40 giorni per rinascere

Reclinato nel tuo silenzio, ascoltati!
Ritorna sui tuoi passi, per vedere che cosa vuoi mantenere del tuo passato
e che cosa desideri cambiare.

E’ Tempo!
Se la tua Vita era faticosa, ora sai, ne sei consapevole, che tutto partiva da te,
dal tuo modo di vivere, e a te poi ritornava.
Solo tu puoi trasformare e cambiare le tue giornate, rendendole piene di Pace
e di Amore vero.

Ti degli Arcangeli❤️

La frase del giorno

Lettura commentata di alcuni versi tratti da “Il manuale del Guerriero della luce”
di Coelho
Amorevolmente ti

Dal libro “Manuale del guerriero della luce” di Paulo Coelho

Il Guerriero della Luce ha appreso che Dio si serve della solitudine per insegnare la convivenza.
Si serve della rabbia per mostrare l’infinito valore della pace.
Si serve del tedio per sottolineare l’importanza dell’avventura e dell’abbandono.

Dio si serve del silenzio per fornire un insegnamento sulla responsabilità delle parole.

Si serve della stanchezza perché si possa comprendere il valore del risveglio.
Si serve della malattia per sottolineare la benedizione della salute.

Dio si serve del fuoco per impartire una lezione sull’acqua.
Si serve della Terra perché si comprenda il valore dell’aria.
Si serve della morte per mostrare l’importanza della vita.

Amorevolmente ti

La convalescenza.

Quando esci da un periodo tormentato della tua vita e hai appena vissuto una separazione, non importa se procurata o subita, è come se tu fossi una persona che riesce ad alzarsi dal letto dopo svariati giorni di malattia e di conseguente debilitazione fisica.
Ti alzi e tutto intorno la stanza gira.

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Al timone in mezzo alla Tempesta

“Per trovare la pace interiore pratica il non attaccamento: sii consapevole che niente e nessuno ti appartiene veramente.”
Swami Kriyananda

“La foto del necrologio gliel’avevo scattata io, …a maggio scorso, nel suo giardino, in occasione della messa per il 50° di matrimonio, con la mamma…

Ora che papà è morto e che mamma è in un lontano ospedale a combattere da sola contro questo coronavirus, ogni dettaglio, anche piccolo, sembra avere più importanza, così come ogni oggetto, anche della quotidianità, acquista più valore e ogni istante più significato…

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Il cuore e la noia, al posto degli emoji

Ciao, ben ritrovato!
Sono felice che anche oggi tu abbia deciso di leggere quanto ho scritto, perché da questo momento inizierò ad offrirti sempre più spunti, per uscire dalle modalità e dalle forme pensiero, che hanno e stanno ancora oggi caratterizzando la nostra società e quindi il nostro modo di vivere.
Un virus ci ha fermati.
Perché?


C’è sempre un perché, per ogni cosa che ci sfiora e che ci accade, e nella “sincronicità” che spesso li accompagna.
Si legge anche nelle parole stupende del libro di Robert Hopke, nel cui titolo, “Nulla Succede per Caso” è  già racchiuso il senso di quanto stiamo vivendo in questi interminabili, ma magici giorni.
Vi si legge:

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Le formiche e le cicale.

In questo momento particolare, vedo ed assisto a parecchie iniziative volte al sostegno di chi si sta prodigando per accogliere ed aiutare le persone ammalate ed in difficoltà.
Gli intenti sono buoni, ma “fuori luogo” e oggi ti spiegherò perché.
Abbiamo, credo, tutti capito che questo virus è venuto con un intento particolare, un intento condiviso ed accolto dal cielo.

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Grazie Coronavirus.

Perché grazie?
Come poter essere grati a colui che sembra divorare le nostre certezze?
Leggi e scoprirai che tutto è possibile, basta cambiare prospettiva.

Ho parlato spesso della Gratitudine, ma sicuramente non ti saresti mai aspettato di trovare un mio articolo con un protagonista “così discusso”, messo in primo piano e, non solo, vedermi ringraziarlo.
Sì, lo ringrazio. Sono grata a questo personaggio, così discusso, visualizzato dalle masse come un “mostro” sociale.

Provo per lui Gratitudine, perché ci sta costringendo a fare quello che da tempo avremmo dovuto avere il coraggio di fare, ma non ci decidevamo a fare, e cioè, fermarci e respirare, e assaporare ogni cosa, incluso il tempo.

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Gli eventi sono un’occasione.

La nostra storia è ciclica, ma noi, come creature umane, ne abbiamo una percezione molto limitata, avendo come unico metro di misurazione la nostra storia e lo scorrere delle nostre giornate.
Pur potendo vivere 103 anni, concediamocelo, non abbiamo e non avremo mai la “visione d’insieme”, quella che ci servirebbe per capire cosa stiamo combinando e in che direzione stiamo andando.

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