Attivo la mia volontà e svolto

C’è una forza motrice più forte del vapore, dell’elettricità e dell’energia atomica: la volontà.
E’ lei l’elemento vitale che dovremmo far scorrere liberamente nelle nostre vene per lasciare che intrida ed alimenti ogni istante della nostra esistenza.
Lo so, ci sembra a volte quasi assurdo poterlo fare, ma questo perché ci manca spesso la motivazione, il giusto carburante per andare avanti.
Come fare allora?
Lo stesso Picasso disse che:
”Ogni bambino è un artista.
Il problema è come rimanere un artista, una volta che si cresce.”
Ed è vero.
L’educazione tende a smorzare spesso la linfa vitale che ci scorre dentro e in questo modo ci tarpa le ali, creando spesso disastri interiori senza limiti, ma questo accade nei primi anni della nostra Vita, non per tutta la durata del nostro cammino.
Quindi?
Quindi nulla è per sempre!
Io sono ora l’artefice primario del mio cammino  e posso cambiarne l’indirizzo, la destinazione, la modalità, i mezzi e gli strumenti.

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Cambiare e trasformarsi

C’è una piccola storia, molto significativa, a proposito del cambiamento e del nostro modo di leggere e vivere la realtà circostante.
Visto la fatica con cui affrontiamo la nostra quotidianità ed i modi usuali di “brontolare” e non apprezzare i doni che riceviamo, credo sarà utile un po’ per tutti, oggi leggerla e fare una chiacchierata su questi aspetti sicuramente importanti nel nostro vissuto, per vedere di elevare il nostro indice di valutazione del nostro contesto e soprattutto il nostro stare bene ovunque e con chiunque ci stia vicino.

“Un uomo si sentiva profondamente insoddisfatto dalla sua vita.
Casa sua gli risultava molto povera, sua moglie poco amabile, le sue terre poco fertili ed anche il suo cane sembrava non mostrargli alcun rispetto. Che fare?
Un bel giorno un elfo gli disse che se si fosse trasferito in direzione nord avrebbe incontrato un villaggio identico al suo dove avrebbe trovato una casa identica alla sua, ma dove si sarebbe sentito in paradiso.
L’uomo non ci pensò due volte e intraprese il cammino.
Quando aveva già passato alcuni giorni di cammino, il piccolo elfo truccò la sua bussola facendo in modo di invertire il sud con il nord.
In questo modo l’uomo senza darsene conto, ritornò al suo villaggio.
Entrando, tutto gli risultava identico, quando giunse a casa sua trovò lo stesso cane e ovviamente la stessa moglie, ma tutto era così diverso.
L’uomo ora si sentiva in paradiso!”
Ti viene da sorridere?
E fai bene!
Questa storia è indubbiamente la tua, la mia, la nostra storia,  ed ha diverse interpretazioni, che ci spingono a riflettere.
Quante lamentele, quanto nervosismo, quanto buio nel visualizzare ciò che ci appartiene e il modo nel quale viviamo.
Il lavoro non va.
I colleghi  sono meschini.
Il capo rompe.
Lo stipendio è da fame.

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Esco dal pallone emozionale.

Concediti la magia di cogliere le tue emozioni, conoscerle, comprenderle, per viverle al meglio e dare loro il giusto significato.

Ti capita mai di trovarti nella condizione di non riuscire a gestire il tuo vulcano interiore, quando qualcuno o qualcosa ti scatena un’eruzione di emozioni?
Non te lo aspettavi, ma è bastata la richiesta di una persona o un evento inatteso, per farti arrossire, confondere la mente, sudare, dire le cose meno opportune al momento sbagliato.
Ebbene sì, a volte ci capita e l’imbarazzo è direttamente proporzionale all’assurdità di come reagiamo e ci muoviamo, fuori da ogni forma di apparente controllo.
Sembrava una giornata tranquilla, senza nuvole all’orizzonte, ma ti è bastato quel piccolo imprevisto per sconvolgerti la mente, la parola, l’Anima.
Come mai?
Cosa puoi fare?
Come ottenere di nuovo la tranquillità smarrita?
Tutte domande doverose a cui oggi tenteremo, vista la mia esperienza in materia, di dare una risposta.
Spesso le nostre emozioni sono veramente capaci di stupirci, perché  sanno essere vere esplosioni incontrollabili, deflagrazioni a cielo sereno, soprattutto alcune, come la rabbia, la frustrazione, la paura, il risentimento,  oppure il dolore e la sofferenza, che sembrano prenderci la mano e trascinarci in un bosco malevolo, dove tutto concorre al nostro sommo malessere.

