Gabriele è l’Arcangelo che è apparso nella nostra storia umana, per cambiarne il corso, infatti si presentò proprio a coloro che, nascendo, erano destinati a grandi imprese. Ma chi è questo Arcangelo Gabriele? E’ fondamentalmente un “comunicatore”, cioè la “Voce, la Parola di Dio”, per noi.
Oggi giocheremo un poco con i numeri, visto che il cambiamento bussa sempre più insistentemente alle nostre porte e noi siamo sempre più impauriti e pietrificati, quindi in difficoltà nell’accogliere i richiami, ed i complimenti, che il cielo ci invia, con grandissima solerzia. Il 2019 è un anno 3.
“Tra vent’anni sarai più dispiaciuto per le cose che non hai fatto che per quelle che hai fatto. Quindi sciogli gli ormeggi, naviga lontano dal porto sicuro. Cattura i venti dell’opportunità nelle tue vele. Esplora. Sogna. Scopri.” MARK TWAIN
Rimpianto: ciò che ricordiamo con amarezza e nostalgia. Oggi parleremo di un aspetto strettamente legato e correlato alla nostra antichissima e consunta modalità di non chiuderci mai le porte dietro le spalle, quindi di non girare mai le pagine del nostro passato, a cui rimaniamo così inesorabilmente connessi e patologicamente affaticati. Quindi ci attiveremo ora per darci una bella sferzata di energia, per vivere appieno, partendo dalle cose che non dovremo mai rimpiangere, cioè piangere di nuovo, ripetutamente. Farò quindi come una sveglia impazzita, cercherò di trillare incessantemente per far riaffiorare in ciascuno di noi tutte quelle cose che un giorno non dovremo, nella maniera più assoluta, rimpiangere. Faremo quindi un elenco, da apporre bene sulla fronte, di tutte quelle iniziative che potrebbero essere oggetto, in un futuro, o che già oggi lo sono,di rimpianti, di desideri non concessi e quindi di sogni infranti. Sarà così un ridare vigore al nostro cuore, un regalarci una scarica adrenalinica, un ripartire con le cellule cariche di ossigeno, per poter godere tutto e sempre al meglio. Seguire i propri sogni per stare bene. E’ necessario. E’ amorevole. E’ un’urgenza inalienabile. Dobbiamo invertire sicuramente la rotta,per essere più creativi, più propositivi, più vitali e quindi padroni del nostro tempo e della nostra Vita, che affronteremo sicuramente in maniera più creativa ed intelligente, senza la zavorra ti tutti gli “avrei voluto ma …” E’ tempo di fare amicizia con il passato e di utilizzare i suoi insegnamenti, per non cadere nelle stesse identiche buche. I rimpianti poi li associamo, solitamente, agli errori, ai bersagli mancati. Ognuno di noi sa di aver commesso qualche errore, ma sappiamo anche che, se alcuni di questi sbagli ci hanno complicato le cose, altri sono stati per noi fondamentali per crescere, per capire meglio noi stessi e gli altri, quindi per evolvere. Crescere è cambiare e cambiare è in sé crescere. Se ci pensiamo bene, ci accorgiamo che senza alcuni errori, probabilmente saremmo rimasti come obelischi in mezzo ad una piazza, cioè non ci saremmo proprio mossi, nemmeno di un solo passo nello sviluppo della nostra personalità. Lo so, anche se a volte siamo già arrivati a questo punto, nonostante tutto,come si trattasse di una malattia contagiosa, i rimpianti, per non aver fattola cosa giusta o per non aver agito in un certo modo, magari anche tanto tempo fa, non ci mollano e ci braccano e possono diventare veramente spiacevoli compagni di viaggio. Un viaggio lacrimevole. I rimpianti ci stanno accanto, soprattutto in alcuni momenti negativi,quando una semi depressione avanza e ci annebbia ogni orizzonte. Di solito sono fatti transitori, perché poi la consapevolezza ritorna e con lei, finalmente, la capacità di affrontare le situazioni con maggiore leggerezza, senza anche questo tragico fardello del passato, e senza che ci faccia particolari danni. I rimpianti sono in genere, molto pericolosi, se e quando generano falsi ricordi. Allora diventiamo come i bambini, che rammentano ogni cosa come fosse una balena. I rimpianti funzionano così, ci riportano la mente su un errore reale, che tendiamo poi a trasformare da semplice sogliola in uno squalo immenso o in una balena addirittura vorace. Purtroppo, ahi ahi, esistono anche i rimpianti più pericolosi e sono i falsi rimpianti, quelli che spuntano da una diversa modalità di ripensare, rivedere e rileggere la propria storia passata, di qualunque natura e genere fosse. Non parlo solo e tanto di esperienze sentimentali, ma proprio così, ingenerale. La dinamica è quella ed è straziante. “Se soltanto avessi fatto; se soltanto fossi stato più attento, se non avessi aperto bocca, oppure se fossi stato/a più sollecito; se soltanto avessi capito che quella era una grande occasione, se avessi detto quelle parole, se non fossi intervenuto, se le cose fossero andate diversamente, se la buona sorte mi avesse aiutato, ma dormiva; o ancora: bastava un niente per, ero ad un passo dal…”. Tutti questi presunti fatti del passato sono esageratamente ingigantiti e se cadiamo vittime del “se avessi” riusciamo addirittura a trasformare eventi normali in momenti “epici”, in cui avremmo potuto o dovuto cambiare il nostro destino,percepito ora sicuramente come negativo o andato diversamente dal previsto. Rimpianti per cosa? Beh, per tutto e tutti i gusti: per storie d’amore, per il lavoro, la casa e la salute, per questo o quello. Qual è il vero scopo di questi rimpianti? Giustificarci e giustificare i problemi del nostro presente. Tutta colpa di … Sooob. Il passato non va reinventato, ma noi siamo dei veri maghi di questi giochi arcaici. La vita, quando ci lasciamo prendere da queste dinamiche, smette tragicamente di scorrere, ci impantaniamo e allora altro che crescita ed evoluzione! Diventiamo dei suicidi sull’orlo del baratro. I cercatori delle fosse delle marianne. Siamo lontani anni luce dal presente e non ci vogliamo stare, perché tutto ci appare stonato. Ormai siamo tragicamente immersi nel nostro “passato immaginario”, quindi in un destino alternativo e idealizzato, fatto di occasioni ahimè perse per sempre. Allora il lavoro lasciato era il migliore sulla piazza, la relazione finita sarebbe stata “quella giusta” e lui o lei la nostra anima gemella, quella casa ci avrebbe portato sicuramente alla tanto attesa stabilità. Il vortice emotivo che si genera è inconcludente, deleterio e pluri stratificato con gocce di fatalismo, dubbi continui, fantasmi e sentori di fallimento, che, sommati tra loro, si “gonfiano”, scuotono e acuiscono i rimpianti e ci fanno cadere in dinamiche uniche e fare scelte ora veramente sbagliate. Aiutooooo. Questo è realmente ora un periodo no!! Se si vuole uscire da questo vicolo cieco di false interpretazioni, bisogna cambiare mentalità e con rapidità supersonica e fermezza unica. La soluzione ottimale? Basta compiangersi e prendersi la responsabilità di fare marcia indietro, ecco cosa dobbiamo fare. Non esiste un passato alternativo, qualcosa che avrebbe dovuto o potuto portarci a un presente migliore. Le cavolate, è vero, che vengono da noi, dal nostro Libero arbitrio, ma colui che veglia su di noi c’è e ci ha evitato, e sempre lo farà, gli esiti peggiori. Certo, le strade alternative, i momenti in cui svoltare in un raccordo anulare da una parte o dall’altra ci sono stati, ma se viviamo dentro una mentalità patofobica,perdente, passiva, cioè delle 3 p, alla fine, tutto sarebbe andato nello stesso modo, né più, né meno, anche se avessimo percorso la super strada o una strada diversa. Inutile idealizzare. Anche ora, mentre ci immaginiamo una trama, che non si è mai compiuta, in realtà ci stiamo sabotando terribilmente il presente, e stiamo già dandoci da fare per pensare