con la Natura, ho visualizzato, spontaneamente, alcuni animali e li ho chiamati, sentendoli parte di me.
So che le tribù, dove si partica lo sciamanesimo, seguono dei rituali specifici, antichissimi e sacri, per trovare il proprio Animale Guida, rituale che qualcuno vede come un “viaggio della nostra mente”.
Io non ho, inizialmente fatto questo rito, ma ho semplicemente accolto, in un momento di grande Amore e attenzione a ciò che mi circondava, quanto spontaneamente mi giunse.
So, che nella forma rituale, chi guida la pratica, si attiva perché questo incontro avvenga e sia fruttuoso.
Il mio incontro è però stato preceduto da un episodio molto particolare, avvenuto realmente, qualche settimana prima.
Stavo camminando in un luogo molto bello, e mentre respiravo e “parlavo” mentalmente, con gratitudine al bosco e con le mie guide angeliche, ho scorto, tra le ramaglie, due magnifici cavalli bianchi. Stavano mangiando, uno accanto all’altro.
Ho provato il desiderio di poterli incontrare e di poterli accarezzare.
Ho chiesto con la mente, quasi senza rendermene conto:” Vi prego, se potete, venite a me!” e quanto è successo, in seguito, è stato semplicemente straordinario.

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Un Animale in dono

L’argomento odierno, credo potrà interessare molti di voi lettori e voglio dirvi come mai io mi trovi ad affrontarlo.
Da circa una settimana ho al mio fianco l’Anima del mio gatto e questo mi ha spinto a colloquiare con Lui, in un crescendo d’Amore per un rapporto dolce e intenso.
Perché questo suo “ritorno” improvviso?
Cosa vuole trasmettermi?
So che nulla succede per caso e la sua presenza odierna, fa sicuramente parte di un dialogo che Tigre è venuto a riallacciare, là, dove l’avevamo interrotto.
Cosa mi chiede?
Un qualcosa che non ho mai preso in considerazione, se non in pochi rari casi: di prendermi cura anche degli Animali, cioè della loro Anima, di ascoltare ciò che ogni loro Anima ha da dire, per aiutare chiunque lo desideri, a scoprire quello che anch’io non ho mai approfondito, per conoscere, sapere e apprezzare maggiormente un rapporto universale, che ci lega anche al mondo animale.
Tutto ha avuto inizio quando, circa una settimana fa, per casa ha ripreso a riecheggiare il suono del campanellino chiama Angeli, che gli avevo messo al collo.
Avevo scelto, con le figlie, un collarino molto elegante, perché Lui era un gatto silenziosamente presente ed elegante e d’accordo con due delle mie discole, avevamo poi aggiunto quel tocco di  suono angelico.
Ricordo che dopo averlo fatto, mi prese il timore di aver solo creato un disagio “umano”, una sorta di disturbo al suo udito, di fastidio permanente, per una di quelle decisioni “invasive” che noi umani, siamo soliti operare ai danni dei nostri amici a 4 zampe.

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