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Scelgo e svolto per stare Bene

Svolta e Vivi!!

La nostra vita bella o brutta, ricca o avvilente, costruttiva o destabilizzata … è solo il frutto dell’insieme delle innumerevoli scelte, che facciamo.
E’ la somma delle nostre azioni e quindi di ciò che sosteniamo e quindi decidiamo di portare avanti.
È una strada piena di incroci in cui noi orientiamo la nostra direzione, giorno per giorno, in base alla nostra indole.

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Desidero essere me stesso e lo sarò

Cerco di essere una Creatura Libera.

Puntare sull’unicità, non sull’appiattimento di massa, o meglio ancora sul poter esprimere quello che ci appartiene nel migliore dei modi, per dare spazio a noi stessi e creare e contribuire al cammino generale dell’Uomo.
Ogni essere umano, non essendo un’isola, nel suo percorso di crescita,  “eredita” inevitabilmente, il linguaggio, le credenze, i valori, le regole e i ruoli tipici del proprio popolo, della propria famiglia e del gruppo sociale a cui appartiene.
Nasco nella giungla eredito questo e questo…
Nasco nel deserto questo e quell’altro …
In altri termini, apprendiamo il modo di vedere la realtà e di vivere la propria vita da chi sta intorno a noi, ambiente incluso.
Come si chiama tutto questo processo?
Inculturazione e socializzazione.
Importanti?
Sì, ma nella misura in cui ci “rendono liberi”, non soggetti a …, cosa che in realtà avviene regolarmente.
Sono indubbiamente passaggi essenziali, che ci rassicurano, soprattutto da bambini, quando guardiamo i grandi e vorremmo essere forti come il papà, scaltri come lo zio, pacati come il nonno …
Sono tappe che ci consentono di orientarci nel mondo e diventare membri riconosciuti della società, ma c’è un prezzo da pagare, e piuttosto alto, per tutto questo.
Più introiettiamo questa eredità culturale, più ci abituiamo a vedere la realtà solo ed esclusivamente attraverso certe “lenti preconfezionate” e a ragionare secondo determinati schemi mentali.
Siamo come macchine, o meglio, è la
nostra mente che, per certi versi, ci rende simili a un computer, programmato in larga misura da altre persone, dai nostri genitori, dalla scuola, dai libri, dai mass media, per fare, dire o non fare, non dire certe cose.
Abbiamo bisogno di fare invece più esperienza, per acquistare maggiore autonomia “versatile”.
Esperienza?
Perché non ne facciamo?
Sicuramente sì, certo, in tutto entra anche un po’ della nostra esperienza diretta, ma è poca cosa: non più del 5-10 per cento di quanto sappiamo e crediamo vero deriva dalla nostra esperienza personale, tutto il resto è qualcosa che abbiamo letto su libri o giornali, che abbiamo visto e udito al cinema o alla televisione, che ci hanno detto i nostri genitori e gli insegnanti, quindi qualcosa che “ci viene consegnato”.
Ogni situazione è come una medaglia, ha due facce.
Anche questo processo di apprendimento “dagli altri” presenta quindi, da un lato, importanti vantaggi, perché ci consente di velocizzare il nostro orientamento nel mondo, senza che ogni generazione debba ripartire dall’età della pietra, ma dall’altro,  diventano, con il tempo, un ostacolo formidabile alla nostra crescita individuale e collettiva se non si evolvono fluidamente.
E questo, purtroppo, è quello che è avvenuto alla nostra civiltà e a ogni altra civiltà attuali.
Perché sostengo questa posizione?
Perché ogni civiltà, una volta raggiunto un certo grado di organizzazione sociale, tende ad irrigidirsi su se stessa, in uno strenuo mantenimento di principi, credenze, valori che un tempo erano nuovi e funzionali, ma che poi, non evolvendosi, divengono sempre più anacronistici.
Perché ci si irrigidisce?
Per una forma di conservazione: i gruppi e le classi dominanti vogliono mantenere il loro potere, la loro condizione, così come tutti i soggetti, o una buona parte di chi forma una società.
Certo, qualcosa di stabile, che funga da pilastro sociale, ci vuole, è utile, anzi spesso indispensabile, per non perdersi in un mare di input sensoriali.
Il problema è che gran parte degli schemi, delle credenze, o dei valori di una società vengono portati avanti a prescindere dalla loro effettiva validità,  a volte per semplice ignoranza o superstizione, più spesso per altri motivi, non sempre edificanti.