che “se soltanto avessi” e quindi per rimpiangere di nuovo. E’ tempo. La nostra frase “del cavolo”, va ribaltata e diventare: “Se soltanto avessi voglia di prendermi la responsabilità per ciò che mi accade”. o meglio ancora“Devo prendermi la responsabilità!” I finti rimpianti non servono a niente e nessuno, tanto meno a noi e alla nostra situazione incancrenita; semmai servono solo a giustificare lo stato negativo in cui crediamo di trovarci e ci mettono anche nella condizione distare ben lontani da ogni presa di coscienza, cioè quelle modalità che ci rendono capaci di cambiare effettivamente le cose. Stop! Fermiamo le rotelline e la ricerca del colpevole. Non è sicuramente facile ammettere con se stessi che questi rimpianti sono solo un alibi, ma è purtroppo proprio così. Quando nella vita tutto sembra andare storto, la mente, in automatico, cerca di darci una pacca amorevole sulla spalla, per coccolarci alla sua maniera, e quindi va nel nostro passato e scava alla ricerca del “colpevole”. Tra i 1000 casini, capiamo tutti, che uno lo rintraccia sicuramente, magari attingendo pure da eventi che sembravano o magari erano pure veramente, già stati superati da tempo. Quindi … Quindi dobbiamo rinsavire. Dobbiamo prendere le distanze dalla nostra finta storia, che, se non è una vera e propria allucinazione, poco ci manca. Scatta in automatico, ma è così. È sicuramente frutto di una fantasia regressiva che vuole bloccarci,per non farci cambiare, per farci cullare nei casini di un tempo, quelli conosciuti e quindi dopo tutto “confortevoli. Ci comportiamo come le persone che vanno nello stesso posto di villeggiatura per 30 lunghissimi anni, non concedendosi nemmeno lontanamente l’idea che ci possano essere altri luoghi, altri spazi da visitare e dove sia possibile stare altrettanto bene, se non addirittura meglio. Non possiamo permettere che questo accada e prenda il sopravvento. Liberiamoci di questo falso passato, del senso di disagio, dall’idea della sfortuna e della nostra inadeguatezza, che nutrono e tengono in vita tutti i nostri“magici” rimpianti. Soprattutto diamo un taglio ed occupiamoci del presente, senza l’ansia di affrontare in ogni istante una “caverna magica” in cui si decide chissà quale futuro. Non è così. Chi vive e lo fa spesso anche nel dolore e pienamente, in modo autentico, sa che anche gli sbagli, i più mostruosi, possono tradursi, sorprendentemente, in svolte straordinariamente vantaggiose. Ho imparato, ma non in questa vita, ma già nelle precedenti, che non siamo mai soli e qualcuno lassù e talmente bravo da sostenerci sempre e tramutare ogni colpo basso, del sotto, in un’occasione. Se egli concede al male di tentarci e farci cadere rovinosamente e solo perché sa che ne trarremo grandi agi, altrimenti non consentirebbe a lui di tentarci,sapendo che abbiamo ottime chance di abboccare, grazie al nostro “straordinario Libero Arbitrioooo”. (Lo dico in senso ironico …) Ma ritorniamo a noi ora, pieni e perfetti padroni di casa di noi stessi. Se serve mettiamoci in pausa e riposiamo. Ascoltiamo la nostra pancia e le sue intuizioni. Diventiamo scolari perfetti della nostra vita, ma abbandoniamo la via dei rimpianti. E’ il momento per cambiare proprio il nostro modo di fare. Dire più sì, concedendosi sia più alternative che i no, che non devono scomparire, ma esserci sempre quando sentiamo, a pelle di dover essere fermi e sicuri, con i nostri paletti. Dobbiamo “vivere il mondo”, pur restando concentrati sul presente, ma senza attaccarci a nessuna cosa riesumata dal passato. Siamo qui e qui dobbiamo restare. Niente è come allora e questo dobbiamo stamparcelo bene in testa. Anche eventi simili, sono simili, non identici e quello che ci viene prospettato è per avanzare, quindi è un gradino in più, nuovo, un gradino che solo noi possiamo rendere vecchio, ma questo non deve essere. Dobbiamo amare, amare di più, soprattutto quando la vita sembra accanirsi,sembra che ci dia solo bastonate e prove. Questo è proprio il momento per sguainare l’amore e farne la nostra spada di Verità, come direbbe il principe azzurro,delle fiabe. Questo è il momento in cui dobbiamo investire su di noi, perché le energie vitali si rinnovino e non vengano a mancare. Là dove c’è energia e movimento, lo scoraggiamento non trova spazio e la mente non riesce a ritornare indietro e a tirarci brutti scherzi. Facciamo tutto ciò che può darci vivacità, in modo da riuscire a far fronte al presente più statico e appesantente. Cerchiamo di ridurre la nostra ansia di possedere, la sfiducia verso noi stessi, gli eventi e gli altri. Facciamo cose che ci “sollevino il morale”, impedendoci di vedere tutto buio e nere. Anche se non abbiamo voglia, usciamo,stiamo all’aria aperta, incontriamo gente, ascoltiamo buona musica,cantiamo: non c’è nulla di meglio e di più costruttivo delle vibrazioni del suono. E allora? Allora viaaaaa, diamoci da fare. Diamoci a rapporti veri e sani, con persone radiose, luminose, positive, pronte a condividere e dare con amorevolezza. Rifuggiamo dai soliti 4 gatti che avvalorano solo le tesi della “sfiga” e della vita come un eterno dolore:non siamo nati per soffrire. Dio è venuto perché non conosceva i frutti del male, primo tra tutti il dolore e dovendoci aiutare, doveva conoscere, sapere, sperimentarlo, altrimenti non ci poteva essere d’aiuto alcuno. Da lui non viene e non verrà mai la richiesta di farci vivere una vita di …beh, ci siamo capiti. Quello che non quadra, viene da colui che ha creato e fu l’alternativa al cerchio. Con lui e da lui nacquero le fatiche, la sofferenza ed i dolori, non dal divino, dalla luce dall’alto. Dobbiamo essere liberi dentro, sereni nell’essere ciò che siamo, quindi, avolte magari introversi ed altre estroversi. Sforziamoci con allegria di essere sempre i migliori amici, parenti, vicini e/o compagni che si possa avere,certi che il positivo dato all’Universo tornerà a noi in positivo. Non parlo di essere falsamente attenti agli altri, sia chiaro, ma di esserlo spontaneamente, di dare solo quello che ci piacerebbe avere, ricevere dagli altri e non il contrario. Allontaniamo i veri negativi,quelli che vanno con l’ombrello anche sotto il sole d’agosto, perché giustamente non si sa mai cosa potrebbe capitare, quelli che ci limitano, ci fanno distogliere dall’ottimismo, quelli che vivono alla ricerca dell’ultima disgrazia, i cultori dei disastri perenni. Basta! Basta persone, gente, amici e conoscenti così e basta anche a compagni o compagnecosì. Lavoriamo sulle nostre parti migliori e gestiamo al meglio le peggiori o lecarenti. Abbiamo il coraggio di ammettere, anche i fallimenti e soprattutto di concederci di fare qualche volta “flopp”, perché mica casca il mondo per una torta bruciata. Andiamo a scovare dove sta la nostra felicità, a cosa è legata e tiriamola fuori, diamole la licenza di esplodere, senza pensiero, senza giudizio e preconcetto di sorta. Ridiamo, ridiamo di più. Ridiamo anche quando la giornata è più buia, anche quando ci alziamo con il piede storto, sbagliato, quando qualcosa non quadra …. Cerchiamo un motivo per sorridere,essere felici e se non lo troviamo, ridiamo di questo, prendiamo in giro glie venti che ci vogliono bacchettare a tal punto da non lasciarci nemmeno una cavolata per ridere. Dobbiamo essere unici! Quindi capaci di proporre ciò che nessuno proporrebbe mai, almeno non nei condizionamenti nei quali siamo stati abituati ed educati a vivere. Sforziamoci di trovare il tempo anche per recuperare le energie toccate da quanto ci sta accadendo di non particolarmente buono, andando a dormire prima e concedendoci più spazi