Benvenuta paura.

Ammattita? No, sono solo molto attenta ai fatti degli ultimi tempi e quindi particolarmente immersa nell’osservazione delle situazioni sociali attuali, che guardo per poter fare un’analisi costruttiva dei nostri vissuti, dei nostri pensieri e delle nostre emozioni, quelle che nascono e ne conseguono.

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Il patto inconscio che ti frega.

Mi viene da sorridere.
Un sacco di volte senti dire da alcune persone che vorrebbero questo o quello, ma non ci riescono.
Siamo sempre pronti ad usare il pronome personale Io, a ribadirlo, a metterlo in risalto, poi, all’occorrenza, non riusciamo a gestirci, a controllare quell’Io, che sembra una repubblica o una dittatura, dipende dal caso, quindi ingestibile.

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Non coltivare il caos

Una delle più grandi difficoltà che viviamo è proprio quella di saperci gustare ogni istante e di fermarlo dentro di noi.
Così crescono contemporaneamente l’insoddisfazione presente e l’ansia per il futuro, che temiamo possa portarci chissà quali sventure.
Non riusciamo a concentrarci per più di 2 istanti su una cosa, qualunque essa sia.
E pensare che i monaci buddisti sanno stare immobili, fermi e con un’immagine fissa dentro.
La nostra testa?

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La forza delle parole

Da un po’ di tempo vado ripetendo l’importanza di scegliere con cura le parole con cui esprimere ed esternare i nostri pensieri, le richieste, le considerazioni e le emozioni.
Ascolto parecchio e spesso noto sia la “pesantezza lessicale”, che ci contraddistingue, che esprime, purtroppo la nostra ignoranza di base a proposito del valore e della forza, dell’energia di ogni singolo termine.
Dire stanco non è la stessa cosa che dire stressato.
Già dirai tu, stanco indica uno stato di affaticamento sia fisico che mentale, che può essere temporaneo o a lungo termine, mentre stressato indica una condizione più faticosa, duratura e legata a parecchie vicende e momenti, che ora stai in qualche modo pagando.
No, non si tratta solo e tanto di questo, ma della forza, della diversa energia che ciascuno di questi termini muove.
Ripeterle spesso, ti scarica, perché ti priva della tua riserva energetica, utile per il tuo benessere, e depriva anche l’ambiente circostante e le persone che ricevono questi codici, partiti da te.
Se non mi credi prova a ripeterti, per almeno 15 volte, prima una di queste due parole, e poi l’altra.
Ti senti risucchiato.

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Amare è non reagire.

Siamo una società di “reattivi”, vale a dire di persone che, al minimo fastidio interiore o esteriore, rispondono nell’immediato, innescando una serie di risposte spesso forti, che determinano una realtà faticosa e poco accogliente.
Non sto dicendo stupidate, ma sto dando il quadro del come siamo, in maniera molto diretta e “immediata”.

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La situazione non rende l’Uomo ladro

E’ la Luce interiore, che proviene dall’Anima ,
che ti rende capace di tirar fuori il Diamante che Dio, un giorno, ha creato.

Capita spesso di sentire affermazioni fatte da amici, a proposito di altri amici o semplici giudizi espressi con leggerezza da persone a proposito di altre, che fanno pensare.
E’ convinzione comune che la “situazione renda l’Uomo ladro”, cioè che un contesto, un evento, un fatto siano in grado di “trasformarci” spesso nel nostro peggio, ma così non è.
Quello che ci accade ci accade per un motivo ben preciso: renderci il “nostro meglio”.

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Vivo secondo la linea

Osservo la campagna e la bellezza del cielo stamattina.
Oltre le montagne, che mi rammentano, per qualche strana “memoria” il Nepal o il Tibet, lo scorcio di azzurro è veramente “Divino” e mi sale, come un mantra, un Grazie immenso a Dio, per questo meraviglioso azzurro del cielo, solcato da intense sfumature di rosa, bianco ed un celeste che ti infondono una pace, straordinaria.

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Cammino sulle Acque.

Abbiamo poca fede in tutto e tutti.
Anche questo è espressione di un nostro malessere interiore.
Siamo persone insicure, instabili, spesso preda dei venti, diciamo che siamo nelle condizioni ottimali per assumere il ruolo dei “perfetti San Tommaso”, cioè di colui che non ci crede, se non ci picchia il naso.
Un’accoglienza incondizionata dell’altra persona e degli accadimenti, che ci toccano, sono un evento assai raro.

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