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Vivere nella Gioia

Quanto spesso ci sentiamo ansiosi, frustrati, insoddisfatti, infelici da soli, infelici con gli altri?
Quanto spesso siamo infelici con quanto accade nel momento presente?
Come sarebbe la nostra vita, invece, se riuscissimo ad essere in sintonia con noi stessi, con chi ci vive o passa accanto e riuscissimo a provare amore ed essere in amore, con il momento presente?
Come sarebbe la nostra vita se, indipendentemente da ciò che ci accade, fossimo capaci di trovare bellezza, gioia e gratitudine nel momento presente?
Sicuramente na’ bomba, un qualcosa di meraviglioso, sarebbe esattamente quel qualcosa a cui agogniamo da quando siamo nati o poco più.
Già, lo desideriamo, ma viverlo sembra sia veramente tutta un’altra storia.
Impossibile? Leggi tutto…

Sto galleggiando nel caos

Capita ad ognuno di noi, di sperimentare momenti nella nostra vita in cui sentiamo che qualcosa non quadra, non va assolutamente per il verso giusto.
E’ una sensazione di sospensione, a volte tragica , perché non ne comprendiamo il motivo, almeno all’apparenza; tutto dovrebbe filare liscio, mentre in realtà qualcosa ci inquieta e al tempo stesso sembra non appartenerci: una parte di noi non riesce più a stare in una situazione che magari, poco tempo prima, aveva sicuramente desiderato e costruito.

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Non accetto i ladri di sogni.

E’ sicuramente capitato a molti di noi, se non a tutti, di avere in mente un obiettivo da raggiungere o una qualsiasi idea da realizzare e sentire improvvisamente il nostro entusiasmo, e il nostro livello di sicurezza, abbassarsi drasticamente, dopo averlo condiviso con qualcuno.
Perché?
Il parlarne ha sollevato una serie di reazioni, anche inespresse verbalmente, ma avvertite dal nostro sé, generate o dalla poca fiducia a proposito di ciò che avevamo in mente di voler realizzare, o dal poco credito concesso dall’ altra persona, alle nostre effettive possibilità, in merito alla realizzazione.
Il viso stranito, l’espressione crucciata, la perplessità dipinta sull’arco sopraccigliare, le parole … ci smontano, pezzo a pezzo, riducendoci in pochi istanti, nelle persone più insicure della terra.
Esiste un nome molto ‘forte,’ con il quale vengono etichettate le persone che ci stanno intorno e che, con un atteggiamento di sfiducia, più o meno dichiarata nei nostri mezzi e nelle nostre “colorate” idee, che ci tolgono appunto la sicurezza: li chiamano “i ladri di sogni”.
Bel nome vero?

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I condizionamenti femminili


“Dovremmo essere consapevoli del nostro valore
e del grande dono che possediamo:
l’ originalità. “

Parlare di condizionamenti, me ne accorgo anche nel mio ambiente lavorativo, risulta particolarmente “faticoso” sia come argomento da sottoporre all’attenzione altrui, che come “realtà” da accogliere e sulla quale lavorare.
Siamo talmente immersi nei “modi atavici” di pensare, ragionare, riflettere, valutare, considerare la Vita e le sue dinamiche, che sganciarsene risulta veramente un lavoro tantalico.
Eppure non siamo liberi e ce ne accorgiamo, ma i condizionamenti sono un qualcosa di talmente sottile ed appiccicato alla nostra esistenza, al nostro corpo emotivo, che individuarli, aggredirli, smantellarli è veramente impegnativo.
Per esempio …
Quali sono o possono essere i principali, diciamo i 10 condizionamenti più importanti, nella vita di una donna?
Nemmeno uno?
Beh, oggi chiacchiererò proprio a questo proposito, partendo da lontano … da un tempo che ha influenzato parecchio la nostra storia e quindi il nostro quotidiano attuale.
Ricordate i Celti?
Partirò proprio da loro …
Per gli antichi Celti, ma pure per altre culture precristiane, l’archetipo femminile era diviso in tre età o stadi, la Fanciulla (the Maiden), la Madre (the Mother ) e la Donna Saggia (the Crone), ognuno dei quali offre determinati cambiamenti fisici, ormonali e psicologici.