riposo, anche lungo la giornata, se serve. Cerchiamo di essere semplici in tutto,quindi di non complicarci, come siamo soliti fare ( abbiamo dei master in questo, veramente unici, straordinari), la vita, con tutti i se, i ma, i però del caso e soprattutto senza suggerire all’Universo quale catastrofe futura ci sarebbe meno gradita, per non “indurlo in tentazione”. Non ci è ancora successa una cosa, che subito ne agganciamo altre, andando di male in peggio … E basta! Poi ci consoliamo dicendo che “piove sempre sul bagnato”. Per forza, se apriamo l’ombrello, non ci siamo ancora accorti, che in questo modo chiamiamo l’acqua? Siamo veramente unici!! Cerchiamo invece la nostra strada e percorriamola fino in fondo, senza paura,senza pensare ai se, ai forse e al fatto che magari nessuno l’abbia mai percorsa: gli scopritori, i navigatori, gli esploratori non sarebbero andati da nessuna parte, se avessero avuto tutti i nostri “tarli mentali”, non ci viene mai da pensarlo? Abbiamo una mente tarlata a volte, come le vecchie credenze di un tempo. Se ci viene un’idea, attuiamola, lasciandoci coinvolgere, lasciandoci trasportare, in modo che tutto scivoli nella modalità che dovrebbe essere e sia. Là dove c’è il ripensamento, si crea subito, nell’immediato un intervento della nostra mente e quindi un blocco, blocco che poi sarà difficile smantellare, ma soprattutto riuscire a riportare tutto nella condizione fluida e creativa iniziale. Non dobbiamo avere paura, perché la paura ci blocca e ci ostacola: è veramente una matrigna per noi, genere umano. Tutto va visto con occhi leggeri e piede delicato, da danzatrice. Niente ci arriva per farci del male. Siamo noi che non lo comprendiamo e quindi partiamo sempre da pensieri e posizioni catastrofiche e negative, a cui aggiungiamo anche altro e oltre. Siamo i peggiori delatori di noi stessi e i più grandi sabotatori del nostro cammino. E’ importante quindi anche leggere, scoprire, ampliare gli orizzonti, per imparare anche ad essere generoso, solidale con gli altri, per creare rapporti dinamici e costruttivi, di cui c’è molto bisogno. Una cosa importantissima è anche quella di dare spazio e tempo a chi occupa il nostro cuore, a chi conta, a chi non ci lascia mai i pensieri. Tornare a casa per tempo, inventarsi qualcosa di piacevole da condividere,crescere insieme fa la differenza e va coltivato. Non alziamo la voce inutilmente,pensando di far cambiare l’opinione degli altri, ma attiviamoci per essere l’alternativa,sempre e comunque. Ricordiamoci sempre che le cose importanti, a dispetto del nostro modo di vivere, non sono le cose (l’auto, il cellulare, la casa, il lavoro …) ma le persone e per questo facciamo in modo che dovunque siamo si senta la nostra presenza, in maniera costruttiva e positiva, sentendoci, noi per primi a casa, con chiunque e dovunque. Veniamo cresciuti con l’idea delle localizzazioni spazio/temporali, che poi trasponiamo nei vari campanilismi e nei nostri pregiudizi e prima ancora preconcetti: si può star bene dovunque, basta metterci il cuore e tanta passione. Può piovere o esserci il sole, ma se sappiamo godere e gustare ogni tempo, clima e luogo, stiamo e saremo in perfetto equilibrio con qualunque condizione metereologica, a qualsiasi latitudine e longitudine. Impariamo ad essere curiosi, non della vita degli altri e dei fatti loro, per questo ci sono già troppe pettegole e pettegoli, ma delle evoluzioni delle cose, dei fenomeni naturali, degli aspetti tecnici e/o scientifici di tutto. Sapere è potere e ci consente di crescere, sperimentare, tentare, provare, fare veramente di tutto. Facciamo ciò che diciamo. A volte pretendiamo così tanto dagli altri, ma noi facciamo esattamente il contrario e/o non facciamo proprio nulla di tutto quello che esigiamo, in maniera magari così aspra e critica. Se ci accade spesso, osserviamoci, perché forse siamo inflessibili verso gli altri o meglio verso coloro che sbagliano esattamente come e là dove anche noi scivoliamo, quindi ci dà fastidio in loro ciò che ci appartiene. Altra cosa importante imparare a dire la verità, anche a costo di rimetterci. Questo è un altro aspetto su cui credo si debba lavorare e parecchio, dire il vero ed ammettere, perché in genere le persone si ritengono fesse, quando dicendo qualcosa potrebbero pagare … eppure va fatto per correttezza verso sé egli altri; una parte di noi registra registra tutto e anche se nessuno ci scoprirà mai, non è felice e prende le distanze da noi ed incomincia a sabotarci, ci piaccia o meno. Abbiamo un senso di giustizia innato e con quello i conti li facciamo tutti. Abbracciamo la tecnologia, anche per stare in contatto con chi rientra nel nostro entourage e per crescere,documentarci, leggere, sapere e scoprire. Fatichiamo? Non fa nulla. Dobbiamo persistere e non mollare mai,sia in questo che in tutte le iniziative che sembrano richiederci più impegno ed attenzione. La sfida deve rientrare nella gioia di crescere. No alle dipendenze. A nessuna forma di dipendenza, da quelle emotive a quelle di altra natura e per questo scegli le cose buone, che alimentano l’Anima, il cuore, la mente e perché no, anche il corpo. Cibi sani, gustosi, che ci portano in paradiso con il loro aroma, sapore,consistenza e profumo. Creiamo, anche in cucina e diamo spazio alla nostra fantasia: siamo costruttori di cose nuove, anche negli accostamenti di colori, alimenti e sapori. Per questo è importante anche il vivere nella natura, per saper cogliere gli aromi i profumi e poi portarli in tavola ed offrirli ad amici e a chi desideriamo. Siamo intelligenti in tutto e tutto sarà al meglio. Se ci attiviamo con gioia con queste modalità non avremo tempo per lasciarci agganciare dai rimpianti, perché sono e saranno talmente tante le “novità di ogni giorno”, di cui essere grati, che niente risulterà mai troppo stonato,neppure qualcosa andato male o un dolore che ci arriva, magari nostro malgrado. Così la vita scorrerà meglio e quando avremo terminato il nostro cammino quaggiù non avremo rimpianti… di alcun genere. Buon cammino a tutti! Amorevolmente ti****degli Angeli
Il passato serve solo nella misura in cui ci offre le basi per cambiare noi stessi e quindi il Mondo.
Oggi sono in una fase molto riflessiva e meditativa, a proposito di alcuni pensieri che mi frullano in testa, per alcune percezioni che a pelle sto ricevendo da alcuni giorni e che gli Arcangeli, purtroppo, mi confermano. Sto avendo vari contatti con altre persone che camminano fedelmente incontro al Divino, ma nonostante gli abbracci dolci e fatti con trasporto, qualche parte di me coglie un qualcosa che fatico a definire, come se, in fondo a noi ci fosse un po’ di amarezza, di freddo, o di paura che ci fa vibrare non con la solita trasparente magica gioia. Mi sto chiedendo perché, cosa sia e da dove provenga tutto questo…
Siamo noi a decidere, a scegliere e poi a pagarne le conseguenze o a raccoglierne, per primi, i frutti.
Felicità! Non c’è nulla di più ricercato di lei e al tempo stesso di vacuo e instabile. Quando finalmente riusciamo a vivere in piena sintonia con noi stessi e ci mettiamo nella condizione di cogliere appieno la felicità che alberga dentro di noi e quindi di sperimentarla, subito ci coglie un senso di smarrimento, come se pensassimo che si tratta solo di una breve parentesi, che presto svanirà, come se già presagissimo che qualcosa di terribile e temibile ci raggiungerà presto, per cancellarla dalle nostre giornate
Chi non sogna non vive veramente. Solo chi ha l’audacia e il coraggio di cavalcare i propri desideri, un giorno riuscirà a farli diventare qualcosa di tangibile e reale.
