Abbraccio la mia Rettitudine.

Ciao.

Oggi parleremo di un qualcosa di utile nell’immediato, per poter stare al meglio, dopo le vicende delle scorse settimane.
Negli articoli precedenti ho cercato di raccontarti come stanno le cose, per quanto mi è dato visualizzare e condividere, ma ora credo sia di estrema importanza, per riuscire a farti vivere al meglio in questo periodo di ripresa, che tu possa comprendere cosa ti è dato fare, nel qui ed ora, per evolvere e non scivolare in dinamiche ordinarie, appartenenti ormai al passato, che da questi momenti potrebbero rivelarsi parecchio controproducenti.
Se hai fatto un buon percorso di “rinforzo” interiore, avrai sicuramente vissuto in piena armonia e serenità tutte le ore trascorse, diciamo “agli arresti domiciliari”, riservando a te stesso e a chi aveva la fortuna di starti accanto, tanto tempo e pratiche utili per aumentare il tuo dialogo interiore e la tua consapevolezza.

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La mia Terra

La mia terra

Disseterò la mia terra
con lacrime
piene d’amore
e l’accarezzerò
con mani nuove
e saprò cogliere
le sue preghiere.
Mi ricorderò dei suoi frutti,
quando vorrò pretendere
da lei qualcosa
… la saluterò
prima di andarmene
senza farle del male,
come il mare con la sabbia.
E’ luce il giorno,
è magia la notte.
Soffierà per me parole d’amore,
mentre dolcemente sognerò
coperto dalle stelle.
Camminerò sotto i suoi arcobaleni,
ma senza calpestarla
e come un ramo di un suo albero
o un petalo di un suo fiore…
io le apparterr.ò
le apparterrò.
( Celeste)

Guarda in faccia la tua Storia. Seconda parte

Oggi continuiamo con il discorso aperto il 30 aprile scorso.
L’Uomo
ha trascorso questi 26000 anni, avvolto nella nebbia.
Come ho già detto, questo arco di tempo così vasto, sarebbe servito al genere umano, per compiere il cammino ad anello e ritornare al Padre, con la consapevolezza nuova del Figlio Prodigo, ma questo, di era in era, non è accaduto, nonostante l’arrivo, a metà di ciascuna delle 5 ere, di personaggi speciali, venuti per farci “risvegliare”.
L’Uomo appariva sempre più incapace di risvegliarsi, preso da un torpore diabolico.
Perché non esisteva risveglio?
Perché il genere umano, proprio come i demoni, è andato partorendo l’idea di essere “indipendente” e di poter esistere oltre e senza la figura del divino.
Questo aspetto si è radicato e potenziato nel tempo, come fosse le radici una grande quercia, germogliando e dando vita ad azioni forti e atte ad attestare la forza creativa dell’Uomo, capace, senza Dio, di intervenire addirittura sulla vita, per controllarla.

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Guarda in faccia la tua Storia, è Tempo.