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Empatici come gli Angeli

Lo sguardo luminoso, un sorriso aperto, la generosità in persona: questa è la persona empatica.
E’ lo specchio degli Angeli, perché porta in sé la stessa freschezza e generosità dei nostri protettori.
La scienza ci dimostra che empatia e simpatia sono sorelle, ma agire per il benessere degli altri è impegnativo e parecchi tra di noi non amano essere “usati”, quindi in ultima analisi è una scelta, una scelta che non tutti noi attuiamo.
Perché usati?
Perché spesso il darsi agli altri gratuitamente, anche solo con l’ascolto, ci comporta il farci carico di ciò che non ci appartiene, ma accogliamo lo stesso amorevolmente, per via di questa nostra “modalità”.
L’empatia è veramente un qualcosa di particolare, un diamante dalle mille sfaccettature: è imparare a sorridere di più, nonostante le tue giornate siano magari diversamente ok.
Come si fa?

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Amore e pensieri.

L’amore è un’emozione, un’emozione speciale e veramente complessa, forse la più complessa in assoluto, perché ci appartiene da sempre, dalle nostre origini, perché ci intride e ci ha reso possibili, come creature in vita, ma è quella meno capita e spesso, peggio vissuta.
Gli Arcangeli me lo ribadiscono spesso.

Parlare con loro di Amore è tutta un’altra storia, significa prendere visione di sfumature che costantemente ci sfuggono e acquisire consapevolezze veramente straordinarie, che confermano e consolidano conoscenze che mi appartengono e ricordo, fin dalla più tenera età, ma che condivise con gli altri, vengono accolte come chimere, mentre in realtà non lo sono.
Come mai?

Forse perché l’Amore lo viviamo in un’accezione tutta nostra, terrena, quindi molto limitata e limitante.

L’Amore è l’ingrediente primario e primordiale del Divino, è il Divino, quindi un aspetto che egli ha infuso in noi, ma che abbiamo perso e deformato nel corso dei secoli, rendendolo un qualcosa di diverso dalla sua modalità e forma originaria.
Da piccoli, ci insegnano che anche se è un sentimento intenso, non esiste se non nel nostro immaginario comune e che molti tra di noi non riescono a provarlo.
Ci inculcano anche che l’amore è sofferenza e dolore.
Bel modo di avviarci alla sua massima e completa espressione …, non vi pare?
Poi ci stupiamo degli effetti, del caos che colpiscono sovente il nostro spirito, soprattutto nelle relazioni, quando è il cuore ad essere chiamato in causa.

Siamo così mal “addomesticati” ad esprimere ciò che ci appartiene, che in molti non sappiamo che c’è una connessione tra sentimento e sofferenza, un legame sottile, creato “in casa”, che non ci permette di capire che essere felici è possibile e che una relazione senza inganni può e dovrebbe esistere, perché questa capacità ci appartiene, se solo non l’avessimo dismessa o privata del suo “effettivo potere d’essere”.

Lo so, sono tante le sfaccettature di ciascuno di noi, ma di base siamo “perfetti”, anche in questo, almeno alle nostre origini, origini che poi vengono castrate e limitate o consumate dall’educazione al “diverso concetto di amore”, quello legato a preconcetti e pregiudizi atavici.
È vero che attualmente per le persone, soprattutto per la parte maschile, gli uomini, è sempre più difficile impegnarsi in una relazione seria, tuttavia, non è impossibile, basta creare un tipo di educazione di base più  serena, più attenta e “rispettosa”, perché ciò accada.
riuscire ad entrare, o meglio concedersi di farlo, in una relazione seria è meraviglioso e può portare un’ondata di emozioni che, in generale, spaventano chiunque, soprattutto la nostra parte “terricola”,”babbana “, così piattamente dissociata da qualsiasi manifestazione piena e spontanea di questo sentimento.
E la fedeltà?
Beh, quando poi si tratta del tasto fedeltà, il problema diventa ancora più importante.
Siamo come recipienti, come bicchieri.
Se siamo vuoti, possiamo ricevere liquido.
Se siamo mezzi pieni, abbiamo ancora spazio disponibile, mentre, se siamo pieni d’acqua, non ci sta niente altro.
Proviamo a pensare a noi stessi come fossimo bicchieri.
Io come sono?
Un bicchiere vuoto o colmo di liquido?
 Se siamo colmi d’amore, siamo come il recipiente pieno d’acqua e quindi ci troviamo nella impossibilità di contenerne altra, mentre se c’è in noi del vuoto, quindi spazio ancora colmabile, siamo nella condizione di ricevere, quindi disponibili a nuovi desideri, altre curiosità e voglia d’amore.
Siamo recipienti pieni, quando siamo carichi d’amore per una persona, vale a dire innamorati…
Amare, significa quindi avere una relazione seria, significa arrendersi completamente ad un’altra persona e dargli tutta la nostra fiducia, le nostre attenzioni, la nostra carica erotica, il nostro Amore.
Facile?
Assolutamente no, nelle nostre condizioni attuali.
Perché?
Perché questo, purtroppo, sembra un passo impegnativo, un po’ rischioso, a cui non siamo abituati, educati, allevati e quindi un qualcosa di inattuabile, distante e ingestibile, per molte persone.
Eppure, quando l’amore è vero, l’unione è potente e si rafforza ogni istante, tanto che non c’è nulla che possa fermarlo.
E’ un fiume in piena, che lavora, tracima, rientra, si espande, si ritira, alimenta, ciò che incontra, e a sua volta si alimenta.