Oggi riprenderò il discorso a proposito dei sogni, lasciato la scorsa volta, al fine di avvicinarli con maggiore disponibilità e con quella leggerezza costruttiva e la consapevolezza che, qualsiasi cosa ci venga affidata, mediante il “lavoro notturno” ci appartiene ed è “unica”, sotto un certo aspetto.
Bello sognare e lo facciamo in tantissimi modi: ad occhi aperti o al caldo sotto le coperte. In genere si afferma che i sogni siano i nostri desideri nascosti, oppure l’elaborazione di qualcosa che ci è accaduto, per esempio di un trauma o di un evento significativo, come scrisse il grande Jung.
Cosa vuol dire essere innamorati? Cosa significa amare veramente una persona, in una società in cui la parola amore è a dir poco inflazionata, e spesso usata a sproposito? Vediamo di parlare ancora una volta di questo magico “stato di grazia”.
Ahi, ahi, oggi ti chiacchiererà di un qualcosa di utile, ma sicuramente faticoso per moltissimi di noi e cioè di amore, separazione e tanto altro … Che legame può esistere tra l’Amore, la separazione ed il divorzio? C’è e si cela nel fatto che la separazione, fatta con consapevolezza è un atto d’amore e di estremo coraggio. Coraggio, perché spesso si salta nel buio, un buio totale, che precede una nuova luce. C’è l’ignoto che ci attende, il giorno in cui optiamo per questo grandissimo passo, e sta, pronto a ghermirci, proprio oltre quella decisione. Decisione che cambierà inevitabilmente la nostra vita e anche quella dei nostri figli, che sono, in genere, la nostra preoccupazione maggiore, se ne abbiamo. Ora, facendo questa scelta, non sappiamo quale direzione prenderà la nostra vita e non abbiamo più certezze, se non quella che vogliamo tagliare un rapporto incancrenito. Abbiamo con noi, solo paure e speranze. E Amore. Amore, sì, perché quando si arriva ad una scelta così difficile, dietro ci sono tante notti insonni, tanti pensieri, tanti tentativi, andati a vuoto, che ci hanno dilaniato e spesso minato nelle nostre sicurezze e nell’autostima. Si può decidere, come nel mio caso, di farlo come gesto estremo di amore verso l’altra persona, che vive con i piedi in due scarpe, come avrebbe detto mia nonna, senza avere nemmeno lontanamente l’idea di stare ledendo non una, ma ben due donne contemporaneamente. In realtà è un Amore che ci appartiene, perché prima che verso l’altro, tagliare una relazione malata è amare noi stessi ed i nostri figli, compiendo una scelta che, ci auguriamo, ci porti nella direzione della tanto desiderata serenità, che ci spetta, come a tutti. Se restassimo, l’unica cosa che ci spetterebbe, sarebbero le lacrime, i calzini sporchi, le camice o le mutande da lavare e stirare. E non aggiungo altro. Sadica? No, incornicio semplicemente il quadro, in maniera diretta, materiale, del cosa ci comporta il restare. Lo facciamo quindi per amore, per rientrare in quell’ordine cosmico di stare bene o meglio in quel ciclo di tranquillità, nel quale siamo nati, ed a cui dovremmo appartenere tutti, nessuno escluso. Non si può vivere infelici. Non si deve, mai. Il dolore, ricordiamocelo bene, non viene da Dio. Quindi, una relazione che ci procura dolore non è buona e va troncata, per il bene di tutte le persone coinvolte. A volte, soprattutto noi donne, pensiamo di rimanere in questa condizione di amarezza, dolore perenne, per non togliere qualcosa ai figli e per mostrare che siamo nati per crescere anche nella tenacia e nell’adattamento. Sicuramente sì, siamo nati anche per questo, ma c’è tenacia e tenacia, così come esistono varie forme di adattamento, ma sicuramente valevoli nella misura in cui, ci portano ad un equilibrio positivo e quindi ad un benessere, alla espressione della nostra felicità, non al suicidio. Qualsiasi aspetto non positivo, non appartiene né alla Luce, né alla nostra essenza divina. E’ grave pensare quindi dare ai figli l’infelicità, come esempio di adattamento,oppure la finzione e la bugia come fossero un clima naturale tra le mura di casa. Se pensiamo, poi, che i figli, piccoli o grandi che siano, non abbiano intuito cosa sta accadendo tra le mura di casa, togliamocelo dalla testa: noi donne li abbiamo generati ed essi, almeno fino ad un certo punto della loro esistenza(fino a quando non li abbiamo diseducati e rieducati secondo gli schemi ed i pregiudizi sociali che ci appartengono) sono empatici e sentono qualsiasi vibrazione nasca, parta e si aggiri tra le nostre viscere. Stanno al gioco ed imparano a “barare” ed è una cosa riprovevole. Insegniamo loro, proprio usando gli affetti, ciò che di più bello possa esistere per il genere umano, a fingere e a diventare adulti affettivamente corrotti e persi. Nooooo! E’ ora di finirla. Quanti meccanismi scattano mantenendo queste realtà familiari alla deriva,meccanismi che poi pagheremo, quando passeremo, alla inevitabile separazione posticipata o tardiva? E’ inutile attendere, perché l’amputazione in qualche modo avverrà oppure ci sarà un’implosione spaventosa dello stesso nucleo, al completo, che coinvolgerà veramente tutte le persone coinvolte. Sì quindi a tagli rapidi, veloci, una volta constata l’impossibilità alla rimarginazione del nucleo. E’ solo dopo tanto dolore che si arriva a questa decisione e non può essere che un atto d’amore e di coraggio a spingerci in quella direzione. Cosa succede poi? Di tutto!
In genere, nella stragrande maggioranza dei casi è in questa fase, che emergono i nostri reali profili e abbiamo quindi modo di visualizzare appieno i tratti belli o abominevoli di noi stessi e dell’altro. Se l’ex si comporta da “canaglia”, beh, non prendiamocela, ma ringraziamo il cielo di non dover più convivere sotto lo stesso tetto e impariamo a tirare un bel sospiro di sollievo, per la fortuna attuale, e abbandoniamo qualsiasi idea di ripicca, per non agganciarci alle sue dinamiche ed esche. Le meschinerie che l’altro mette in gioco, non illudiamoci, gli appartengono, gli sono sempre appartenute, ed ora, che giochiamo a carte scoperte le sta solo manifestando: vivevamo con un baro e lo dobbiamo solo accogliere come verità. Per molti di noi, è un periodo di forte conflitto, di rabbia e di rancore, sentimenti repressi che vengono a galla, facendo, a volte, veri e gravi danni. Ecco perché poi diciamo che i figli dei separati sono “individuabili”: perché loro stanno nel mezzo della guerra dei “Roses”. Il nostro Amore dovrebbe aiutarci a saper lasciare andare, a non agganciarci a tutte quelle reazioni incontrollate che l’altro sollecita, proprio per il nostro equilibrio mentale ed il bene supremo dei figli, anche a costo di perderli, per un po’. Una volta cresciuti, torneranno e più grandi e saggi di prima. Entrare nel pieno del conflitto, invece, li renderà meschini, opportunisti, doppiogiochisti e tanto altro. Vogliamo questo? Non credo proprio, quindi evitiamo “tutte le situazioni” fatte per questioni di principio. Non è sano. Ma oggi non voglio soffermarmi su questo, voglio andare oltre, immaginando insieme, che tutti noi separati/divorziati, superato questo periodo iniziale della separazione, ed i successivi, per chi li ha, ci si ritrovi finalmente, una bella mattina, predisposti per un nuovo amore. Abbiamo fatto pace con la situazione precedente, ci siamo riscoperti e ora vogliamo ricominciare. Bene. “Bene un cavolo, ti, non è per nulla semplice!”, brontolerà ora qualcuno di voi. E’ vero, concordo, per tutti noi è bellissimo, a parole, ma peccato che non sia affatto semplice, soprattutto per chi ha dei figli. Perché? Beh, diciamoci la verità: i figli sono probabilmente un dono inestimabile per chi li ha, ma sono un “pacchetto optional “ per chi arriva e deve entrare nella famiglia. Dissacrante? No, realista. Ci sono fatiche e difficoltà, che vengono a toccare entrambe le parti coinvolte, cioè sia chi ha dei figli, e vuole trovare un nuovo compagno di vita,e sia il compagno o la compagna di vita che arriva, e che deve accettare la sua posizione nelle retrovie della classifica, prendendosi in carico una situazione per intero. Perché è vero che i genitori restiamo noi, ora soprattutto, come generanti, perché chi arriva deve in qualche modo trovare un suo posto all’interno del menage familiare. Noi donne siamo più versatili, anzi molto. L’uomo no, un po’ meno, concedetemelo maschietti. Per le donne single, con figli, è più complesso trovare nuovamente l’amore, questo perché gli uomini, in genere, si spaventano di più, rispetto alle donne, davanti a certe situazioni. Una donna con figli è una donna sicuramente più, beh, impegnativa, sia dal punto di vista emotivo, che pratico, rispetto ad una donna single, senza figli. Di contro troviamo che ha, sicuramente, meno pretese e fa meno capricci: non ne ha il tempo. Scherzo!!! Invece, gli uomini single, con figli, sono un’eccellente attrattiva per il nostro spirito “infermieristico” femminile, quindi i maschietti sono indubbiamente facilitati nell’incontrare altre donne, disposte a fare le madri, anche in modalità a volte assurde. Di contro c’è che potrebbero non accettare di non essere sul podio delle attenzioni dell’uomo in questione, eh sì, perché mica tutte sono Penelope. Insomma, lo so, oggi sono particolarmente realista e quindi maliziosamente veritiera, ma dobbiamo saperlo ed accettare tutti i pro e i contro, di sempre,come in tutte le situazioni. Se guardiamo, cioè affrontiamo senza stereotipi, di nessun genere, questa situazione in sé, possiamo notare delle rigidità, che sono comuni a tutti. Chi arriva, non importa se un lui o una lei, in un contesto che era già stato strutturato, poi destrutturato, e ricompattato si trova di fronte a vere ed oggettive difficoltà:
Fin dove arrivare con questi bambini/ragazzi?