Tu vivi, come ognuno di noi, ogni giorno, in uno dei due modi, per altro ben distinti, di cui ti sto per parlare in questo articolo, a seconda delle scelte che hai operato fino ad oggi.
E’ così, che ti trovi, nel primo caso, anche se sei un po’ cresciuto, ad affrontare la tua quotidianità con attenzione e calma, perché tu vivi come fossi ancora a “scuola”, una scuola speciale, che senti tua nel profondo, che in qualche modo ti appartiene, e fondamentalmente ti piace, indipendentemente dalle materie e dall’orario che ti viene presentato.
Sei attivo, coinvolgente e coinvolgibile, quindi, anche la “sorpresa”, positiva o meno, ti stimola e la accogli, perché senti che ti fa crescere.
Viceversa, tu puoi far parte del secondo gruppo umano fino ad oggi, cioè puoi vivere ogni istante, come se tu fossi in un “carcere di massima sicurezza”, dove non ci sono sbarre fisiche, visibili, eppure hai tanti e tali condizionamenti psichici che non vai avanti, non riesci ad esprimerti ed essere te stesso.
Il tuo carcere può essere di tipo mentale, cioè legato a quelle che io chiamo le “seghe mentali”, per capirci, cioè tutta una serie di pensieri e costrutti che ti creano poi paure, ansie, catene di nuove reazioni a livello sia di pensiero, che di relazioni ed azioni, oppure un super carcere di tipo emotivo, con storie mai concluse, sudditanze di vario genere, incluse quelle familiari, di dipendenza, di sottomissione, di schiavitù, oppure fatta di legami avvilenti, storie d’amore con paure di abbandoni o semplice terrore di nuove storie e tanto altro. La differenza di appartenenza, si nota anche e soprattutto nel come tu parli ed affronti la Vita quotidiana.
Immagina che quella di oggi sia una bella storia, per ragionare insieme di come siamo arrivati a tutto questo.
Se tu sarai in grado di coglierne il senso vero, vuol dire che sarai  in “sintonia” con me, quindi con il Cielo, e per questo diciamo avvantaggiato nel tuo cammino di ripresa, dopo il Virus, mentre se non ci capirai nulla, beh, significa che per te sarà solo una bella storia, una delle tante che ti sono state raccontate, da altre fonti e che, ancora oggi, ascolti spesso e volentieri.

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Un po’ di Follia

Disse Albert Einstein o qualcuno di particolarmente saggio:
Follia è fare sempre la stessa cosa e aspettarsi risultati diversi.”

Ho spesso detto che la pazzia umana è la manifestazione della nostra ottava sotto, un’ottava che talvolta possiamo manifestare nelle più disparate modalità, mentre la follia la reputo l’ottava sopra, la faccia positiva del nostro agire.
Di fronte ad un qualcosa che ti ha sempre dato gli stessi esiti, è inutile tu ti accanisca, ricalcando le stesse identiche modalità, perché così otterrai gli stessi identici risultati e quindi sarai parte del Club privatissimo dei Pazzi.
Vuoi trasformare la tua Vita?
Allora concediti di rovesciare il tavolo, ora che il tempo sembra essersi per un poco fermato, … con tutto quello che c’è sopra.
Fallo con determinazione, fallo con consapevolezza, fallo con la convizione vera, che tutto finalmente cambierà e che tu non troverai più ad attenderti nè la sofferenza, nè il dolore, nè la privazione o la tirannia di qualcuno, o qualcosa, piuttosto che della morte stessa.
Dopo questo periodo di quarantena, hai bisogno di farlo in tutto, anche nel modo in cui ti percepisci, nella modalità con cui ti muovi e parli, nel come entri in relazione con le persone o nel tuo rapporto con la malattia, la privazione e la morte.
Esorcizzarle è servito?
No! E’ tempo quindi di cambiare prospettiva.
Tutto attende che tu faccia questo salto di qualità.
Non opporre resistenza e girati.
Lascia che tutto fluisca, senza metterci pensiero, attese e aspettative e vedrai che, proprio come il neo giocatore, baciato da quello che qualcuno chiama fortuna, ma tale non è, colpirai finalmente il tuo bersaglio: riuscirai finalmente a Vivere.
Ascolta con attenzione la lettura odierna, tratta da Oshio, e fatta dalla nostra mitica Gende.
Amorevolmente ti

Esci dalla Fossa delle Marianne.

La conosci la Fossa delle Marianne?
Credo proprio di sì, perché è famosa e stamattina ho pensato che lei, questa notissima “depressione” marina, dell’Oceano Pacifico, ci rappresenti al meglio, e lo faccia ogni volta che viviamo sul fondo della nostra Vita, schiacciati dalle nostre paure.
Sei lì nel fondo.
Attorno a te, c’è un Oceano incantevole, da favola, ma tu non lo puoi né vedere, né vivere, perché sei giù, giù, giù di parecchie migliaia di metri.
Sei affossato nei tuoi dubbi, nelle tue innumerevoli preoccupazione, sprofondato nelle tue “salde e fermissime paure”, sopraffatto dall’angoscia e tallonato dal panico.