Pensare che la monogamia non sia possibile, è un atteggiamento legato alla confusione che portiamo dentro, ai pregiudizi del gallo o del macho, all’idea distorta di questo sentimento e delle sue emozioni, oltre che alla ricerca dell’essere amati e non dell’amare, del confondere e quindi richiedere e non del dare.
E questo è visceralmente e profondamente sbagliato, perché quando un uomo ama davvero, non sarà mai infedele, semplicemente perché non ne avrà, non ne sentirà il bisogno.

Sicuramente, però, per arrivare a questo, dobbiamo stoppare l’educazione in essere e quindi tutte le “fatiche” e le tragedie che ne conseguono.
La donna spesso sogna e cerca un qualcosa di eterno, ma reca in sé un’idea distorta di amore, come di un qualcosa da ricevere, e poi dare, e intanto educa la parte maschile, che lei stessa ha generato, non a dare, ma a sua volta a richiedere e spesso in maniera superficiale.
Chi educa i galli cedroni?
Noi!
Se non si crea conoscenza e gestione delle emozioni e dei sentimenti, non si può modificare lo stato delle cose e pretendere che la parte maschile si sappia gestire e mettere in gioco, in maniera più attenta, responsabile, amorevole, proficua e corretta.

Un negoziante può vendere solo ciò che ha a disposizione tra le proprie mercanzie, così noi possiamo offrire solo ciò che ci appartiene.
Un altro elemento straordinario per la piena espressione dell’Amore, ma indubbiamente da coltivare, è il rispetto, cioè uno tra i valori, se non il valore più importante che deve avere un essere umano, verso tutte le persone che lo circondano.

Quindi, se è importante rispettare anche lo sconosciuto che incroci sull’autobus, allora perché non dovresti rispettare il tuo compagno o la tua compagna?

Andare a caccia per trovare un altro, un’altra persona è una mancanza di fiducia e distrugge tutto ciò che una coppia ha costruito.
Una persona innamorata, è un bicchiere colmo; ammira il suo partner, ne è affascinato e a tal punto da non vedere, nel senso intenso del termine, null’altro e quindi, incapace di ferirla, di sottovalutarla, di ingannarla con un’altra persona.

Viene spesso detto, a noi fanciulle, che gli uomini sono dei cacciatori naturali, sempre a caccia di potenziali prede e che possono stare con molte donne, senza relazionarsi mai, emotivamente parlando,  con nessuno.
Beh, mi dispiace, ma io continuo a ribadire che ciò nasce ancora da noi donne e a noi ritorna, perché quei galli da combattimento, mi dispiace, ma li abbiamo sfornati, cresciuti ed educati noi, in un modo che sicuramente non quadra, visto che, una volta adulti, andranno ledendo poi la nostra stessa identità ed i nostri diritti/valori, usurpando altre donne.
Dobbiamo prendere atto di questo.

Se non conoscono l’Amore, ma solo la fisicità e quindi il sesso, essi ricercano e vogliono solo la soddisfazione fisica, ma ricordiamoci che Amare, amare bene e lasciarsi amare è strettamente connesso alle terre della nostra infanzia.
Amiamo esattamente come siamo stati educati a farlo, vale a dire, in maniera proporzionale a come siamo stati amati, e se siamo stati amati a sufficienza e bene.

Questa dote affettiva, ricevuta o meno in dono, è una sorta di imprinting sensoriale che orienterà in seguito tutte le nostre scelte amorose, le non scelte e gli sbagli del cuore.
Ciò che rende diverso un uomo innamorato è proprio questo: che non vorrà dormire con nessuna donna, solo perché è fisicamente attraente, ma lo farà con colei che occuperà tutto il suo cuore.
Se non accade, significa che qualcosa è andato storto nella sua “educazione affettiva” primitiva.
Ricordiamoci poi, che educare, significa tirar fuori, far uscire, qualcosa di già presente.