… quindi qual è la giusta distanza?
Sul podio familiare, quale posto dovrà occupare?
Reggerà l’essere piazzato/piazzata magari in una posizione, diciamo non prima?
Ci saranno scelte e rapporti con l’altro genitore che andranno solo rispettate
Accogliere ogni cosa con Amore e quindi con la Pace interiore, che rende capaci di trovare un posto, in qualsiasi contesto, sentendoci apposto, a casa, bene.
Sono tutte difficoltà concrete e reali, per molti di noi separati/divorziati, che si aggiungono a quelle, variabili delle variabili, date dalla personalità dei soggetti coinvolti, dalla complessità della situazione, cioè dall’iter burocratico del divorzio avvenuto o ancora in essere. E per chi sta dall’altra parte, come vanno le cose? Domanda di riserva?? Beh, anche chi sta dall’altro lato non si sente in vacanza, perché incontra anche lui/lei delle difficoltà oggettive:
Dove incontrare una persona interessante?
Come fare a trovare il tempo per frequentarla e conoscerla, tra il compito di Pierino e la pallavolo di Cinzia?
Quando, come e dopo quanto, se … si deve o si potrà presentarla ai figli?
Dilemma peggiore? Capire se questa persona può essere adatta anche per i propri figli!
Accettare, in prima persona, che il nuovo amore,entri nell’ordine familiare attuale, che occupi un suo posto, senza
Fare mai paragoni con i vissuti precedenti e le figure coinvolte.
Ci vuole fiducia, ma soprattutto essere grandi dentro e innamorati veramente, prima di sé, poi degli altri, perché quello che ho, un po’ironicamente dipinto, è un quadretto indubbiamente complesso e se una delle variabili fosse poi che entrambi hanno dei figli, la difficoltà di incontrarsi e di conoscersi aumentano esponenzialmente. Perché? Cerchiamo di scoprirlo e coglierlo insieme. Mille domande, soprattutto per chi ha dei figli. (Sarà buono con i miei bambini? Posso fidarmi? Li amerà davvero, anche se …?Rispetterà i ruoli? Non si stuferà di me perché non ho abbastanza tempo? Mi capirà,quando dovrò rinunciare ad una cena, ad fine settimana tutto nostro speciale,per la tonsillite virale di Paolino o la malattia immaginaria di Fabiola? Ecco alcune delle domande di rito).
Chi sta dall’altra parte, spesso inconsapevole di tutto questo, a sua volta comunque si domanda se sarà in grado di sostenere tutto il“pacchetto”, perché è impegnativo. Anche qui, come nel caso della separazione, ritengo che anche una nuova relazione sia un atto d’amore e di coraggio veramente grandi, unici, anzi: forse maggiori di quello precedente. Anche in questo caso dovremo applicare l’Amore verso l’altro e verso noi stessi e ci vorrà coraggio, perché nonostante le mille difficoltà, che vediamo, ci dovremo lasciare andare e iniziare a camminare insieme. Vittimismi e paure, quindi mettiamoli al bando e concediamoci tutto, con amorevole Amore. Ma visto che , sono in vena di scrivere a proposito di questo argomento acchiappante, vediamo da vicino altri aspetti, che ho anticipato prima.
1- Dove la/lo
incontro?
Le occasioni per incontrare l’amore non sono così rare, come pensiamo.
Sicuramente chi frequenta più ambienti, magari per lavoro, o chi si iscrive a corsi vari ha più possibilità statistiche, almeno così si dice o meglio scrive, di incontrare la sua anima gemella, ma, tranquilli, anche chi non cerca l’amore e fa altro o tende ad isolarsi non è per forza destinato a stare solo: se il Cielo ha scelto una nuova persona per lui/lei, stiamo tranquilli che l’Amore busserà anche alla sua porta. Basta la vita quotidiana, pura e semplice, a consegnarci tutte le occasioni e credo siano gli incontri più belli. Altro scoglio, me lo sento ripetere tantissimo nelle vostre lettere o dalle amiche: “Eh, ma io ora sono grassa, chi mi prende più? “ , oppure “sono vecchia/o” o“sono pelato e ho la pancia” “Già, tu dici così, perché sei minuta.” Beh, il ridicolo è che io ho sperimentato di nuovo l’Amore, dopo la separazione, senza averlo assolutamente cercato e soprattutto, senza averlo riconosciuto. Ricordiamoci che l’amore arriva quando NOI CI AMIAMO. Quando abbiamo stima di noi, di come siamo dentro e fuori, l’amore ci riconoscerà. Chi si ama sorride di più e il sorriso attira sempre positività. Io, quando arrivò di nuovo, non lo riconobbi, non mi accorsi che mi corteggiava, ma ti è fatta così, e fu lui a dichiararsi, altrimenti avremmo fatto le calende greche. E’ entrato ed uscito dalla mia vita, oggi credo, dopo quattro anni e mezzo, nel“giusto tempo”, che ci era dato di accompagnarci. Dobbiamo lasciare ogni forma di apprensione e stare certi che qualsiasi cosa ci spetti l’Universo ce lo concederà, senza torcerci neppure un capello. Là dove c’è dolore e sofferenza è il nostro Libero Arbitrio che entra in gioco e crea casini, di varia entità e natura. Se non arriva è perché sovente noi lo rallentiamo in qualche modo, magari con le paure, legate al passato. Tagliareeee! Altrimenti creiamo un Karma infinito.
2- E il tempo? “Non ho tempo” , frase classica. Ti non ha mai avuto problemi di tempo, di nessun genere. Proviamo a concederci il tempo, quindi a conoscerne meglio il valore, ad usarlo in maniera più attenta, inventandocelo anche, perché sovente lo sciupiamo, riservandolo “ai falsi doveri”, quindi a un qualcosa che ci affonda. Questa del tempo, mi dispiace, ma è una delle scuse più usate e quella che regge veramente meno. Una cena, un caffè, un aperitivo, una colazione, le commissioni insieme… se davvero si vuole passare del tempo con una persona, una “quadra” la si trova sempre.
3- Altra domanda da un milione di dollari? Sìììììì!!!
Potrò fidarmi?