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La trasformazione.

Yogananda andava ripetendo ai suoi allievi che l’Ambiente è più forte di noi”, questo non per dichiarare la sua arrendevolezza o per invitarli a sedersi, accogliendo ciò che i sistemi esterni proponevano, ma perché gli allievi avessero ben chiaro che noi siamo parte di una Società che, in qualche modo, ci influenza, ci lavora, ci modella, proprio come la creta sul torchio.
Sapere che viviamo in una Società che ha “un impatto” su ciascuno di noi serviva a loro e serve ancora a noi, per conoscerne le dinamiche e cercare di mantenere la nostra vera identità, per riuscire a salvaguardare la nostra libertà, il nostro “modo di essere” e il nostro benessere.
Se ricordi, fin dall’antichità si diceva: ”Divide et impera”, vale a dire tieni le persone separate, per poterle controllare al meglio.
Perché questo?
Perché il contatto porta allo scambio di idee, di programmi, di progetti, di conoscenze e di consapevolezze, quindi ti stimola e ti fa crescere, sempre.
Ricordo che da piccola, ero solita seguire mio nonno, commerciante, nei suoi spostamenti e che, perfino nel bar, mentre io mangiavo un bel cono di gelato, lo osservavo attenta, mentre trovava clienti o aveva o dava informazioni utili per questo o quest’altro prodotto ed attività.
Dove due o più persone si uniscono, in genere nasce qualcosa, ecco perché è importante tenerci ben distanti e ben separati, in vari frangenti, perché si blocca qualsiasi forma di rete, di crescita, a qualunque livello.

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40 giorni per rinascere

Reclinato nel tuo silenzio, ascoltati!
Ritorna sui tuoi passi, per vedere che cosa vuoi mantenere del tuo passato
e che cosa desideri cambiare.

E’ Tempo!
Se la tua Vita era faticosa, ora sai, ne sei consapevole, che tutto partiva da te,
dal tuo modo di vivere, e a te poi ritornava.
Solo tu puoi trasformare e cambiare le tue giornate, rendendole piene di Pace
e di Amore vero.

Ti degli Arcangeli❤️

Grazie Coronavirus.

Perché grazie?
Come poter essere grati a colui che sembra divorare le nostre certezze?
Leggi e scoprirai che tutto è possibile, basta cambiare prospettiva.

Ho parlato spesso della Gratitudine, ma sicuramente non ti saresti mai aspettato di trovare un mio articolo con un protagonista “così discusso”, messo in primo piano e, non solo, vedermi ringraziarlo.
Sì, lo ringrazio. Sono grata a questo personaggio, così discusso, visualizzato dalle masse come un “mostro” sociale.

Provo per lui Gratitudine, perché ci sta costringendo a fare quello che da tempo avremmo dovuto avere il coraggio di fare, ma non ci decidevamo a fare, e cioè, fermarci e respirare, e assaporare ogni cosa, incluso il tempo.

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Gli eventi sono un’occasione.

La nostra storia è ciclica, ma noi, come creature umane, ne abbiamo una percezione molto limitata, avendo come unico metro di misurazione la nostra storia e lo scorrere delle nostre giornate.
Pur potendo vivere 103 anni, concediamocelo, non abbiamo e non avremo mai la “visione d’insieme”, quella che ci servirebbe per capire cosa stiamo combinando e in che direzione stiamo andando.

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Il patto inconscio che ti frega.

Mi viene da sorridere.
Un sacco di volte senti dire da alcune persone che vorrebbero questo o quello, ma non ci riescono.
Siamo sempre pronti ad usare il pronome personale Io, a ribadirlo, a metterlo in risalto, poi, all’occorrenza, non riusciamo a gestirci, a controllare quell’Io, che sembra una repubblica o una dittatura, dipende dal caso, quindi ingestibile.

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