Se l’imprinting è corretto, chiunque sente il bisogno di andare a letto solo con una donna o un uomo che ama, perché ne è assorbito e meravigliosamente riempito, cuore, mente, anima e quindi corpo, perché ne è appetitosamente attratto, sempre e quindi non cercherà solo la soddisfazione di alcuni minuti, ma una connessione piena, che passa sì dal livello fisico, ma per arrivare a tutte le altre.
Così si gode e si potranno godere quei momenti.
Se Amo, non faccio del male all’altro in nessun modo, mai.
L’infedeltà fa male, molto male.
Mina dentro l’autostima.

Il fatto che un uomo sia innamorato non significa che non veda altre donne e non le consideri attraenti, ma lo farà con una modalità diversa: una cosa è guardare e un’altra è agire.

Un uomo innamorato non è in grado di ferire la sua compagna, così come non la colpirebbe mai fisicamente, né la tradirebbe, perché entrambe queste cose implicano un danno irreversibile alla persona che amano.
E la stessa cosa dovrebbe essere anche per la parte femminile.
Se poi si tratta di un uomo buono, cioè che ha visto uscire e ha fatto crescere questo lato di sé,  non riesce a vedere le donne come trofei, ma è consapevole che le donne e le relazioni con loro, non sono semplici giochi, né erotici, né di altra natura, ma ben altro, magari faticoso, ma carico di magia, di coraggio e di sfida.

Ecco perché è bene essere chiari su ciò che si prova.
Un sentimento vissuto nella maniera corretta, impedisce alla propria autostima di essere in qualche modo tiranneggiato e destabilizzato.
Quindi è improbabile che un uomo innamorato decida di rischiare la sua relazione per un incontro fugace e forse irrilevante, con un’altra donna, comunque essa sia.

Certo, il vero Amore richiede stabilità emotiva.
Un uomo che sa quello che vuole non usa le mezze misure con la donna che vuole, la cerca e la conquista con costanza e amore in ogni gesto.
Continuità e costanza sono allora i suoi fiori all’occhiello, e servono per lasciar passare tra lui e l’amata, ogni cosa e quindi costruire un rapporto magico e completo, dove l’attrazione, l’amore, il desiderio … convivono, si espandono, si mescolano, si compenetrano e si auto alimentano, dando vita ad un qualcosa di veramente unico e grandissimo.
Quando è sicuro di fare il passo successivo, lo fa senza paura di ciò che potrebbe “succedere”.

La sua sicurezza è ciò che dà forma al rapporto, lo definisce: ignorare le debolezze e darsi completamente a quella donna che ha scelto per la vita o per un tempo non definito.
Chi è sicuro di amarti, non pensa a se e quando avrà fine ogni cosa e soprattutto non smetterà mai di farlo da un giorno all’altro, solo per avere un’avventura, perché tu  e solo tu, rappresenti di più, molto di più, di quanto qualsiasi altra donna possa offrirgli.

E poi, cos’altro viene messo in gioco?
Una cosa straordinaria.
Chi si ama deve essere, ed è consapevole, e sicuro di tutto il valore che l’altra persona ha, come donna o come uomo.
Chi sa veramente tutto ciò che sei dentro e fuori, capisce che non troverà mai una persona  preziosa quanto te.

Non importa chi ti si avvicina o chi cerca di rompere il vostro legame, perché tu  e lei/ lui  vivete un Amore talmente intenso e vero, e avete una piena e perfetta consapevolezza del valore del vostro legame, che vi unisce e vi fa vivere meravigliosamente  e magicamente, pur tra le realtà quotidiane, a tal punto da non dar spazio a niente e nessuno.

Quando si ama non ci si lascia neppure sfiorare dall’idea che l’altro sia manchevole verso di noi.
C’è rispetto, quel rispetto che ognuno dei due esercita verso l’altro e che ogni giorno, aiuta il nostro Amore a mantenersi dinamico e a diventare più forte di ogni altra cosa, sia che ci sia la bellezza esteriore o meno.

Come mai ci sono a volte persone con compagni o compagne che noi giudichiamo poco attraenti?
Forse proprio per questo ed è da questa realtà, che dovremmo iniziare a pensare e rivedere tutta la nostra modalità d’amare.
Cosa ne pensate?
Per oggi è tutto.

Con grande amorevolezza
Ti degli Angeli.

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