Oppure: ”Sarò in grado?”
SE il Cielo ci manda una nuova storia è perché siamo pronti! Dobbiamo entrare nell’ottica che anche noi facciamo parte dei “cicli” che regolano la vita quaggiù. Poi, ricordiamoci, che nella vita qualche rischio bisogna pur assumerselo,capito “Ponzi Pilati”??? Certo non abbiamo la sfera di cristallo, né la bacchetta magica, ma insomma: vogliamo vivere? Quindi, con una dose di prudenza, non eccessiva e maniacale, passetti continui, tempo utile, qualche emicrania in più, sto scherzando, e un po’ di sana fantasia e follia e tanta fiducia in ciò che ci viene inviato dall’Universo e sicuramente, se deve essere sarà. Tutto va accolto e assaporato, dosato e bilanciato, al fine di osservarlo più da lontano e vedere cosa ci mostra, senza quelle modalità spasmodiche ed ordinarie a cui siamo stati cresciuti ed educati.
4- E se ci si scopre geloso/a dei suoi bambini? Ahi, ahi, ahi! I bambini esistono e sono un’altra cosa. Abbiamo ruoli diversi, quindi con chi competiamo, con nasini colanti e compiti? Loro possono o essere accolti nella nuova coppia senza problemi o possono invece essere motivo di accuse e recriminazioni, il che non va, nella maniera più assoluta. Ci chiedevamo se ci avrebbe lasciati? Beh, stiamo sicuri che se entriamo in competizione con i figli, facciamo scenate ogni tre per due, non ci muoviamo con amorevolezza verso tutti, la sfera di cristallo non serve, per prevedere la solitudine all’orizzonte e sarà poi inutile piangere e recriminare, per un qualcosa di “cercato”. Beh, l’amore sappiate che non ha limiti e chi ha figli, chi vi incontrerà e s’innamorerà di voi, amerà anche i vostri figli senza se e senza ma, quindi non inventateveli voi, ecco perché ribadisco:
“INNAMORATI DI TE, DELLA VITA E DOPO DI CHI VUOI. “
Allora non conoscerai le paturnie mentali, i capricci, le ripicche, le meschinerie, né la servitù, ma solo il camminare veramente mano nella mano, sia sotto il sole, che nelle giornate di pioggia (che saranno comunque poche, visto il cambio climatico in atto), con lui/lei e chi vi sta intorno, se c’è. Buona rinascita e scoperta dell’Amore a tutti!
Da un po’ di tempo desideravo riprendere il discorso legato al cambiamento, partendo da alcune considerazioni che non vanno indubbiamente sottovalutate nell’iter della nostra trasformazione. Come mi rammenterete voi:” Ma non ci parli un sacco di volte di trasformazione, di cambiamento, modifiche varie? “ Sì è vero, ma oggi lo voglio riprendere partendo da alcuni punti che mi sono segnata, e che mi sono stati suggeriti qua e là, leggendo alcune pagine di pubblicazioni, che ritengo validissime per la nostra trasformazione. Tutti sicuramente abbiamo sentito parlare di quello che probabilmente scriverò oggi, ma il problema è che non ne teniamo conto e quindi non ce ne serviamo assolutamente.
L’importanza della creatività. “L’essere umano dev’essere creativo perché la Divinità si esprime nella creatività”, fu scritto. Ed è vero. Gli Arcangeli mi chiedono e mi spingono ad esprimerla continuamente, un po’ in tutto: in cucina, nell’arredo, nell’abbigliamento personale, nei regali … E’ pensiero loro che quando un uomo non esprime la propria creatività, vuol dire che sta discendendo le scale della sua evoluzione e se noi vogliamo preparare un’umanità per domani, per un salto evolutivo, abbiamo bisogno di una nuova educazione in cui rinforzare l’aspetto creativo. Forse per questo i nostri bambini sono“poverissimi” dal punto di vista umano, non solo divino, e nella gestione delle proprie emozioni e faticano a cogliere e comprendere quelle altrui. Se l’emozione non viene colta nel suo profondo e vissuta bene, non c’è empatia e questo distrugge il cammino animico, la crescita spirituale. I giochi e le sollecitazioni limitate a cui li sottoponiamo, stanno facendo morire la loro creatività e con essa anche l’aspetto relazionali e prima ancora spirituale. Lo spirito è puro colore. E’ arte. E’ fantasia. E’ partecipazione alla vera natura Divina, quindi al suo potere creativo. I nostri bambini, infatti, sono spontaneamente e tendenzialmente molto creativi, ma a causa della nostra educazione sbagliata, il loro pensiero si cristallizza e presto, da adulti, si ritroveranno con una creatività molto più bassa rispetto all’infanzia. Il che è deleterio. Bambini che non si sporcano.
Piccoli che non sanno tenere le forbici ed armeggiare con colori e materiali vari. E’ necessario ritornare a farli“pasticciare”, usando il nostro vocabolario adulto, perché non muoiano dentro e lascino uscire la fantasiosa creatività, quella che potrà salvarli anche dalla disoccupazione, perché, una cosa che non abbiamo capito è che le cose stanno cambiando rapidamente e spesso il lavoro non può essere il solito, ma qualcosa di unico, di alternativo, di veramente propositivo e accrescitivo, quindi utile per chi lo progetta, lo realizza e lo propone e per chi se ne servirà poi. “La creatività è un senso di libertà, permette di capire che la vita dev’essere vissuta”.
2. Il rispetto e l’amore per la Pachamama, cioè la nostra grande, grandissima Madre Terra. Sta scritto in un testo di un famoso autore andino: “… l’uomo fa parte della Terra, noi siamo usciti dalla Terra e un giorno torneremo con i nostri corpi alla Terra, questa è la legge naturale, la legge biologica. Noi dobbiamo pensare che i nostri piedi sono sempre appoggiati sulla Terra anche se il nostro pensiero si rivolge in alto. I grandi miracoli della vita avvengono solo sulla Terra, non in cielo. Per questo gli uomini devono imparare a onorare la Terra. Per questo dobbiamo insegnare un’altra volta ai nostri bambini a trovare la radice dei loro antenati.” Che bello, ricominciare a partecipare realmente ai suoi cicli. Parliamo quindi di radici. Radici non significa mantenere quegli attaccamenti, simili a quelli delle sanguisughe, verso la propria famiglia d’origine, cosa alla quale siamo solitamente educati, ma intese come il poter mantenere quei legami, che un tempo ci appartenevano, per esempio alla terra, agli elementi, ai doni infiniti ed alle guarigioni ad essi sottesi. Era il conservare ciò che l’Uomo aveva un tempo tratto dalla natura, dai suoi cicli e stagioni , e che sapeva vivere, condividere e tramandare. Oggi i bambini pensano che il latte lo produca il supermercato e che le mucche siano viola, come nella pubblicità del cioccolato Milka. C’è poco da ridere. Ho fatto un sondaggio e moltissimi tra di noi, adulti e ragazzi, non sono a conoscenza della stagionalità di frutti ed ortaggi. Mica male, no? Come possiamo pensare di mangiare al meglio, se non sappiamo scegliere nemmeno la frutta di stagione? La ciclicità serve, per il nostro benessere, per conservare la salute, far funzionare al meglio il sistema immunitario, ma se penso che le fragole crescano sempre, le prugne anche e le albicocche siano non stop, sicuramente non mangerò al meglio e non in maniera positiva per il mio fisico. Sembrano banalità, ma non è così. In campagna o in quello che di lei resta, alcune esperienze e cibi, ancora restano, ma nelle città, nelle grandi città, dinamiche, caotiche e votate al cibo veloce no. Tutto ha un senso e dobbiamo riscoprirlo e velocemente. Il nostro spirito è legato alla Terra, ne fa parte, ma lo abbiamo dimenticato e quindi lo stiamo tradendo e gli stiamo rendendo ogni cosa estremamente faticosa e pericolosa, sia per lei, che per il genere umano e id conseguenza, per tutte le specie viventi.
