
L’incertezza delle giornate in essere, porta nel tuo interno una sensazione intensa di disagio e con lui le più svariate emozioni. Ansia, paura, terrore, noia, incertezza, insicurezza, la fanno da padrone, mentre tu cerchi di esorcizzarle, di allontanarle da te, di metterle tacere in qualche modo o di guarirle.
L’accoglienza e l’ascolto è un qualcosa che non sei stato “educato” a mettere in gioco, che non sei in grado, solitamente, di attivare.
Invece, in questi momenti, sarebbe giusto portare l’attenzione sul disagio, proprio nell’istante in cui si manifesta, per non agire, come di consuetudine, quando arriva una terribile emicrania e tu la risolvi con la solita compressa, senza conoscerne il motivo.
Sicuramente mentre provi rabbia o incertezza, sei al culmine della tua esperienza emotiva e quindi non ti trovi, apparentemente, nella condizione migliore per affrontare la bufera che ti si è scatenata dentro, ma in realtà non è previsto uno scontro, ma semplicemente un ascolto.
Immagina un temporale fortissimo, con vento, lampi e tuoni e tanta pioggia.
Tu nel profondo della tua casa, ascolti l’uragano nel suo agitarsi.
Se ci pensi la sensazione successiva, dentro le pareti domestiche, è quella di un’estrema e profonda sensazione di pace, di calma, di un qualcosa che ti fa sentire tranquillo e protetto.
Ecco, la stessa cosa la devi fare quando ti si scatena dentro un disagio.
Cosa possiedi di concreto per poterlo guarire? Nulla, se non quell’uragano in essere dentro e magari intorno a te.
Ecco allora che il tuo disagio è l’unico aspetto “concreto” su cui puoi lavorare e lavorare non secondo la modalità ordinaria, ma semplicemente mettendoti nell’ascolto.
Lo devi fare subito, nel tuo qui e ora, perché quello è l’unico istante su cui puoi fare affidamento.
Puoi solo metterti in ascolto, come fai con il temporale, quando la carica emotiva ti scuote, come fosse il rombo di un tuono.