3. L’importanza della Donna, di noi donne, in tutto questo cambiamento. Si dice infatti di noi: “L’amore che ha una donna ogni volta che fa qualsiasi azione è una forza tremenda che nutre il pianeta e al tempo stesso l’Universo. La donna è la colonna fondamentale della società, non soltanto dal punto di vista fisico, ma soprattutto dal punto di vista spirituale perché l’energia che libera la donna è 25 volte più alta di quella che libera l’uomo. Solo che la donna usa questa energia per dare amore.” Qualche dubbio in proposito? Amore? Lo so, qualcuno tra noi ora sta scuotendo sicuramente il capo. Quello attuale è sicuramente da evolvere, perché si tratta di un Amore veicolato, nel corso dei secoli, verso una forma di dipendenza servile, di schiavitù, di cui la storia, ad ogni sua pagina ci narra. Donne baratto, usate come oggetti per avere matrimoni di convenienza legati ai possedimenti e al potere politico, economico o storico. Parlo, o meglio scrivo, di una votata al martirio, una donna educata a rispettare certe convenzioni sociali, a rientrare sempre e comunque nell’ambito degli schemi e dei pregiudizi secolari, in ogni campo e settore, sia che si tratti delle relazionali personali, oppure nei rapporti familiari, o delle ideologie politiche, o in campo lavorativo: sappiamo che c’è e c’è stata da tempi ormai immemorabili, questa politica, chiamiamola così, di esigere da lei certe mansioni e certi comportamenti. E’ tempo di promuovere uno sconvolgente cambiamento. E’ doveroso verso la nostra grandissima e meravigliosa essenza divina e verso noi stesse; è savio che ci affranchiamo veramente, da certi luoghi comuni e diveniamo,senza rabbia o voglia di vendetta, ma semplicemente come convinte sostenitrici del nostro compito ed impegno, vere portavoce di ciò che di più bello rappresentiamo: il Cielo ed il Creato. Il 21 dicembre 2012 è stata la fine di un’era, non, come si è creduto, la fine del mondo, ma la semplice chiusura di un ciclo, ormai esaurito, esausto, sostituito da un altro, quello odierno, che cambierà le sorti della Terra e del nostro cammino. Non utilizzo il condizionale, perché, malgrado le lamentele generali, io ne faccio parte, lavoro ardentemente per portarlo avanti e ci credo fermamente. Per me è un fatto “fattibile”, non auspicabile. Nelle zone andine si parla di “era aurea”, del mito del ritorno di “Inkari”,cioè il ritorno dei governanti che molti secoli fa costruirono una delle società più perfette del pianeta, ma che furono distrutti dai popoli guerrieri. Una società pacifista, amichevole e fraterna, che ora sta tornando. Non importa come pensiamo di chiamarci, se Inkari, o Guerrieri della Luce o altro, l’importante è che ci rivestiamo di Luce e lavoriamo, in maniera pacifica, per questo sconvolgimento del pianeta e dell’intera esistenza, che così, puntata solo al materiale, a scapito dello spirituale, non funziona e non ci porta sicuramente a Dio e alla nostra vera perfezione.
4. Anche a livello economico le cose cambieranno e ci saranno molte comuni, cioè spazi condivisi e condivisibili. La Terra verrà di nuovo coltivata in maniera più rispettosa e ogni risorsa sarà utilizzata con maggiore attenzione e gratitudine. L’economia non-profit, ovvero al servizio degli altri, sarà sempre più presente in questo mutamento di prospettiva, ed infatti, già oggi, anche le botteghe solidali ed i loro prodotti, stanno prendendo sempre più piede e vengono apprezzate da un numero indubbiamente crescente, di persone.
E’ iltempo che gli onesti trovino finalmente il coraggio di farsi avanti e quindi dicambiare le cose in tanti settori, per esempio, anche in ambito politico; la politica dev’essere al servizio delpopolo. I politici di domani, anche se oggi magari stentiamo anche solo a pensarlo, saranno molto diversi da quelli acui siamo abituati, poiché anziché fare i propri interessi, lavoreranno inaccordo con il volere del popolo, per il benessere comune, della collettività.
5. Le religioni dovranno dare un sostanziale supporto alla nostra Spiritualità, imparando a sostenere la tolleranza. La tolleranza? Sì, e non parlo tanto e solo di quella razziale o culturale, ma veramente radicale, cosa che le religioni, attualmente, hanno dimenticato, sebbene i grandi pensatori spirituali avessero lasciato all’umanità un messaggio di pace, un messaggio travisato per interessi e fini diversi.
6. Siamo venuti come espressione di Dio, per portare Amore, Armonia e Pace, vivere in pace, ma così non è stato, almeno non secondo lo spirito del Cielo. Siamo pezzi unici di un unico immenso puzzle e ciascuno ha il meraviglioso compito di essere se stesso,seguendo il proprio cammino, partecipando al progetto divino su di noi e sul Mondo. Per farlo è importante che l’uomo si esprima, sempre, comunque, soprattutto attraverso la sua creatività, che è espressione di quella divina. In questo nuovo Mondo, in movimento, la Donna avrà una grossa parte, come ho anticipato prima (vedi punto 3) perché aiuterà e sosterrà la creazione di un nuovo modello di famiglia, di una nuova unione tra uomo e donna, di una storia che finalmente generi coppie felici e rapporti soddisfacenti per entrambi. La schiavitù, la dipendenza emotive, che vanno ancora per la maggiore, sono scorrette, così come le violenze, le prevaricazioni, i ricatti, le segregazioni sessuali. La donna merita il rispetto dagli uomini, cosa che in molte parti del mondo ancora oggi non c’è. Per originare tutto questo, le donne devono svegliarsi e riprendere il loro cammino, modificando l’educazione maschile, quell’educazione che noi stesse impartiamo ai maschi e di cui poi paghiamo le conseguenze. I pregiudizi secolari, da cui vengono le nostre realtà, sono quindi, lo ribadisco, alimentati proprio dalla stessa donna, che poi ne subisce gli effetti. L’amore e la corporeità verranno finalmente compresi e vissuti nella loro accezione divina, come completamento pieno, quindi mezzo per guarirsi e guarire e per partecipare, e quindi conoscere sempre meglio, la nostra vera natura divina e quella di tutto il creato. Amorevolmente ti**** degli Angeli
Non vi è mai capitato di sentirvi diversi e di chiedervi: ”Ma cosa c’è di sbagliato in me? Perché mi sento fuori luogo, fuori posto?” Bene, allora oggi troverete il mio articolo particolarmente utile e soprattutto capace di portarvi a guardare le cose da un’altra prospettiva, cioè dal lato o meglio dall’angolino delle persone che spesso si sentono in imbarazzo, fuori luogo e magari fuori gioco, rispetto alla stragrande maggioranza della gente. Sto parlando dei timidi, delle persone che sanno ancora arrossire e guardare attentamente ogni cosa, sì, perché quando ti muovi piano, come vivessi in un mondo fatto di cristalli, sai ascoltare ed osservare oltre misura ogni cosa, evento e persona.
“Anno nuovo, Vita Nuova!” Chissà quante volte ce lo siamo detti, senza fare poi seguire alle frasi di rito, i giusti comportamenti. I nostri cambiamenti sono così sempre stati sparuti, contenuti, procrastinati con cura sottile, se non addirittura evitati, perché li abbiamo comunque sempre temuti. Ora però è tempo! Tempo di fare un bel repulisti per riprendere il nostro cammino nella maniera più corretta possibile. Pronti per le pulizie indispensabili di inizio anno? Ebbene ci siamo! Questo è il tempo e non si può temporeggiare oltre, nonostante i timori reconditi e la scabrosità di questo argomento e la scelta che lo sottende. La prima cosa da fare è far scattare una sorta di pulizia proprio tra le persone che ci stanno vicino e che siamo ormai consapevoli, da tempo, che ci danneggiano, ci ostacolano, ci rallentano, ci “buttano giù”. Dobbiamo circondarci finalmente di persone positive, di persone potenzianti, e prendere le distanze da coloro che ci tolgono energia e vogliono,consapevolmente o inconsapevolmente abbatterci, come condomini obsoleti. Oggi consiglio, in modo categorico, drastico, di allontanarci da queste persone, soprattutto se ci stanno danneggiando, e per farlo, dobbiamo certamente aumentare la nostra sicurezza interiore. Come? Lavorandoci! Ci sono tre cose che fanno una differenza incredibile, nell’aiutarci a generare quella sicurezza che tanto desideriamo. La prima cosa è la chiarezza interiore. Una persona sicura di sé, quindi poco strumentalizzabile, è una persona che ha una buona chiarezza interiore, cioè sa chi è, è consapevole di cosa desidera dalla Vita e sa perfettamente dove sta andando con le sue scelte. Ha obiettivi saldi e ben chiari ed crede sempre fermamente in qualcosa, per cui lotta tenacemente. La chiarezza ci conferisce potere, una forza che difficilmente può essere aggredita e smantellata dagli altri. Se so chi sono, cosa voglio e dove vado nessun consiglio o critica, può distogliermi dal mio cammino e dai miei obiettivi. Anche l’autostima è presente e mi sorregge in tutto questo percorso. Così tutto è più facile e noi ci sentiamo come guidati o attratti, come si trattasse di una calamita, da tutto ciò in cui crediamo. Il secondo aspetto,altrettanto importante è il nostro “comportamento”,cioè quello che facciamo, per esempio, attraverso i pensieri, che, credo sappiamo, ci identificano. Noi siamo la somma dei nostri pensieri più frequenti, più ricorrenti ( e questi spessissimo sono influenzati dalle 5 persone con cui abbiamo più contatti, ecco perché è importantissimo che abbiamo accanto persone potenzianti, non destabilizzanti!). Quello che noi pensiamo, determinerà un risultato, il quale traccerà il nostro profilo di persona “sicura di sé”, forte, decisa oppure incerta, insicura,fragile. Quindi dobbiamo stare molto attenti ai pensieri che ci attraversano, che fluttuano nella nostra mente, ogni giorno, di fronte ad ogni evento reale o supposto tale, perché la Vita viene influenzata principalmente da 2 cose: le cose che ci capitano e le cose che noi, in prima persona, facciamo accadere. Spesso questi eventi sono il frutto delle nostre reazioni di fronte alle prime,cioè a come reagiamo di fronte alle cose che ci accadono, che la Vita ci propina. La terza cosa è la competenza,quella parte che ci appartiene quando abbiamo acquisito conoscenze ed abilità tali, per cui sappiamo come muoverci, cosa dire, come comportarci, perché siamo capaci. Sono strumenti validissimi, indispensabili, produttivi, che ci fanno muovere con una certa serenità e quindi in un modo sempre chiaro, sereno, proficuo. Sono bagagli che abbiamo interiorizzato, sperimentandoli, sia a livello concettuale, che emotivo e che quindi ci appartengono appieno ed hanno creato in noi, equilibrio e stabilità perfetta e serena. La competenza è quindi dovuta a quello che sappiamo, più l’esperienza, e questo fa davvero la differenza. E poi c’è sicuramente l’azione, perché muovendoci, cominciamo a riportare dei successi, anche piccoli, ma continui, costanti. Anche i fallimenti si possono sommare, quando li abbiamo saputi leggere nella giusta maniera, ai mattoncini utili per creare il nostro sé e generare competenza. Le lezioni della Vita ci aumentano di spessore e quindi ci rendono migliori,più consapevoli, più competenti, quindi capaci di comportarci in maniera abile ed adeguata, oltre che chiara. Un altro aspetto importante è poi la coerenza. Questi 3 ingredienti base, ci richiedono poi di essere congruenti, cioè di avere dei valori e di perseguirli senza indugio, credendoci, perché rinnegarli ci mina nelle nostre sicurezze, corrode le nostre fondamenta e ci rende creature di terracotta, fragili e friabili. L’inconscio non ama l’incongruenza. Ogni volta che disattendiamo i valori e gli obiettivi che dovrebbero appartenerci,una parte di noi è scontenta, si sente minacciata, scossa da una nostra modalità che ci rende imprevedibili, quindi da temere perché instabili. Dove c’è instabilità l’insicurezza si insinua, alimentata dalla nostra incoerenza e tutto questo ingenera poi poca chiarezza interiore. Così entriamo nel ciclo del cane che si morde la coda. Inizieremo a giustificarci, a scusarci con la parte giudicante di noi, a raccontarcela e quindi finiremo con l’entrare in certi vortici che generano una vita che si discosta dai nostri sogni, una vita che subiamo, che non vogliamo,ma che in fin dei conti finiamo con l’accettare,accontentandoci, perché non riusciamo più ad uscire da certi schemi. Prendere in mano la propria Vita! E’ questa l’occasione, ad inizio d’Anno, per dare una svolta. Incominciamo ad applicare queste tre C e presto le cose cambieranno e ci sentiremo più sicuri, e pronti a vivere davvero la Vita dei nostri sogni. Ma per essere sicuri dentro, non solo dobbiamo metterci in moto, ma dobbiamo lavorarci e prima ancora crederci.
Se non ci crediamo noi, in prima persona, stiamo certi che gli altri ci crederanno meno ancora e mai e poi mai ci sosterranno in questo nostro cambiamento e cammino. E allora, cosa aspettiamo? Buonissimo cambiamento e proficuo lavoro per tutti! Amorevolmente ti*** degli Angeli
Essere se stessi è concedersi l’alba di un nuovo giorno. Essere se stessi è il dono più grande che possiamo fare al Mondo.
Prometti a te stesso, da oggi, di essere così forte che nulla potrà distruggere la serenità della tua mente
Prometti a te stesso di parlare di salute, felicità, prosperità, bontà, bellezza e di amore ad ogni persona che incontrerai
Prometti a te stesso di fare sentire a tutti i tuoi amici che c’è qualcosa di grande in loro.
Prometti a te stesso di lottare sempre, perché il tuo ottimismo diventi realtà.
Prometti a te stesso di essere entusiasta del lavoro e del successo degli altri, come lo sei tu del tuo.
Prometti a te stesso che farai sentire tutti coloro che incontri, persone speciali.
Prometti a te stesso di guardare sempre il lato positivo delle cose, così da rendere l’ottimismo realtà.
Prometti a te stesso di pensare solo al meglio, di lavorare solo al meglio e di aspettarti solo il meglio, sempre.
Prometti anche a te stesso di dimenticare gli errori del passato, per guardare a quanto di grande puoi fare ora, per il futuro
Promettiti di essere sereno in ogni circostanza e di regalare un sorriso ad ogni creatura che incontri
Prometti a te stesso, di dedicare così tanto tempo a migliorare il tuo carattere, da non avere tempo per criticare gli altri.
Ed infine, prometti a te stesso di essere troppo grande per le preoccupazioni, troppo nobile per la rabbia, troppo forte per la paura, e troppo felice per lasciare “ancora” che il dolore ed i problemi occupino la tua mente .
Promettiti di fare tutto questo e molto altro, per Amarti e Amare il prossimo!!! Dal testo di Christian L. Larson, liberamente riadattato.
Si può SVOLTARE!! Basta crederci e iniziare il percorso passo dopo passo (anche con la Neve e il Gelicidio). Nella nostra Società, pur parlando moltissimo di Benessere, Felicità, Pace ed Amore, non si punta al suo raggiungimento, almeno non come ci si aspetterebbe.
Sai qual è il vero segreto per essere se stessi e far risplendere la propria essenza, l’unica veramente in grado di cambiare il volto della nostra storia, sia personale, che di tutto quanto il genere umano? Semplicemente liberare la propria vita dalle credenze e convinzioni limitanti, che appesantiscono la nostra vera natura.
Cosa vuoi promettere oggi a te stesso?
Scrivilo nei commenti, qui sotto a questa prima pagina, del Nuovo Anno e se puoi, acquista l’Agenda per camminare in sinergia con Loro, incontro ad un Te, veramente unico, felice e innamorato della Vita.
Sta scritto, sulla copertina dell’Agenda Angelica, del 2019, nata per guidarci, giorno dopo giorno al cambiamento: “Devi ESSERE IL CAMBIAMENTO, CHE VUOI VEDERE NEL MONDO” Dagli insegnamenti del Mahatma Gandhi.